Ritiro delirante N. 2

di Francesco Rigodanza

L’opportunità di correre il Tenerife Blue Trail viene all’improvviso. Mi ero appena ritirato dal mio ennesimo tentativo di finire un UltraTrail in Istria e la voglia era poca. Però poi ho guardato le foto di Tenerife, l’altimetria della gara, il Teide e capito che... non posso lasciarmela sfuggire. È la mia gara. È subito amore.

Così il 9 giugno dopo 5 ore di Ryanair Venezia-Tenerife (che già solo conta come UltraTrail), l'arrivo alle 17, una cena veloce e tanti tentativi inconcludenti di riposino mi sento perfettamente pronto per non correre 97 km 6500 m+ su e giù per il Teide.

basterebbe solo tanta caffeina

Basterebbe solo tanta caffeina.

 

Si parte a mezzanotte dalla spiaggia di Los Cristianos, a sud dell'isola. Quando arrivo ci sono già tanti trailer vestiti di tutto punto, pronti per l'avventura, ma anche tante persone che si vede che con la corsa non c'entrano niente ma sono comunque lì per incitare, applaudire e perché no, farsi venire voglia di iniziare a correre.

In questo momento anche l'idea di un paio di mojito svaccato in spiaggia non sembrerebbe pessima, però ho un pettorale con scritto il mio nome e quindi tocca partire.

Via. Partenza dentro la sabbia, si entra nella strada centrale e parte lo spettacolo: fuochi d'artificio. Ma in che festa sono capitato? Passo i primi minuti a guardarli, incantato, rapito. E poco importa se per farlo sono più lento del solito e dietro di me ho solo mamme con il passeggino, mancano ancora 96.9 km al traguardo. C'è tutto il tempo!

Un francese, un inglese e un italiano entrano in un Ultra... fa giò ridere così

Un francese, un inglese e un italiano entrano in un Ultra... fa già ridere così.

 

Il primo tratto è tanto asfalto per uscire dalla città. Recupero un po' di posizioni e cerco di trovare un mio ritmo tranquillo. Peccato che una borraccia stia perdendo acqua e sia bagnato fradicio. Ah no sembra tutto a posto, sto solo sudando in modo imbarazzante. Ma il fresco dove? Se è così all'una di notte domani di giorno cosa faccio?

Per fortuna arrivo presto al primo ristoro e mi rifornisco con calma di liquidi e frutta. Sono l'unico che si ferma, gli altri tirano tutti dritto, così una giornalista sfrutta l'occasione per farmi qualche domanda (hanno i giornalisti delle TV alle gare di Trail!!!! Ma quanto avanti sono?). Purtroppo per lei ha pescato quello sbagliato perché non me ne rendo conto è con la bocca piena di arance riesco solo a rispondere "fo foif itafioano, no hablo un cazzo". Lei mi ringrazia un po’ imbarazzata, io mi scuso vergognandomi a morte. Se nel 2018 andate a Tenerife e sapendovi italiani non vi parlano mai è colpa mia!

Riparto. Fa finalmente più fresco e ora si percorrono tanti simil sentieri che si inerpicano su per il vulcano. Ma se la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo anche di notte senza frontale. Perdo una lente a contatto. Non so come, non so perché ma ora da un occhio non vedo più niente. Ed è un grosso problema. Se qualcuno sta pensando "beh ma se vedi bene da un occhio non c'è da preoccuparsi" suggerisco di chiamare un amico, farsi lanciare una palla da rugby tenendo chiuso un occhio e poi, con un occhio nero, raccontarmi che percezione della profondità si aveva.

È un casino. Provo a continuare ugualmente ma appena c'è un pezzo tecnico vado in difficoltà e inoltre continuo a perdermi. Il percorso è segnato benissimo, balise ogni 50 metri, ma io purtroppo vedo molto meno. Sono demoralizzato. Come faccio ad andare avanti? Ma non posso ritirarmi, non dopo 12 km, non adesso. Al secondo ristoro arrivo tentato di dire basta ma sono troppo gentili ed allegri. Mi incitano tantissimo "El niño, el niño" e sono talmente premurosi che esco dal ristoro con più cibo di quando vado a trovare la nonna!

tuttacorribile

Tutta corribile!

 

Bene, ma non benissimo, basta un chilometro e mi fermo sotto l'ultimo lampione prima di 40 km di nulla. Ho una sola possibilità, che quel casinista del Francesco del passato, quello che dimentica lenti a contatto ovunque vada, ne abbia lasciata una in qualche tasca dentro lo zaino. Svuoto tutto lo zaino, apro ogni taschino possibile finché avviene il miracolo: tasca della giacca.

Mentre mi sorpassano runners perplessi procedo alla delicata operazione. Vento gelido, poca luce, come specchio la camera dello smartphone e una sola possibilità. Se qualcuno avesse fatto un video su YouTube avrei sarei già in possesso della mia laurea in chirurgia ad honorem.

Riparto, felicissimo e tanto sollevato. Dopo un'ora di nulla mi sembra che la mia frontale faccia 2000 lumen. Posso tornare a preoccuparmi solo dei sentieri e recuperare un po’ quelli partiti troppo forte. Che sollievo! Mi posso godere la festa. Sono ormai le 4 di notte, siamo in mezzo al nulla e ancora si trova un sacco di tifo, di gente che incita e anche un fantastico gruppo a suonare solo per noi!

Ora fa fresco. La maglietta è tornata asciutta (ma puzza) e la luna piena illumina l'orizzonte anticipando le vette che saranno da salire il resto della notte. Ci sono solo sassi e luci nel cielo, il piccolo Giulio aveva capito tutto, questa è tutto quello che serve per rendere un paesaggio fantastico. 

(Chi non sa è meglio che studi bene https://www.youtube.com/watch?v=7B1aqmOZ-jc)

Il piccolo Giulio sapeva tutto

Il piccolo Giulio sapeva tutto.

 

L'ambiente cambia di nuovo. Addio alberi ora solo sabbia e rocce vulcaniche. È giunta finalmente l'ora di battezzare i bastoncini anche in gara. Dopo aver cercato di slogarmi una spalla tirandoli fuori come un provetto samurai dichiarò ufficiale la mia conversione allo sbacchettamento. Tic-tac-tic-tac. Riprendo un buon ritmo e i polpacci ringraziano. Raggiungo Marco Zanchi, finalmente posso parlare italiano, lui ha appena ricominciato a correre da un mese. Ed è già qui. Che bestia!

Ê ancora notte quando arrivo alla sommità del cratere. Una spettacolo incredibile. Più impressionante del vulcano stesso. Dicono che una volta il Teide fosse alto 5000-6000m finché non è collassato su ste stesso. 5000-6000 m, ve lo immaginate!?!? In questo momento riesco solo a pensare che se fosse rimasto "intero" ci avrebbero fatto salire anche quello e quindi per ora meglio cosi!

ehi voi che andate presto in montagna la mattina. battetemi questa alba!

Ehi voi che andate presto in montagna la mattina. battetemi questa alba!

 

Veloce discesa. La vera prima discesa di tutta la gara. Giusto dopo 40 km di corsa. E dura poco più di un km. Ma è un bell’antipasto dei km che verranno dopo il Teide. E a me, che in queste discese mi diverto da matti, viene già l’acquolina in bocca!

Sì. È bastata solo un po’ in discesa per farmi sentire benissimo. Sono ormai sei ore che sto correndo e sta andando ancora tutto bene. Piccolo check: ho mangiato tanto, bevuto tanto, e le gambe fanno male poco. In più mi dicono che sono 8° quindi il morale è alle stelle! Mi intrattengo un po’ con i fantastici ragazzi del ristoro e dopo 4-5 bicchieri di the riparto per l’ultima tostissima salita che mi separa dalla cima. 10 km e 1500 m+ tutti in su.

Fa freddo ed è ancora notte. Ma il buio aiuta a vedere le torce di chi è davanti a te e visto che sono in rimonta mi da tanto morale. Supero il 7° e il 6°. Volo. E il 5° mi è appena davanti. Perfetto. è passata solo un’ora e ho quasi fatto 1000 m di dislivello (calcoli spannometrici del mio orologio da 10 euro).

BOOM!

Cosa è successo? Cosa è stato? Improvviso, senza aspettarmelo sono finito. Stremato. Inizia a girarmi la testa. Rallento. Bevo e mangio di nuovo. Niente. Mi manca l’equilibrio. Sento il cuore, non vuole battere forte… 90-100 pulsazioni al minuto. Perché? Che cos’è? Ho paura.

Rallento ancora di più e mi concentro ad arrivare in cima. Un passo piccolo, un passo piccolo, piano, piano. Come si dirà in spagnolo? Passito, passito, suave, suavecito. Se dopo 53 km inizio a cantare Despacito vuol dire che l’ossigeno al cervello è proprio finito.

Ho fatto BOOM

Ho fatto BOOM!

 

Mi sorpassano in tanti. La prima donna ha una marcia in più rispetto a tutti. L’ammiro con rispetto e invidia. A fare questi ultimi 500 m+ ci ho messo quasi due ore. Io sto litigando tanto con l’altitudine. Effettivamente questa è la terza volta in vita mia sopra i 3000 metri. Dopotutto io abito a Trieste, sul mare, precisamente a 9 m slm ma solo perché vivo al terzo piano!

Arrivo al ristoro. E' fatta. Ma sono stanco e confuso. Ricordo poco. Bevo, mangio e ricarico le borracce. Dai che si scende.

E invece no! Invece mi addormento 20 metri dopo il ristoro. Lì al sole, sulla roccia dura faccio una delle dormite più belle della mia vita. Dopotutto dicono che dormire in altura faccia bene all’organismo. Per una volta in vita mia che sono a 3500 metri vuoi che non ne approfitto?!?

Mi sveglia un angelo custode sotto forma di volontario della croce rossa. Stare lì effettivamente non è la cosa più intelligente del mondo. Mi chiede che cosa voglio fare? Io ci metto mezz’ora a capire chi sono e da dove vengo. Mi ritiro. Non so se è la scelta più saggia o più giusta ma in quel momento, intontito, impaurito e stanco ho saputo dire solo quello. Me ritiro.

Giù con la funivia. Macchina e poi autobus fino a Puerto de la Cruz. Per fortuna che c’è Marco con me che mi distrae un po’. Perché questo ritiro brucia tanto, quasi come la mia faccia a forza di dormire al sole lassù in alto. Ci tenevo davvero tanto e quando sono tornato a 2000 m e la mia testa e il mio fisico hanno ricominciato a funzionare alla normalità il rammarico è stato ancora maggiore.

Sono arrivato a Puerto de la Cruz ed ero triste. Vedere gli arrivi degli “altri” non ha aiutato. Ho pensato che non sono capace. Che fare UltraTrail non è per me. Perché questa gara è una figata incredibile. Mi è piaciuto proprio tutto. Eppure… Nonostante tutto…

Per fortuna ho potuto respirare aria di Canarie ancora per 24 h. Rendermi conto in che posto fantastico sono capitato. Passare un altro giorno con lo sguardo rivolto verso nord pensando “Puto Teide”. No ma io torno. Ve lo dico già adesso. Magari arrivando qualche giorno prima, magari provando prima l’altitudine elevata.

Perché questa gara è dura, tecnica, brutale. Ed è quello che piace a me. Quindi la finirò.

Potevo ritirami in un posto più brutto

Potevo ritirami in un posto più brutto...