A cura di Maurizio Scilla
Come avrete già letto Francesco Puppi è stato costretto allo stop alla Black Canyons 100 negli Stati Uniti, primo grande appuntamento dell’anno. Una caduta pochi km dopo la partenza ha compromesso la sua gara.
Abbiamo provato a contattarlo per vedere se avesse voglia di raccontarci cosa è successo e come sta.
“Avrei preferito raccontare un epilogo diverso, però mi fa piacere il vostro interesse anche quando le cose vanno male, perché è quando c'è più bisogno di un po' di supporto. Purtroppo il racconto sarà breve, perché la gara è finita molto presto, non ho neanche avuto il tempo di iniziarla quasi, perché sono caduto al chilometro 9. Ho avuto una buona partenza in cui mi sentivo bene (ero in testa in quel momento), c'era un gruppo abbastanza nutrito di atleti dietro di me, credo capitanato proprio da Hans Troyer, che poi ha vinto la gara.
Si parte alle 7 di mattina, praticamente all'alba, quindi il sole è molto basso e in quel momento avevo il sole che praticamente mi accecava, quindi non vedevo quasi niente. Stavo facendo attenzione, mi ricordo di aver pensato che dopo circa mezz'ora di gara dovevo iniziare ad alimentarmi e proprio in quel momento sono caduto.
Era un tratto non dico tecnico, perché il sentiero non è mai propriamente tecnico, è lento in tanti tratti, perché ci sono tanti cambi di direzione, ci sono tanti ostacoli, ci sono rocce. Si corre forte, perché le pendenze sono molto moderate. Era un tratto così, tra l'altro appena dopo inizia un lungo tratto invece molto più scorrevole, molto più veloce, poco tecnico dove probabilmente cadere sarebbe stato meno probabile. Sono caduto male perché non ero pronto e mi sono sbucciato un po’ le ginocchia, i gomiti e mi è uscita la spalla, la stessa parte sinistra dove mi ero rotto due volte il gomito.

Dopo la gara siamo andati a fare una radiografia perché non riuscivo a muoverla, però è solo lussata. E’ rientrata nella sua sede mentre stavo correndo. Nella concitazione del momento ho pensato di cercare di rimanere in gara e di stare il più vicino possibile ai primi.
Ho pensato che anche se avessi perso alcuni minuti, avrei potuto con una gara in rimonta recuperare nella seconda parte. I primi chilometri dopo la caduta li ho corsi a 4-4’10”/km, penso che perdessi al massimo 20/30” al km, il che poteva essere accettabile.
Ma dopo il dolore è diventato troppo forte e non riuscivo proprio a muovere il braccio, ed era anche pericoloso continuare perché se fossi caduto così sarebbe stato abbastanza disastroso. Poi hanno iniziato a superarmi tutti, anche le ragazze, e io dovevo continuare a farmi da parte per lasciar passare gli altri atleti. Il dolore era troppo forte e ho deciso di ritirarmi.
Avevo passato Antelope Mesa e sono dovuto arrivare a Hidden Treasure, che è al ventesimo chilometro. Dopo un po' sono arrivati Jim e il mio amico Leo Pershall, che già mi aveva dato una mano sia per Lake Sonoma due anni fa che per Canyons l'anno scorso. Il medico mi ha subito bendato e ripulito le ferite. Poi sono andato in una “emergency room” per gli accertamenti del caso. Ero sicuramente pronto a eventuali dolori all'anca, l’avvicinamento alla gara era stato un po' condizionato da questi problemi che erano sorti nelle ultime due settimane di preparazione, ma non a dovermi ritirare così. Mi sento un po’ patetico in questo momento.
È un'esperienza che sicuramente avrei voluto andasse diversamente, però bisogna accettare quello che arriva dal campo e cercare di contestualizzare un po' le cose.
Finire la gara sarebbe stato forse il giusto coronamento a un'ottima preparazione, un'ottima esperienza in generale qui in Arizona. Facciamo forse fatica ad ammettere che quello che facciamo, tante volte dipenda dalla casualità. Ci sentiamo magari tanto in controllo di tante situazioni, ma non è necessariamente sempre vero.
Il lato positivo c’è, la spalla non è rotta, non è un infortunio legato alla corsa, quindi
una volta che la spalla va a posto, penso in un paio di settimane, potrò riprendere ad allenarmi, potrò riprendere a correre. Valuteremo se fare un'altra gara, se ripiegare su un altro obiettivo. Per ora sono enormemente motivato a fare una gara tra due o tre settimane, un mese. Cercherò di fare le cose fatte bene".

© HowieSternPhoto