LESSINIA LEGEND RUN

A cura di Raffaele Guzzon

Guardandola dal basso, che la si osservi dalla Valle dell’Adige o dalle colline veronesi, la Lessinia si presenta come una montagna al contrario: un altopiano dai profili morbidi, segnato da forre incise, creste calcaree e boschi secolari. A far da cornice le guglie aeree e selvagge delle Piccole Dolomiti. È un territorio dal duplice carattere: da un lato la quiete delle malghe e la tipica pietra bianca delle contrade storiche; dall’altro la dimensione più austera e autentica della montagna, poco condizionata dal turismo di massa e adatta a essere percorsa a passo di corsa.

In questo contesto, ancora ai margini dei grandi flussi turistici, si è svolta domenica 13 settembre la nona edizione della Lessinia Legend Run. La manifestazione, sostenuta da un'identità ben definita e da un solido impianto organizzativo, si è ritagliata uno spazio preciso nel panorama del trail italiano, pur collocandosi in un mese come settembre, tradizionalmente denso di appuntamenti concorrenti.

L’impegno organizzativo ha trovato riscontro nei numeri: oltre 1.300 iscritti in rappresentanza di 20 nazioni, con una quota di presenze estere compresa tra il 15% e il 20%. Si tratta di un dato significativo per una manifestazione indipendente, svincolata dai grandi circuiti internazionali. Grazie al supporto degli sponsor e delle associazioni locali, gli atleti giunti a Velo Veronese, centro nevralgico dell’evento, hanno potuto scegliere tra cinque tracciati. Le quattro prove competitive, con distanze dai 10 ai 50 km, si differenziano nettamente per sviluppo, dislivello e tipologia di terreno, richiedendo abilità tecniche e gesti atletici differenti, ma offrendo allo stesso tempo “pane per i denti” a tutti gli appassionati di corsa in montagna, dai neofiti della disciplina in cerca di un’esperienza nuova ai trailers esperti che vogliono sfruttare lo stato di forma ottenuto in estate per aggiungere una medaglia di valore al proprio palmares.

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Nelle distanze più brevi, fino alla 30 km, il percorso si sviluppa prevalentemente sull’altopiano, lungo stradelli forestali e antiche vie di collegamento tra le contrade. Si tratta di tracciati scorrevoli e dal dislivello contenuto, per quanto la 30 km accumuli, comunque, circa 1.700 metri di salita. Con la 50 km il contesto cambia in modo netto: la gara si allontana dall’altopiano per spingersi verso le Piccole Dolomiti e sconfinare in territorio trentino. Il percorso diventa progressivamente più tecnico e severo, richiedendo confidenza con i terreni di alta montagna a fronte di un dislivello positivo di 3.400 metri.

A completare il quadro vi è l'iniziativa non competitiva di 10 km, aperta a tutti e capace di offrire anche agli accompagnatori degli atleti una bella giornata di montagna. Un’opportunità per scoprire i borghi della Lessinia a ritmo calmo, lasciando da parte per qualche ora la gestione di borracce e zaini altrui. Dettaglio non trascurabile e che denota l’attenzione alla valorizzazione del territorio è la fruibilità dei percorsi: l'intero tracciato si sviluppa su strade forestali, carraie e sentieri pubblici ed è quindi percorribile tutto l’anno da chiunque desideri esplorare il territorio traccia alla mano, risultando ideale anche per uscite autunnali nelle quote più basse.

Sul piano agonistico, la competizione ha espresso prestazioni di livello sia al maschile sia al femminile. Nella Legend Run 50 km, la prova è stata vinta da Mattia Tanara, primo al traguardo con il tempo di 5h13'28" dopo una gestione di gara molto regolare. In campo femminile, il successo è andato a Marta Bonioli (7h23'09"), atleta profonda conoscitrice delle montagne veronesi e già prima alla Tzimbar Race in questa stagione. Sulla distanza della Legend Run 30 si è imposto l'esperto Sergio Bonaldi in 3h11'11". Tra le donne la prima a tagliare il traguardo è stata Elisa Presa, giunta poco più di venti minuti dopo i primi uomini: per l'atleta veronese si tratta di un risultato che si aggiunge al successo ottenuto nel 2025 sulla 50 km e che ne conferma la continuità di rendimento dopo i recenti podi alla Valzurio e all'Ultrabericus. Nella Legend Run 20 la vittoria maschile è andata a Luca Bertoldo (1h43'45"), mentre in campo femminile si è affermata Agnese Carcano (1h48'08"). Sul tracciato di 10 km, infine, i primi posti sono stati conquistati rispettivamente da Lorenzo Costa (48'51") e da Anna Massella (1h04'32").

Al di là dei riscontri cronometrici, l'evento ha mostrato la capacità di coniugare la componente agonistica con il coinvolgimento della comunità locale e la promozione del territorio. È un aspetto che emerge chiaramente nelle parole di Francesco, ideatore della manifestazione insieme al padre. A pochi giorni dalla conclusione dell’edizione 2026, lo sguardo degli organizzatori è già rivolto al 2027 per il traguardo del decimo anno: l’obiettivo è consolidare la struttura dell'evento e ampliare ulteriormente la partecipazione internazionale, portando il nome della Lessinia oltre i confini nazionali.

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