BEI K3: IL ROCCIAMELONE E I SUOI PROTAGONISTI

di Maurizio Scilla

BEI K3

27 luglio 2019

Distanza 9,7 km

Dislivello 3030 m+

www.vertikalk3.com

 

daniel osanz credits sportograf

Ph. Sportograf

 

LA GARA

In campo femminile, la vittoria non è mai stata in discussione, troppo forte la svizzera Victoria Kreuzer che va a vincere in 2:27:55, terzo tempo di sempre, secondo posto per la basca Oihana Azkorbebeitia in 2:35:00, arrivo per mano per la francese Jessica Pardin e la svizzera Maya Chollet in 2:38:16.

Tra gli uomini il favorito, lo svizzero Martin Anthamatten, già due volte vincitori su questi pendii, ha dovuto lottare con due giovani, lo svizzero Roberto Delorenzi e lo spagnolo Daniel Osanz Laborda. Il detentore del record chiude in 2:03:58, precedendo Delorenzi (2:04:37) e Osanz (2:07:08) che ceduto solo nel finale.

 

SCHEDA TECNICA

Il Red Bull K3 è una gara unica al mondo, valevole per il Vertical Kilometer World Circuit, in 9,7 km di sviluppo si guadagnano 3000 m di dislivello.

Dopo una partenza “pilotata” e non cronometrata che porta dal centro di Susa al Santuario di Mompantero, inizia la gara vera. Dal Santuario al Trucco, , sono 1180 m di dislivello in 4,6 km con una pendenza media del 26%, con tratti che superano il 30%. Il sentiero non presenta difficoltà. Dopo il Trucco il percorso sale ancora per 400 m circa, poi si rifiata, in un km in gran parte in traverso, si guadagnano solo 100 m D+. Ma attraversata la strada forestale inizia il famoso “pratone”, in 1900 m si guadagnano quasi 800 m di dislivello con tratti con pendenze tremende. Altri 150 m D+ e si raggiunge il Rifugio Ca’ d’Asti a 2850 m di quota (8 km). Qui il paesaggio si fa quasi lunare, mancano meno di 2 km per raggiungere la cima del “Roccia”, ma sono altri 700 m D+, in questo tratto la salita presenta alcuni strappi “notevoli”, alcuni tratti di catene, un finale che mette a dura la prova gli atleti.

 

I PIONIERI

Già nel 1957 Gioacchino Volturo, allora ventiquattrenne fece registrare il primo tempo di salita e discesa, uno strepitoso 3h47’. Durante la sua impresa Gioacchino fece firmare alle persone che incontrava un foglio con l’ora del passaggio per avere le prove della sua impresa.

Il 17 agosto 1986 venne organizzato un tentativo di record, Daniele Ivol transitava in vetta al “Roccia” in 2h20’ e concludeva la sua prova a Mompantero con il favoloso tempo di 3h17’53”.

In campo femminile Paola Didero passava in vetta dopo 3h07’ e concludeva la prova in 4h35’24”.

Nel 1988 il forte atleta di Giaveno, Elio Ruffino, famoso per essere un grande discesista, fece registrare il nuovo record ancora imbattuto attualmente, fermò il cronometro a Mompantero in 3h14’, scendendo ad una velocità folle.

Grazie a questi “avventurieri”, nel 2010, Nico Valsesia, Marco Abbà e Maurizio Scilla hanno creato un’edizione zero, che ha avuto un seguito nel 2014.

 

vicky&martin on the top

 

LE INTERVISTE

 

VICTORIA KREUZER (30 anni di Zermatt, scialpinista, vincitrice coppa del mondo skialp Vertical, due volte vittoriosa al K3, secondo tempo di sempre 2:23:03).

Seconda vittoria a Susa per te, cosa ti ha lasciato dentro?

Quest’anno è stata veramente dura, più dell’anno scorso, perché ho corso da sola e ho fatto fatica di testa. Mi sentivo anche un po’ stanca, ho cercato di spingere, ma da sola non è stato facile. L’anno scorso con Axelle Mollaret dietro è stato più facile fare un gran tempo!

Hai iniziato la gara pensando al record o semplicemente puntavi alla vittoria?

Ho pensato al record durante la corsa, guardavo il crono, ma è difficile calcolare, in certi momenti mi sembrava di fare un lungo allenamento da sola.

Le cattive condizioni climatiche ti hanno condizionato?

Il meteo mi ha condizionato sin da quando siamo arrivati venerdì, era molto caldo, 33° gradi, troppo per me, che abito a 1600 m. Ho sofferto la notte per il caldo e non ho quasi dormito. Anche le previsioni mi preoccupavano, ho tanta paura dei fulmini e quindi ero un po’ tesa, ma alla fine siamo stati fortunati. Vorrà dire che tornerò il prossimo anno per il record!

 

oihana azkobebeitia credits sportograf

Ph. Sportograf

 

OIHANA AZKORBEBEITIA (38 anni, basca, atleta che spazia dal Vertical alle Skymarathon)

Ti aspettavi un risultato così, solo sei giorni dopo il terzo posto alla Royal Ultra Skymarathon?

Ho finito molto provata la Royal, sinceramente non sapevo se avrei avuto il tempo per recuperare bene. Fortunatamente mi son sentita bene sin dalle prime rampe. Ero proprio curiosa di prendere parte al K3, gara unica, il mio obiettivo era la top 5, quindi sono felicissima del secondo posto!

È stata la tua prima volta sul Rocciamelone, è stato come ti immaginavi?

Sapevo che sarebbe stata veramente dura, 3030 m di dislivello in soli 9,7 km è da pazzi, ma anche se immaginavo che avrei fatto tanta fatica, non mi aspettavo una durezza simile, è stato incredibile!

Qual è il souvenir che ti porti a casa?

Beh, essere arrivata in vetta al Rocciamelone e aver condiviso l’esperienza con gli altri skyrunner.

 

MARTIN ATHAMATTEN (34 anni di Zermatt, forte scialpinista, tre vincitore del BEIK3, detiene il record del percorso con 1:58:53)

Ci è sembrato che tu abbia gestito la gara, giusto?

Era importante gestirsi bene, con tanti giovani agguerriti al via, Roberto Delorenzi è passato anche al comando, ma io sapevo che nell’ultima parte si poteva cambiare ritmo e involarsi, l’obiettivo era vincere il K3 tre volte di seguito in 3 partecipazioni.

Che consigli hai per chi non l’ha mai corsa?

È molto importante partire piano e poi trovare il giusto ritmo, perché non è facile gestirsi per 3000 m di dislivello.

Durante l’estate partecipi a pochissime gare, come mai vieni a Susa a correre il K3?

Per me è importante fare poche gare d’estate, perché preparo la stagione invernale ed è importante seguire un training di base. Il K3 è un super allenamento dove posso testare la mia forma e la mia endurance, Ci sono tanti campioni e mi serve tantissimo per testare i miei limiti.

 

roberto delorenzi credits sportograf

Ph. Sportograf

 

ROBERTO DELORENZI (22 anni, ticinese, atleta polivalente)

Ciao Roberto, hai voglia di presentarti?

Faccio parte del Team Vibram, corro dal 2010, ho iniziato con le corse in montagna. Sono un atleta polivalente, faccio atletica, corsa in montagna, campestri, vertical, skyrace, trail, duathlon e ciclismo. Le gare che preferisco sono i vertical medio lunghi, tipo dai 1500 m di dislivello in su. Nel duathlon ho vinto i campionati svizzeri U23 nel 2018, nelle campestri ho vinto nel 2019 il titolo svizzero U23. Nelle skyrace ho in tasca una medaglia d’oro e una d’argento nell’U20, un argento mondiale U23 nel 2018. Anche nel Vertical ho portato a casa un argento mondiale U20 nel 2017 e un oro U23 nel 2018, son riuscito a vincere anche la medaglia d’oro U20 nella corsa in montgna ai campionati svizzeri 2015. Quanto al ciclismo ho fatto una stagione l’anno scorso nelle categoria elite/semi pro.

Cosa ti lasciato il BEI K3?

Da un pezzo desideravo fare il K3. Ho partecipato la Claro Pizzo da noi in Ticino, ed è abbastanza simile, tranne che l’arrivo è a 2700 m al posto di 3500 ed è 2500m di dislivello contro i 3030 del K3. Mi sono sempre trovato bene su queste gare, e quest’anno mi sembrava l’anno giusto per venire a Susa e provare a far bene. Ultimamente mi sto allenando tanto e mi sento in forma, speravo in 2:10 o poco meno, ma 2:04:37 proprio non pensavo.

Hai “sparato” il quinto tempo di sempre, davanti hai solo Martin e Remi, pensavi di fare cosi’ bene?

Appena finita la parte controllata della gara, sono partito davanti a tutti con il mio ritmo, ho staccato tutti di circa 20/30”, poi dopo circa 600 m di dislivello dalla partenza mi si è rotto il laccetto del bastone, poco dopo mi ha raggiunto Martin e mi sono attaccato dietro di lui, poi l’ho lasciato andar via dopo 1000 m di dislvello dalla partenza, era troppo veloce quel ritmo per me sapendo di dover fare 3030 m+.
Nel pratone ripido sono restato sempre con lo stesso distacco da Martin e Daniel si è avvicinato, però vedevo che faceva un po’ più fatica di me, più volte perdeva 2/3 m e poi accelerava per riprendermi, questo per alcune volte e poi su al rifugio finale Daniel è un po’ scoppiato. Io mi sentivo bene e ho accelerato, sono andato a riprendere Martin, mi sono messo davanti, pensavo dentro di me “se in 5 minuti l’ho ripreso, ora vado e vinco!”. Invece no, Martin si è attaccato e non ha mollato e negli ultimi 200 m sul falsopiano Martin è partito e non ho potuto far niente, non ne avevo più ma alla fine chiudendo in 2:04:37, mi posso proprio ritenere strasoddisfatto, saper di aver fatto il quinto tempo di sempre dietro solo a Martin e a Remi, mi rende ancora più felice. Ho battuto il tempo del Mago (Nadir Maguet), son troppo felice!

 

CLASSIFICA MASCHILE

1. Martin Anthamatten (SUI) 2:03:58
2. Roberto Delorenzi (SUI) 2 :04 :37
3. Daniel Osanz Laborda (POR) 2:07:08

 

CLASSIFICA FEMMINILE

1. Victoria Kreuzer  (SUI) 2:27:55
2. Oihana Azkorbebitia (ESP) 2:35:00
3. Jessica Pardin (FRA) 2:38:16
3. Maya Chollet (SUI) 2:38:16