Se non sei su STRAVA...

di Francesco Rigodanza

 

“Se non è su Strava non ti sei allenato veramente.”

Strava è il social network di chi fa sport di endurance. Pensata come diario virtuale dove poter caricare i propri allenamenti quasi in tempo reale ha fatto la sua fortuna grazie alla possibilità di paragonare le varie attività con tutte quelle simili fatte in passato, anche da altri utenti. Ci si può confrontare con il “se stesso” di qualche mese prima su un qualsiasi percorso o distanza per seguire i propri progressi , ma soprattutto si può selezionare un certo percorso (solitamente una salita) e vedere come ci si posiziona in una classifica in cui compaiono tutti coloro che nel tempo hanno fatto quel particolare “segmento” con la possibilità di sezionare tutti gli atleti per anno, età, sesso, club…

 

200623 strava 1

 

Se uno in va sulle Dolomiti e fa il mitico Passo Giau in bicicletta troverà una classifica di 27000 atleti in cui compaiono anche Vincenzo Nibali, Giulio Ciccone o Andrey Amador mentre lo percorrevano al Giro d’Italia.

Se uno va a Chamonix e sale a piedi in direzione la Brevent trova una lista di 1700 corridori in cui ai primi due posti ci sono Remi Bonnet e Kilian Jornet.

Questo è il principale fascino, la possibilità di misurarsi in ogni momento su un percorso stabilito e sfidare amici come fosse una gara vera (e difatti le ostilità e gli sfottò che ne derivano sono forse peggio) con il fascino di poter vedere senza filtri il distacco dai migliori al mondo perché anche loro, come noi, stanno a scannarsi su Strava. Ah già e quelle bellissime icone di una corona che compaiono se sei primo in classifica con annesso titolo di KOM o QOM (King of the mountain, Queen of the mountain)…

Con l’assenza di gare di questo pazzo 2020, la possibilità di proseguire le competizioni virtualmente su questa piattaforma sembrava il passo più semplice: io ti do la traccia gpx e tu ti fai la tua corsa a tutta quando vuoi basta che finito carichi la tua attività cosicché l’applicazione riconoscerà il tuo giro e ti inserirà dopo una ventina di secondi nella classifica riservata. Così comodo e veloce!

Ma accade che a fine maggio Strava fiuti il guadagno e quei servizi fin’ora gratuiti diventino riservati agli utenti Premium (5 Euro al mese). È scoppiato il panico… Addio segmenti.

 

200623 strava Lavaredo┬®AlexisBerg 5331

Ph. Alexis Berg ©Lavaredo Ultra Trail

 

QUELLO CHE RIMANE GRATUITO

Passata la tempesta della notizia, abbiamo continuato ad utilizzare l’app in modo gratuito per renderci conto di cosa sia ancora possibile fare, in particolare se la funzione segmenti sia ancora utilizzabile da chiunque almeno per le informazioni più base. Spoiler: si, farsi male facendo segmenti è ancora possibile.

Caricando un’attività su Strava in modalità gratuita ora posso:

  •           Creare un segmento
  •           Vedere tutti i segmenti percorsi con le relative informazioni di tempo, km e velocità.
  •           Sapere se la propria performance su qualsiasi di quei segmenti è tra le prime tre personali (tramite medagliette oro, argento, bronzo)
  •           Su ogni segmento poter avere il riscontro con la propria migliore prestazione
  •           Visualizzare i primi dieci posti della classifica
  •           Ricercare le stesse informazioni dei punti precedenti per un’attività di qualsiasi altra persona

Facciamo un esempio. Un giorno esco a correre, vado fino al parco giochi vicino, faccio un giro e torno casa. Rientrato, invece di fare stretching, carico subito l’attività su Strava perché voglio vedere quanta gente ha fatto il giro del parco giochi. Non essendoci questo “segmento” lo creo prendendo il pezzo di interesse dalla mia corsetta appena terminata e dopo pochi secondi mi appare una classifica di 132 persone che hanno fatto il medesimo giro. Scopro quanto ci ho messo, che media ho tenuto e dalla comparsa di una medaglietta oro capisco che è stata la mia corsa più veloce attorno al parco, ma non essendo stato così bravo da entrare nei primi dieci non posso sapere la mia posizione specifica, o confrontare me stesso con tutte le altre volte che ho percorso lo stesso giro. Tuttavia, la posizione in classifica resta e basta chiedere ad un amico “premium” di controllare il segmento per sapere dove si sta tra 132 affezionati del giro del parchetto.

Quindi Strava in modalità free fornisce informazioni sufficienti per soddisfare la propria curiosità come le possibilità di farsi male tra amici. Vengono meno invece un po’ di funzioni da smanettoni. Oltre alla classifica completa, si perde la possibilità di guardare le diverse categorie per sesso, età, intervallo di tempo o squadra. In più non si possono confrontare le proprie attività su uno stesso percorso (e relativi progressi) o far confronti metro per metro con altri utenti per capire dove si ha perso i secondi preziosi.

Tornando alla mia corsa attorno al parco, voglio prenderla un po’ più sul serio ed essere il più veloce tra quelli che hanno fatto il giro quest’anno (perché l’anno scorso l’erba era più verde e veloce), seleziono la categoria “2020” e scopro di essere il 13°. Posso aprire la corsa del primo in classifica e tramite la funzione “confronta” andare a comparare metro per metro le due attività. Scopro che su 2 km di giro accumulo il grosso del distacco nei primi 500 metri quindi la prossima volta proverò a partire più veloce. Inoltre, per aumentare la sensazione agonistica posso caricarmi l’attività di uno qualsiasi degli atleti davanti a me in classifica e usarla come lepre sul mio Gps in modo da aver un confronto reale la prossima volta che corro lo stesso giro. Carino eh?

Concludendo, per quanto riguarda la funzione “segmenti” (perché Strava offre anche diversi strumenti per studiare al dettaglio i propri allenamenti) la modalità free permette di continuare a sfidare se stessi e amici sui tanti segmenti virtuali presenti nel database della App, tuttavia in un momento in cui le gare ancora mancano l’abbonamento premium permette di compensare la competitività che ci manca in questo periodo. Dipende tutto da quanto malati di segmenti si è.

Buone sfide.