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MEHT MACUGNAGA 27/7

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Questa sezione è dedicata ai racconti delle gare, dal giorno in cui si disputano in avanti: commenti, risultati, opinioni.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.

MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda coccodix » 31/07/2019, 9:56

Ho atteso fino ad oggi che qualcuno scrivesse qualcosa su questa gara,ma vedo che non compare nulla sul Forum!
Io ho fatto la 38 ,o meglio ho fatto la 32 fino a Passo Moro,poi sono stato fermato per maltempo.Mi sono beccato il finimondo sull'ultima salita della gara,ero infreddolito e devo dire anche spaventato per i fulmini che cadevano,ma giunto in cima mi sono cambiato ed ero pronto a ripartire,poi la notizia della sospensione.Il temporale era finito,o meglio,pioveva ma non grandinava piu' e non cadevano piu' fulmini,vorrei conoscere le impressioni di qualcuno riguardo la gestione dell'emergenza meteo.
Io non mi sento di polemizzare,mi e' spiaciuto non concludere la gara a soli 6 km dall'arrivo,ma capisco il comportamento degli organizzatori.
Grazie
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Re: MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda AndreaPD » 31/07/2019, 12:51

Ciao,
io ho fatto la 23, e mi sono beccato ovviamente il diluvio, ma per fortuna ero già in basso e fuori dalle possibili difficoltà, non posso dire nulla sulla gestione delle gare lunghe...

Però mi è piaciuta assai, il percorso è tosto (da noi queste si chiamano skyrace!), le discese poi spesso più tecniche delle salite, i panorami fantastici.
Un plauso all'organizzazione, semplice ma ottima, pranzo degno di nota, ristori ben posizionati, per chi interessa bella maglietta e gran medaglia!
Unica nota stonata: la 23 era in realtà una 26 abbondante....

Ciao

Andrea
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Re: MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda ettoreptt » 31/07/2019, 22:43

Partenza e arrivo a 100 metri dalla casa in cui vacanzeggio da 50 e passa anni, sentieri calpestati milioni di volte, anche in gara da ragazzo (fino all'inizio degli anni 80 qui si correva la "D'land lòufutu", breve ma tosta). Impossibile mancare. Scelgo la 23 (vero, erano 26 ma che importa?), con l'idea di esserci e basta. Non mi preoccupa il maltempo previsto, qui posso sempre cavarmela da solo e so dove passare semmai dovessi ripiegare.
Però, aria di casa a parte, butto giù un po' di pensieri per una gara che merita tutto il succeso che sta riscuotendo dopo soli due anni.

Percorso: quello della 60 con i due scollinamenti a 2900 metri,una salita eterna da quasi 2000 m D+ e le numerose pietraie anche in discesa merita l'aggettivo brutale. E' montagna vera, senza mediazioni.
La 23 ha una salita iniziale secca ma poi si stempera con saliscendi di poco conto. Abbastanza tecnica: sono sentieri classificati E, ma a chi non frequenta abitualmente le alte quote delle Alpi occidentali può risultare ostica.
Nemico di giornata sulla 23 è stato il fango, invece non ho patito freddo alle mani neppure sotto la grandine beccata intorno a quota 2100. Proprio in quel tratto mi ha superato Collè, in pantaloncini ma con lo zaino bello cicciotto. Dopo di lui è passato Ruzza, talmente imbacuccato che neppure l'ho riconosciuto. Ecco: se due così viaggiano con tutto il materiale obbligatorio addosso, perché tanti altri non lo fanno neppure se le previsioni meteo sono inequivocabili? Scusate, ma non ho nessunissima pietà per queste persone (uno era talmente fuori che ha chiesto ad altri concorrenti di prestargli la loro giacca. Ma arrangiati!!!)
Approvo la decisione di bloccare le due lunghe a mezzogiorno per chi non fosse già passato dal Monte Moro. La successiva discesa si svolge infatti su una pietraia molto battuta dai fulmini, attirati anche dai cavi e dai piloni di funivia e linee elettriche. Se deve cadere un fulmine in tutta la vallata è proprio lì che arriva.
Come detto da AndreaPD ok per logistica (tutto in 100 metri), ristori (sfiziosissime le fettine di pane con le uvette, che ho integrato con i mirtilli raccolti sotto l'Alpe Rosareccio) e gadget. Aggiungo una menzione positiva anche per il balisaggio a mio avviso ottimo e abbondante.

Che altro? Peccato per il meteo che ha privato tutti coloro che sono arrivati a Macugnaga per la prima volta di panorami davvero senza paragoni. Un motivo in più per tornare l'anno prossimo.
Io poi dovrò consolidare il mio status di senatore:-)
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Re: MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda AndreaPD » 01/08/2019, 7:46

Ottimo resoconto Ettore,
non mi ero conto di essere stato fortunato a non prendere la grandine, ma solo tanta tanta acqua!

Sui sentieri delle Alpi Occidentali, confermo l'impressione che siano mediamente selvaggi e forse sottoclassificati, almeno con i criteri che si usano nelle orientali.....

Spero proprio di tornare l'anno prossimo!

Ciao

Andrea
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Re: MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda Krapotkin » 05/08/2019, 8:25

ieri per i fatti miei ho seguito le tracce gpx della 23k.
con l'arietta frizzante del mattino presto e poi con un bel sole caldo me la sono proprio goduta :mrgreen: .
sul percorso ho incontrato un camoscio e quattro cristiani e devo dire che è proprio bello. in primis perché evita, fatto salvo l'obbrobrio della vecchia funivia del Rosareccio, tutte le strade, stradine e piloni delle seggiovie e poi perché passa proprio sotto la est del Rosa e sopra i suoi oramai poveri anche se immensi ghiacciai.
da qui il mio dubbio sul fatto di fare gare. ti studi il percorso, ti scarichi, se riesci una traccia GPS e via! quando e come vuoi......
Krapotkin
 
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Re: MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda Toibel » 06/08/2019, 10:09

Ciao! Io sono uno dei 60 finisher della 60Km. Se avete tempo e voglia, vi lascio il mio racconto che avevo scritto su Facebook.

"#MEHT: ovvero Monte Rosa Est Himalayan Trail, 2°edizione. Racconto esteso da caffè davanti.

Tutto parte da un'idea lanciata dal nostro buon Piergiorgio Rebeschini, che ha vissuto lì a Macugnaga per anni, compiendo soccorsi in parete e ascensioni di ogni difficoltà nel Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, più che una seconda casa per lui quindi; se poi aggiungi la sua propensione nel ricercare sempre i trail più duri, selvaggi ed estremi in giro per il mondo, lontano dai grossi numeri e dal blasone (atteggiamento che condivido appieno), sottoscrivo subito la proposta e mi ritrovo iscritto alla distanza più lunga di 60km 4500D+ ancora a gennaio.
Senza contare che dopo essere salito da Alagna fino alla Gnifetti nel 2015, ero proprio curioso di esplorare anche il versante di Macugnaga.

Si parte alle 6.00, i nostri zaini da trail sono pesanti come non mai tra materiale obbligatorio e scorte energetiche, d'altra parte dobbiamo fare quasi tutta la gara sopra i 2200m e non sappiamo cosa troveremo nei ristori (alla fine arriverò con mezzo kg di riserve alimentari intatte, ma in questi casi meglio abbondare che deficere...).
Macugnaga sembra uscita da una cartolina: la gente ci saluta sorridente dalle case tutte di legno e pietra, molte sono addobbate di striscioni rosa, il colore della gara. Sembra il paese di Heidi...

I primi 6 km ahimè sono tutti in discesa su sentiero lungo un torrente, corriamo forte, così forte che al 3°km una pietra umida mi tradisce un appoggio e tiro una mina colossale di schiena, proprio in mezzo alle scapole. Sicuramente ero sbilanciato dallo zaino, ma per fortuna lo stesso zaino colmo para il colpo e mi rialzo senza tanti problemi, altrimenti a detta del mio compagno di squadra Gianni sarei ancora lì, stile tartaruga ribaltata sul guscio. Rimedio solo una botta al dito che mi impedirà di stringere bene il bastone e un gel esploso nello zaino dal colpo. Proseguo un po' scosso e penso: "forse questa gara non mi vuole..."

Poi, finalmente, la Salita. Adoro la salita, è il mio. Amo spingere salendo sempre più in alto metro dopo metro. Questa è una bestiolina da 2000D+ tutti d'un fiato che porta fino al Passo Mondelli, al confine svizzero.
Il bosco di larici finisce, salendo ritrovo il mio ritmo e d'un tratto la montagna si apre e il sole illumina ogni cosa: spuntoni di roccia granitica, rivoli d'acqua continui e pascoli d'alta quota fradici. L'ambiente ricorda molto Cima d'Asta, per chi la conosce, solo che lì il sentiero sale a tornantini, qui invece si sale dritto per dritto senza pietà, e ci sono ancora più ruscelli.
Da metà in poi la salita diventa tipicamente alpina: il sentiero svanisce, si prosegue verticali su massi neri grandi come lavatrici, cercando quelli più stabili e sicuri. Mi diverto quasi a cercare la "mia" via per salire, dando sempre un occhio alle bandierine segnatraccia.
Proprio lì trovo una mia compaesana, Silvia Dalla Costa, vive da anni via, lei fa la 38km e so che mena parecchio nei trail; infatti ci alterniamo e tiriamo l'un l'altro...piccolo il mondo!!

Arrivati al Mondelli a 2900m si passa il confine, siamo in Svizzera! Attraversiamo parecchi nevai in discesa, e c'è da guadare un torrente dietro l'altro, mi inzuppo le scarpe ma mi diverto un mondo!! Davanti si apre una vallata alpina di una bellezza maestosa: ai due lati lingue di ghiacciaio che terminano in cascate gigantesche, distese di erbe e in fondo il lago Mattmark, di un verde-acqua quasi irreale...meraviglia! C'è da scendere per circoscrivere il lago, sembra non finire mai, è lungo km e km, riempio le borracce con l'acqua pura che scende ovunque, e lì lungo la diga e le sponde ci sono gli unici tratti pianeggianti della gara, si riesce a correre bene ma siamo comunque ancora a 2200m.

Termino il giro del lago con il sole ancora bello alto quando comincia la seconda salita dura: quella che porta al Passo di Monte Moro, con la Madonna delle nevi a 2870m, punto in cui si ripassa il confine per tornare giù in paese; noi insaziabili della 60km non per finire, ma per vedere il traguardo per poi ripartire nuovamente per la seconda parte di gara sotto la Est del Rosa...una cosa dal punto di vista psicologico abbastanza provante!

A metà salita accade l'ampiamente previsto: nuvoloni bassi, il cielo vira verso il nero, comincia a grandinare...la traccia tra i massi già bella tecnica di suo scompare sotto rivoli d'acqua: è il temporale. Fortunatamente arrivo in cima un attimo prima che si scateni il peggio, protetto dal guscio Bonatti infilato giusto in tempo. Si passa sotto la statua della Madonna delle Nevi che svetta altissima, dorata. Quello che ho pensato in quei momenti me lo tengo per me, ma penso si avvicini molto a quello che Aristotele definiva come "catarsi".
Un attimo dopo viene giù il finimondo, sento i tuoni sopra la testa, al ristoro ci forniscono thè bollente e sali caldi, vedo gente in ipotermia...me la svigno il prima possibile, meno si sta fermi in quei momenti e meglio è!

Scendo lungo la pista da sci, la funivia a lato, tra torrenti d'acqua che arrivano fino alla caviglia, ehm sentiero? Quale sentiero?! Vedo solo di andare sopra le rocce più sicure dove l'acqua scorre meno profonda cercando di non perdere di vista le bandierine qua e là...
Passo davanti a un bel rifugio CAI con gli sdrai davanti e penso che noi "trail runners" siamo proprio "mone", qualsiasi guida alpina con quel tempo si sarebbe rintanata lì dentro a fumare la pipa e giocare a carte, si chiamano rifugi per un motivo, vabbè. Dopo 8km di discesa e 1600d- arriviamo a Macugnaga, passiamo di fronte al nostro albergo, al traguardo, alle docce... e dovremo fare solo il transito, devastante...io e Stefano che nel frattempo mi ha raggiunto, abbiamo fatto metà discesa raccontandocela.

E' il momento più provante, ci dicono che poco dopo di noi la gara è stata annullata, tutti gli altri che erano dietro li stanno portando giù in funivia, ma noi e pochi altri siamo ancora in gioco e dovremo ripartire di nuovo con la pioggia per affrontare la seconda parte di gara, quella che va dall'altro lato della valle, sotto la parete Est del Monte Rosa al rifugio Zamboni, altri 22km 1600D+.
Non so proprio dove abbiamo trovato la voglia, forse perchè avevamo davanti il Rosa, non la collinetta dietro casa, fatto sta che ripartiamo sotto la pioggia e facciamo anche quella. E per fortuna doveva essere più facile!! Sticazzi! Era ancora peggio!!

Abbiamo attraversato una mezza via ferrata, due morene glaciali lunghe km, tornati su a 2200m due volte, passati tra greggi di pecore con relative deiezioni, e fatto due discese col fango di una tecnicità mai vista! Ci scendono le condotte idriche tanto per rendere la verticalità, avremmo fatto prima a farle in salita... il tutto praticamente in solitaria per altre 6h, in gara ormai siamo rimasti in pochi, energie al lumicino e i km che per quanto cerco di andar veloce non avanzano mai... Ormai il mio unico pensiero è di cercare di arrivare prima di notte e non farmi male, ho i piedi fradici da 9 ore, la vivo come un trekking per conto mio, la cosa buona è che non piove più e si sta bene.
Ultimo ristoro al Lago delle Fate e ultimi 4km in salita, sì, proprio quelli che avevamo percorso in discesa la mattina!
Arrivo a Macugnaga giusto ad orario cena, due miei amici, Leo e Davide, mi aspettano in piazza (uno è arrivato prima, l'altro ahimè fermato al Moro), solo che qualche ebete ha pensato bene di togliere tutte le bandierine negli ultimi 2km e arrivo al traguardo a modo mio: andando a naso lungo la strada principale, macchine che mi sfiorano, chiedo indicazioni a due tedeschi...alla fine faccio anche 1km di salita in più...
Foto di rito,medaglia al collo, trovo Stefano e Linda, mi fiondo con loro al pasta party con Leo e Davide nel frattempo richiamati, e ci scappa pure un caffè al bar centrale.

58simo, solo 61 finisher tutti gli altri fermati al Moro, 15h secche, su 9 di noi solo 5 finisher, fine di una giornata dove la Montagna ha fatto da maestra in cattedra."
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Re: MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda AndreaPD » 07/08/2019, 7:53

Bellissimo racconto, grazie!
E in effetti ho pensato anch'io che ripassare per la partenza e poi partire per fare un altro sky (perchè il percorso da 23 è così...) sarebbe stato durissimo...complimenti quindi!

Ciao

Andrea
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Re: MEHT MACUGNAGA 27/7

Messaggioda il_teo » 27/08/2019, 10:26

Ciao a tutti.
Già che ci sono aggiungo la mia, sperando di far cosa utile...
Ho partecipato alla 60k. Le previsioni meteo alla vigilia erano chiare: pioggia da fine mattina, ma soprattutto temporali. Quindi tattica di gara già fatta, visto che non ho molto feeling con i fulmini e visto il passaggio al Moro in alto e zona scoperta, a tutta fino al ri-passaggio a Pecetto. Poi turismo, vista la mia condizione. Così sarà.
Note tecniche: trail alpino, lo consiglierei a chi ha voglia di provare qualcosa magari di più lungo (MWT per esempio). Il grosso del dislivello sulle prime due salite, la prima ripida e sconnessa, la seconda più regolare. In mezzo il periplo del lago, su strada, da correre.
Discesa dal Mondelli su nevai e pietraie, solo in fondo c'è sentiero.
Discesa dal Moro su sentierino sconnesso e molto lunga.
Il giro finale, a parte lo strappo verso Rossbodestaffel, è abbastanza regolare (ed il passaggio sul ghiacciaio per arrivare al Belvedere da inventare). Dal rif. Zamboni è un sentiero su e giù, tipo "se ne hai corri", in questa edizione con fango a piacere.
Arrivati al lago ultimo tratto di discesa da mollare e poi strada a risalire.
Logistica buona, come detto, ristori sufficienti (non ho visto the caldo) ma dipende da quanto si mangia.
Tutto sommato la consiglierei.
(ps. concordo con la scelta di fermare la gara al Moro sia stata la scelta più saggia)
Buoni sentieri
Matteo
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