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LA DIAGONALE DES FOUS

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Questa sezione è dedicata ai racconti delle gare, dal giorno in cui si disputano in avanti: commenti, risultati, opinioni.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.

LA DIAGONALE DES FOUS

Messaggioda muscolo del lario » 02/11/2019, 16:06

Il mio sogno chiamato DIAGONAL parte nel 2012 durante la MDS,.
La mattina prima del tappone Marco Olmo mi concede poche parole: Le gare da correre nella vita sono 3
MDS
UTMB
DIAGONAL DE FOUS

Le prime due va beh le conoscevo bene, tanto che una la stavo correndo mentre l’UTMB l’avrei poi corsa nel 2013, ma la DIAGONAL, che cazzo era???

Da quel giorno inizio a guardare, studiare, sognare, cercare compagni di avventura, ma aihme’ al momento dell’iscrizione tutti spariscono. Fratello Ivano mi dice: Ecatombe!
Quest’anno invece la Baci accetta la mia proposta e così decidiamo di iscriverci e progettare il nostro sogno con il suo compagno Massimo.
A Maggio però capisco che la Baci è “in stato interessante” e dopo essermi felicitato con Lei e Massimo realizzo che sarò solo nella mia avventura.
Mi assalgono mille dubbi ma alla fine mi dico che se l’ho così tanto aspettata e desiderata, non posso andare contro al mio destino.
Alla fine realizzo che saremo 3 italiani in gara.
Così dopo un lungo viaggio mi ritrovo a Saint Denise alla partenza della gara dei folli.
Attendo tra 2700 persone la partenza mentre un gruppo suona musica dal vivo.
Alle 22 mi ritrovo ultimo dei partenti, davanti a me una marea interminabile di runners, mentre ai lati una folla impressionante di gente che si snoda fino a perdita d’occhio.
Si parte, musica a manetta, adrenalina a mille, lentamente e poi si ingrana un bel passo.
Alla nostra destra il mare, la luna quasi piena e i fuochi artificiali, Magia…
Corriamo per 15 km tra due ali di gente festante, una felicità genuina, direi contagiosa perché ti rendi conto che sono li per te. E sarà così per tutta la gara! Festa per tutti, per i primi anche per gli ultimi, nessuno si risparmia di incitarti.
Primo ristoro lo raggiungo agevolmente ma appena uscito iniziano i problemi. Si entra nel bosco in un sentiero scivoloso e molto stretto che inizia a salire a strappi e qui inevitabilmente si forma una coda lentissima. Ma tanto è ancora lunga e quindi non mi innervosisco.
Saliamo e prendendo sempre più quota mi accorgo che fa sempre più freddo, guardo bene e vedo la brina sui ciuffi d’erba. Arrivato al ristoro dei 1600 metri, decido di cambiarmi e coprirmi e fortunatamente mi ricordo di aver portato i guanti, saranno la mia salvezza.
Si prosegue in mezzo ai boschi, fa sempre più freddo ma ormai sta arrivando l’alba.
Arrivo al ristoro dei 2000 metri al 38 km e mi accorgo che le pozze sono gelate, ma ormai i primi raggi di sole iniziano a scaldarmi.
Scendiamo per circa 10 km su bellissimi sentieri in mezzo a una natura lussureggiante e mi dico fino qui tutto agevole, ormai sono al 55 km.
Da qui si inizia a salire in mezzo alla natura selvaggia su un sentiero stretto e roccioso che si fa sempre più stretto per la fitta vegetazione. Il sentiero diventa molto tecnico e impegnativo a causa dell’umidità. Si fa una fatica micidiale, soffro ma vedo che siamo tutti nella stessa condizione, i km non scorrono e ogni km è una conquista. Mi accorgo che stiamo percorrendo una cresta rocciosa, seghettata protetta ai lati dalla vegetazione, sembra di essere in un tunnel. Sali due metri, scendi 3, risali 4, scendi 1 e così riusciamo a portarci fino a 2200 metri e uscito dal bosco mi accorgo di essere in mezzo al nulla, una sensazione di libertà!
Finalmente vedo l’indicazione CILAOS dove ci aspetta la prima base vita.
La discesa però è terribile, si scende in picchiata tra le rocce con l’aiuto delle mani, ragazzi folli mi passano a velocità folle senza paura, io imbranato cerco di non cadere e limitare i danni.
Entro in base vita quota 1200 m. senza programmi, prendo la mia borsa di cambio e decido di lavarmi e cambiarmi. Vedo che ai massaggi non c’è coda e decido per smollare un po’ le gambe.
Dormire non se ne parla, mangio e quindi riparto.
Capisco che dobbiamo scendere a circa 900 metri , attraversare un torrente ai piedi di una meravigliosa cascata, per poi risalire ancora a 2000 metri sul col du Taibit , ma le indicazioni sul pettorale sono poco chiare e il road book è nello zaino.
Va beh tanto bisogna fare 166 km e 9600 D+
Intanto la gente continua ad aspettarci ai ristori e non si risparmia con il tifo.
Le montagne sono spettacolari e la vista che mi si propone mi gratifica degli sforzi.
La salita al colle è bella secca e tosta, senza tregua. Conquisto il colle al tramonto e accendo la frontale per la seconda notte.
Arrivo agevolmente al ristoro del 78 km a Marla e qui riesco a mangiare un purè che mi sistema lo stomaco. E’ buio, la gente dorme avvolta nei teli termici per terra , faccio anch’io un mezzo pensiero ma decido di puntare al Col De Bouefes, non sembra così dura…
Arrivo al colle mezzo rincoglionito, ricordo poco di questo tratto, ma realizzo che siamo a 1950 metri che siamo saliti di altri 500 metri e abbiamo percorso 83 km
Ho bisogno di dormire, chiedo e mi indicano una stuoia all’aperto sotto un telo di plastica. La ragazza gentilmente mi dice di avvolgermi nel telo termico. E’ una nuova esperienza, provo e mi accorgo subito di stare bello caldo nonostante il freddo e l’umidità pazzesca.
Dopo 15 minuti mi rimetto in pista, mangio male e riparto.
Il versante che scendiamo è zuppo di umidità, i sentieri sono fango e rocce, un vero casino, due ragazzi francesi davanti a me cadono 4 volte. Mi concentro e affronto la discesa.
Entriamo finalmente in un bel sentiero e qui complice la temperatura più mite e l’assenza di umidità, vedo luccicare decine e decine di teli termici di concorrenti che provano a dormire. La via sembra illuminata dalle luminarie di natale.
Arriviamo al 95 km, trovo una tenda con delle brandine, siamo a 900 metri. Chiedo se posso riposare, colpo di culo mi dicono va bene. Riesco a chiudere gli occhi sempre avvolto dal telo termico e penso di dormire a lungo, ma la signorina mi fa segno 15 minuti.
Dalla cartina sembrerebbe una salita semplice fino a 2000 metri, ma la realtà sarà ben diversa.
Intanto arriva la seconda alba, iniziamo a salire e scendere fra le rocce, abbiamo già scalato 5400 metri, ma nei prossimi 17 km ci aspettano altri 2000 d+ fino alla conquista del MAIDO.
La salita mi ricorda l’ultima vetta dell’OMAN, non mola mai, tecnica e spettacolare. Mi guardo attorno sono in un Paradiso.
Più mi avvicino alla vetta, più sento salire il tifo della folla che ci aspetta in vetta e questo mi galvanizza, salgo molto bene e recupero posizioni.
Scollino tra 2 ali di folla e un tifo infernale, tantissime tende e tanti supporters dei concorrenti locali. Su è una meraviglia, la vegetazione, la vista, sono felice, prossimo obbiettivo ILET SAVANNA, seconda e ultima base vita posta a quota 127 m. Praticamente 1900 metri di discesa in 6 km. Salite dure, ma discese che scassano.
ILET SAVANNA è un paesino povero e spoglio, il terreno è vulcanico, la natura è spoglia.
Recupero la borsa e faccio un'altra doccia gelata, questa volta con la canna dell’acqua. Mangio e riparto, il profumo del traguardo è troppo forte..
Siamo a 7500 metri di dislivello percorsi, realizzo che ne mancano ancora 2100 fino al traguardo in meno di 40 km.
Appena uscito si sale, quelle salite interminabili ma che si riescono a camminare a buon passo e così in poco tempo mi mangio altri 700 metri di dislivello, ormai il cervello guarda solo quello, non i km.
Non me l’aspetto e inizia una discesa tecnica e brutale di quelle che devi attaccarti alle piante, intanto inizia lentamente a scendere l’oscurità.
Senza accorgermi arrivo al km 143, mi aspettano 2 salite, IL SENTIERO DEGLI ANGELI e IL COLORADO.
Accendo la torcia per la terza notte, chissa perché il SENTIERO DEGLI ANGELI mi puzza di fregatura. Infatti un sentiero di pietre spaccate disposte a caso che rendono la camminata impossibile, dopo 2 ore ho bisogno di un nuovo pit stop nel mio telo termico, 10 minuti che mi rigenerano, ora sono pronto per il COLORADO, l’ultima fatica! 13 km e 1200 D+
Parto bene, recupero un sacco di posizioni, ormai le crisi sono cicliche, ora a me ora a te.
Si sale su bellissimo sentiero di ciotoloni ben disposti, poi si entra nei canyon di sabbia dura e da qui in avanti non mollerò più fino alla cima, peccato sia buio o la sensazione di essere in un bellisimo ambiente.
Sorpresa finale, una bella discesa tecnica fino allo stadio, ma voglio godermela nel silenzio guardando le luci della città.
L’ingresso allo Stadio è uno spettacolo, purtroppo sono le 2 di mattina, ma la gente ti incita sempre come alla partenza, indimenticabile!

Unica precisazione, Olmo si sbagliava, le gare da correre sono 4, mancava il TOR!
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Re: LA DIAGONALE DES FOUS

Messaggioda Corry » 03/11/2019, 9:31

Grazie Corrado! Gran bel racconto. Gara pazzesca. Complimenti davvero!
Quindi avremo un piccolo Muscolo? :-) :lol:

P.S.: peccato che Olmo non abbia mai provato il Tor... :cry:
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Re: LA DIAGONALE DES FOUS

Messaggioda muscolo del lario » 04/11/2019, 11:18

Grazie Corrado,
gara incredibile, Olmo aveva proprio ragione, ahime' organizzata da francesi, come le altre 2. Devono dire che pur essendo odiosi sono avanti anni luce rispetto a noi, anche come cultura sportiva.
Aspetto il tuo resoconto, non puoi mancarla!
A presto
Corrado
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