Caro Rundi, l'unico merito che ho averne parlato in questo forum.
E ancora non ho abbandonato le scarpe: è prudente, per chi per una vita ha portato scarpe, fare le cose con moderazione...
Giancarla ha scritto: Per la mia breve esperienza, le primissime corse (parlo di asfalto, il mio terreno preferito) costano un gran male ai polpacci per qualche giorno, perché l'impressione è di dover correre "sulle punte". ci vuole ancora un po' di esercizio...
rusty ha scritto:
In estrema sintesi: poco e molto piano, per cominciare (anche solo 100, 200 metri - poi dipende da che piedi/postura hai). Meglio terreno duro (asfalto) che erba. Recupera sempre i piccoli fastidi che potranno arrivare: considera che ci sono muscoli e tendini che, se non vai mai scalzo vanno, "rieducati".
rusty
Concordo Quasi Pienamente: asfalto

....
Una volta scrissi che l'adattamento al correre a piedi scalzi mi venne "naturale". Ma quando questo avvenne, era da poco che correvo, stavo giusto finendo le mie prime scarpe da corsa!!! Per cui, a differenza di molti esperti runner, non avevo ancora "strutturato" uno "stile" di corsa. Non mi era difficile uscire da "vecchie abitudini" : non ne avevo.
Quindi, a chi corre da tanto tempo su scarpe da strada e vuole fare questo passaggio, consiglierei, per evitare questi traumi, di inserire, nelle uscite, dei "tratti" di corsa fatti "sulle punte": questo sovraccarica il polpaccio, e se si esagera, se ne può risentire per giorni... Partire facendo solo pochi minuti, fino ad arrivare alla mezz'ora. Questo serve a risvegliare un certo tipo di meccanica, e acquisire elasticità.
Poi. sia per corsa su asfalto, o trail, iniziare ad usare scarpe leggere: A1 per asfalto, scarpe con poca ammortizzazione; scarpe INOV8 per il trail: i modelli classificati "1 arrow" , secondo la classificazione della Casa
http://www.adventureinprogress.com/syst ... 20Zone.jpg
In questi giorni ho comprato le XTALON 190: super leggere, super elastiche, e anche comode.
Poi, messe le 5f ai piedi,
evitare il "piatto" asfalto, e buttarsi subito su sentieri: è "acquisito" pregiudizio che si possa sentir male correndo sul disconnesso, su fondi irregolai, con sassi sporgenti.. L'unico punto in cui si può sentire male è proprio la zona del tallone: per istinto di conservazione, ci si trova costretti a correre sull'avampiede, e poichè ci si è già un po preparati, il passaggio a questo tipo di corsa risulta meno difficoltoso.
All'inizio può dar noia il fatto di sentire tutte le irregolarità, quasi come fossero ostacoli; ma credimi, dopo un po di tempo, lo trovi divertente: il piede, assopito da anni di clausura, si risveglia, diventa una fonte di sensazioni, e ci si prende gusto ad avere sensazioni: sentire è ciò che ci fa "sentire" vivi!
L'evoluzione della specie umana ha sviluppato nella sua struttura le caratteristiche per correre, ancor più che camminare, a piedi nudi (Molto interessante al riguardo la lettura di questo studio
http://www.antrocom.net/upload/sub/antr ... trocom.pdf