Cedo (cedevo) pettorale Ipertrail
Inviato: 07/12/2021, 10:31
Quest’anno mi sono iscritto all’Ipertrail organizzato in Friuli e Slovenia dalla Corsa della Bora, 165 km di trail in navigazione (non segnato, no balise) dalle montagne al mare, partenza il 7 gennaio 2022.
Primo iscritto, non solo per pagare meno ma anche per avere un punto fermo nella preparazione, sia estiva sia autunnale.
A un mese dalla partenza chiedo se è possibile pubblicare la traccia del percorso in modo da poterla provare in qualche tratto, ben sapendo che il regolamento prevederebbe la pubblicazione solo 15 gg prima.
Essendo io non proprio un pie’ veloce, bensì un vecchio diesel e pure scarburato, approfitterei dei pochi giorni a disposizione per prendere confidenza con zone che non conosco.
La regola vorrebbe non creare favoritismi verso i già iscritti, favoritismi che comunque sono inevitabili: ad esempio, chi abita fuori regione, a parte rari casi, potrebbe mettere i piedi sul percorso solo il giorno della gara. E questo vale per qualsiasi gara di trail.
Ricevo, in risposta, una domanda (!), che sottintende “ma ci sei o ci fai? Non hai letto il regolamento?”. Non un saluto, non un consiglio, niente insomma di ciò che dovrebbe fare un customer care. Praticamente uno sfottò, e pure fatto con fastidio.
A questo punto mi inalbero: ma scusa, dico, ma sei un bambino o cosa? ma con chi credi parlare? ma l’educazione a te chi l’ha insegnata? la vita non ti ha insegnato niente?
Ricevo in risposta la domanda di prima, infiorettata di parole carine e di auguri di una “deliziosa serata”. Praticamente, uno sfottò più di prima.
Ora, per me la forma è sostanza, e se ti esprimi in questo modo la mia sensazione è che anche il tuo contenuto non sia all’altezza.
in questi anni, da partecipante alle gare della Corsa della Bora, ho assistito a svarioni organizzativi di tutti i tipi; al primo Ipertrail, ci troviamo a un rifugio, la sera, dove avremmo dovuto consumare una cena calda (era sempre gennaio eh), tra l’altro già prenotata e pagata, fuori il termometro a -9 °C. Bene, il rifugio era pieno di avventori locali, senza che il gestore ritenesse di tenere dei posti liberi per i corridori ormai fuori da 20 ore; cena consumata all’aperto con il mio cibo, e una birra agguantata chissà come nella bolgia. Una escursione estiva verso lo stesso posto mi ha fatto capire le capacità del gestore… nonostante il rifugio vuoto (eravamo in tre, solo noi), mille lungaggini e incertezze, altro che gestire la base di un ultratrail invernale!
Ma nonostante le mie esperienze non positive nella gara, l’affetto per un percorso del genere, geniale, quello sì, mi ha fatto accantonare le mie perplessità e decidere di iscrivermi comunque alla gara.
Perplessità non sopite da una quantità discreta di errori nel sito, sia ortografici, sia di sostanza: chiedo chiarezza sull’orario di partenza, avendo notato nel sito delle discrepanze; da una parte le due partenze erano a mezzanotte e alle sei, dall’altra alle sei e alle dodici. Mi viene risposto con grande sicurezza che, certo, le partenze erano a mezzanotte e alle sei. E invece, indovinate?, due giorni dopo le partenze sono ufficializzate alle sei e alle dodici. Aveva il 50% di possibilità di azzeccarla, ma ha sbagliato… E Ancora: viene indetto un referendum per sondare la volontà dei concorrenti sulla gestione del pregara: se trovarsi allo start la sera prima, o il mattino stesso. Una cosa non proprio banale, considerando che la preparazione psicologica in queste gare ha la sua importanza; beh credete che dopo un mese si sia più saputo qualcosa su questo aspetto? E poi, scusate, ma cose così le decidono i concorrenti? non dovrebbe farlo l’organizzazione?
Dopo una tale risposta (lo sfottò) tutti i miei dubbi sono riaffiorati, e una crepa si è incrinata nella mia sicurezza: io sto affidando il mio tempo, i miei soldi, la mia sicurezza a persone che non sanno neanche rispondere in maniera civile, al caldo, davanti al PC? E che decisioni potrebbero prendere in condizioni avverse, il freddo, la traccia del concorrente che non si muove?
Con questi pensieri nella testa decido di cedere il mio pettorale; ci dormo su e decido un piano d’azione.
Quand’ecco la stupenda sorpresa, un bellissimo regalo di Natale anticipato: l’organizzazione decide di annullare la mia iscrizione, non senza prima accusarmi di averli insultati, e dandomi anche del baro (!!!).
Ho deciso di raccontare questa storia anche per un motivo preciso: tempo fa presi le difese dell’organizzazione della Corsa della Bora in merito a delle risposte non proprio edificanti da loro fornite date a un frequentatore del forum, Trailer loop, dopo l’Alpe Adria Ultra Trail, dicendo che lo stress può giocare brutti scherzi etc.
Beh, devo ricredermi, e solidarizzare al 100% con Trailer loop: stavolta lo stress non c’entra, qua c’è proprio un problema di immaturità personale, che andrebbe colmato quantomeno con un corso di comunicazione finalizzato alla gestione del cliente.
Ma lo sanno alla Corsa della Bora la delicatezza in una realtà aziendale del ruolo del Customer Care?
Primo iscritto, non solo per pagare meno ma anche per avere un punto fermo nella preparazione, sia estiva sia autunnale.
A un mese dalla partenza chiedo se è possibile pubblicare la traccia del percorso in modo da poterla provare in qualche tratto, ben sapendo che il regolamento prevederebbe la pubblicazione solo 15 gg prima.
Essendo io non proprio un pie’ veloce, bensì un vecchio diesel e pure scarburato, approfitterei dei pochi giorni a disposizione per prendere confidenza con zone che non conosco.
La regola vorrebbe non creare favoritismi verso i già iscritti, favoritismi che comunque sono inevitabili: ad esempio, chi abita fuori regione, a parte rari casi, potrebbe mettere i piedi sul percorso solo il giorno della gara. E questo vale per qualsiasi gara di trail.
Ricevo, in risposta, una domanda (!), che sottintende “ma ci sei o ci fai? Non hai letto il regolamento?”. Non un saluto, non un consiglio, niente insomma di ciò che dovrebbe fare un customer care. Praticamente uno sfottò, e pure fatto con fastidio.
A questo punto mi inalbero: ma scusa, dico, ma sei un bambino o cosa? ma con chi credi parlare? ma l’educazione a te chi l’ha insegnata? la vita non ti ha insegnato niente?
Ricevo in risposta la domanda di prima, infiorettata di parole carine e di auguri di una “deliziosa serata”. Praticamente, uno sfottò più di prima.
Ora, per me la forma è sostanza, e se ti esprimi in questo modo la mia sensazione è che anche il tuo contenuto non sia all’altezza.
in questi anni, da partecipante alle gare della Corsa della Bora, ho assistito a svarioni organizzativi di tutti i tipi; al primo Ipertrail, ci troviamo a un rifugio, la sera, dove avremmo dovuto consumare una cena calda (era sempre gennaio eh), tra l’altro già prenotata e pagata, fuori il termometro a -9 °C. Bene, il rifugio era pieno di avventori locali, senza che il gestore ritenesse di tenere dei posti liberi per i corridori ormai fuori da 20 ore; cena consumata all’aperto con il mio cibo, e una birra agguantata chissà come nella bolgia. Una escursione estiva verso lo stesso posto mi ha fatto capire le capacità del gestore… nonostante il rifugio vuoto (eravamo in tre, solo noi), mille lungaggini e incertezze, altro che gestire la base di un ultratrail invernale!
Ma nonostante le mie esperienze non positive nella gara, l’affetto per un percorso del genere, geniale, quello sì, mi ha fatto accantonare le mie perplessità e decidere di iscrivermi comunque alla gara.
Perplessità non sopite da una quantità discreta di errori nel sito, sia ortografici, sia di sostanza: chiedo chiarezza sull’orario di partenza, avendo notato nel sito delle discrepanze; da una parte le due partenze erano a mezzanotte e alle sei, dall’altra alle sei e alle dodici. Mi viene risposto con grande sicurezza che, certo, le partenze erano a mezzanotte e alle sei. E invece, indovinate?, due giorni dopo le partenze sono ufficializzate alle sei e alle dodici. Aveva il 50% di possibilità di azzeccarla, ma ha sbagliato… E Ancora: viene indetto un referendum per sondare la volontà dei concorrenti sulla gestione del pregara: se trovarsi allo start la sera prima, o il mattino stesso. Una cosa non proprio banale, considerando che la preparazione psicologica in queste gare ha la sua importanza; beh credete che dopo un mese si sia più saputo qualcosa su questo aspetto? E poi, scusate, ma cose così le decidono i concorrenti? non dovrebbe farlo l’organizzazione?
Dopo una tale risposta (lo sfottò) tutti i miei dubbi sono riaffiorati, e una crepa si è incrinata nella mia sicurezza: io sto affidando il mio tempo, i miei soldi, la mia sicurezza a persone che non sanno neanche rispondere in maniera civile, al caldo, davanti al PC? E che decisioni potrebbero prendere in condizioni avverse, il freddo, la traccia del concorrente che non si muove?
Con questi pensieri nella testa decido di cedere il mio pettorale; ci dormo su e decido un piano d’azione.
Quand’ecco la stupenda sorpresa, un bellissimo regalo di Natale anticipato: l’organizzazione decide di annullare la mia iscrizione, non senza prima accusarmi di averli insultati, e dandomi anche del baro (!!!).
Ho deciso di raccontare questa storia anche per un motivo preciso: tempo fa presi le difese dell’organizzazione della Corsa della Bora in merito a delle risposte non proprio edificanti da loro fornite date a un frequentatore del forum, Trailer loop, dopo l’Alpe Adria Ultra Trail, dicendo che lo stress può giocare brutti scherzi etc.
Beh, devo ricredermi, e solidarizzare al 100% con Trailer loop: stavolta lo stress non c’entra, qua c’è proprio un problema di immaturità personale, che andrebbe colmato quantomeno con un corso di comunicazione finalizzato alla gestione del cliente.
Ma lo sanno alla Corsa della Bora la delicatezza in una realtà aziendale del ruolo del Customer Care?