Re: trailrunning vs skyrunning?
Inviato: 15/06/2012, 11:18
Appena iscritto ed intervengo subito in questa interessante discussione.
Secondo me si tratta di due diversi modi di intendere la corsa (e non la montagna).
A mio parere le sky sono competizioni strictu sensu, dove l'aspetto paesaggistico e ludico passa in secondo piano rispetto alla ricerca della prestazione.
Ne deriva la necessità di una preparazione di alto livello al fine di essere competitivi, proprio come le competizioni su strada.
Le sky vedono la loro distanza massima in meno di 50 km e le corte (20 km) non sono affatto considerate competizioni di livello inferiore, perchè non necessariamente inferiore è una preparazione di alto livello specifica per queste ultime (un 5000 in pista non è di rango inferiore rispetto alla maratona).
Nei trail, invece, le corte da 20 km sono generalmente considerate gare "di accesso" verso le grandi da 60/100/160km.
Un top runner, per preparare una maratona su strada, arriva a correre anche più di 250 km alla settimana (ci ricordiamo Bordin?).
Allo stesso modo si può arrivare a preparare una skymarathon.
Come si può pensare, però, di preparare allo stesso livello un ultratrail da 160 km?
Occorrono quantità enormi di lavoro.
L'unico che ha alzato il livello di preparazione in termini quantitativi è il tanto osannato (giustamente!) Kilian Jornet, che corre mediamente 36 ore e 20000m di dislivello la settimana!!
Concludo: io penso che nei trail i record siano ancora di gran lunga migliorabili e, fintanto che non vedremo professionisti dedicare la loro esistenza esclusivamente a questo tipo di gare (premi in denaro, sponsor, ecc...), rimarranno gare i cui i partecipanti possono permettersi di scambiare quattro chiacchiere durante la corsa, prendere una foto, fare un pisolino e fermarsi per fare pipì.
Ecco, di conseguenza, il diverso modo di intendere la corsa tra sky e trail.
Così è come la vedo in teoria.. poi ovvio che in pratica ci sono anche dei tapascioni come me che fanno le sky e atleti come Bert che fanno i trail.
PS. primo post e già così prolisso... bannatemi subito!!
Secondo me si tratta di due diversi modi di intendere la corsa (e non la montagna).
A mio parere le sky sono competizioni strictu sensu, dove l'aspetto paesaggistico e ludico passa in secondo piano rispetto alla ricerca della prestazione.
Ne deriva la necessità di una preparazione di alto livello al fine di essere competitivi, proprio come le competizioni su strada.
Le sky vedono la loro distanza massima in meno di 50 km e le corte (20 km) non sono affatto considerate competizioni di livello inferiore, perchè non necessariamente inferiore è una preparazione di alto livello specifica per queste ultime (un 5000 in pista non è di rango inferiore rispetto alla maratona).
Nei trail, invece, le corte da 20 km sono generalmente considerate gare "di accesso" verso le grandi da 60/100/160km.
Un top runner, per preparare una maratona su strada, arriva a correre anche più di 250 km alla settimana (ci ricordiamo Bordin?).
Allo stesso modo si può arrivare a preparare una skymarathon.
Come si può pensare, però, di preparare allo stesso livello un ultratrail da 160 km?
Occorrono quantità enormi di lavoro.
L'unico che ha alzato il livello di preparazione in termini quantitativi è il tanto osannato (giustamente!) Kilian Jornet, che corre mediamente 36 ore e 20000m di dislivello la settimana!!
Concludo: io penso che nei trail i record siano ancora di gran lunga migliorabili e, fintanto che non vedremo professionisti dedicare la loro esistenza esclusivamente a questo tipo di gare (premi in denaro, sponsor, ecc...), rimarranno gare i cui i partecipanti possono permettersi di scambiare quattro chiacchiere durante la corsa, prendere una foto, fare un pisolino e fermarsi per fare pipì.
Ecco, di conseguenza, il diverso modo di intendere la corsa tra sky e trail.
Così è come la vedo in teoria.. poi ovvio che in pratica ci sono anche dei tapascioni come me che fanno le sky e atleti come Bert che fanno i trail.
PS. primo post e già così prolisso... bannatemi subito!!