Sperando di essere utile, provo a dire anche io la mia su un pò di punti che secondo me sono fondamentali per finire il Tor (dalla mia porto in dote la partecipazione a 4 edizioni - finisher in tutte e 4 e sempre tra le 148-149 e 55 ore...), facendo riferimento ai punti di MrClock e aggiungendo anche qualcos'altro:
- Bosra gialla: Concordo che non deve essere strapiena. Dal giorno 2 diventa un delirio e non si trova più nulla... Le cose fondamentali che non possono mai mancare sono bastoncini e scarpe di riserva. Per il resto ci sono varie teorie su come organizzare la borsa, per giorno o per tipo di indumento. Io sono sempre andato per tipo indumento (busta magliette manica lunga; busta mutande; busta buff, etc). Il mio consiglio è di non esagerare con la roba. Vi assicuro che la borsa gialla pesa quando avete sulle gambe 100-200-300km e alcune base vita sono davvero poco friendly con scale o lunghi percorsi tra le varie zone
- Sonno: Su questo ognuno la pensa a modo suo e non esiste una strategia vincente...siamo tutti differenti, ma la mia esperienza è questa e ha sempre funzionato su di me:
- tiro dritto alla prima base vita di Valgrisa senza neppure ritirare la borsa gialla; mangio e basta
- cerco di dormire sempre nei rifugi e comunque quasi mai in base vita in quanto le basi vita mediamente sono super affollate, super rumorose e molto calde (Donnas su tutte). Vero che i rifugi sono "rischiosi" perchè potrebbero non avere posto, ma a me in 4 edizioni non è mai capitato di rimanere senza letto, anche perchè ho sempre scelto rifugi mediamente grandi. I migliori Rifugi dove ho sempre dormito sono il Sella sopra Cogne, La Barma dopo il Coda, Champoluc prima di Valtournenche, il Magià andando verso Ollomont, lo Champillon sopra Ollomont. Va de sè che quindi non è mia consuetudine dormire in base vita, con l'unica eccezione di Gressoney dove dormire è fondamentale (tornerò su questo tra poco)
- faccio qualche microsonno qua e là ma sempre al coperto su un tavolo di qualche rifugio a caso e mai pù di 15 minuti, mentre può capitare di dover fare una sosta di emergenza per cui consiglio vivamente di portare il sacco bivacco + 1 classica coperta di sopravvivenza invece delle consuete 2 coperte di sopravvivenza - il peso del sacco bivacco è minimo ma la differenza è tanta! (ad esempio nel 2025 scendendo dal Coda verso la Barma col mio socio eravamo talmente distrutti che ci siamo fermati nella cascina "abusiva" dove il proprietario lascia anche alcune birre in dotazione... ed è finita che io e il mio socio ci siamo fatti una birra più un'oretta di sonno salvo poi essere svegliati da tale Augusto

)
- Lavarsi. E' soggettivo, sicuramente se siete veloci e non avete problemi di cancelli, farsi la doccia ritempra ma se si è tirati con i tempi come me, minimizzate le docce a 0-1. Non ideale, ma si sopravvive tranquillamente
- Meteo: il clima è determinante - a me sono capitate edizioni fredde, freddissime o caldissime e in ogni caso il vostro corpo è esposto al meteo per 20 e più ore al giorno, quindi va protetto: In tutti i casi fondamentali cappello per caldo/freddo, burro di cacao per le labbra, crema solare e occhiali da sole (io uso quelli fotocromatici da bici così sono sempre protetto in qualunque condizione meteo)
- Cuffiette bluetooth: nelle prime 3 edizioni non le avevo, mentre l’anno scorso si e le ho trovate super utili. Nei momenti “bui” in cui si è soli e in preda di botte di sonno, chiamare una voce amica e fare una chiacchiera aiuta tantissimo
- Preparazione zaino pre-post sonno: Io appena arrivo in rifugio crollo dal sonno vestito. E’ vero che ci si sveglia rincoglioniti ma io mi sono creato una utilissima Nota sull’iphone con il promemoria delle cose da fare prima di crollare e soprattutto quelle da fare prima di uscire e ripartire; la trovo utilissima e include anche cose apparentemente scontate, ma che scontate non sono quando si è rincoglioniti (es ricordarsi batterie di riserva; cambiarsi le calze etc)
- Tappe e cancelli: Le tappe più dure in assoluto sono due:
- La seconda Valgrisa-Cogne: Ancora non si è entrati appieno nella “bolla” Tor e farsi i tre colli Fenetre-Entrelor-Loson in sequenza è brutale. Il Loson in particolare a quasi 3300 è davvero infernale, motivo per cui personalmente dormire al Sella sotto il Loson è fondamentale
- la quarta Donnas-Gressoney: I cancelli sono completamente sballati e ho visto tante persone (incluso il sottoscritto) avere tantissimo margine a Donnas per poi arrivare in prossimità del tempo limite a Gressoney. Io ci ho sempre messo 25-26 ore ad entrare a Gressoney e ho sempre poi dormito almeno due ore e mangiato in ora, quindi un totale di 28-29 ore da “Donnas out” a “Gressoney out”, mentre la tabella ufficiale dice che da “Donnas out” a “Gressoney out” servono 23 ore. NON fidatevi!!! La tappa è micidiale e infinita. Caldissima tra Donnas e verso il Coda con 2000 D+ tutti di un fiato, poi tipicamente gelida tra Coda e la Barma e super tecnica con piccole ferratine, per poi tornare caldissimo verso Niel e infine un terreno super ostico tra Colle della Vecchia e Gressoney...
- Cibo: Non esagerate con cibo/gel/barrette nella borsa gialla o nello zaino. Al Tor si deve mangiare tanto, ma tra ristori ufficiali, abusivi, rifugi e basi vita il cibo non manca. Il mio suggerimento è di mangiare tanto e vario. Dopo un pò la mocetta e la fontina vi disgusteranno, per cui suggerisco di portare carta di credito/contante per concedersi qualche “lusso” di cibo da comprare in rifugio
Per il resto, chiedete pure altro e preparatevi a godervi la settimana più folle della vostra vita, socializzate con i vostri compagni di viaggio da tutto il mondo (le amicizie fatte al Tor durano per sempre!) e godete delle meraviglie che la Val D’Aosta sa donarci – di giorno e di notte...tanto al Tor sia i pro che i tapascioni non dormono (io ho sempre una media di totali 9-10 ore nella settimana)!