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TRANS D'HAVET (VI) 27/07/2013

Inviato: 16/10/2013, 20:47
da Gianfranco
La mia Trans d'Havet 27 luglio 2013.



E', ormai, tardo pomeriggio quando decido di partire. A Treviso carico Valentino già compagno di avventura in alcune gare trail. Arriviamo a Valdagno alle 20.00 circa, il ritrovo è al palazzetto dello sport, non c'è moltissima gente... Espletiamo subito le operazioni di punzonatura e poi ci sediamo al chiosco per una pasta in tranquillità. Comincia ad affollarsi l'area, molte sono le facce nuove così come sono diverse le lingue che sento parlare, la prevalente è lo spagnolo, molti i volti femminili. Tra tante gente nuova, due facce conosciute Cristina e Luca con i quali scambio volentieri due chiacchiere e poi è tempo di prepararsi. Il caldo, all'interno del palazzetto, comincia a farsi sentire, lo zaino è pronto, lo ricontrollo dieci volte, poi decido di sdraiarmi nell'intento di rilassami in attesa del breafing. Valentino lo vedo preso, sparisce, il suo obiettivo una foto con Kilian.., non credo ci sia riuscito. Alle 23.00 il breafing pre-gara.. Il patron della manifestazione spiega bene tutta la parte tecnica , i ristori, i consigli, le raccomandazioni, poi via, fuori ci sono già i pullman con i motori accesi, direzione Piovene Rocchette sede di partenza della gara. In pullman rincontro Luca, due chiacchiere lungo il trasferimento, anche lui è di Pn, ci ripromettiamo allenamenti assieme. Valentino è sparito.. boh!! Lo avrà preso sto pullman o sarà ancora alla ricerca della sua foto con Kilian????!! Sono le 24.00 circa, lo ritrovo in piazza di Piovene R. dove c'è una gran festa con buona musica latino-americana....mahh..... la cosa mi coinvolge poco, la testa è già sulla gara, la tensione sale a mille, attorno a me campioni da mezza Europa, in gioco il titolo Europeo di Sky running... non è certo affar mio, lo so, così mille pensieri mi girano per la testa, un po' mi sento fuori posto ..non ho mai affrontato una gara di 80 km con 5500 metri di dislivello, per fortuna c'è il Vale che spara cazzate a raffica, cosi non ci penso e rido. A lato, un gruppetto di ragazze spagnole fanno un gran baccano, si divertono. Nella faccia di tutti la sola voglia di partire, l'orario previsto per la partenza è 1.00, mancano pochi minuti, incito il Vale a fare la sua gara, il livello è troppo diverso lui ancora molto giovane e forte, deve andare. Finalmente si parte. Dopo un breve tratto in giro per il paese lasciamo l'asfalto ed incomincia la salita, quella vera, ora si fa sul serio, non si scherza più!! le risate e l'euforia lasciano il posto alla concentrazione, vedo Vale correre veloce avanti. I primi km in salita volano in un insieme di sensazioni nuove, belle, una processione di lucciole illumina un lungo tratto della salita al monte Sumanno (1296), siamo quasi in vetta quando attraversiamo una malga dove mille muggiti di mucche infastidite ci accompagnano. Il fastidio è comunque reciproco, è stata dura evitare la grande quantità di escrementi lasciati da loro sul sentiero..!! poi ad un tratto intravedo la grande, particolare e maestosa croce posta sulla sommità del Sumanno. Sorrido e penso, la prima è andata!! La discesa in un single track si fa subito tecnica, la prendo piano, posiziono la frontale a luce massima, il sentiero a volte è esposto. In testa girano le raccomandazioni dell'organizzazione : andate piano, niente sorpassi, in questo tratto uno scivolone potrebbe costare caro..... Per fortuna nei tratti più pericolosi ci sono loro, i volontari del Soccorso Alpino, e ci saranno per tutta la gara, ai quali va gratitudine ed il più grande degli abbracci!! Primo ristoro, solo liquidi, a Colletto Grande di Velo, sono al 12 km. Mi fermo in tranquillità, riempio le borracce d'acqua, bevo due bicchieroni di Coca poi cerco lei, la regina degli integratori, la birra.....ne bevo un bicchiere di brutto!! Che buona ragazzi!! Riparto mi verrebbe voglia di forzare l'andatura, le forze per ora ci sono ma la gara è lunga, molto lunga, meglio risparmiare. Incomincia la salita al Novegno, 1600 mt, mi unisco ad un allegro gruppetto, ascolto volentieri le mille storie di gare vissute, l'andatura in salita è buona, l'afa però si fa sentire.. sono bagnato fradicio!! Arrivo con un po' di affanno in cima al Novegno dove c'è un ristoro sono al 22km. Ora bisogna mangiare, butto giù di tutto a fatica, bisogna fare il pieno altrimenti sei morto. Riparto non prima di concludere il lauto spuntino con il tradizionale bicchiere di birra. Incominciamo una discesa lunga più o meno 7/8 km, facile, mi sento benissimo, oramai albeggia, quando, in lontananza, vedo lo zaino giallo di Valentino. Accelero un po', lo raggiungo, l'espressione non è delle migliori, capisco che è in piena crisi. Rallentiamo e facciamo un po' di Km assieme, si chiacchiera, mi racconta delle montagne che ci stanno attorno, è un grande appassionato, conosce il posto.... lo so....caspita se lo so !!! alla Cento e Lode che abbiamo corso assieme mi aveva già descritto abbondantemente tutta la zona. Sorrido. Lui si riprende alla grande si accelera un po', oramai è giorno fatto, quando incominciamo la salita al monte Alba. Lo incito ad andarsene di nuovo il suo passo in salita è diverso, più veloce, mi ascolta, se ne va. Il sentiero che sto percorrendo è tutto dentro ad una lussureggiante faggeta, i raggi del sole del mattino filtrano potenti tra le foglie fitte creando dei simpatici giochi di luce, segni premonitori di una giornata che sarà molto calda. Arrivo a Colle Xomo, sono al 33 km, ristoro con solidi e liquidi, faccio razzia anche qui e mentre mi sto bevendo la mia amata birra compare Adelaide, simpatica ultraranners conosciuta alla Cento e Lode. Scambio due chiacchiere volentieri con lei e ….. via! Sto per incominciare un tratto particolarmente suggestivo, il sentiero delle 52 gallerie sul monte Pasubio. C'è molto da dire su questo posto, mi ci vorrebbero troppe parole, mi limito solamente a sottolineare quale capolavoro esso sia. Mi godo a pieno i panorami e tutti quei passaggi davvero suggestivi. Sono talmente preso da tanta bellezza che arrivo al rifugio Papa, a quota 1995 mt, senza quasi accorgermene. Un saluto ai volontari poi giù verso Pian delle Fugazze, aquota 1162mt, ci arrivo presto e penso :“metà gara abbondante è andata!!!” Al ristoro siamo al 42 km circa, mi siedo sento la voglia di mangiare salato, cerco e mangio quello che trovo in abbondanza, poi, mi offrono e mi godo una minestrina in brodo che non fa per niente fatica ad andare giù, il pieno è fatto. So che sta per iniziare il tratto più duro della gara, riparto sereno con il serbatoio pieno. Il sentiero subito in salita verso Monte Corneto quota 1670 mt. La salita è corta ma tosta, di quelle che non mollano mai, si va su di brutto, per fortuna anche questa è in ombra, anche qui vivo una fantastica faggeta, poi giù nuovamente. Arrivo un po' affaticato al rifugio Capogrosso a quota 1464 mt, lì trovo un ristoro di soli liquidi. Bevo e mentre sto riempendo le borracce alzo il capo, non me ne ero accorto prima, la stanchezza cominciava ad annebbiarmi la vista, fronte a me sua maestà, la cima Coppi della Trans D'Havet, l'imponente, maestosa e temuta cima “Carega”. Nella speranza di sbagliarmi chiedo ad un Alpino tanto sorridente e simpatico : “ non andremo mica su di la vero??” , la risposta di quelle secche e spietate : “certo che sì!!” Riparto non poco preoccupato, le forze cominciano a mancare. Il primo tratto tutto sommato abbastanza facile, prendo un po' di entusiasmo. Incontro delle persone, non resisto alla tentazione di chiedere quanto ci vuole per la cima... le risposte tutte diverse tra loro non mi incoraggiano. Frugo nello zaino ed ingurgito due barrette velocemente, il sentiero si inerpica e si fa dura sul serio. Guardo la cima è ancora troppo lontana , sono in crisi!!!. Ogni metro è una conquista, le gambe sono pesantissime, i muscoli si rifiutano di andare avanti, la fatica si fa sentire tutta, sono grondante di sudore, devo fermarmi!! Prendo dallo zaino una bustina di sali, bevo nella speranza di riprendermi, per un po' la cosa funziona poi.. nera di nuovo. Mi passano tanti concorrenti, a tutti la stessa risposta :“si è tutto OK”. “Non è ok un ...azz!!” penso, la vetta è lontana e le gambe non girano. Mi riprende Adelaide, è sorridente, “beata lei” penso io. Facciamo due chiacchiere, lei conosce bene la zona e ha già fatto la gara lo scorso anno, mi ragguaglia su ciò che mi aspetta davanti e nel frattempo la cima arriva!! Sono felice di essere arrivato sopra a “sto” gigante delle Piccole Dolomiti, vedo il rifugio Fraccaroli a quota 2238 mt, so che tra poco ci sarà il ristoro, sono al 56 Km. Ci arrivo provato, bevo, poi chiedo ad un Alpino di essere svegliato dopo 15 minuti. Altri concorrenti hanno avuto la mia stessa idea. Il clima è perfetto, fa fresco, cado letteralmente in un sonno profondo. Mi svegliano, mangio pane speck e formaggio in abbondanza, frutta, bevo due meritati bicchieri di birra, poi, saluto, ringrazio e riparto. Mi sento rinato, le gambe ricominciano a macinare km, una sensazione di benessere mi pervade, incredibile!!.. Sto bene da matti!!! Sono felice!! “Non mi avranno mica drogato?!?” penso. Subito due salitelle, che, confronto a quella fatta prima, diventano meno di due cavalcavia, poi uno dei tratti più belli di tutto il percorso nella zona di Malga Campo. Il paesaggio è bello da farmi rabbrividire, sto benissimo e me lo godo appieno a volte soffermandomi. I km dal rifugio Scalorbi a Malga Campo passano veloci, la mente è distratta, presa da paesaggi da cartolina. Arrivo all'ultimo ristoro previsto sono al 68 km. Mi siedo e con calma mangio un'altra minestra, anche questa va giù che è una meraviglia. Riparto ed avverto un fastidio al tallone sx, accidenti, entrano trionfalmente le vesciche... “uff.. proprio adesso che stavo bene..”, scambio due parole con un altro concorrente e mi risponde :“ non c'è gloria senza sofferenza”.... “chi se ne frega della gloria” penso io.. le vesciche sono proprio fastidiose. Arrivare a cima Marana a quota 1559 mt, ultima cima della gara è un susseguirsi di creste che vanno avanti per 3 / 4 Km, poi, discesa, l'ultima. L'adrenalina sale così come i dolori ai piedi, ora le vesciche sono due, una per tallone, le sento enormi, non oso fermarmi a guardarle. La prima parte del sentiero in discesa è impegnativa, si va giù di brutto fino ad una malga 5 km più sotto, poi, le cose diventano più semplici. Vedo Valdagno, penso : “è fatta!! Ormai nulla mi può fermare”, il morale alle stelle. I primi borghi fuori Valdagno, la gente che applaude al passaggio di tutti, una fontana dove mi sono rinfrescato, tutte cose che mi rendono felice. “Bella gente e bei posti” penso. Entriamo in paese da una carareccia in leggera discesa, alle balise si sostituiscono i birilli che segnano il finale. Fatta una curva vedo l'arrivo, c'è Vale, docciato e cambiato, lui è volato. Sono da poco passate le 20.31 quando Vale armato di telefonino immortala il mio traguardo. Battiamo cinque, un'emozione indescrivibile, un viaggio fantastico, non mi ricordo nemmeno quante vette abbiamo passato. Mi sono regalato una grande soddisfazione! Poco mi importa del tempo fatto, della mia posizione in classifica, Kilian vincitore indiscusso, probabilmente sarà già in Spagna a quest'ora, fa niente lo vedrò alla prossima partenza, non era quello l'obiettivo. Esserci riuscito è l'unico, solo, grande orgoglio. La fatica ed il dolore passeranno in fretta, il bel ricordo rimarrà per sempre. Gianfranco Maranzan