di Davide Grazielli

Niente da dire, Lavaredo Ultra Trail si conferma la gara più importante in territorio italico. Lo dicono i numeri dei partecipanti, specie quelli stranieri. Lo dice la membership UTWT. Lo dice il livello qualitativo dell'organizzazione, del percorso e l'ambiente che si respira a Cortina.

Ma più di tutto lo dice la lista dei favoriti: paura.

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Partiamo dalle donne, per galanteria. Ma il primo nome è facile che metta dietro la maggior parte dei partecipanti maschi. Parliamo di Caroline Chaverot, ritornata a livelli altissimi dopo un inizio di stagione difficile. Quando è in forma, si è dimostrata semplicemente inarrestabile, e l'avevamo visto proprio qui nel 2015. Sicura favorita.

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Dietro di lei, comunque, la cosa si fa interessante. Ruth Croft dalla Nuova Zelanda, ma residente ad Hong Kong, ha fatto vedere alla CCC che nella giornata giusta sono guai per tutti. Riconferma a TNF 50 e al Kima, che la dice lunga sulla polivalenza della Croft.

Altra atleta rivelatasi con la CCC, Jo Meek. Al Mondiale forse ci si aspettava qualcosa di più dalla soldatessa britannica, ma con la distanza più lunga dovrebbe venire fuori meglio.

Una che forse non avrà la velocità delle tre qui sopra, ma sicuramente ha la grinta per portare in fondo la gara alla grande, è la catalana Emma Roca: per me è un podio. Ma... Ci giunge proprio ora notizia che non partirà per cui la gare perde una delle protagoniste annunciate.

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Duo francese d'assalto, Juliette Blanchet e l'eterna Maud Gobert, entrambe con buonissime possibilità: Maud l'anno scorso aveva confidato a me e Mau Scilla che avrebbe smesso con le gare. Come al solito ci ha ripensato, ed è nuovamente in pista a giocarsi una gara importante.

Dagli States Aliza Lapierre è una delle runner più costanti ed interessanti d'oltreoceano. Il palmares è di prima categoria, la sua carriera è stata un po' piagata dai vari infortuni, ma quest'anno a Georgia Death Race ha dimostrato che nel lungo e tecnico è a suo agio. Altra candidata ad un possibile podio se le cose girano giuste.

Ewa Majer dalla Polonia è data come possibile sorpresa, ma è alla prima vera esperienza sul grande palcoscenico: incognita assoluta.

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E veniamo alle nostre: Lisa Borzani e Cristiana Follador le punte di diamante, con Yulia Baykova ed una Graziana Pè data in gran forma a dare manforte. Tutte e quattro hanno i mezzi per entrare nella top five, e chissà cos'altro. Avranno bisogno di un gran tifo, quindi fatevi sentire.

Laura Besseghini e Daniela Montelli sono altri due nomi spendibili per una bella prestazione.

 

E ora passiamo agli uomini.

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Favorito numero 1?: Il vigneron Francois D'Haene, l'uomo che potrebbe scendere sotto le dodici ore, il #breaking12 su cui tutti stanno puntando. Accoppiata LUT/UTMB...?

Nulla da fare, tutto da riscrivere, perché anche per lui è ormai ufficiale che NON PARTIRA', per cui la partita decisamente si riapre.

A favore di chi allora?

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Ovviamente di Gediminias Grinius, il lituano dagli occhi di ghiaccio che conosce molto bene la LUT, e che proprio qui si è rivelato al grande pubblico. Sembra in forma, vedremo se attaccherà deciso rischiando o se farà gara prudente.

Altro aficionado di Lavaredo è Didrik Hermansen, che nel 2015 aveva fatto una gara superlativa: il suo problema è sempre lo stesso, l'alimentazione. Ma anche alla WS l'anno scorso ha fatto vedere che la distanza non gli fa certo paura.

Chi quest'anno ha davvero cambiato marcia è Pau Capell: con la vittoria a Transgrancanaria ha fatto vedere che non deve temere nessuno. Questi i quattro che secondo me si giocheranno la vittoria. Con l'inclusione del nostro Dani Jung che dovrebbe aver recuperato un po' le fatiche dei tanti viaggi: so che farà gara cattiva e proverà a stare davanti, non deve temere nessuno.

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Chi c'è dietro a questo quintetto? Nomi interessanti, a partire dall'americano Seth Swanson, finalmente al ritorno in una competizione importante. E' un metodico, si prepara sempre al meglio e difficilmente salta. Se è tornato quello del 2014/15, è pericoloso per tutti. Vedo meno bene l'altro americano Jorge Maravilla di San Francisco Running Company: poca esperienza europea, che in una gara così vuol dire tanto! Fabien Antolinos, Mikael Pasero ed il buon Julien Chorier: ecco i Tre Moschettieri che terranno alto l'onore francese. Buone possibilità specie per il primo. Scott Hawker ama letteralmente questa gara e queste montagne: sa come gestire la gara, sa aspettare e poi attaccare quando necessita: top ten con possibilità di top five. Come il suo socio australiano Andrew Tuckey, uno che comunque ha fatto M10 alla Western. Vaidas Zlabys è un altro dei lituani emergenti: sarebbe pericoloso non considerarlo, specie dopo Transgrancanaria dove ha stampato un inaspettato secondo posto.

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E veniamo ai nostri. Oltre a Dani, saranno Giulio Ornati e Fulvio Dapit le due carte pesanti. Per Fulvio, c'è sempre l'incognita del chilometraggio. A Lavaredo ci ha fatto sognare, per poi calare o crollare alla distanza. Ha più esperienza, e come al solito arriva preparato. Sarà la volta buona? Giulio è al primo vero test impegnativo dell'anno, ad Annecy non è andata bene ma si è rifatto quasi subito sempre in Francia. Vedremo, i mezzi li ha per stare coi migliori. Ritorna Stefano Trisconi e Danilo Lantermino è atteso ad una prova lunga. Tra le possibili sorprese occhio a Fabio Di Giacomo che quest'anno sembra imbattibile e soprattutto a Roberto Mastrotto, giovane ma saggio: è pronto al grande risultato. Altro italiano possibile protagonista, gioca in casa, avrà i Peggiori a fare tifo ed assistenza, e quando i chilometri diventano tanti, è sempre pericolosissimo: Ivano Molin.

Comunque vada, sarà battaglia, e lo splendido scenario delle Dolomiti regalerà ancora una volta emozioni: seguite la gara su FB e sul forum di Spirito Trail.