Mi tocca difendere la "star spangled banner"
Per mia esperienza, il pacer non falsa in nessun modo il lato "agonistico" di una competizione. E'un opportunità che viene data a tutti i concorrenti, c'è chi ne approfitta, chi invece preferisce godersi il viaggio e l'impegno da solo. Entrambe valide come opzioni.
Diciamo che in Europa c'è molto l'idea della gara di trail come sfida all'ambiente montano e mutua ancora qualcosa dal mondo escursionismo (viaggio in autosufficenza), negli States c'è molto più l'idea "ti metto nelle migliori condizioni possibili per correre una gara di 100 miglia" e sotto quest'ottica va visto il pacer e la possibilità di correre senza obblighi di materiale. Suppongono che tu sia preparato a quello che fai, e se non lo sei che siano affari tuoi visto che loro ti avevano avvertito. Beata innocenza, vista dalla povera Italia dei mille cavilli...
Dal punto di vista umano, garantisco che è un esperienza fantastica, in entrambi i ruoli: correre per 20-30-50 km con un amico crea un legame speciale. Che sia qualcuno che non ti conosce e lo fà perchè vuole aiutarti sui sentieri di casa, che sia un amico con cui condividere qualche ora, bisogna provarlo per capirlo.
E'un grande aiuto, se la cosa ti fa piacere ovvio. Ma alla fine ci devi comunque arrivare con le tue gambe. Facciamo i santi, ma all'UTMB se hai l'assistenza vivi nel mondo del lusso, se non ce l'hai, una borsa a metà strada e arrangiati: questo è pari condizioni per tutti? Non falsa la competizione?
Allora facciamo i puri fino in fondo e vietiamo tutto... Ma mi sembra ridicolo.
Io, in certe gare, la possibilità del pacer ce la metterei volentieri anche qui.
Ah, per me ha senso su gare da 100 miglia, al limite sui 100 km. Al di sotto non ne vedo una reale giustificazione.