Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

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plusplus
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da plusplus »

Bussino71 ha scritto:Ma è un modello poco esportabile in Italia, siamo troppo egoistici. Quando alla Western superavo qualcuno e chiedevo permesso mi rispondevano good job, qui da noi spesso ti infamano
Ciao,
Concordo sull'idea della gestione personale della gara, con gli ovvii limiti; non condivido l'idea che il modello non sia applicabile qui da noi; non mi pare di aver ricevuto insulti per un sorpasso (pochi casi) o di aver insultato nessuno per averne subito uno (innumerevoli casi).
Se la impostiamo così mi immagino già di partire "accerchiato dai nemici" e probabilmente sarò portato ad agire di conseguenza.
Saluti
Fabio
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blackmagic
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da blackmagic »

Mi tocca difendere la "star spangled banner" :lol:

Per mia esperienza, il pacer non falsa in nessun modo il lato "agonistico" di una competizione. E'un opportunità che viene data a tutti i concorrenti, c'è chi ne approfitta, chi invece preferisce godersi il viaggio e l'impegno da solo. Entrambe valide come opzioni.
Diciamo che in Europa c'è molto l'idea della gara di trail come sfida all'ambiente montano e mutua ancora qualcosa dal mondo escursionismo (viaggio in autosufficenza), negli States c'è molto più l'idea "ti metto nelle migliori condizioni possibili per correre una gara di 100 miglia" e sotto quest'ottica va visto il pacer e la possibilità di correre senza obblighi di materiale. Suppongono che tu sia preparato a quello che fai, e se non lo sei che siano affari tuoi visto che loro ti avevano avvertito. Beata innocenza, vista dalla povera Italia dei mille cavilli... 8-)

Dal punto di vista umano, garantisco che è un esperienza fantastica, in entrambi i ruoli: correre per 20-30-50 km con un amico crea un legame speciale. Che sia qualcuno che non ti conosce e lo fà perchè vuole aiutarti sui sentieri di casa, che sia un amico con cui condividere qualche ora, bisogna provarlo per capirlo.

E'un grande aiuto, se la cosa ti fa piacere ovvio. Ma alla fine ci devi comunque arrivare con le tue gambe. Facciamo i santi, ma all'UTMB se hai l'assistenza vivi nel mondo del lusso, se non ce l'hai, una borsa a metà strada e arrangiati: questo è pari condizioni per tutti? Non falsa la competizione?
Allora facciamo i puri fino in fondo e vietiamo tutto... Ma mi sembra ridicolo.
Io, in certe gare, la possibilità del pacer ce la metterei volentieri anche qui.

Ah, per me ha senso su gare da 100 miglia, al limite sui 100 km. Al di sotto non ne vedo una reale giustificazione.
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helyos
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da helyos »

Grazie a Olmo 68 abbiamo pensato di attualizzare il servizio di Trail-Pacer...una grande novità all'Abbots 2014 con ADMO e Umberto Ferri (Olmo 68)...potete leggere l'articolo al link:
http://theabbotsway.wordpress.com/2014/ ... -con-admo/
olmo68
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da olmo68 »

Grazie blackmagic, il mio intento di pacer è proprio quello che hai scritto, con quello spirito di solidarietà, di aiutare più trailer possibili a finire una gara così lunga.
Essere di aiuto, soprattutto nei momenti difficili, a chi prova per la prima volta ad affrontare un'ultra 100 km, o chi ci ha già provato, ma che per mille motivi non ci è riuscito.

Umberto
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minox
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da minox »

Viste le limitazioni sul numero degli iscritti per la maggior parte delle competizioni attuali, non sarebbe più semplice che chi desidera un accompagnatore lo iscriva come regolare concorrente? Non ci sarebbero problemi di controlli sulla gestione della corsa e dei comportamenti e non ci sarebbe un aggravio di presenze sul percorso a scapito della sicurezza e delle 'code'.
Tra l'altro già si verifica comunemente nelle competizioni lunghe ed impegnative (TdG, LUT ecc.)

La gara rimarrebbe appunto gara tra tutte persone munite di pettorale. IMHO!

Sergio
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helyos
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da helyos »

minox ha scritto:Viste le limitazioni sul numero degli iscritti per la maggior parte delle competizioni attuali, non sarebbe più semplice che chi desidera un accompagnatore lo iscriva come regolare concorrente? Non ci sarebbero problemi di controlli sulla gestione della corsa e dei comportamenti e non ci sarebbe un aggravio di presenze sul percorso a scapito della sicurezza e delle 'code'.
Tra l'altro già si verifica comunemente nelle competizioni lunghe ed impegnative (TdG, LUT ecc.)

La gara rimarrebbe appunto gara tra tutte persone munite di pettorale. IMHO!

Sergio
Ciao Sergio,
il pacer non è un accompagnatore personale, ma è regolarmente iscritto con pettorale. Il suo compito è solo quello di mantenere una tempistica di percorrenza il più lineare possibile e dispensare consigli. Non è naturalmente ammesso un servizio di trasporto zaini o altro materiale.
olmo68
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da olmo68 »

Quando ho fatto questa domanda, avevo già pensato di fare il pacer alla Abbott’s Way, volevo sapere cosa ne pensavano anche altri trailers, diversi di voi hanno scritto, qualche opinione l’ho condivisa, qualcuna un po’ meno, ora però dopo questa esperienza ho le idee un po’ più chiare.

L’esperienza da pacer è stata complessivamente positiva, forse perché finire una gara di 125 km è sempre un successo!!!
Quando si vive una nuova esperienza, ci sono sempre, aspetti negativi e positivi.
Aspetti negativi
Difficoltà nel creare un gruppo di persone che non si conoscono, che possano resistere tanto tempo insieme in situazioni abbastanza estreme.
Correre/camminare ad un ritmo più basso di quello proprio.
Dover fare delle scelte, come seguire la maggior parte del gruppo e lasciare indietro il più lento, o stare insieme al più lento, non sapendo se sarà in grado di arrivare fino al traguardo, e lasciare il resto del gruppo.
Superare i momenti difficili sapendo che si stà facendo dei sacrifici per persone che non conosci, e che forse non si stanno rendendo conto di quello che stai facendo.

Aspetti positivi
Far vivere l’esperienza di correre e finire una gara di 125 km in compagnia, a chi si presenta alla partenza da solo!
Sentirsi ringraziare di qualche consiglio dato.
Sapere di essere servito a far terminare la gara, almeno ad un concorrente.
Aver assistito persone in momenti di difficoltà.
Il sentirsi dire “…bell’iniziativa..” da molti concorrenti.
Conoscere persone nuove.
Sentirsi autorizzato a chiedere a tutti i concorrenti incontrati “ come va’?” e allo stesso tempo capire dalle risposte e dagli sguardi che fa piacere ricevere un’attenzione, essere considerati.

Durante la gara, negli ultimi km, ero demoralizzato per come mi ero immagginato questa esperienza, e per come invece stava terminando, ma come è sempre successo fino adesso, una volta arrivato i pensieri sono cambiati.
Ho voluto rifare per la terza volta questo percorso, perché mi ha sempre dato l’idea del viaggio più che di una gara, e me ne sono convinto ancora di più dopo aver ascoltato le parole di don Lorenzo al briefing.
Questa edizione mi ha insegnato che una gara/viaggio, e in particolare questa, è paragonabile alla vita di tutti i giorni, si parte da un punto per arrivare ad un altro, si parte che siamo una persona, e arriviamo che siamo un’altra.
Aiutare gli altri ci fa sentire importanti, utili, ma bisogna ricordarsi sempre di non aspettarsi niente in cambio, se poi arriva un complimento o un ringraziamento è qualcosa in più.
E’ stata un’esperienza che rifarei perché a distanza di alcuni giorni, provo ancora forti emozioni.
Umberto
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Adam
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da Adam »

blackmagic ha scritto:Mi tocca difendere la "star spangled banner" :lol:

Per mia esperienza, il pacer non falsa in nessun modo il lato "agonistico" di una competizione. E'un opportunità che viene data a tutti i concorrenti, c'è chi ne approfitta, chi invece preferisce godersi il viaggio e l'impegno da solo. Entrambe valide come opzioni.
Diciamo che in Europa c'è molto l'idea della gara di trail come sfida all'ambiente montano e mutua ancora qualcosa dal mondo escursionismo (viaggio in autosufficenza), negli States c'è molto più l'idea "ti metto nelle migliori condizioni possibili per correre una gara di 100 miglia" e sotto quest'ottica va visto il pacer e la possibilità di correre senza obblighi di materiale. Suppongono che tu sia preparato a quello che fai, e se non lo sei che siano affari tuoi visto che loro ti avevano avvertito. Beata innocenza, vista dalla povera Italia dei mille cavilli... 8-)

Dal punto di vista umano, garantisco che è un esperienza fantastica, in entrambi i ruoli: correre per 20-30-50 km con un amico crea un legame speciale. Che sia qualcuno che non ti conosce e lo fà perchè vuole aiutarti sui sentieri di casa, che sia un amico con cui condividere qualche ora, bisogna provarlo per capirlo.

E'un grande aiuto, se la cosa ti fa piacere ovvio. Ma alla fine ci devi comunque arrivare con le tue gambe. Facciamo i santi, ma all'UTMB se hai l'assistenza vivi nel mondo del lusso, se non ce l'hai, una borsa a metà strada e arrangiati: questo è pari condizioni per tutti? Non falsa la competizione?
Allora facciamo i puri fino in fondo e vietiamo tutto... Ma mi sembra ridicolo.
Io, in certe gare, la possibilità del pacer ce la metterei volentieri anche qui.

Ah, per me ha senso su gare da 100 miglia, al limite sui 100 km. Al di sotto non ne vedo una reale giustificazione.
per quanto mi riguarda: santo subito!
condivido tutto.
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silvio68
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da silvio68 »

non avevo letto di questo 3d altrimenti avrei scritto prima!!!
comunque come già scritto nella sezione gare ,ho corso con OLMO68 parte dell'ABBOTS!!!
dico parte perchè purtroppo mi sono arreso al km 83, UMBE (olmo68 ) pur essendo un amico non mi ha spinto si è limitato a qualche consiglio quando ho cominciato ad avere problemi di stomaco...perchè alla fini siamo noi che decidiamo giustamente!!!
secondo me l'esperimento non è andato male anche se far gruppo in gare così lunghe è difficile :shock:
esperimento da ripetere ...sempre secondo me....ciao a tutti e buone corse
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helyos
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?

Messaggio da helyos »

ciao a tutti,
eccomi che comincio a scrivere qualcosa post-Abbots... :D
Innanzitutto un grande grazie per aver portato questa bella iniziativa alla nostra corsa !!!
L'esperienza di Umberto (un abbraccio) penso che abbia il pregio innanzitutto di aver provato a vedere cosa succede sul trail lungo, oltre i 100 chilometri. Per esperienza di accompagnatore, sono sempre finito col guidare i meno veloci, che poi sono i più vulnerabili alle problematiche fisiologiche.
In maratona i pacer se ne infischiano di chi non sta bene e di chi rallenta...qui è diverso. Le difficoltà sono serie ed in caso di maltempo serve più lo stare assieme che non quanto prefissato col cronometro.
Ecco la parte difficile. Per il resto la figura potrebbe rivelarsi fondamentale per il ritmo, perlomeno iniziale. Poi sinceramente, Umberto ha incontrato un sacco di gente e i suoi consigli sono stati fondamentali, tipo Maestro Trail o Guida Trail. Garantisco che tenere il ritmo con quelle condizioni non era per nulla facile.
Altro grande plauso per aver portato avanti il progetto parallelo con ADMO, trainato dalla curiosità per cosa farà in corsa Umbe. Per noi Abbots ci stà tutto anche il prossimo anno, magari con un iniziativa apposita e mirata pro_ADMO. Bravo Umberto penso che tu sia sulla strada giusta e noi continueremo ad appoggiarti. Facci sapere !!!
saluti
Elio
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