fifty ha scritto: ↑18/09/2026, 18:16
Ciao ragazzi, grazie Andard e Fabiano (o soi Furlan ancje iò

) per l’incoraggiamento.
Senza andare per troppi dettagli, partito fiducioso dopo aver preso parte a una prima edizione da paura nel lontano 2017 (cutoff 38 ore), ho dovuto fare i conti con l’età prima di tutto (sono 63), e anche con una finta anca che per chi proverà (ciao Martin

) ti incute un certo timore quando devi venire giù per quei pendii, soprattutto di notte.
Avevate ragione, se non corri sei fuori al primo cancello.
Ma nonostante questo, non basta passare i cancelli; per le pippe come me non c’è tempo neanche di fare una foto perché sei sempre al limite; a Ollomont, ripartito a mezzanotte dopo ben 15’ seduto sulla panca, affrontare il Col Champillon, tra l’altro con temperatura vicina allo 0 per tutta la salita, è stato un calvario. Arrivato a Ponteilles alle 6 ho capito che era finita e mi sono trascinato fino a Bosses.
Forse è finita per me l’epoca dei grandi trail, anche perché non ho più voglia di rischiare una gamba in discese che anche di giorno farei a 1 all’ora.
Largo ai giovani quindi, certo è bello ammirare certi atleti in azione, il loro gesto atletico ha un fascino che in montagna, quella delle escursioni in solitaria, ammiri raramente, per essere generosi.
È bella l’atmosfera, è sempre al top l’ospitalità del Tor, penso un unicum in questo mondo variegato.
Invece faceva schifo, a essere buoni, la medaglia. Sembrava concepita da uno stagista senza talento (ma l’avete vista la medaglia della Spine Race?).
Questo mi ha fatto passare un po’ della tristezza inevitabile che arriva dopo un DNF, il secondo sulla stessa gara.