Tor Des Geants (Ao) 08-14.09.2024

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Corry
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da Corry »

Molto bello Off!
Con i tuoi racconti mi fai riattivare la memoria :) , ti invidio perché ricordi tutti questi particolari, anche io ho dormito da solo nell'igloo a Niel. Solo un'ora ma ha reso per tre! ;)
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Offriends
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da Offriends »

I giorni dopo il Tor mi sono scritto un po' di appunti per non dimenticare troppe cose!
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martin
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da martin »

Esiste un sito con la classifica del Tor, preferibilmente anche con i vari passaggi? Magari io sono impedito ma non riesco trovare da nessuna parte.
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augusto losio
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da augusto losio »

https://www.torxtrail.com/rankings/TOR33022?1665497967

in alto a destra al CERCA inserisci il tuo nome.
hai tutti i parziali.
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martin
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da martin »

augusto losio ha scritto: 11/10/2022, 15:20 https://www.torxtrail.com/rankings/TOR33022?1665497967

in alto a destra al CERCA inserisci il tuo nome.
hai tutti i parziali.
Non c'è l'emoji con il bacio ma te lo meriti!!!
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Offriends
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da Offriends »

GRESSONEY - VALTOURNANCHE

Sottotitolo: "Come concentrare, nell'arco di poche ore e nella tappa più corta del Tor, la dormita più serena e il rischio più grande!"

La base vita di Gressoney, la quarta, è la più ampia e logisticamente la migliore di tutto il Tor: tutto è concentrato nello stesso palazzetto dello sport e allo stesso tempo hai tutto lo spazio che vuoi per fare tutto quello che devi fare.
Arriva in un momento cruciale della gara (217esimo km), dove è fondamentale ricaricare le batterie dopo la tappa più dura e per prepararsi allo sforzo finale. Non è solo questione di alimentarsi e riposare, è importante rimettere in sesto i muscoli, i piedi e soprattutto la testa. Quest'anno sto piuttosto bene e sono molto tranquillo, unico aspetto negativo: Silvia come previsto è dovuta tornare a lavorare (anche per me) e non potrà più farmi assistenza...non potrà nemmeno essere all'arrivo! Sento la sua mancanza, anche se al telefono non gliel'ho detto per non farla intristire. Nonostante la sua assenza ha organizzato tutto per non farmi sentire la sua mancanza: si è accordata e ha prenotato una delle massaggiator perché mi massaggi subito. Quindi appena entrato in base vita come prima cosa, dopo aver preso la borsa gialla, mi faccio una bellezza doccia. A seguire faccio un pranzo pantagruelico: doppia porzione di macedonia con lo yoghurt, salumi vari, spezzatino, riso con il sugo e pasta al ragù...con immancabile birra media alla spina. Purtroppo quando mi presento nell'angolo massaggi scopro che la mia massaggiatrice è occupata a medicare un concorrente in pessime condizioni. Decido di aspettarla (terzo errore del mio Tor), ma la medicazione si protrae per più di un'ora e alla fine dopo aver visto andare via decine di persone arrivate dopo di me, decido di affidarmi alle cure di qualcun altro. In realtà a parte il tempo perso, questo cambio di massaggiatore/fisoterapista si rivela una fortuna. Si prende cura di me Tobia che è bravissimo nella fasciatura preventiva dei piedi e nel taping e in più mi fa massaggiare dalla massaggiatrice più brava. Inutile dire che diventerà il mio fisio-massaggiatore per tutto il resto del Tor...e non solo.
Dopo un massaggio di quasi mezz'ora, durante il quale mi leggo i vostri messaggi di incoraggiamento su running-forum (non avete idea della carica che danno!), mi alzo con le gambe praticamente nuove. Mi sembra di essere alla partenza di Courmayeur. Mi preparo ed esco carico come mai.
Percorro di corsa (lenta...) tutto il tratto in piano di quasi 3 km fino all'attacco della salita al rifugio Alpenzu.
Prima della salita dietro una baita diroccata mi fermo per un intenso pit-stop (con tutto quello che ho mangiato...), purtroppo reso poco piacevole dalle ortiche che inizialmente non avevo notato...ma che dopo ho sentito!
Affronto la salita all'Alpenzu con un ragazzo (avrà circa 60 anni) piemontese di cui non ricordo il nome. Parliamo tutto il tempo ma saliamo ad un ritmo indiavolato. Alle 20:00 in punto siamo al rifugio e appena entrato chiedo subito se c'è posto per dormire, per me e per il mio nuovo compagno di viaggio. Quasi tutti si sono fermati a dormire a Gressoney, così abbiamo una stanza per due ore tutta per noi. Come nel 2018 sarà la dormita migliore e più riposante del Tor.
Quando la sveglia del telefono mi sveglia (come sempre) mi sembra di essermi appena addormentato, in realtà ho dormito profondamente. I gestori del rifugio e i volontor ci coccolano come non mai e ci offrono tutto quello che vogliamo, anche quello non previsto dal ristoro ufficiale (che sarebbe alquanto scarso!). Così mi faccio prima un panino con il prosciutto cotto e poi un cappuccino con una fantastica crostata di mirtilli. Fuori comincia a piovere ma partiamo di ottimo umore. Non fa freddo e così mi metto l'anti-pioggia leggero. Dopo circa un'ora comincia a piovere forte e sono costretto a mettere il guscio. Per farlo mi fermo in una baita di un alpeggio e con mia sorpresa, scopro che in un angolo della veranda stanno dormendo (quasi sotto la pioggia) due concorrenti. Tra me mi chiedo perché non hanno dormito un'ora prima al rifugio Alpenzu...ma, il mondo è bello perché è vario!
Riparto, ma non sono più sciolto come prima nel salire, non fa molto freddo e io sono troppo coperto. Sudo e sono fradicio per l'umido. Il mio compagno di viaggio tiene un ritmo molti più sostenuto del mio e in breve mi distanzia di 300/400 metri. Comunque arrivo al Col Pinter senza troppo affanno. Faccio il selfie di rito per la raccolta fondi nei pressi dell'ometto con la targa, ma improvvisamente si alza un vento fortissimo. Mi lancio subito verso la discesa correndo per evitare il vento ma ad un tratto un boato e un lampo di luce mi lasciano impietrito.
Un fulmine è caduto a pochi metri da me. Sono terrorizzato. Il Pinter è uno dei posti peggiori per beccarsi un temporale. Ricomincio a correre più veloce che posso senza perdere il controllo e senza rischiare di cadere.
Tengo le bacchette in orizzontale e benedico la decisione di aver sostituito le bacchette in carbonio con quelle in alluminio. Voglio raggiungere il costone di roccia con il tratto attrezzato, almeno lì sarò un minimo più riparato che sul pianoro che segue la cima del colle dove mi trovo. Mi rendo conto che è come giocare alla roulette Russa, dipende solo dalla fortuna vivere o morire. Vi assicuro che non sono troppo melodrammatico.
Prego e penso che se un fulmine mi colpisse, probabilmente, non farei nemmeno in tempo a rendermene conto. Ma ancora una volta mio padre mi protegge dal cielo e il temporale devia velocemente verso sinistra. Arrivo al tratto attrezzato che non piove neanche più. Sono rigenerato dallo scampato pericolo e parto di corsa alla caccia di due o tre frontali più in basso sul sentiero. In breve le raggiungo e le supero. Sono concorrenti che a differenza mia sono rimasti un po' scioccati dal temporale e scendono piuttosto guardinghi. Prosegue corricchiando lento ma senza mai fermarmi, finché le balisse cominciano a diradarsi. Siamo sulle piste da sci in prossimità di Champoluc ma seguire le bandierine gialle diventa una vera impresa. Ad un bivio tra due piste da sci mi trovo di fronte ad un dilemma: la bandierina è posta su un cannone spara-neve al centro del bivio, poi nessun'altra balisse. Per fortuna sento le bestemmie di un concorrente che ha sbagliato strada provenire dalla pista di sinistra, così mi lancio a destra. Molto intelligentemente la seconda balisse dopo il bivio era stata messa dietro una curva, quindi impossibile da vedere dal bivio...sono senza parole!
Arrivo a Champoluc verso le 2 del mattino e per raggiungere il ristoro devo attraversare tutto il paese. Tutto è chiuso e non c'è in giro anima viva...l'atmosfera è spettrale, mi sembra di attraversare un paese fantasma. Prima di arrivare al ristoro alle 2:33 mi raggiunge un concorrente. È il ragazzo piemontese con cui ho dormito all'Alpenzu...
probabilmente era lui che bestemmiava al bivio. Non gli chiedo niente...talvolta il silenzio vale più di mille parole!
Dentro al ristoro di Champoluc che è in una piccola palestra sembra di essere in un ospedale da campo. Alcuni dormono seduti sulle panche con la testa sul tavolo, altri barcollano nei pressi del tavolo del ristoro.
La quiete ogni trenta secondi è rotta dal tossire di qualcuno. A causa della forte escursione termica dei primi 2 giorni di gara (caldo umido di giorno e vento freddissimo di notte sui colli), quasi tutti i concorrenti hanno una tosse canina da sanatorio. Questo rende praticamente impossibile dormire nelle basi vita e neille brande dei ristori.
Io mi sento bene e così, mangio , bevo, riempio le borracce e riparto.
Anch'io ho la mia bella tosse tubercolotica, ma solo a momenti. Molto peggio e più dolorose sono le irritazioni alle mucose della bocca e della gola dovute alla troppa Coca-Cola. Da Gressoney ho deciso di non berne più, berrò solo caffè per garantirmi la mia dose quotidiana di caffeina preservando però le mie mucose.
Dopo un tratto di parecchi chilometri in falso piano arrivo a Saint Jacques. Improvvisamente vengo colto da un fortissimo colpo di sonno, barcollo, non sto in piedi. Sono disperato, devo assolutamente dormire mezz'ora, ma fuori fa troppo freddo. Provo a cercare un portone aperto di un palazzo, ma senza fortuna, poi vedo la soluzione ai miei problemi: una specie di baita aperta da un lato che in realtà è una fermata dell'autobus. Indosso il piumino e punto la sveglia del telefono per dormire 30 minuti. Al mio risveglio mi ritrovo in compagnia di altri 4/5 concorrenti che hanno fatto la mia stessa scelta e stanno dormendo.
In silenzio, per non svegliarli, parto per il rifugio Gran Tourmalin. La prima parte della salita procede senza problemi, ma l'ultimo tratto (quello con una serie di saliscendi che non finiscono mai e in cui vedi il rifugio solo all'ultimo) mi torna un colpo di sonno letale. Continuo ad inciampare, la voglia di dormire è così forte che diventa dolore. Cado una volta, una seconda...la terza sbatto la faccia contro una pietra. Per fortuna è piatta e coperta di muschio. La botta e il conseguente dolore mi svegliano. Arrivo al rifugio alle 6:18 e dormo venti minuti su una panca. Mi sveglio che albeggia, faccio colazione con caffellatte e crostata e riparto verso il Col di Nanaz. Il sentiero verso il colle è in diagonale a mezzacosta, in alcuni tratti leggermente esposto, con la luce del primo mattino è spettacolare. Un concorrente davanti a me si ferma a farmi una foto in controluce. È francese e dice solo: "Incroyable...incredibile!"
Passiamo insieme il colle, anche qui la vista è bellissima...se facciamo sta fatica è anche perché poi siamo ripagati con questi momenti e queste viste inimmaginabili! Una piccola discesa e poi si sale di nuovo fino al Col des Fontaines. Scollino sorridendo, sento il calore del sole che mi penetra nelle ossa e mi infonde energia. Mi lancio in discesa con una corsetta lenta ma efficace. Passo l'alpeggio di Promindoz.
Alle 9:46 sono alla base vita di Valtournanche: km 249 e spiccioli.
Ho fame, sete... e Tobia mi aspetta per bendaggio e massaggio.
Però..., questo Tor fatto come viaggio e non come gara è bello come la prima volta...ma forse no, perché c'è qualcosa che è cambiato: l'organizzazione e in parte anche i concorrenti. È tutto più commerciale, venduto al dio denaro! Sorrido ma dietro la maschera c'è un filo di tristezza o forse di malinconia...

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(quinta tappa - continua)
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mircuz
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da mircuz »

Molto avvincente il tuo racconto!
Riguardo il temporale e i bastoncini, alla Cortina Trail c'era una ragazza disperata perché aveva le mai congelate e non riusciva a chiudere i bastoncini, così l'ho aiutata. Comunque, è una leggenda metropolitana che il carbonio attira i fulmini, l'alluminio conduce molto meglio l'elettricità, sapevatelo ;) :lol:
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martin
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da martin »

mircuz ha scritto: 17/10/2022, 8:09 Comunque, è una leggenda metropolitana che il carbonio attira i fulmini, l'alluminio conduce molto meglio l'elettricità, sapevatelo ;) :lol:
Assolutamente d'accordo.
Durante un temporale con fulmini, bisogna scendere da cime e creste e non sostare sotto un albero o sasso isolato. Il fulmine colpisce l'oggetto o massa più alta nella vicinanza, e anche quello (o chi) sta in quella zona.
Non trovo ideale la scelta di Carlo di raggiungere la zona con tratto attrezzato per due motivi. Il fulmine può seguire il terreno bagnato e entrare dentro un incavo o caverna nella roccia - in questo caso scorre lungo i muri e se uno è appoggiato al muro viene colpito. Secondariamente nella zona attrezzato i funi sono legati con chiodi in metallo aumentando la probabilità di attirare il fulmine.

La posizione da assumere in caso di fulmini vicini è quello rannicchiato in piedi, volendo seduto sopra lo zaino, allontanando oggetti in metallo - in questo caso i bastoncini.
Aneddoto - sorpreso da un temporale con mia moglie sul ghiacciaio sotto il Castore (Monte Rosa), quando la nostra attrezzatura ha cominciato a vibrare non sono mai stato cosi veloce a togliere imbrago (con moschettoni e chiodi da ghiaccio), ramponi e piccozze e buttarli lontano una decina di metri. Siamo stati lì un buon quarto d'ora (belli rannicchiati :lol: ) prima di osare a riprendere l'attrezzatura.
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Corry
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da Corry »

Ero poco dietro Off, credo un'ora e devo dire che non avevamo molte alternative a quella di muoverci velocemente e scendere. La cima non ha né ripari né avvallamenti e sdraiarsi per terra sotto ad un temporale non credo sia la soluzione migliore. Il tratto attrezzato in realtà era già abbastanza riparato e io comunque, per sicurezza, non ho toccato le catene, bastava fare attenzione.
Per quanto riguarda i bastoncini dagli ultimi studi sembrerebbe che il materiale non conti nulla, conta la forma, più è appuntita (ed ovviamente alta ed isolata) più li attira.
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martin
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Re: Tor Des Geants (Ao) 11.09.2022

Messaggio da martin »

Copio e incollo una parte del testo (la parte inerente ai temporali e fulmini) di una seria di lezioni che ho fatto per il UISP Trekking di Reggio Emilia un paio di anni fa, in qualità di Guida Ambientale Escursionistica. Potrebbe essere utile se si viene sorpreso da un temporale.

Il pericolo si annuncia nei modi seguenti:

Le aree di epidermide scoperte sono soggette a una sensazione di sollecito.

Pizzicore al cuoio capelluto e capelli che si dirizzano.

Ronzio e leggero suono degli oggetti metallici.

Fiammelle azzurrognole (fuochi di Sant’Elmo) in corrispondenza di oggetti metallici particolarmente esposti(per esempio aste, croci di vetta).

Corrente di passo

Il fulmine può essere pericoloso anche se non si è colpiti direttamente fino a diversi metri di distanza;

Evitare di:- Sdraiarsi, toccare pareti;

La differenza di potenziale tra il suolo sotto un piede e l’altro può essere pericoloso; (spesso le mucche che hanno quattro punti di appoggio ben distanziati vengono colpiti).

Comportamento

Evitare di ripararsi :
Sotto alberi o grossi massi isolati. Stare lontani almeno 200-300m
In vetta o su crinale. Spostarsi se possibile sotto il crinale o la vetta di almeno 15m
Canaloni, fessure, camini. Il fulmine segue l’umidità e le correnti d’aria e si insinua in questi varchi
Cavità, grotte/strapiombi poco profondi

Nel caso ci si ripari in grotta o strapiombi sufficientemente profondi, posizionarsi a distanza delle parete e dall’imboccatura (2-3m). Mettersi in posizione giunta, isolandosi dal terreno con zaino o altro a disposizione (se asciutti).

Non tenere con se oggetti metallici specie se acuminati – bastoncini, ramponi, piccozza, moschettoni, chiodi vanno posizionati lontano;

Se possibile stare debitamente lontani da conduttori metallici e almeno 2-3 metri da qualsiasi parete;

Non ammassarsi in gruppo o vicino ad animali, poiché la colonna di aria calda generata agisce da conduttore per il fulmine;

Nel caso non ci siano ripari sicuri sedersi in posizione giunta. Inutile ripararsi dal terreno come nel caso della grotta/strapiombi se il materiale è bagnato (conduttore);

Nel caso si riesca a trovare un rifugio o un bivacco chiudere bene le porte e le finestre;
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