Ciao a tutti. Leggendo i post sopra, dopo un mesetto buono, scrivo anch'io due righe sul MWT '18.
Dunque, prima gara così "alpina" e lunga per me.
Devo dire che è veramente dura. In pratica nella prima parte ci son 3 vertical in successione con solo due brevi tratti di transizione, altrimenti sentieri spietati in sù ed in giù. La discesa del Frudiere è lunga, a tratti su asfalto. Una di quelle da spingere (avendone) come il lungo (e monotono) giro del lago di Brusson. Qui ringrazio la compagnia di un certo Roberto, uno con il barbone, noto nel mondo social-trail, e forte corridore

. La base vita di Brusson l'ho trovata ben organizzata ed i volontari, come nei ristori della notte, gentili e premurosi.
Poi la salita al Plasinaz è proprio lunga, mai cattiva, ma lunga sì.
Discesa su Champoluc, arrivato al piano, svolta a dx, ponte sul fiume ed anch'io perdo i segnali. Vado a sinistra come un asino, chiedo a passanti che ignoravano della gara, uno mi dice che ha visto dei segni sù di lì...ma realizzo che è la parte successiva, quella dopo il passaggio al ristoro. Ritorno indietro e mi illumino ricordandomi che il ristoro è alle terme. Chiedo indicazioni per queste e dopo la chiesa riappaion delle balise. Inca..to spingo fin al ristoro e lì faccio presente che mancano delle balise.
Errore 2, per il nervoso mangio poco. Il giro successivo è per me un inutile sentiero fra i mughi su un colle anonimo. Solo al ristoro ai laghi mi riprendo un poco e godo della vista sui ghiacciai. Forse il negativo era dovuto ad un calo di zuccheri?
Discesa dritta (come quelle prima) a st. jacques e sù verso il rif. ferrero. Qui non han del cibo come vorrei, ma mossi a pietà mi allungano una birra. Verranno ricordati nelle mie preghiere.
Poco dopo il fattaccio... son solo verso la salita alla seggio del lago Ciarcerio quando si scatena il temporale. Pazienza l'acqua, ma i fulmini mi paion troppo vicini. Decido di fermarmi all'arrivo della seggio. Mi riparo...e perdo un quarto d'ora. Ripreso poi da un terzetto, proseguiamo insieme. Onore e gloria al ristoro dell'alpe Cuneaz dove la gentile signora si prodiga per sfamarci e caricarci. Da qui in compagnia del mitico local Gianni sia attacca il Pintner. Con l'ultimo tratto da ribaltamento. Al colle la luce del tramonto non ha prezzo, come il bicchiere di birra dal fusto lì presente. Che fosse una visione?
Qui decidiamo di spingere a tutta per provare ad arrivare al traguardo sotto le 24h. Nemmeno a dirlo la discesa è dritta e tutta rotta. Ringrazio anche l'ottimismo dei volontari all'Alpenzù, ma il sentiero da lì al traguardo è tutt'altro che "uno strappo e poi discesa" e nemmeno corribile. Tipo traccia scassata con tante rampe e mai vera discesa. Poi senti le voci e lo speaker ed è tempo di alzare le braccia.
Logistica al traguardo buona con docce bollenti e pulite. Poi essendo così in pochi si fa tutto con calma.
Immagino che la logistica (ritiri e rientri in primis) sia complicata dovendo gestire due valli con collegamento stradale tutt'altro che rapido!
Detto ciò, un trail per chi ama i sentieri alpini.
Ps. l'eclissi di luna l'abbiam immaginata, coperta dal costone verso il rif sottile.
buoni sentieri
teo