Pagina 1 di 2

Javelina....che?

Inviato: 21/06/2019, 16:07
da Dario
https://spiritotrail.it/blog/cronache/5 ... nderd-2018
Vorrei capire il senso di questo racconto e del pubblicarlo; non vorrei essere frainteso, vorrei comprendere i punti di vista di tutti, ma o sono io di coccio da non capire cosa c'è dietro, oppure qualquadra non cosa.
Ad un certo punto mancava solo il cilicio, dopodichè forse l'espiazione era compiuta, ma solo forse...!
Cosa dovremmo cercare nel praticare trail running? Cosa dovremmo promuovere del trail running?
Quanto raccontato ha forse a che fare con la resilienza? Ha a che fare con lo sport inteso come pratica per cercare il benessere psico-fisico, o forse questo è un concetto superato? Mi è rimasta solo la sensazione di aver letto di un atto di incomprensibile "eroismo" fine a se stesso, non si sa per cosa, forse anche solo per inerzia, quando invece certo sarebbe stato più indicato un intervento medico.
O forse la sto facendo troppo grande, non concedendo al narratore la licenza poetica di raccontare la sua sofferenza in modo marcato.
Non so, mi piacerebbe avere anche le vostre impressioni, temo ormai che anche in questo passatempo sportivo la normalità, intesa come valore e non come segno indistintivo, sia sempre meno di casa.

Re: Javelina....che?

Inviato: 22/06/2019, 16:07
da portnoy
Una risposta univoca non può esserci, il Trail è UNA cosa, più o meno definita, e TANTE persone lo praticano.
Ognuno lo interpreta a suo modo, in base alle sue caratteristiche, al suo vissuto esperienziale, al momento che sta vivendo, alla sua fase evolutiva, e cerca una qualche risposta a determinati bisogni esistenziali, transitorii o permanenti che siano.
Parli di normalità, e forse è uno strumento per uscire da una "normalità" (concetto per me astratto, irreale, sconosciuto, il cui unico senso, forse, è meramente sociale e statistico) che può essere percepita come coercitiva, imposta, poco attinente a ciò che sentiamo veramente di essere, una gabbia insomma, che però in fondo vogliamo perchè ci offre, anche, un senso di sicurezza, senza ci si sentirebbe smarriti.Una gabbia che, dialetticamente, protegge e soffoca.
Mettendo da parte la filosofia spicciola, anche io fatico a capire, non tanto il fatto in sè, quanto il tono da "ultimate hero", però, ripeto, siamo diversi.
In fondo per un "divanista" convinto anche farsi 50 km in montagna è follia pura, mentre per un buon trailer è normalissimo.
Provocando : non sarà, per caso, eh ! che la ricerca della distanza sempre più lunga sia una sorta di compensazione alla propria incapacità di essere performanti su distanze brevi ?
Ovvero : se arrivo nella pancia del gruppo in una 20 km non esisto, ma se aggiungo uno zero e termino, sempre nella suddetta pancia, una 200 km allora mi sento appagato e lo racconto in giro ... pazienza se finisco devastato e se non correrò per mesi a venire...

Re: Javelina....che?

Inviato: 23/06/2019, 15:03
da augusto losio
dario, quando vedo i tuoi messaggi addrizzo le orecchie perché scrivi cose intriganti.
poi ti risponde portnoy e la cosa assume toni vieppiù interessanti.

ho letto pure io due giorni fa il racconto, come voi due (lo sottolineo, prima che ci siano incomprensioni stupide e inutili) non mi soffermo sul caso in sé, ma sulla sostanza che c’è dietro.

bene: il TRAIL.
è certamente una disciplina, passatemi il termine decisamente opportuno, stressante e assorbente: ciascuno lo vede a modo proprio, ma penso che in fondo ci sia una vena più o meno latente di RICERCA del limite. come si traduce? in NECESSITA’ del dolore, che sia fisico o mentale, spesso entrambe le cose.
direi che strutturalmente è entrambe le cose, da qui non si scappa.

però voi stavate dicendo cose differenti, e qui sta l’intrigo.

dario, sono d’accordo con te. basta con i legionari che si strappano l’anima in gara.
cioè, se ti va fallo pure, ma concedimi di pensare (omettendo quindi i dettagli più truci) che magari magarissimo c’è un altro modo di coniugare passione e sofferenza. in questo cito il mio amico offriends che mi ha raccontato del suo recente Tor con dettagli che richiamavano il dolore puro, ma coniugato in senso costruttivo e non mortifero, come invece ho letto.

portnoy, apparte la tua capacità invidiabile (e invidiata) di esporre le idee, bello il tuo spunto sulla “normalità” e su ciò che nel mondo attuale viene dominato da strutture assolutamente banali, controproducenti, castranti, atte alla mera masturbazione (e qui ci starebbe un altro dei nostri viaggi in auto con discussione annessa).
ti confesso, accidenti, che spesso vengo pure io assatanato dal dolore fine a se stesso, per sentire che davvero ho tagliato quella linea del traguardo.
salvo poi chiedermi: ma coglionissimo, ti sei goduto almeno (ALMENO) il 30% dei sentieri su cui sei stato? o lo hai fatto per sentirti un semidio (ammettilo idiota: ti senti così, o no?) che poi nemmeno lo racconti al bar per rimorchiare, ma ne rimugini in solitaria solo per scrollarti di dosso anni anagrafici o depressioni lavorative?

insomma: grazie a entrambi per lo spunto. è bello che in un forum da supermen (sono ironico, si capisce?) ci sia spazio per una sana presa per il culo.
che è SEMPRE figlia dello spirito critico che ci distingue da guidatori di suv, podisti col k-way nelle domeniche di agosto, vegetariani che mangiano il mais bonduelle, birra analcolica che se no mi gira la testa.
e tutta quella sguana…

Re: Javelina....che?

Inviato: 24/06/2019, 10:02
da ap77
bella discussione. invidio come esprimete i concetti chiari e buum.
anche io non ho apprezzato per nulla lo scritto, che spero romanzato o con molte licenze poetiche.
è zeppo di cultura macho-sado da teenager che ha il carico di ormoni, e non riesce a sfogarli tradizionalmente ;) ma in generale come tutto questo genere di pubblicazioni.
sono anche gli stessi concetti di Marketing che hanno reso le gare spartan/OCR così popolari ed epiche. nate per essere sfidanti ma goliardiche, sono diventate parate di petti nudi e di catene e sangue.

io credo che questo genere di scritti, siano la risposta ( SNOB) alla costante, e forse anche "iperbolica" crescita di iscritti a gare o appassionati al trail. non passa giorno che anche in radio o parlando non si trovi un neo-amante del genere, come io sono.
quindi c'è la classica reazione di "nonnismo/localismo/bullismo" della "vecchia guardia" , e parte un pò la ricerca a qualcosa di ancora PIU'. + lungo + caldo + freddo + estremo .
e a parte la gara in se, o l'esperienza che è giusto che aumenti sempre, mi sembra conti di più il raccontarlo alla "nuova guardia"

la differenza sostanziale, che io ritrovo rispetto agli N mila altri ambienti sportivi da me frequentati,è che i mezzi di comunicazione odierni amplificano il baretto della baita dove si raccontavano le avventure, e dove tutto sommato contava molto il CHI, più che i dettagli.
Le stesse avventure uscendo dall'ambiente in cui sono nate , o dove sono state immaginate, diventano assurde, e piene di citazioni e foto assorbite o tipiche della sotto-cultura da cui prendono a mani basse. video tutti uguali, stile e abbigliamento uguale, foto su instagram tutte identiche.

volendo esagerare, sullo stile dello scritto da cui è partita la discussione, io personalmente direi che è un manifesto dell'anti spirito trail.

peace
brò.
;)

Re: Javelina....che?

Inviato: 24/06/2019, 16:32
da Paso
Forse perchè un po' conosco l'autore, ma mi sembra di aver letto tutt'altro articolo rispetto alle vostre interpretazioni. Io ho letto un articolo introspettivo, che nulla a che vedere con la glorificazione della sofferenza o dell'impresa eroica (e a dire il vero Paco è l'antitesi di tutto ciò). Ho letto di una persona che si racconta e si espone.
Che poi le sua azioni siano condivisibili o meno è un'altra storia, che ricade nelle valutazioni soggettive.

Re: Javelina....che?

Inviato: 24/06/2019, 21:02
da mircuz
Dopo una lettura superficiale in cui avevo visto solo dolore senza senso, e una corsa in un posto assurdo che poteva fare solo un "malato" di miti americani come Paco, poi ci ho riflettuto e alla fine mi sono ritrovato in questo racconto. Non che io abbia mai raggiunto simili livelli di sofferenza in una gara, ma ho provato la stessa sensazione di fare una una cosa senza senso, ma era solo sbagliato il senso che io volevo dare a questa "cosa". Qui non si tratta di fare una gara per cui ti sei allenato,qui bisogna battere il muso per terra, azzerare tutto, l'allenamento, l'alimentazione, i materiali e le strategie e poi provare a tirarsi su, e trovare un nuovo senso per attraversare la notte e il fisico devastato. Non è una cosa che fa bene, non è una cosa di cui poi ti vanti, altrimenti vuol dire che sei scemo. E' che ogni tanto bisogna passare il confine e poi tornare indietro un po' cambiato.
Certo, le corse belle e sane che prepari nei minimi dettagli sono un'altra cosa! Qui non si parla di corsa, questa è follia. Ma di tanto in tanto bisogna fare cose folli, per capire se siamo vivi e se abbiamo un'anima.
Grande Paco, ma non farlo più, almeno non subito :lol:

Re: Javelina....che?

Inviato: 25/06/2019, 6:24
da biglux
Non conosco Paco ma il racconto mi è piaciuto parecchio e non ci ho visto un’autocelebrazione ma piuttosto una cronaca molto realistica di quanto a fondo si può scavare e che i “nostri” limiti spesso non sono quelli reali. E comunque ammiro sempre il non mollare mai fino alla fine.

Re: Javelina....che?

Inviato: 25/06/2019, 7:34
da gogo
Paso & Biglux mi hanno tolto le parole di bocca.

Poi si può discutere se rimanga un gioco, se sia intelligente portare il nostro corpo così al limite e se ne valga davvero la pena e tranquillamente seduto davanti al mio pc direi di no...ma in gara è tutta un'altra cosa; magari avrei fatto lo stesso, magari mi sarei ritirato alla prima sboccata ma questo conta poco: bisogna viverle certe avventure ed emozioni per sapere cosa avremmo realmente deciso di fare.

Cmq secondo me Dario ha aperto il thread x farci riflettere e i contributi di portnoy, augusto e ap hanno arricchito l'argomento; nessuno secondo me ha voluto condannare personalmente Paco, era probabilmente un discorso generale...tutto molto interessante: bravi!

Re: Javelina....che?

Inviato: 25/06/2019, 9:18
da ap77
gogo ha scritto: i contributi di portnoy, augusto e ap hanno arricchito l'argomento; nessuno secondo me ha voluto condannare personalmente
per quel che mi riguarda sicuramente. non so chi sia.

Re: Javelina....che?

Inviato: 25/06/2019, 10:00
da enrico pc
È tutto lecito, nessuno ti obbliga a fare niente.
Un alpinista che cerca di scalare il Nanga Parbat in inverno oppure Paco che cerca i suoi limiti. O io che ogni tanto provo a fare qualcosa al di sopra delle mie capacità.
E ci sta anche raccontarlo e immaginare che a qualcuno interessi, sperando di essere ammirato o invidiato, siamo uomini e siamo deboli, abbiamo bisogno anche di queste cose.
E ora dovrei concludere dicendo che nell' epoca dei social tutto questo si è amplificato e adesso pur di avere qualche "mi piace" facciamo delle follie (e qualche volte raccontiamo anche qualche balla) ma non lo farò!
Perché nell' epoca dei social ci è comunque rimasta la possibilità di scegliere, di capire se stiamo facendo una cosa per mostrarla o semplicemente perché ci piace farla.

Per me il racconto di Paco è il racconto di un esperienza, bello e avvincente. Pubblicato su una rivista di settore, quindi a uso e consumo di può capire, apprezzare o anche non condividere.
Non è il post acchiappalike in cerca di commenti tipo:
"Sei un eroe!"
"Ma come fai!"
"Sei il migliore!".
E via dicendo.

E poi mi rileggo e penso che vorrei essere interessante come voi ma non lo sono.

Enrico.
(Ciao Miglio!)