ELBA TRAIL, TORNARE E' D'OBBLIGO

A cura di Maurizio Scilla

Terzo anno consecutivo all’Elba Trail, una serie di fattori positivi mi portano a tornare.
L’Elba in questo periodo dell’anno è favolosa, si respira tranquillità e aria di primavera ed è quindi un’ottima occasione per organizzare una mini vacanza al mare per noi “montagnini”. I percorsi gara sono tanto spettacolari quanto tosti.

Senza dimenticare che dal Piemonte si parte in tanti, si fa gruppo e ci si gode la fantastica accoglienza dell’Hotel Belmare gestito da Matteo Anselmi e la sua famiglia.
Visti i mesi di stop a causa di una simpatica zampa d’oca infiammata, e conoscendo quanto è duro e tecnico il tracciato, ho deciso di correre la 28 km in compagnia. Giornata con temperatura perfetta per correre, anche se i km non sono molti, il percorso presenta le sue difficoltà. In particolare bisogna tener conto della tecnicità della parte finale della salita al Monte Capanne (la vetta più alta dell’isola, con i suoi 1019 m), prima a causa del sentiero non proprio agevole e poi del tratto attrezzato che porta alla vetta. Al Capanne la fermata è d’obbligo per godersi il panorama e per dedicare un pensiero a Max Russo, ideatore della gara, al quale è stato dedicato il tratto attrezzato.
Assolutamente da non sottovalutare la discesa successiva decisamente tosta per poco più di un km e mezzo, fin quando non raggiunge il tracciato della GTE nord.
Affascinante il ristoro a Marciana all’interno della Fortezza e divertente percorrere le caratteristiche viuzze del paese. Da sottolineare che neanche la discesa finale che porta a Marciana Marina è banale.

Le gare
Sedicesima edizione per l’Elba Trail con circa 650 partecipanti divisi sulle tre distanze proposte (58-18-14 km) e sulla camminata.
La 58 km (3000 m+) vedeva al via alle 6 sul lungomare di Marciana Marina ed era il padrone di casa Matteo Anselmi, grande favorito, a prendere il comando sin dalle prime battute per gestire poi tutta la gara e chiudere in 6h42’31”, precedendo Christian Modena che nella parte finale riusciva a superare Patrick Renner.
In campo femminile, gara simile per quanto riguarda la testa, con la vicentina Alessandra Boifava che usciva subito allo scoperto e dopo una gara tutta di testa, fermava il cronometro in 7h36’30”, settima assoluta. Secondo posto per Cristina Filippini, podio completato da Anna Grignaschi.
Nella 28 km (1600 m+), che attribuiva il titolo di campionato regionale sky race, dopo i primi km con Davide Cheraz e Emilio Perco al comando, il valdostano aumentava il ritmo e tagliava il traguardo in 2h41’40”, precedendo il trentino, terzo posto per il local Jacopo Paolini.
Tra le donne vittoria per Chiara Lelli (3h34’35”) che precedeva di 31” Francesca Ceresa, terza Marta Cassai.
Nella 14 km vittorie per Kevin Piazza e per la diciannovenne Elisa Mariani.

DSC 0372© elbatrekking by max

Alessandra Boifava (vincitrice 58 km)
Da dove comincio? Disegno cerchi con il piede sulla sabbia bianca, lo scirocco gonfia le nuvole grigie, il mare vetrato è verde malachite. Tornare qui è un po' come rivedere un vecchio amico. Non voglio chiamarla 'mia' seconda casa, è presuntuoso, però ci vengo da quarant'anni, in effetti un po' lo è, sono legata a questi posti da invisibili fili dorati. Potrei cominciare dal profumo, quello che non puoi annusare dalle foto o dalle parole. Miele e resina, minerale ferroso, salsedine. L'alba umida di nebbia tra i pini marittimi, la pelle d'oca scalando la cresta rosa del Capanne sopra ad una distesa vorticosa di nuvole. Max, che figata! Urlo. Le persone continuano ad esistere nei luoghi che hanno amato. Scaglie di pietre taglienti, golem di granito, ombre e macchie di luce nel bosco, acqua di smeraldo nero, riflessi blu elettrico, un tappeto celeste steso tutto intorno. Senza dolore, le gambe leggere. Boifava, Joe Strummer (cantante dei Clash n.d.r.) ha fatto 3h20' in maratona senza allenarsi, puoi fare 58 km con le Xodus usate 860 km. Vivi punk! Il problema sta nel fatto che la maggior parte della gente perde tempo a domandarsi cosa avrebbe fatto Joe se, invece di bere e fumare, si fosse allenato seriamente. Potrei cominciare da questo. Certo, ho vinto perché non c'erano atlete più forti, lo so perfettamente. Però Zanna (amico di corse n.d.r.), ho fatto un tempo accettabile, confrontato con i ragazzi. Tolgo i granelli di quarzo tra le dita, mi infilo la muta. La mattina della gara ho trovato un orecchino a forma di luna per terra. Sì, entro sera butterò giù due righe per Mau, ma prima faccio il bagno.

Davide Cheraz (vincitore 28 km)
Premetto che sono un amante dell’isola d’Elba. Il percorso è bellissimo, mi è piaciuto molto. Un tracciato con delle parti veloci, ma che nella parte centrale, quella del Monte Capanne, è molto tecnico, sia nella salita con il tratto di ferrata, sia nella discesa. Quindi un percorso completo, duro, nonostante non sia lunghissimo. Per quanto riguarda l’organizzazione direi tutto perfetto, dai volontari al “balisaggio”.
La mia gara è andata bene, ho fatto la prima parte con Emilio Perco, poi nella parte più tecnica della salita, ho provato a fare la differenza. Nella seconda parte sapevo di avere un po’ di vantaggio e mi sono gestito sino all’arrivo.
La gara la consiglio, la vista dal Capanne merita davvero, il percorso è bello ed è anche un bel periodo per venire all’Elba.

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© elbatrekking by max

Matteo Anselmi (vincitore 58 km)

Per me l'Elba Trail non è una gara facile  nonostante la gente possa pensare che conosca tutti i sentieri a memoria, i sassi uno per uno. E’ una gara difficile perché non è solo la mia gara ma è un po' la gara di tutti, di chi la corre, di chi fa il volontario. Essendo nell’organizzazione è veramente difficile scindere i ruoli, così ti ritrovi mentre stai correndo a pensare ai tuoi compiti da organizzatore, se quello che hai fatto è stato fatto bene, ti vengono i dubbi mentre calpesti i sentieri che hai segnato.
Quest’ edizione è stata particolarmente difficile per me, perché in quest’ultimo mese è mancata mamma, poi c’è stata l’apertura dell’hotel e il periodo pasquale dove ho lavorato 18 ore al giorno. E’ stato un periodo veramente stancante e portare a termine la gara sabato è stata dura, molto più dura di tutte le altre gare, credo che mentalmente sia stata la giornata più difficile in assoluto. Nonostante questo dopo la gara mi è stato chiesto se avessi voluto cambiare qualcosa della mia gara  ma ho detto di no perché ogni gara ha la sua storia e questa, nonostante non mi soddisfi per la prestazione perché comunque pensavo di chiuderla in un tempo molto più basso, mi soddisfa per la testa che ha retto bene in quella giornata veramente difficile. Di sicuro mi aiuterà a non essere preoccupato per i prossimi appuntamenti. Sicuramente non sono ancora al top della forma perché vengo da un febbraio dove sono stato fermo per la lesione al flessore, però sono contento di non aver avuto ricadute. Il lavoro che abbiamo fatto con gli allenatori è sicuramente ottimo, ora non resta che mettere da parte i brutti pensieri e trasformarli in qualcosa che mi possa rafforzare ancora di più  e sono sicuro che sarà così.
Il percorso viene sottovalutato da tanti, invece è un percorso completo, molto duro, tecnico, ma allo stesso tempo bello e affascinante.  Non ci si può godere troppo lo spettacolo che ci circonda, a causa delle tecnicità. E’ sempre emozionante correre sui nostri sentieri soprattutto in questo periodo con la fioritura.
Dobbiamo veramente ringraziare chi ha creduto per primo in questo progetto, il nostro Max Russo, che ora ci aiuta dall'alto; allo stesso tempo dobbiamo ringraziare chi si dà da fare per dare continuità a questo evento.  L’Elba Trail sta prendendo sempre più piede e si sta strutturando bene per il futuro. Quando inviti i tuoi amici, le persone che credono in te, ad un evento del genere, è un po' come quando inviti gente a casa tua, ci tieni che tutto sia in ordine, in qualche modo li coccoli. Noi elbani ci teniamo molto a quest’aspetto.
Per quanto mi riguarda, credo di aver fatto sentire a casa tutti voi, la conferma credo che venga dal fatto che ogni anno tanta gente torna molto volentieri qui, quindi direi che siamo stati bravi e lo saremo si spera sempre di più.