TORX, IL RECAP DI UNA SETTIMANA DA SOGNO

A cura di Maurizio Scilla

E’ stato un TORX che entrerà nella storia, grazie ai nuovi record e alla performance  eccezionale di Katharina Hartmuth nel TOR330. Il meteo ha messo giudizio ed ha agevolato le prestazioni, forse solo il caldo ha dato qualche problema.
Noi italiani abbiamo vissuto questi giorni seguendo in particolare Franco Collé alle prese con l’esperienza completamente nuova del Tor des Glaciers, il gressonaro ha dovuto confrontarsi con terreni molto più tecnici e più in quota e soprattutto con le 5 notti passate a calpestare i sentieri.

Qui di seguito un riepilogo di questi lunghi giorni.

TOR450 Tor des Glaciers

Franco Collé dopo aver vinto il TOR330 quattro volte, ha voluto mettersi alla prova su una distanza mai provata prima.
Il gressonaro, dopo aver lasciato sfogare gli avversari nella prima parte di gara, ha preso il comando. Al Rifugio Grauson (165 km) aveva quasi tre ore di vantaggio sul francese François Devaux, a sua volta seguito da Alessandro Roncato.
Lunedì è stata una giornata particolarmente calda, Collé è arrivato a casa a Gressoney Saint Jean (282 km) provato dalle temperature, dopo una sosta di un’oretta è ripartito approfittando del tramonto del sole. Nella giornata seguente , con il record sfumato, ha continuato a macinare km, rallentando un po’ il ritmo. Infatti François Devaux gli si è avvicinato e all’Hotel Stambecco accusava un distacco di 2h20’. Il francese ha poi dovuto ritirarsi a causa di una forte disidratazione, lasciando il secondo posto a Andrea Roncato.
Mercoledì nei pressi del Gran San Bernardo il valdostano ha avuto un momento di black-out ma una dormitina e un pasto l’hanno rimesso in pista.
Franco Collé ha tagliato il traguardo al Jardin de l'Ange di Courmayeur in 122h01’57”. Dopo le 4 vittorie al TOR 330, conquista il TOR 450. Un gigante tra i giganti.
Alle sue spalle il tedesco Volker Fohrmeister (126h22’41”), secondo nel 2024, ha superato Alessandro Roncato (130h29’33”).
Il commento di Franco Collé: "Devo essere onesto, avevo un po' sottovalutato l'andatura di gara: pensavo che i ritmi sarebbero stati più tranquilli rispetto al TOR330, invece non c'è modo di rilassarsi", ha raccontato all'arrivo. "Il terreno è completamente diverso: pietraie, ghiacciai, posti isolati dove non si corre, e la montagna impegna tanto anche di testa: sei sempre sul pezzo. Il TOR450 mi ha segnato. Avevo impostato la strategia del TOR330 e ho capito presto che era completamente sbagliata: le pause sono essenziali, perché in certi passaggi esposti, di notte, devi essere lucido. Strada facendo ho iniziato a fermarmi una mezz'ora prima di ogni tratto difficile e a mangiare qualcosa di sostanzioso, perché poi stai sei o sette ore in mezzo al nulla prima del rifugio successivo".

Kaitlin Allen è la vincitrice al femminile. La statunitense ha  tagliato il traguardo in 147h49’29”. È il secondo tempo di sempre nella storia della gara femminile, dietro soltanto al record di Florence Golay-Geymond (144h27’34” nel 2025), su un percorso però allungato di circa 4 km dalla variante tra il Rifugio Chabod e Cogne.
Alle sue spalle l’altra statunitense Amy Sproston, che dopo la fuga iniziale e il sorpasso subito da Rouquié mercoledì sera al Rifugio Perucca-Vuillermoz, ha ripreso la seconda posizione nell’ultima giornata e ha chiuso in 153h03’00”, il terzo tempo di sempre della gara femminile. Terzo posto per la francese Céline Rouquié in 156h02’11”.

©ZZAM Agency Stefano Coletta

TOR330  Tor des Geants

1100 i partecipanti al TOR330. Tra gli uomini Jiaju Zhao sin dai primi km ha preso il comando. Il cinese quest’anno ha vinto tutte le ultra che ha corso in Cina e si è piazzato al secondo posto al Mt Fuji 100 in Giappone. Ma ha trovato un degno avversario nello svizzero Jonathan Schindler. Nella salita dopo Donnas il cinese ha rallentato e al Colle della Vecchia il suo margine sullo svizzero era di soli 27’. Alla base vita di Gressoney Jiaju Zhao, ha deciso finalmente di dormire una ventina di minuti. Jonathan Schindler, entrato più tardi, ha fatto l'opposto: sosta lampo e comando della gara con una decina di minuti di margine.
La seconda notte ha però ribaltato tutto. Rinfrancato dalle energie recuperate, Zhao ha ripreso e superato lo svizzero (che a sua volta si è concesso un breve riposo a Champoluc).
Nella terza giornata di gara i primi tre sono arrivati ad avere meno di mezz’ora di distacco.
Da sottolineare che il terzo posto era occupato da Katharina Hartmuth.
Nella parte finale Zhao ha aumentato il ritmo, alle 3.55 di mercoledì ha tagliato il traguardo al Jardin de l'Ange di Courmayeur dopo 65h55'22" di gara, cancellando il record (66h08'22") stabilito nel 2025 da Victor Richard. È una pagina nuova nella storia della corsa: in sedici edizioni nessun atleta cinese era mai salito sul podio.
A meno di un'ora dal vincitore, è arrivato Jonathan Schindler, completando la sua fatica in 66h55'06", quinto tempo di sempre. Terzo uomo Weiqiang Zhang.

In campo femminile abbiamo assistito a una prova a dir poco mostruosa di Katharina Hartmuth, troppo forte il ritmo impresso dalla tedesca per le avversarie.
La Regina del TOR è di nuovo lei, terza assoluta in 67h10'09" a solo un’ora e un quarto dal primo. La tedesca vince così il suo secondo TOR330 dopo quello del 2024 e riscrive il record femminile demolendo di dodici ore esatte il 79h10'40" che lei stessa aveva stabilito due anni fa. Soprattutto, è la prima donna a salire sul podio generale nella storia del Tor des Géants. Podio completato dalla cinese Huiping Zhang (a più di 13 ore) e  da Manuela Vilaseca,  quarta Melissa Paganelli, a soli 24’ dal podio.
Il commento di Katharina Hartmuth: "Il primo giorno stavo davvero bene, il secondo meno, per via del male ai piedi e delle vesciche, ma le gambe hanno sempre risposto come dovevano", ha raccontato all'arrivo. Ieri mi sono resa conto che stavo sotto le 75 ore, poi sotto le 72, poi sotto le 70: non ci credevo. Sapevo che Zhao e Schindler erano davanti e vicini, ma non ho mai pensato alla vittoria della classifica generale, ero concentrata sulla mia gara. Certo, vedere Jonathan ai ristori mi faceva piacere: sapere di essere lì, a giocarmela".

TOR330 katharina ZZAM Agency Stefano Coletta©ZZAM Agency Stefano Coletta

TOR130 Tot Dret

n questa gara ha abbandonato Victor Richard, vincitore del TOR330 l’anno scorso, gara che ha visto protagonista Nicolas Francesco Lemoine. L’italo-francese ha tagliato il traguardo dopo 22h53’03”, abbassando di 17'06" il precedente record di Gionata Cogliati. Podio completato dal cinese Ke Li (22h34’23”) e da Giulio Vettori (22h51’38”) protagonista di una rimonta nella parte conclusiva ai danni di Francesco Cucco.

Stephanie Howe è la vincitrice del TOR130 al femminile. La statunitense ha raggiunto il traguardo di Courmayeur in 25h35'47", chiudendo in una straordinaria settima posizione assoluta dopo 130 km e 12.000 metri di dislivello positivo da Gressoney-Saint-Jean.
Una vittoria costruita soprattutto nel corso della mattinata, quando Howe ha preso saldamente il comando della gara e ha progressivamente aumentato il proprio vantaggio.
Secondo posto per la cinese Fangyuan Wen, podio completato dalla tedesca Tatiana Mitkina.

TOR130 Stephanie Howe ZZAM Agency Nicola Biagetti©ZZAM Agency Nicola Biagetti

TOR100 Cervino Monte Bianco

Cento chilometri e 8000 metri di dislivello dal Cervino al Monte Bianco non erano mai stati percorsi così in fretta. La terza edizione del TOR100 con 416 atleti al via, ha riscritto entrambi i record della gara. Davide Busuito ha tagliato il traguardo alle 12.30, dopo 15h30'03" di corsa: 19 minuti meglio del 15h49'11". Alle sue spalle il podio è stato una questione tutta italiana. Alessandro Simoncelli, secondo in 16h44'36", ha regolato la sfida a quattro che al Rifugio Champillon vedeva raccolti in mezz'ora, oltre a lui, Sébastien Guichardaz, Alessio Donati e Danilo Lantermino: Donati ha chiuso terzo in 16h59'40", a un quarto d'ora da Simoncelli.

Tra le donne la gara è stata un lungo duello a due tra la svizzera Rebecca Hormann e Kinga Kwiatkowska, alla base vita di Ollomont la polacca era entrata per prima alle 6.23, con 14 minuti sulla svizzera e 54 sulla francese Luce Leal. Hormann però non ha mai smesso di spingere e tra Ollomont e Saint-Rhémy-en-Bosses ha annullato il distacco, entrando al ristoro un solo minuto dopo la rivale. Da lì è ripartita da sola: Kwiatkowska, si è ritirata poi a Bosses. La svizzera ha tagliato il traguardo di Courmayeur in 18h59'51": 10'21" sotto il 19h10'12" stabilito nel 2025 dalla cinese Wen-Li Jiang. Seconda la francese Luce Leal in 20h25'37", terza la russa Ekaterina Fetisova in 20h44'08".

TOR100 Davide Busuito ZZAM Agency Caterina Cantù©ZZAM Agency Caterina Cantù

 

TOR30 Passage au Malatrà

La gara più corta della "settimana Tor" si chiude con una doppietta valdostanza grazie alle vittorie di Davide Cheraz al maschile e di Tania Rosa al femminile. Per Cheraz si tratta della quarta vittoria dopo i successi del 2019, 2023 e 2025: quest'anno chiude in 2h49’04” davanti al britannico Bertie Houghton e al giovane Davide Gadin che con una grande rimonta finale ha sfiorato di appena sei secondi il secondo posto.
Al femminile primo successo per.Tania Rosa in 3h27’16” che era terza fino al Col du Malatrà ma che in discesa ha avuto un passo che nessuno è riuscito a seguire. Il podio è stato completato dalle due corregionali Myriam Moncada e Irene Glarey.


Nicola Biagetti NBI03001

Tania Rosa al Malatrà - photo credits Nicola Biagetti - Zzam Agency