CHIHUAHUA BY UTMB - ALLA SCOPERTA DEI TARAHUMARA

L’ennesima gara del circuito UTMB? No, questa Chihuahua by UTMB è completamente differente, perché ti permette di venire a contatto non solo con un territorio straordinario, ma con una cultura a dir poco affascinante. I Tarahumara, o Rarámuri – i “corridori dai piedi leggeri”-  come preferiscono definirsi loro stessi – sono il cuore della manifestazione: partecipano in tutte le distanze, sono volontari nei ristori, animano con la loro musica i giorni precedenti e quelli post gara. Sono circa 90.000 gli indios che ancora abitano il Barranca del Cobre (“Canyon del Rame”), che in realtà è un sistema di sei grandi gole, molto più esteso del Grand Canyon statunitense e profondo quasi il doppio (la gola dove è adagiata Urique arriva fino alla profondità di 1.879 metri rispetto alla sommità delle “pareti”). Al di là di quanto scritto in “Born to Run”, il libro di Christopher McDougall che li ha resi celebri, i Rarámuri sono molto più integrati di quanto si voglia far credere: ad esempio i ragazzi hanno tutti il cellulare, ascoltano il rap e si vestono più o meno come fanno i ragazzi di tutto il mondo. Però, alcune loro tradizioni resistono e non sono scomparse nel contatto con la modernità: una di queste è la corsa, che continua ad essere parte della loro cultura. Corrono tutti, magari indossando scarpe da trail invece degli huarache (i sandali fabbricati recuperando le suole dei pneumatici). Corrono gli uomini e corrono le donne, corrono i ragazzi sulle distanze più grandi e i bambini in quelle più corte. Corrono anche gli anziani, e loro sì lo fanno ancora utilizzando i sandali, mostrando un equilibrio assurdo sulle rocce bagnate, sulle discese più ripide.

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E oltre alla corsa, resiste un forte attaccamento alla terra, al luogo in cui hanno scelto di vivere: ad oggi si stima che almeno 30.000 tarahumara abbiano lasciato il Barranca per vivere nelle città. Quasi tutti, però, tornano appena possono nei luoghi in cui sono cresciuti e che continuano a sentire come “casa”.

Sulla corsa c’è poco da dire: è un percorso “punto a punto” anziché ad anello, che permette di vedere un bel pezzetto del parco nazionale.

013 foto archivio Chihuhua by UTMB

Sulla lunga (chiamata “cento miglia”, ma in realtà di “soli” 118 km) siamo davvero in pochi, non arriviamo nemmeno a cento, ma per fortuna condividiamo i primi 90 km con la gara da 94 km, per cui non si è mai soli. Si parte da Cerocahui, di fronte alla Missione gesuita del 1600, e si arriva a Divisadero Barrancas, il cuore del parco, passando per il canyon di Urique (il più profondo). Contrariamente a quanto immaginavo, il canyon è verdissimo, caratterizzato da grandi foreste di pini sulle sommità e da innumerevoli corsi d’acqua sul fondo: spesso il percorso segue proprio i torrenti e tocca attraversarli innumerevoli volte, saltando di sasso in sasso perché non esistono ponti.

022 Foto archivio Soresi

Molto più spesso occorre guadarli, per cui è impossibile mantenere i piedi asciutti, con conseguente comparsa di vesciche a lungo andare. Non ci sono passaggi tecnici e i sentieri non sono mai veramente esposti, per cui correre risulta quasi sempre abbastanza agevole (a patto di avere gambe sufficientemente allenate!). A livello meteo ci sono differenze notevoli tra i punti più alti e il fondo dei canyon: alle quote più basse il clima è quasi tropicale, mentre in alto (si arriva quasi a 2.400 metri di altitudine) l’aria è fresca e di notte può fare anche freddo (il regolamento impone oltre alla giacca in goretex, anche una maglia a maniche lunghe e i pantaloni lunghi). Da tenere a mente che la stagione delle piogge va da giugno a settembre, per cui non è impossibile che piova il giorno della gara (sono stato fortunato, visto che ha piovuto solo nei giorni precedenti, regalandoci un bel sole durante la competizione).

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GARE: distanze, dislivello, numero partecipanti e % finisher

Logo Chihuahua by UTMB

Rarámuri: 118 km e 5.600 m+. Numero partecipanti 72. % finisher: 71%

Weriga: 93 km e 4.700 m+. Numero partecipanti: 100. % finisher: 67%

Akáa: 58 km e 2.500 m+. Numero partecipanti: 232. % finisher: 92%

Altre distanze: 39 km e 1.700 m+; 21 km e 700 m+; 9 km e 200 m+

 

CLASSIFICHE

118 KM

Uomini:
1) Cristofer Clemente Mora (ESP) 13h58'
2) Carlos Gutierrez Quintero (MEX) 14h13'
3) Dian Aceros (COL) 14h30'

Donne
1) Alexa Romano (USA) 18h11'
2) Angelica Cabrera Cruz (MEX) 18h38'
3) Lucero Gomez Espindola (MEX) 21h45'

94 KM
Uomini
1) José Nieto Salgado (MEX) 12h37'
2) Reid Burrows (CAN) 13h15'
3) Horacio Rangel Ramirez (MEX) 13h25'

Donne
1) Yenifer Yanez Cruz (MEX) 14h12'
2) Marketa Brabcova (CZ) 16h21'
3) Jamila Dionisio (PT) 16h27'

 

DOVE: Barrancas del Cobre, stato di Chihuahua, Messico. Si tratta di un sistema di 6 enormi canyon connessi tra di loro, per una superficie complessiva di 60.000 km², circa quattro volte l’estensione del Grand Canyon statunitense. La profondità massima è di 1879 metri (dai 500 metri del fondo fino ai 2.400 delle cime). A differenza del Grand Canyon che ha un clima desertico, nel Barrancas del Cobre si passa da un clima tropicale a fondo valle fino a grandi foreste di conifere nelle zone più alte.

mappa Barranca

 

VIAGGIO: l’aeroporto più vicino è quello di Chihuahua City, la capitale dello stato omonimo. Da lì mancano ancora circa 300 km per entrare nel parco del Barranca del Cobre. Vi si può arrivare con il mitico Chepe (il treno Ferrocarril del Pacifico) oppure tramite autobus o auto a noleggio. La strada da Chihuahua City al parco è tutta asfaltata e non presenta alcun problema particolare almeno fino a Divisadero, punto di arrivo di tutte le gare e cuore pulsante della manifestazione.

Mappa Chihuahua State

SOGGIORNO: è possibile trovare sistemazioni sia in alberghi che in hostales o in cabañas. Divisadero è la più comoda, ma anche quella più cara. Molti atleti hanno scelto sistemazioni più economiche a Creel, che però dista circa un’ora di strada. Sia la 118km che la 94 km partono da Cerocahui, ma questo non è un problema poiché l’organizzazione si è incaricata del trasporto tramite autobus dei concorrenti da Divisadero.

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GRADO DI DIFFICOLTA' TECNICA: non c’è alcun passaggio attrezzato né sentieri particolarmente esposti. Le pendenze sono però davvero ripide e il fondo a volte è impegnativo con rocce, radici e fango. Particolare attenzione occorre invece prestare nell’attraversamento dei molti corsi d’acqua che si incontrano.

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PERICOLI: nel Parque Barrancas vivono diversi animali, ma è estremamente difficile incontrare l’orso e il puma. L’unico reale pericolo è costituito dai serpenti a sonagli (il cascabel in spagnolo): niente panico, a meno di calpestarlo non è aggressivo e comunque tutti i checkpoint sono dotati di siero nel caso di un morso. Di fatto un solo concorrente, su circa un migliaio che hanno corso, ne ha fotografato uno durante la gara.

 

EL CHEPE: il treno "El Chepe" è la celebre ferrovia messicana che unisce Chihuahua a Los Mochis, nello stato di Sinaloa: il suo nome deriva dall'acronimo della storica tratta originale, la ferrovia Chihuahua-Pacífico (CHP). L’audace percorso ferroviario si snoda per circa 650 chilometri attraversando la catena della Sierra Madre e le spettacolari Barrancas del Cobre. È un prodigio ingegneristico con i suoi 39 ponti e 86 gallerie e arriva a toccare i 2.400 metri di altitudine, correndo dentro e sopra le nuvole.

Percorso El CHepe