“Il trail running può farti molti regali stupendi, ma non ti rende una persona migliore. Non c’è niente di eroico nel terminare una 100 miglia con 10.000 metri di dislivello, non c’è niente di eroico neanche nel finire il famoso Tor des Geants. Ci sono mille occasioni nella vita di tutti i giorni che ti chiedono molta più forza d’animo di quella che ti chiede il Tor: chiunque abbia perso il lavoro, o abbia un parente ammalato, o anche “solo” dei figli, lo sa benissimo. Quante volte ti capita di dover “andare avanti” anche se non ce la fai più, stringere i denti perché se non lo fai tu non lo fa nessuno, tirare una carretta che pesa più di te, quando l’unica cosa che vorresti fare sarebbe sdraiartici sopra e mandare tutto in malora. Il trail invece è solo un gioco, se “molli” non succede niente. Nel peggiore dei casi puoi fare un po’ di brutta figura con gli amici, o sentirti un po’ ferito nell’orgoglio. Non sei arrivato al gonfiabile dell’arrivo, non ti daranno il premio di “finisher”, forse ci riproverai, forse no, ma finisce tutto lì. Niente tragedie, niente lancinanti sensi di colpa o eterni rimpianti, era solo un gioco.”

Questo brano, tratto dall’introduzione del libro, è forse la spiegazione più efficace della chiave di lettura attraverso cui “Sulle orme dei giganti” (Terre di Mezzo Editore) racconta il nostro sport preferito. Niente toni epici, niente retorica superomistica, solo tantissima passione per quel grande gioco che è la corsa sui sentieri e fra le montagne.
L’autore, Dario Pedrotti, ha iniziato a collaboratore con Spirito Trail più di 10 anni fa, quando la nostra rivista vi arrivava a casa “in carne ed ossa”, e in questo libro racconta la sua esperienza in molte delle gare di trail running più conosciute, dal Tor des Geants all’UTMB, dalla Grande Corsa Bianca alla Corsa della Bora, dallo Swiss Peaks alla Transalpine Run, senza nascondere le gioie e i dolori che su quei sentieri ha incontrato. Lo fa rispolverando, con un pizzico generoso di autoironia, la nobile arte del racconto scritto, che non va più tanto di moda in questa epoca di video in 4k, ma che spesso riesce ad essere più evocativa di tante immagini.
In questa stagione in cui per molte e molti i sentieri vicino al cielo sono preclusi, “Sulle orme dei giganti” può essere un’ottima compagnia sul divano o sotto le coperte, un regalo da farvi o da farvi fare, in attesa di tornare a godere dei regali che solo il trail running è in grado di farvi.

“Ma questo modo di correre è anche un forziere da cui possono uscire tanti piccoli-grandi regali. Nessuno sarebbe indispensabile, ma, una volta che li hai provati, ti rendi conto di quanto siano straordinariamente preziosi, e ti scopri a pensarci con un sorriso sognante quando meno te lo aspetti.
Un incontro con un camoscio, una marmotta o un altro animale selvatico, che scomodi mentre tu attraversi il loro salotto, e ti fanno sentire, ad un livello tanto profondo che neanche sapevi di averlo, che tu c’entri qualcosa con loro.
Un ginocchio sbucciato, che non è certo piacevole in sé, ma che ti riporta immediatamente a quei giorni della tua vita in cui magari a casa non erano tutte rose e fiori, ma quando pedalavi sulla tua bicicletta o giocavi a prendi e scappa eri semplicemente felice.
Una foto scattata in gara, dove tu stai correndo in un posto magnifico, con tanta di quella gioia negli occhi, che ne sentirai un po’ lungo la spina dorsale ogni volta che riguarderai quell’immagine.
Bere a piene mani l’acqua gelata di un ruscello di montagna quando la sete ti arde la gola, godendotela più di qualsiasi altra bibita in tutta la tua vita.
Quella luce che precede l’alba, con quel profumo di inizio del mondo, ancora più forte se ti ritrovi a vederla da solo, mentre lei si diffonde dietro catene di cime incantate, e tu sali piano nel silenzio totale.
Il rosso di un tramonto che incendia le cime circostanti, dicendo nel suo solito modo esagerato, che loro e il mondo intorno a te stanno per andare a dormire. E tu no.
Una notte tutta tua, senza che a tenerti sveglio sia una festa o un dolore, nel buio di un bosco o sotto la luna piena su una cresta a duemila metri, a combattere i tuoi fantasmi o ad inseguire i tuoi sogni.
Qualche ora di pioggia scrosciante, che ti infradicia i vestiti e ti risciacqua l’anima, e tu ti senti più bagnato e più vivo di quanto ti sia mai sentito.”
Potete acquistare il libro o assaggiarne qualche capitlo sul sito di Terre di Mezzo Editore.
