A parte la critica feroce nei confronti dell'effetto placebo, condivido l'approccio di Happy riguardo alla responsabilità delle aziende nei confronti dei loro clienti in termini di supporto sostanziale (e non pregiudizievole) alle loro affermazioni commerciali. Va benissimo vendere un prodotto come rivoluzionario per quella data caratteristica tecnica o funzionale, poi però ci vanno argomenti solidi a sostegno della stessa.
Qui però casca l'asino: è un casino allucinante dimostrare l'efficacia di prodotti ben più testabili di un paio di calzettoni compressivi, in un caso del genere già solo individuare una strategia di test davvero affidabile può risultare molto complicato, se non addirittura impossibile. In questi termini, se BV Sport afferma che i Booster sono stati studiati da un equipe medica che ha lavorato con il team di atletica francese sui 400m al fine di migliorare i recuperi e minimizzare gli infortuni (vado a memoria, potrei ricordare male qualche dettaglio), io in linea di massima posso anche concedere loro il beneficio del dubbio e provare il prodotto. Se poi venisse fuori che sono tutte fregnacce, che la ricerca in questione se la sono inventata negli uffici marketing o cose del genere, ovviamente sarebbe un autogoal e una figuraccia pazzesca.
Gli effetti dell'ammortizzazione delle scarpe, dei differenziali elevati, della loro assenza, delle Five Fingers piuttosto che degli Huarache, delle Hoka piuttosto che delle Altra, sono tutti e ribadisco tutti quanti potenzialmente discutibili. Che un'azienda pubblicizzi il proprio prodotto esaltandone le caratteristiche non è certo uno scandalo, così come non lo è la generalizzazione del messaggio promozionale: dire che correre con le Hoka aiuta a ridurre gli infortuni da stress è una cosa, dire che questa cosa si verificherà in qualsiasi caso per qualsiasi utilizzatore è tutt'altra, ed è una precisazione talmente inutile che nessuno la fa mai. E' incontrovertibilmente ovvio che ogni soggetto recepisca diversamente stimoli e sollecitazioni differenti, è il principio fondante di qualunque ragionamento su base collettiva. Ciò non significa che ci siano soggetti che, più o meno grazie ad effetti oggettivi piuttosto che placebo, traggono giovamento dall'utilizzo di certi strumenti. Pensa che io corro meglio se il colore della mia t-shirt è in linea con l'umore della giornata... ed è assolutamente un'impressione personale e soggettiva, corro proprio meglio!
Intervento da moderatore di questa sezione del forum: finora me ne sono rimasto in disparte perché la conversazione, seppur accesa, ha sempre mantenuto toni civili. Scanniamoci pure riguardo all'efficacia dell'abbigliamento compressivo, ma inviterei il provocatorio Happy a smetterla di spargere creduloneria e daquandismo a destra e a manca: cominciano ad essere fastidiosi, è un attimo farli diventare offensivi.
Oh ragazzi, compressi o meno l'importante è stare bene!