La Due Rocche (TV) 24/04/2021

Anteprime e cronache

Moderatore: maudellevette

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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leosorry
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La Due Rocche (TV) 24/04/2021

Messaggio da leosorry »

Scarpa Ultra Trail 50km - Classifica maschile

1 REITERER ANDREAS 04:17:24
2 BORGIALLI RICCARDO 04:19:17
3 DE GASPERI MARCO 04:24:22
4 JUNG DANIEL 04:39:24
5 PARIS GIOVANNI 04:45:57
6 GERONAZZO IVAN 04:48:23
7 AUSSERHOFER PHILIPP 04:48:24
8 GARBUJO ALBERTO 04:54:22
9 DOLA MICHAEL 04:57:55
10 PICCIN MARCO 05:10:25

Scarpa Ultra Trail 50km - Classifica femminile
1 GUIDOLIN NICOL 05:31:15
2 OLIVI ALESSANDRA 05:52:03
3 GALLINA ELENA 06:17:54
4 BONA ORNELLA 06:45:05
5 NICHETTI GIORGIA 06:48:03
6 NOACCO ASIA 06:55:10
7 DE CIAN LAURA 06:55:24
8 DALLA FONTANA SILVIA 06:58:16
9 ZANARDI PAOLA 06:59:52
10 ZANETTE MARTINA 07:00:46
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leosorry
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Re: La Due Rocche (TV) 24/04/2021

Messaggio da leosorry »

immagine ridotta, clicca per ingrandire
Ivan Geronazzo in azione
andrea_callera
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Re: La Due Rocche (TV) 24/04/2021

Messaggio da andrea_callera »

leosorry ha scritto:
immagine ridotta, clicca per ingrandire
Ivan Geronazzo in azione
e Ludo Pommeret diventa un principiante in un secondo... :o
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leosorry
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Re: La Due Rocche (TV) 24/04/2021

Messaggio da leosorry »

Il buon Geronazzo continua ad andare fortissimo! E anche il Dega sembra proprio non volersi arrendere agli anni che passano!
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Boborosso
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Re: La Due Rocche (TV) 24/04/2021

Messaggio da Boborosso »

Due Rocche – Scarpa Ultra Trail 50 K
50 Km
2600 D+

Memore dei tempi stretti avuti nell’ultimo trail di Trieste decido di partire per tempo.
Sveglia alle 3.30 di mattina. Il gallo mi guarda assonnato, si gira dall’altra parte e mi dice: “dai, ancora 5 minuti…”.
Mi alzo subito e finisco di prepararmi. Ho fatto già borsone e zaino la sera prima.
Parto verso Codroipo, dove recupero il mio amico Daniele.
Avevamo calcolato di arrivare verso le 6.15 in base alle indicazioni Google. Complice l’assenza totale di traffico di un mondo buio ancora in lock down e complice Google maps che canna alla grande arriviamo a Cornuda (luogo di partenza) alle 5.37. Così presto che non sono ancora arrivati gli addetti alle iscrizioni, così presto che devono ancora montare i gazebo, così presto che devono ancora finire di fondare la città, siamo ancora all’era del bronzo… bon, non così presto, ma presto, via. Parcheggiamo di fronte alla partenza, non c’è nessuno in giro. Fa ancora buio. Aspettiamo 10 minuti e aprono il Triage per l’accesso al village (una via di mezzo tra l’ingresso in un ospedale e l’accesso ad un rave-party).
Espletiamo le pratiche burocratiche, ritiramo il pettorale e manca ancora più di un ora alla partenza. Il chiosco della birra è ancora, inspiegabilmente, chiuso.
Ci riscaldiamo un po’, ci svestiamo degli indumenti in più, l’adrenalina sale e in breve tempo sono le 7, orario di partenza.
Ci mettiamo diligentemente ognuno sul proprio punto di partenza, indicato sull’asfalto con lo spray fluo. E via, partiti.
Daniele passa il primo chilometro a duellare con il proprio orologio, che non carica la traccia. Io lo accompagno come si accompagna un non vedente. Dopo 1 km manda a quel paese la traccia, fa partire l’orologio in modalità standard e accellera incazzoso lasciandomi indietro, non lo vedrò più fino all’arrivo. Prossima volta cercherò di avere anch’io l’orologio che non funziona.
La gara dopo i primi 10 minuti continua su sentiero stretto, ci si incolonna e si procede in fila indiana, ci si sorpassa poco fino al primo scollinamento e le gambe fremono senza potersi esprimere. Dopo la prima vetta la fila si sgrana un po’ e, chi vuole, può cominiciare a pompare. Io volevo pompare? No, ovvio, mancano ancora 47 km…
Il problema è che la domenica prima ho fatto una gara di corsa in montagna di 9 km, dove le gambe avevano imparato che la tortura durava un’oretta e si poteva pompare a tutta. Spiegaglielo tu che questa volta è diverso… tengo tirato il freno a mano ma vado veloce.
Si va su, si va giù, si va su… praticamente ci sono una ventina di salite e altrettante discese… dai 60 ai 300 metri l’una, salitine piccole, più o meno impegnative ma sempre corte. Quindi nel breve tempo è difficile bruciarsi, le gambe macinano. Come sempre supero in discesa e mi faccio superare in salita.
3^ discesa mi lascio andare, sento una voce da dietro: “Passsooooo!!”, con la coda dell’occhio vedo uno a 8 metri da me. “Passo” a me? Davvero tu hai detto “passo” a me? Tsk… accelero come solo Bip-Bip sa fare, lasciando dietro di me il tipico fumo di polvere, lasciando il povero coyote con il suo “passo” su per il… pardon, lasciando il povero coyote indietro. Mi accorgo che non ho stretto bene i lacci delle scarpe, sto battendo con le dita sul davanti della scarpa, con queste sollecitazioni è un attimo che faccio vesciche importanti. Ma adesso non posso far passare Coyote.
C’è un bivio, si gira a DX e si lascia la discesa a SX. Giro, continuo a correre sul falsopiano, dopo 30 secondi sento uno urlare a Coyote: “hai sbagliato! Dovevi girare a destra!!”. Sorrido dentro di me, maligno…
Continuo a tenere il ritmo in salita, sento le dita che pulsano, devo fermarmi a stringere i lacci. Fine salita e mi fermo, in 40 secondi mi sorpassano in 10… riparto e riguadagno qualche posizione.
Si sale, si scende, ristoro dei 10 km circa. Sto tenendo un ritmo troppo forte, ma sono galvanizzato.
Arrivo al ristoro che non c’è quasi nessuno, dopo 2 minuti ci saranno 20-30 persone, riparto veloce per evitare di perdere tutte quelle posizioni.
Tengo bene, i km passano tra i boschi, su, giù, sempre spingendo troppo allegro. A 22 km supero un che cammina quando non servirebbe. Gli chiedo come va e in qualche maniera, senza parlarmi, mi fa capire che è caduto. Dopo anche mi parla ma all’inizio è un attimo nel drammatico. Si è scorticato coscia e braccio, proprio un bel lavoro. Si affianca a me e facciamo un km insieme, lo incito a proseguire, se ce la fa. Le ferite comunque non sanguinano.
Arriviamo al ristoro assieme. Al ristoro solo merendine, barrette, banane e cioccolata, Mangio veloce, vedo già alcuni seduti che annaspano, voglio arrivare bene e riparto quasi subito, lascio indietro il mio nuovo amico.
Salita ad Asolo, sono dietro a due persone, uno dice all’altro che lui si sta tenendo, che se spingesse adesso tra 10 km poi è fermo… cacchio se ha ragione… rallento un attimo e ci penso su… fosse il primo ultratrail che faccio… speriamo di non aver fatto danni. Procedo con un po’ più di calma.
La salita ad Asolo è su strada sterrata o asfaltata, ma è molto bella, si arriva in centro, paesotto con i suoi bei villoni e giardini curati, gente anche vestita bene e io che passo che puzzo tutto l’ambiente.
Centro con pavimento di sampietrini, i bastoncini si incastrano con lo stesso effetto di un tacco 9 ad una cerimonia (ma io che caxxo ne so, mica l’ho mai messo il tacco 9… però, le cerimonie, con i prosecchi e i salatini… è mezzogiorno, che voglia…).
Da Asolo si sale alla rocca con una bellissima scalinata infinita, ogni scalino 2 passi: ipnotico. Dopo un numero infinito di scalini fatti con la DX e ciondolamento sulla SX decido di cambiare piede, faccio 3 scalini con la SX e magicamente subito cambia pendenza e gli scalini diventano da 1 passo. Povero piede destro, dovrà lavorare ancora.
Cima alla rocca, timbro e si riparte in discesa, un po’ tra i boschi e un po’ nei paesi.
Comincio a sentire una stretta allo stomaco. Sarà che ho mangiato poco, sarà che ho sforzato troppo.
O magari sarà che ieri sera ho fatto grigliatona e ho fatto 4 ore di sonno rigirandomi nel letto con una mezza indigestione.
Mangio 4 pezzetti di zenzero caramellato, che di solito aiuta.
30 km, tutto bene. Ho rallentato un po’.
Mi passa un mio amico, Marco, facciamo una salita assieme e mi accorgo di non riuscire a tenere il passo. Arriviamo al ristoro assieme, mi siedo, bevo una mezza birra, che anche quella spesso mi aiuta con lo stomaco, provo a mangiare mezza merendina ma non ce la faccio. Bevo ancora un goccio di birra e parto. Appena entrato nel bosco mi fermo e mi cambio la maglietta bagnata, ne ho una di cambio nello zaino apposta, per evitare di tenere la pancia bagnata e fredda. Passa una ragazza e scivola davanti a me: “ti ho distratta?” “no, no, sono scivolata” “Sai com’è, vedi un bel uomo semi-nudo nel mezzo della natura” “ahahaha, NO.”. Niente da fare, soddisfazioni zero.
Riparto, a un bivio ci sono due incerti, qualche burlone ha spostato le balise e non si capisce da che parte andare, guardiamo la traccia sull’orologio e ripartiamo per un attimo assieme.
Niente, lo stomaco continua a darmi noia, nelle salite sento che lo sforzo mi costringe lo stomaco, quasi una sensazione di vomito. Ogni tanto mi fermo, 2 secondi, respiro e riparto.
A 38 km, in cima, c’è un rilevatore di passaggio dei chip. Ci sono dei volontari della croce rossa che verificano se c’è qualcuno che sta per morire. Eccomi. Uno mi guarda e mi chiede: “tutto a posto?” “Ho tutti i malanni che dovrei avere, né uno di più, né uno di meno”. Risate, io continuo guardando in basso, si ride ma non sto benissimo.
Ristoro dove non mangio. Non hanno più coca, non hanno birra. Non bene…
Sentiero giù, su, giù… Ultimo scollinamento di 200-250 metri al km 45. Forza.
Ai piedi dello scollinamento c’è uno seduto, lo incito e mi segue a ruota. Pian piano lo lascio indietro, ma sono in difficoltà e dopo 5 minuti mi fermo a respirare. Prima che mi prenda riparto, e mi fermo dopo altri 3 minuti. Dura… ho questa sensazione di vomito… che poi se mi liberassi starei meglio? Bho… cerco di tenere, sta salita non è lunghissima, dai. Riparto al suo passaggio. Dopo 1 minuto si ferma lui. Vado avanti, ho deciso di trovare uno spiazzo dove fermarmi e lasciare che lo stomaco faccia il suo lavoro. Ma gli spiazzi in salita non ci sono mai. Dopo un altro minuto mi fermo, in parte al sentiero. Ci provo, quasi mi accascio al suolo, è tutto difficile dopo 8 ore di corsa. Mi passano un 10 persone, ognuna con un: “tutto bene?”, ad alcune rispondo allegro, all’ultimo faccio solo un gesto con la mano perché ho finalmente la bocca occupata.
Mi alzo, freschissimo. Rinato. Incredibile.
Parto in salita tranquillo, come se cominciassi adesso. 3 minuti e sono al ristoro.
Chiedo coca, ne hanno solo per quelli che stanno male. Miodddio, ma parlano di me!! Ne bevo due bicchieri e riparto fresco.
Discesona, sono veramente rinato, supero, sorrido, scambio battute.
Supero quello che mi aveva beccato con la bocca piena, mi chiede come va, gli rispondo “Benone!” e lo lascio indietro. Ho un andatura spaventosa…
A averlo saputo prima mi facevo una lavanda gastrica prima di partire…
Negli ultimi 5 km avrò superato 15 persone.
Penultima collinetta, fotografa, “Sono bello, eh?” e lei, beffarda “eeeeEEe!”, “come ee? Guarda che non ti compro le foto!”.
Supero altri due, ultima collinetta, vedo uno a 50 metri da me, hop hop hop e lo supero nella cimetta, curva e siamo sul rettilineo dell’arrivo. Via, con le ali ai piedi. Una signora di 80 anni dal muretto di casa: “Dai, che tifo per te!!”… cosa faccio alle donne io…
E arrivato. 9 ore, la seconda metà della gara andata un po’ così così, ma sono contento perché ho comunque tenuto duro.
Vado a ritornare il chip: “vuoi i 5 euro di cauzione o vuoi due buoni birra?”
“…”
“…”
“c’è qualcuno che vuole i 5 euro indietro? Davvero?”
pfacciocchi
Messaggi: 30
Iscritto il: 14/07/2011, 12:58

Re: La Due Rocche (TV) 24/04/2021

Messaggio da pfacciocchi »

Boborosso ha scritto:Due Rocche – Scarpa Ultra Trail 50 K
50 Km
2600 D+

Memore dei tempi stretti avuti nell’ultimo trail di Trieste decido di partire per tempo.
Sveglia alle 3.30 di mattina. Il gallo mi guarda assonnato, si gira dall’altra parte e mi dice: “dai, ancora 5 minuti…
Bravo Bobo, complimenti per la gara e... per il racconto! :D
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