Venerdì sera fatico a prenedere sonno, mi viene in mente un topic di mircuz che ha come argomento proprio l’insonnia pre gara, bravo io che lo avevo proprio preso in giro su questo.
Prima volta per me in una gara di 45K, quindi mi carico di aspettative e di incognite anche se parto già con l’idea di ritirarmi qualora sti cazzo di dolori agli ischio-crurali dovessero torturarmi per molti km di gara.
Nell’ultimo lungo di 20k della domenica precedente infatti, dopo 15k non riuscivo più a mettere una gamba davanti all’altra.
Il sadico aguzzino sarà per fortuna il fango ma, in questo caso, mal comune mezzo gaudio.
Crisi depressiva al trentesimo km per il sopraggiungere di crampi ai quadricipiti, mai avuti prima d’ora, l’idea di soffrire di crampi per 15k ancora mi mette ko.
Per fortuna non si tratterà di crampi ma di dolori muscolari, scarso allenemento? Boh? Stringo i denti e vadaviaiciàpp.
A Cabella mi offrono il brodino caldo, P.A.N.A.C.E.A!!! Il brodino mi darà una carica pazzesca, altro che anfetamine!
Riparto dal ristoro contemporaneamente alla parternza della 15K, non so dove andare ma intravedo il “capo” che sta inquadrando i partenti, gli chiedo lumi e lui “vai vai” indicandomi col il braccio la strada. Cri…bbio!

Mi perdo subito dopo 300m, “vai vai, si ma dove?” sono di fianco al fiume, guardo la traccia sull’orologio, è giusta ma mi dice a sx, qualcosa non quadra, torno indietro non vedo balise. Il ponte! Devo salire sul ponte, ecco perché la posizione era giusta. Mi dovrò inventare un gps tridimensionale.
La ripida salita dopo Cabella sarà una infinita salita-discesa-salita-discesa, nel senso che sarà un passo in salita e uno in scivolata in discesa. Per fortuna mi faranno compagnia due chiacchiere con un simpatico genovese spacciatore di grana padano.
Mentre cerco di corricchiare negli ultimi km in discesa sento provenire da dietro qualcuno con un passo velocissimo, penso “fi…schia, incominciano, come al solito, a superarmi in discesa”, si tratta invece del primo concorrente della 15k, un razzo.
Mi sorprendo positivamente nell’avere ancora buone energie dopo 7h e passa e quindi a correre negli ultimi km, peccato che quando vedo il campanile del paese NON è quello di Cantalupo ma quello di una frazione adiacente, ma quanto adiacente? l’orologio mi segna 44km.
Finalmente vedo il Campanile giusto e annuso l’aria dell’arrivo, quasi mi commuovo e arrivo al traguardo con il mio oramai rituale urlo ululato. “uuuuoouuuooouuuu”.
Chiedo timidamente ai cronometristi il mio risultato. Metà classifica? Chi? Io? Un pesante vecchietto rompicoglioni? Gia!
