I PROTAGONISTI ITALIANI DELLA LUT

Interviste di Maurizio Scilla

 

È il week end dell’anno quello appena trascorso per il mondo del trail italiano, perché la “La Sportiva Lavaredo Ultra Trail by UTMB®” è con il passare degli anni diventata una star di livello mondiale e vero riferimento nella nostra nazione per il trailer.

Più di 5000 gli atleti provenienti da 75 nazioni. Protagonista assoluto il tedesco Hannes Namberger che dopo aver vinto l’anno scorso, taglia ancora per primo il traguardo di Cortina, infrangendo il muro delle 12 ore, 11 ore 56 minuti e ventotto secondi il suo favoloso tempo finale!

Tra le donne la svedese Mimmi Kotka dopo qualche anno senza vittorie a livello mondiale, riesce a imporsi in 14h51’25”.

I risultati ormai li sapete tutti, noi abbiamo privato a raccogliere i commenti di alcuni protagonisti italiani sulle varie distanze.

 

roberto mastrotto credits federico modica photographer

© Federico Modica

 

ROBERTO MASTROTTO (tredicesimo assoluto e secondo italiano LUT)

Sappiamo che tu sei innamorato della LUT, cosa ci dici di questa gara?

La LUT è ormai diventata quasi una seconda casa, da quando ho iniziato a correre ogni anno in qualche modo mi sono ritrovato a fine giugno a correre sui sentieri dolomitici. LUT per me ha anche significato ripartenza dopo l’incidente del 2019, a dimostrazione soprattutto a me stesso di poter ancora correre per tutta una notte in giro per monti in posti belli.

Il crono dice 8’ in meno dell’anno scorso, quali erano le tue aspettative?

Quest’anno mi sono presentato a Cortina dopo la grandissima soddisfazione per il 9º posto dello scorso anno, da un lato consapevole che non sarebbe stato semplice riconfermare una top 10 dato il livello che si preannunciava in partenza, dall’altro sicuro che il crono dello scorso anno fosse ben migliorabile. Il cronometro in Corso Italia dice appunto 8’ in meno, purtroppo soffrendo da Col Gallina in poi di crampi all’addome, e quindi dovendo gestire il gestibile negli ultimi 25km. Al tempo stesso il sorriso sempre in Corso Italia parla da sé di come io abbia vissuto questo ennesimo viaggio tra le montagne più belle del mondo. La mia LUT perfetta, per una ragione o per l’altra non sono ancora riuscito a farla, ma forse proprio per questo motivo mi ritrovo ogni anno ad emozionarmi in linea di partenza con “L’estasi dell’oro” di Morricone e la frontale accesa.

 

alessandra boifava credits tommaso bassa

© Tommaso Bassa

 

ALESSANDRA BOIFAVA ( sesta e prima italiana LUT)

Hai dato una bella limata al tuo tempo del 2019, finendo nella stessa posizione (sesta), sei soddisfatta?

Per me Lut difficile. 38.5 di febbre fino a due giorni prima della gara, bronchite e ultimo antibiotico preso al venerdì mattina. Condizione psicofisica annientata. Ma se decido di partire non ci sono scuse. Se parto, provo ad arrivare in fondo anche a costo di far schifo. C'è sempre da imparare anche dai momenti no, dalle crisi, da ciò che non va come avremmo voluto.  Desideravo solo essere là fuori. Senza tempo. Attraversare un paradiso sulle mie gambe.
Comunque sì alla fine, ok, soddisfatta del risultato. Certo se fossi stata meglio, forse avrei fatto qualcosina in più, ma con i "se" non si va da nessuna parte! Perciò bene così.

Se dovessi spiegare a un marziano cos’è la LUT cosa gli diresti?

Non lo so. Mi immagino di parlargli come la volpe parla al Piccolo Principe, seduta al Passo Giau mentre il sole tramonta: "L'essenziale è invisibile agli occhi" gli direi, e : "non si vede bene che col cuore". A volte per capirlo devi spogliarti di strati e strati di superfluo, di convinzioni, di presunzioni. Le Dolomiti sono un cuore di roccia enorme, fragile e selvaggio. Da proteggere, da onorare.

 

Matteo Anselmi

 

MATTEO ANSELMI (primo Ultradolomites)

Questa sembra una stagione magica per te, hai cambiato preparazione?

Non ho cambiato preparazione,  da marzo 2021 sono seguito da Simona Morbelli e Fulvio Massa di Trail Running Coaching, i risultati che stanno venendo fuori sono il frutto di un piano di allenamento a lunga durata. Questo é solo il terzo anno che corro ed anche io stesso devo ancora imparare a conoscermi, alla LUT ho corso per la prima volta 80 km correndo forte gli ultimi 20 km (fino a 2 anni fa avevo corso massimo 40 km), quindi non so ancora cosa mi riservi il futuro.
Con i miei preparatori avevamo fissato come obiettivo stagionale fare un bel risultato alla LUT, ma non avrei mai pensato di poterla vincere!

Prima gara in un contesto così importante e internazionale, come hai vissuto la gara e quanto sei soddisfatto?

Era la mia prima gara di livello internazionale ed anche la sera prima guardando l'elenco degli iscritti ho pensato  "cavolo finire già tra i primi 5 sarebbe un successone". Era la prima volta che correvo nelle Dolomiti e mi sono goduto i panorami mozzafiato fino a circa metà gara. Lì ci siamo staccati con Daniele e al ristoro al rifugio Averau dopo aver visto che in discesa potevo avere un po' di margine, ho provato ad allungare e non mi sono più voltato indietro. Sono molto soddisfatto anche perché é veramente un risultato inaspettato. Finora avevo visto degli arrivi tipo quello di Cortina  nei video e sui social, viverlo é veramente unico ed indescrivibile. Non ti nascondo che sotto la doccia, quando ho realizzato quello che avevo appena fatto, mi é scesa qualche lacrimuccia.

 

marina cugnetto

 

MARINA CUGNETTO (terza e prima italiana Ultradolomites)

Prima volta a Cortina, cosa ti è rimasto dentro?

Prima volta da partecipante, ero stata qualche anno fa con degli amici a fare assistenza e mi sono subito innamorata di questi posti! Ci sono tornata perché sono favolosi, c'è un sacco di tifo e l'organizzazione è pazzesca. Conoscevo parte del percorso da Malga Rastua a Passo Giau, il resto era un'incognita.
Ti sei presentata sulla linea di partenza con quali aspettative?
Quando ho visto il livello delle altre atlete ho subito capito che dovevo abbassare le mie aspettative; in più a livello fisico non ero nel pieno delle mie energie. Insomma, sono partita con l'idea di finirla e di fare un buon allenamento per la CCC. Non mi sarei aspettata un tempo finale così, sopratutto viste le sensazioni in partenza e durante tutto il percorso (costante mal di gambe). Ma alla fine è andata bene e sono molto contenta del risultato finale
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diego angella

 

DIEGO ANGELLA (quarto e secondo italiano Cortina Trail)

Ti è sfuggito il podio per pochi secondi, sei soddisfatto della tua gestione di gara? Cambieresti qualcosa?

Già,  purtroppo mi è sfuggito il podio per pochissimo. Se dovessi dire che sono soddisfatto mentirei a me stesso. Sono contento perché un quarto posto a Cortina vale tanto ma dopo aver percorso metà gara in terza posizione, farsi passare nell'ultima discesa a pochi km dall'arrivo e arrivare a 19 secondi dal podio effettivamente fa male. Ma sono contento perché ho migliorato di 18 minuti e 5 posizioni rispetto allo scorso anno, quindi il miglioramento c'è stato. Cambierei i miei allenamenti e mi concentrerei un po' più sulla discesa che da essere il mio punto forte, è diventato il mio tallone d'Achille, a causa della distorsione che mi porto dietro dalla fine dell’anno scorso.

Seconda esperienza a Cortina, un pensierino ad allungare sull’Ultradolomites il prossimo anno c’è o preferisci stare nella tua confort zone (40/70 km) dove dai il meglio?

Già quest'anno provo ad allungare tentando la CCC ma l'anno prossimo il mio sogno sarebbe salire sul podio del Cortina Trail.

 

Pina Deiana

 

PINA DEIANA (seconda e prima italiana Cortina Trail)

Se non sbaglio era la tua prima gara superiore ai 42 km, ti sei regalata un podio prestigioso! Hai avuto momenti di crisi particolari? Oppure è tutto filato liscio? Quale il momento migliore?

Si, era la prima volta che facevo una gara più lunga di 37 km, sinceramente un podio inaspettato ma sognato. La gara è stata bellissima: non sapendo cosa sarei riuscita a far,  mi sono concentrata solo sulle mie gambe e le mie possibilità senza guardare le concorrenti. Fino al 35 km circa c'è stata una continua "battaglia"  con Tereza Kubickova (terza classificata,  prima di arrivare a passo Giau ha iniziato a perdere terreno e io stavo ancora bene. Lì ho iniziato a crederci. Crisi sinceramente non ne ho mai avute. Due sono stati i momenti migliori: il primo durante la gara, mi sono proprio divertita e stavo bene, il secondo naturalmente quando sono entrata in Corso Italia e ho realizzato che avevo fatto (per quello che mi riguarda) un'impresa incredibile.

Cosa ha la “Lavaredo” di diverso rispetto alle altre gare cui hai partecipato?

Non era la mia prima volta della "Lavaredo" ma ho sempre fatto la 20 km, la Skyrace , (settima nel 2018, sesta nel 2019 e terza nel 2021). La "Lavaredo" è una gara di altissimo livello, muove un numero grandissimo di atleti internazionali e già esserci è tanta roba. Arrivare sul podio è un'emozione incredibile, ho fatto tante gare di prestigio ma mai a questo livello.

Con un secondo posto del genere, adesso sei “costretta” a iniziare a pensare in grande! Hai già idea di quale sarà la tua prossima gara?

Sinceramente sto ancora cercando di realizzare mentalmente ciò che ho combinato e non ho ancora idea del prossimo obiettivo, ma è questione di poco!