Quando il trail chiama...

Due chiacchiere al bar
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Noemi
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Iscritto il: 13/08/2013, 23:02
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Quando il trail chiama...

Messaggio da Noemi »

Come alcuni di voi, per diversi motivi, non posso correre.
Come alcuni di voi, ho ripreso la pratica di una disciplina severa quando non ho piu' vent'anni.
Come alcuni di voi, qualche volta me ne chiedo il senso. O se lo chiede chi mi vede danzare. Gia': il mio trail e' un palcoscenico, un museo, una villa diroccata. Le mie scarpe sono, al massimo, un paio di calzini. E la mia corsa si chiama danza.

Condivido quindi, nello "spirito trail", la seguente riflessione... UNA VOCAZIONE CHIAMATA DANZA


Confidenze e commenti durante la lezione di danza di ieri sera. “Ma per passare al moderno 2, devo fare un esame?”, chiede una mia amica del corso adulti principianti. Fa un certo effetto far parte del gruppo dei principianti e, come eta’ anagrafica, essere genitori e zii delle ragazzine dei corsi avanzati! Io ci scherzo sempre e chiamo il mio gruppo “il geriatrico”. Ma ieri sera Michela, la mia insegnante, ci ha detto che “danzare e’ una vocazione”…e questo cambia tutto.

“Vocare… chiamare”. La danza e’ una chiamata. E non c’e’ un’ora determinata, precisa nella propria vita per questo. A volte, si dice, la vocazione viene scoperta quando e’ tardi. A volte e’ qualcosa di spontaneo ed istintivo che da sempre accompagna la nostra crescita - come per me e' stata la scelta dell'insegnamento. Altre volte e’ il frutto di un percorso, e’ lo svelamento di un tarlo, di un impulso che abbiamo sempre avuto dentro ma che non abbiamo saputo riconoscere o abbiamo ritenuto secondario o abbiamo dovuto negare.

Cos’e’ la danza per me? Una vocazione? Una chiamata?

Non sono brava, non sono snodata. Faccio fatica a memorizzare le coreografie. Ho poca coscienza del mio corpo e delle sue infinite possibilita’ creative. Talvolta ho il rimpianto di non esser riuscita a dare il meglio, a capire il pezzo. Come insegnante di scuola primaria, sento di poter dare un contributo alla vita altrui, come ballerina, invece, credo che il mio apporto sia insignificante.

Eppure… eppure la danza mi ha chiamata. La danza mi ha cercata… e mi sta dando un regalo enorme.
La danza mi sta insegnando a volermi bene.
La danza costruisce il tempio del mio corpo.
Mi mette in comunicazione col respiro, con la terra, con il cielo, con lo spazio, con le emozioni. Attraverso la danza percepisco gli altri, il mio impatto su di loro, la relazione e la comunicazione.
Danzare mi rende felice.
Danzare e’ riconoscere di essere preziosi agli occhi di Dio. Scriveva, infatti, Nietzsche: “Io crederei in un Dio soltanto che sapesse ballare”.
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