Non ho letto l'articolo, ma il titolo del forum e' su un argomento che spesso mi trovo ad analizzare. Io, volente o nolente sono uno spirito molto competitivo, era cosi da giovane quando facevo atletica, poi con il basket, poi con il ciclismo e con il triathlon prima di arrivare al trail. Non ho mai eccelso in nessuna di queste discipline, ma arrivare dietro mi ha sempre dato fastidio, e questo e' sempre stato stimolo in allenamento e delusione nel dopogara. Passando gli anni questo mio agonismo si e' trasformato (involontariamente, probabilmente a causa degli anni che passano) da io contro gli altri (ovviamente sempre agonisticamente parlando) in io contro io.....e devo dire che mi sento piu' sereno, meno stressato e, forse, mi diverto anche di piu'.Non invidio coloro che competono per vincere...sono piu' forti e dotati di me, bravi, punto e basta.
Trovo che sofferenza, tener duro arrivare alla fine siano tutte cose estremamente personali che dipendono da tanti fattori come motivazione, stato d'animo personale, concentrazione (proprio di recente se n'e' parlato in questo forum in merito al caso Canepa) e soprattutto dallo scopo per cui si pratica il trail. E' uno sport che ha caratteristiche che si addicono a molte interpretazioni: far le gare puo' essere si motivo di competizione, ma anche stimolo per correre con altri e socializzare, stimolo anche per tenere un regime di costante allenamento, rimanere in salute e, magari, non sfigurare del tutto in competizione. Ci sta sia il campione agonista che corre per il risultato assoluto, ma che si ritira quasi alla fine (ne parlava Marco Olmo ad un incontro a cui ho partecipato, proprio su mia specifca domanda in merito ai suoi ritiri) perche' perde concentrazione, stimoli (magari solo per quella gara) o fisicamente non regge, come l'amatore che tiene duro fino allo stremo delle forze. Io non mi sento di condividere o condannare a priori un comportamento od un altro. Personalmente era dal 2002 che non mi ritiravo da una gara (triathlon, bici o trail che fosse) e proprio domenica al Trail degli Eroi (gara che tralaltro ci tenevo a far bene) mi sono fermato al 28km. Un fastidio al ginocchio che mi trascino da un mese (ma che non mi ha impedito di gareggiare ed allenarmi quasi tutti i giorni) ha cominciato ad aumentare poco dopo l'inizio dalla discesa del Grappa: dopo 14km di discesa, vedere che perdevo posizioni su posizioni (sono uscito dal cancello dell'Ossario nei primi 50), quando di solito resto costante nel rendimento (anzi la seconda parte della gara e' sempre quella a me piu' favorevole) mi ha fatto semplicemente perdere concentrazione, correre male, trasformare il fastidio in dolore. Al ristoro del Finestron potevo anche continuare, il dolore non era insopportabile, ma, semplicemente, non avevo piu' la testa per correre bene e divertirmi. E mi sono ritirato.

Mi e' rimasto il rammarico per non aver finito una bellissima gara, ma sono gia' proiettato nel risolvere il problema fisico per ripartire con la prossima competizione e ho gia' la motivazione per ritentare con gli Eroi il prossimo anno. Non mi sembra che il ritiro abbia influito negativamente sulla mia passione, sul mio modo di interpretarla o di viverla

Spero continui cosi
