Swiss Irontrail T201 - Davos (SUI) 5-8.08.2016

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
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montemuggio
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Swiss Irontrail T201 - Davos (SUI) 5-8.08.2016

Messaggio da montemuggio »

Non trovo parole nel vocabolario italiano per definire la fatica che mi è costata lo Swiss Irontrail T201. Forse dovrei ricorrere al francese, in cui ho scambiato sensazioni ed incoraggiamenti con Sam, di Mulhouse. Oppure all'inglese, con cui ho guidato Lea nella salita alla Hörnlihütte. O ancora al tedesco, mia spina nel fianco, spizzicato con Jens e Gabriele.
E allora uso "lavur", in Romancio, la lingua di buona parte del Canton Grigioni. In realtà, in ogni vallata che ho attraversato, ho ascoltato una variante diversa del Rumantsch Grischun e me ne sono innamorato.
Ecco: la lingua, le lingue sono forse il ricordo più bello della gara. I numeri - 201km, 11500m di dislivello, quasi 56 ore - sono muti senza la musica delle parole dette e ascoltate in tanti idiomi. Ma, in fondo in fondo, in un'unica lingua madre: quella della montagna.

Questi sono stati per me i ricordi all'indomani della conclusione della gara. Ora provo a raccontarvela qui sotto.


La corsa ha preso il via alle 4 di venerdì mattina dal centro di Davos, nel Canton Grigioni, sotto una pioggia torrenziale, abbondantemente annunciata dalle previsioni. L'atmosfera alla partenza era atipica per una gara. I partecipanti che, invece che allinearsi per tempo a ridosso dello start, cercavano riparo nei sottotetti. Pochi brusii confusi nel rumore della pioggia. Il suono di un corno delle Alpi, unico segno tangibile dell'organizzazione che, suo malgrado, rendeva ancora più melanconico l'insieme. Al rintocco del campanile siamo partiti, sommessamente. Al termine della prima salita il Piz Kesch, che tanto desideravo vedere da vicino, purtroppo si nascondeva nelle nubi. La discesa verso Bergūn ci ha fatto capire che la situazione meteo era destinata a perdurare ancora per parecchie ore: le strade di fondovalle erano presidiate dalle guardie forestali negli incroci con i torrenti. Nonostante il meteo, la salita nella valle dell'Albula ha regalato scorci suggestivi soprattutto sul tracciato della Ferrovia Retica, con i suoi viadotti e gallerie, patrimonio dell'Unesco. Dopo aver percorso sentieri trasformati in torrenti, alla Fuorcla Crap Alv sono comparsi i primi fiocchi di neve, ma niente di preoccupante.

Litigando con scarpe infangate e calze fradice, raggiungo la prima base-cambio borse di Samedan, al km60. Una mezza doccia calda, calze e scarpe asciutte e son pronto a ripartire. Prima però mi siedo a tavola e colgo le prime differenze nella parlata dei volontari. Il tedesco (in realtà lo Schweizerdeutsch) ha lasciato spazio ad una lingua differente, alcune parole rimangono in tedesco, altre hanno suoni del sud delle Alpi e l'accento, la ritmica, mi ricorda la parlata di alcuni amici valtellinesi. Mi viene in mente il bel libro di Paolo Paci, una panoramica sulle lingue parlate nelle Alpi (1). Questi pensieri mi accompagnano sulla salita a Muottas e alla Chamanna Segantini, dedicata al pittore brianzolo, divenuto poi engadinese, anzi bregagliotto. La nevicata fitta che mi accoglie contrasta con le immagini dei pascoli alpini soleggiati ritratti magistralmente nei quadri che mi vengono in mente leggendone il nome. Ma questa nevicata è anche il colpo di coda del maltempo. Ci ha tenuto compagnia per quattordici ore, ma finalmente si fa da parte. Dopo una sosta con breve dormita a Pontresina, riparto per la Val Roseg lunga e piana ma che termina con la salita alla Fuorcla Surlej, altro valico a quota 2760m. Sono le due di notte, e le prime stelle annunciano che il meteo non è più una scusa, occorre tenere duro. Al passo del Maloja ci arrivo alle prime luci dell'alba e mi infilo a letto per quasi un'ora. Durante la colazione noto che la parlata ha subito un'altra trasformazione: dei termini tedeschi non c'è più traccia, l'Italiano costituisce l'ossatura della parlata bregagliotta.

Salendo al Pass Lunghin il sole illumina il Maloja e il Passo del Forno dalla parte opposta. Mi viene in mente Ettore Castiglioni, il famoso alpinista degli anni trenta che si trasformò in "passatore" d'uomini salvando molte persone durante la Resistenza, prima di morire assiderato proprio al Passo del Forno durante un tentativo di fuga, come ne racconta Marco Albino Ferrari (2) Al Pass Lunghin la neve in terra è parecchia, dev'essere stato veramente duro per i primi che sono transitati qui durante la notte. Dal passo scendo a Bivio, ricordo di tante belle salite con gli sci, e mi stupisco che al ristoro la parlata non sia cambiata, nonostante mi trovi in un'altra valle. Mi spiegano che il Septimerpass è stato una via commerciale che ha anche consentito alla parlata italiana di diffondersi a Nord nella val Surses. Il viaggio continua in direzione Savognin, con viste sul maestoso Piz Platta e il vicino Piz Arblatsch. Al cambio borse di Savognin siamo al km135, ne mancano 65...una doccia calda mi rimette in sesto, recupero le forze rimanenti e riparto in compagnia di nuovi amici. La discesa a Tiefencastel e la risalita a Lantsch è la parte meno piacevole della gara. Si avvicina la seconda notte e quindi mi concedo tre quarti d'ora di sonno. Vengo svegliato da voci che si riprendono qualche parola tedesca e capisco che ho attraversato un altro confine linguistico. La notte scende e si prende tutta la salita alla Hörnlihūtte e poi all'Aroser Weisshorn dove vengo accolto dai primi chiarori dell'alba. Mancano meno di 25km che spezzo con altri venti minuti di sonno ad Arosa. L'ultima salita allo Strelapass e la passerella per Davos completano la fatica.
Al traguardo mi attende una sorpresa: lo speaker mi accoglie in Schweizerdeutsch ma poi continua in Italiano con un meraviglioso accento misto che non scorderò per molto tempo!

(1) Paolo Paci - Alpi, una grammatica d'alta quota - ed. Feltrinelli
(2) Marco Albino Ferrari - Il vuoto alle spalle - ed. Corbaccio (esaurito e non più ristampato, ma spero sia reperibile presso le biblioteche e usato cercando sul web)


Lo Swiss Irontrail T201 è una gara di 200,3km e 11500m di dislivello. Quest'anno, complice ovviamente la meteo sfavorevole, siamo partiti in 155 ed arrivati in 64 (41%). La manifestazione comprende altre gare: T121, T91, T41 e due gare di 21km, una circolare con partenza da Davos (D21) e una con partenza da Arosa (A21). L'arrivo è sempre a Davos, nel cantone svizzero dei Grigioni (Graubünden).
Il costo di iscrizione è elevato (da 280 a 310 franchi, per la conversione pratica si può fare 1:1). Il pacco gara è...ehm...consiste in tre sacche vuote in cui depositare i cambi per le stazioni intermedie e l'arrivo, per i finisher c'è la maglietta. Punto. Inutile sottolineare che tale costo è ricambiato da un'organizzazione e balisaggio perfetti, che su una gara così lunga, che attraversa diversi passi a oltre 2700m, non è scontato. I volontari sono gentili e calorosi, fantastici. In molti ristori, non solo nelle stazioni di cambio, è presente un servizio medico presso cui farsi fare fasciature e rattoppi vari, oltre che fare incetta di Compeed. Anche questo ha un valore. I ristori sono sempre abbondanti, forniscono pressoché tutti la stessa varietà (ampia) di generi alimentari.
ALBERZEK
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Re: Swiss Irontrail T201 - Davos (SUI) 5-8.08.2016

Messaggio da ALBERZEK »

Dopo la disastrosa prima edizione che ne ha minato la credibilità lo swiss irontrail sta diventando o è diventata la gara che deve essere. I costi si sa sono quel che sono come per tutte le gare svizzere.
Complimenti per aver concluso e per il racconto interessante e diverso dalle solite balle con cui spesso ci si perde via nelle cronache gare. Le mie per prime eh!!! Mica che qualcuno se la prende!! Ciao
Alberto
giotizi
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Re: Swiss Irontrail T201 - Davos (SUI) 5-8.08.2016

Messaggio da giotizi »

Lessi anche io gli anni scorsi della disastrosa prima edizione, ma per quello che ho visto quest'anno confermo che si tratta di una gara bellissima e soprattutto organizzazione top!!!

Ho fatto la 91 e mi è piaciuta tantissimo.

Percorso: Primi km nel bosco, poi si sale in quota fino quasi a 3000mt circondati da montagne innevate e scenari mozzafiato e si resta praticamente in quota sempre tra 2000-2500 per poi ritornare a Davos dopo una lunga cavalcata.

Organizzazione: come detto, top. Percorso balisato in modo eccellente, impossibile sbagliare percorso.
Ristori forniti di tutto e di più con anche piatti caldi ogni 15-20 km, e sempre formaggio, salumi, carne secca, gel a volontà di marca, sali, birra, coca etc. All'arrivo poi wurstel svizzeri e birra.

Sicurezza: di nuovo, top. Alla partenza si viene dotati di un piccolo segnalatore GPS da mettere dentro lo zaino dal peso ridicolo e con batteria di durata di un anno. Il concorrente e i famigliari si possono scaricare un app su cui seguire live il concorrente. Trovo questo metodo geniale sia per la sicurezza propria e di chi ci sta vicino, ma anche perchè di fatto è come avere sul proprio smartphone un gps da polso, ma di durata infinita, che indica percorso fatto, dislivello accumulato e anche posizione in classifica!

Unico neo della gara: costo di iscrizione esorbitante, ma purtroppo questa è la svizzera, dove anche una pizza costa oltre 20€, quindi il costo della gara è in linea con il costo del paese
aaaasmile
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Re: Swiss Irontrail T201 - Davos (SUI) 5-8.08.2016

Messaggio da aaaasmile »

Ma senza balle che internet sarebbe?
Per chi fosse interessato alle balle che avrebbe potuto scrivere Montemuggio fino a Maloja, quando il cambio di parlata a colazione gli ha innescato il turbo in salita abbandonandomi al mio destino, lo può fare seguendo questo mio post http://stesosopra.blogspot.co.at/2016/0 ... -t201.html. Poi fino al traguardo sono balle che riguardano solo me.

Parlando in gara con un senatore dell'Iron Trail che li ha fatti tutti, mi ha detto che nella prima edizione l'organizzazione ha avuto paura nel far continuare la gara di fronte al maltempo e allo scarso equipaggiamento di molti corridori. Quest'anno invece è andata diversamente. Su oltre duecento iscritti, 155 si sono presentati al via e solo 64 hanno finito la gara. Hanno sopportato la pioggia, vento, neve, nebbia, freddo e sole senza che l'organizzatore cambiasse il percorso di un metro. Per esempio in questo video https://www.youtube.com/watch?v=_Ycxc5k7PV0 dal minuto 5':10" al 5':55" si vede un bel passaggio a 2731 metri che è costato ad alcuni l'abbandono per freddo.
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