Il pre-gara
La mia tuscany inizia 7 mesi fa quando, dopo aver deciso e finalmente convinto i miei ottantenni parenti e soci dell'azienda di famiglia a chiudere l'attività dopo 60 anni di onorata carriera, mi si apre improvvisamente una nuova prospettiva e possibilità che colgo al volo: acquisiamo quindi una seconda azienda e per celebrare e festeggiare il nuovo doppio impegno lavorativo decido di effettuare una doppia iscrizione: Chianti Ultra trail 73km e tuscany crossing 103.
La prima rimane nei miei sogni perchè a 3gg dalla gara mia moglie contrae sto maledetto virus e, pur stando entrambi benissimo, non me la sento di rischiare e di mettere a repentaglio anche la salute di altre persone...già vedevo i giornali "trailrunner milanese untore nella zona del chianti".
(per la cronaca, non ho preso il covid).
Ora siamo alla vigilia del tuscany che è la mia prima ultra e i dubbi si moltiplicano a causa degli allenamenti un pò scarsi x i vari impegni lavorativi (e familiari), ma penso anche di aver lavorato bene sul mio "motore" durante le ferie...buona la potenza, tutta da testare la resistenza.
Nella settimana che precede la gara mi succede di tutto, tranne che correre: la mogliettina mi regala un w-e senza bambine a ravenna, ho 2gg di fiere a cui non posso mancare, vengo selezionato per 2 giornate intere a partecipare ad un quiz televisivo e soprattutto Marco, uno dei miei compagni di corsa, conclude tristemente la sua lotta durata 3 anni con un male incurabile.
Vorrei mandare tutto in vacca ed invece l'abbraccio fuori dalla chiesa con Silvia, sua moglie, non lo dimenticherò mai e, forse ingenuamente, decido di andare in val d'orcia anche per loro.
Dopo un viaggio infinito zigzagando tra lavori in corso e traffico micidiale arrivo a castiglione d'orcia dove ritiro il pettorale e vado a mangiare. Tira un bel venticello e io sono in maglietta e bermuda quindi mi faccio 2 bicchierini di rosso e mi scaldo; vedo passare parecchi concorrenti e mi sembrano tutto belli tirati e agguerriti quindi mi faccio altri 2 bicchierini e non ci penso più.
Aggirandomi in questo splendido borgo medievale nel tornare alla macchina sento il polpaccio dell'acceleratore bello duro e a rischio crampi, fingo di non sentirlo e mi dirigo verso l'affittacamere; a 1km dalla fine di quest'odissea un camion si è ribaltato in mezzo alla strada e ci obbligano a tornare indietro: altri 30km di stradine.
Seguo una macchina e finiamo in una strada improvvisamente chiusa dove sembra ci sia nelle vicinanze un branco di cinghiali in putrefazione, trattengo i conati e finalmente trovo il modo di giungere dall'altra parte dell'incidente e di sistemarmi in camera......
Tuscany crossing - 25/9/21
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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gabriella52
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Re: Tuscany crossing - 25/9/21
La mia Tuscany a quasi 69 anni. Credo, ma non lo ricordo piu', di aver partecipato a tutte le edizioni.Quest'anno ero in dubbio se andare oppure no a Castiglione d'Orcia. Lo spostamento di data mi costringeva a rinunciare alla Delicius che a mio modesto parere e' uno dei trail piu' belli.Tutto non si puo' fare e ho scelto la Tuscany. Arrivata dopo un viaggio "fantozziano" grazie al supporto di Ita Marzotto e dopo una bella dormita all'Osteria dell'Orcia,sabato mattina, sono partita per l'ennesima avventura.Confesso, non avevo letto nulla convinta che il percorso fosse rimasto immutato.Zaino strapieno, mi sono subito resa conto che io freddolosa al limite del ridicolo, avrei sofferto il caldo.E' una gioia ritrovare gli amici,Roberto,Aurelio e consorte, volontari che conosco da tanti anni.Descrivere il paesaggio della Val d'Orcia sarebbe limitativo. E' come correre dentro a un sogno splendido. Il passaggio per Bagno Vignoni alle prime luci dell'alba e' un emozione unica.Arrancando come una vecchia, anzi non come, ma da vecchia, arrivo a Pienza, dove trovo il primo abbondante ristoro. Fa' gia' caldo, riempio la borraccia e prendo una barretta.La strada che ho davanti e' molto lunga e temo di ritrovarmi con le scope al sedere.La giornata e' stupenda, calda ma abbastanza ventilata. Non ho GPS, non ho tracce,nulla. Non guardo l'orologio dal 13 euro, per paura.Finalmente arrivo al 25 km. dove al ristoro c'e' la deviazione con i 53 km. Trovo Luca, esempio che ci sono ancora tanti bravi ragazzi perche' mi incoraggia e mi augura buon viaggio. Lui fara' i 53 io "pellegrina" continuero' sui 103.Inizia la solitudine. Sembriamo i grani di un rosario che si sgrana.Ogni tanto raggiungo qualcuno e spesso e' qualcuno che mi sorpassa.Dopo Triboli, con i famosi cipressi da cartolina, iniziano saliscendi non impegnativi ma abbastanza rompi. Continuo a correre e vedo in lontananza il famigerato Montalcino. A questo punto dovrebbe iniziare la Sferracavalli e proprio a questo punto sbaglio strada.Persa nelle mie riflessioni, vado a destra anziche' a sinistra.Dopo circa un km mi accordo dell'errore e riprendo la giusta via. La Sferracavalli, per me, e' una faticaccia ma alla fine arrivo nel bellissimo Borgo di Montalcino. Anzi, prima rubo un bel grappolo d'uva. Sembra nettare.
Arrivo a Montalcino alle 12,50 e i ragazzi del ristoro,Brunello Crossing, convinti di essere spiritosi, mi dicono che mi devo muovere perche' il cancello dei 55 km. sara' a Castelnuovo dell'Abbate e mancano 12 km.Mi prende l'ansia, non riusciro' ad arrivare in tempo e gia' mi metto a piangere per la rabbia. Riparto, e questa volta corro veramente. Mi innervosisco e....... sbaglio sentiero.Chiamo il povero Roberto che non comprende quanto strillo pero' continuo.Sono sola da diverso tempo ma finalmente incrocio una coppia che sta' facendo la 100 miglia. Pure loro preoccupati perche' i "tre spiritosi" a Montalcino avevano detto la stessa cosa.Non guardo neppure la stupenda Abbazzia di Sant'Antimo e finalmente alle 14,50 del pomeriggio, arrivo alla base vita situata al 55^ mo km.Prendo il frontale per la notte, nella confusione perdo la bandana e riparto. Finalmente sono in compagnia e inizio una salita abbastanza lieve ma che non termina mai.Il sole picchia e non c'e' un filino d'aria.Quante chiacchere, quanti ricordi ci scambiamo. E' proprio l'essenza del trail.Inizia a scendere la sera e da quella tontolona che sono, mi accorgo che il percorso e' cambiato rispetto alle precedenti edizioni.Al ristoro del 71^mo km mi raggiunge Sara e pure Lei cerca di farmi coraggio.Si alza un venticello che mi costringe e mettermi giacca e berretto di lana. Durera' poco ma benedico il fatto di avere sempre nello zaino indumenti caldi.Incrocio uno spilungone olandese e anche se parlo poco il tedesco, riusciamo a comprenderci. Incrocio anche Vicent, un simpatico messicano e con lui ci capiamo in francese. Che bellezza, quanti strafalcioni.Arrivo a Campiglia d'Orcia. La Rocca e' uno splendore illuminata dalla luna.C'e' il ristoro e i volontari SPLENDIDI non sanno cosa offrirmi. Prendo del minestrone caldo e via.Nelle vecchie edizioni, quando si arrivava a Campiglia, mancavano 12 km, con il nuovo percorso, ne mancheranno 20.Proseguo e mi aggrego a due ragazzi, un bergamasco e un varesino. Inizio a raccontare di quando negli anni 74/90, partecipavo a corse nelle loro zone (loro non erano ancora nati) e intanto i km. scorrono. Sono stanca ma proseguo di "buon passo". E arrivo al ristoro di Gallina. Ultimo "baluardo" per rifocillarmi.Siamo al 98^mo km. Per logica dovrebbero mancare 7 km. Ne mancheranno quasi nove, ma pazienza. Mi arrabbio ma dopo penso che l'importante e' arrivare. Ultima salita di due km e finalmente il traguardo. Sbaglio a passare il gonfiabile e devo all'ultimo metro saltare un muretto piu' alto di me.Che gioia, sono arrivata. Ma la Tuscany non e' una gioia soltanto al traguardo, e' una gioia lunga 103 km. Grazie ai volontari, senza di loro, come diceva un mio ex dirigente, noi che amiamo i trail, potremmo andare a zappare!
Masiero Natalina
Arrivo a Montalcino alle 12,50 e i ragazzi del ristoro,Brunello Crossing, convinti di essere spiritosi, mi dicono che mi devo muovere perche' il cancello dei 55 km. sara' a Castelnuovo dell'Abbate e mancano 12 km.Mi prende l'ansia, non riusciro' ad arrivare in tempo e gia' mi metto a piangere per la rabbia. Riparto, e questa volta corro veramente. Mi innervosisco e....... sbaglio sentiero.Chiamo il povero Roberto che non comprende quanto strillo pero' continuo.Sono sola da diverso tempo ma finalmente incrocio una coppia che sta' facendo la 100 miglia. Pure loro preoccupati perche' i "tre spiritosi" a Montalcino avevano detto la stessa cosa.Non guardo neppure la stupenda Abbazzia di Sant'Antimo e finalmente alle 14,50 del pomeriggio, arrivo alla base vita situata al 55^ mo km.Prendo il frontale per la notte, nella confusione perdo la bandana e riparto. Finalmente sono in compagnia e inizio una salita abbastanza lieve ma che non termina mai.Il sole picchia e non c'e' un filino d'aria.Quante chiacchere, quanti ricordi ci scambiamo. E' proprio l'essenza del trail.Inizia a scendere la sera e da quella tontolona che sono, mi accorgo che il percorso e' cambiato rispetto alle precedenti edizioni.Al ristoro del 71^mo km mi raggiunge Sara e pure Lei cerca di farmi coraggio.Si alza un venticello che mi costringe e mettermi giacca e berretto di lana. Durera' poco ma benedico il fatto di avere sempre nello zaino indumenti caldi.Incrocio uno spilungone olandese e anche se parlo poco il tedesco, riusciamo a comprenderci. Incrocio anche Vicent, un simpatico messicano e con lui ci capiamo in francese. Che bellezza, quanti strafalcioni.Arrivo a Campiglia d'Orcia. La Rocca e' uno splendore illuminata dalla luna.C'e' il ristoro e i volontari SPLENDIDI non sanno cosa offrirmi. Prendo del minestrone caldo e via.Nelle vecchie edizioni, quando si arrivava a Campiglia, mancavano 12 km, con il nuovo percorso, ne mancheranno 20.Proseguo e mi aggrego a due ragazzi, un bergamasco e un varesino. Inizio a raccontare di quando negli anni 74/90, partecipavo a corse nelle loro zone (loro non erano ancora nati) e intanto i km. scorrono. Sono stanca ma proseguo di "buon passo". E arrivo al ristoro di Gallina. Ultimo "baluardo" per rifocillarmi.Siamo al 98^mo km. Per logica dovrebbero mancare 7 km. Ne mancheranno quasi nove, ma pazienza. Mi arrabbio ma dopo penso che l'importante e' arrivare. Ultima salita di due km e finalmente il traguardo. Sbaglio a passare il gonfiabile e devo all'ultimo metro saltare un muretto piu' alto di me.Che gioia, sono arrivata. Ma la Tuscany non e' una gioia soltanto al traguardo, e' una gioia lunga 103 km. Grazie ai volontari, senza di loro, come diceva un mio ex dirigente, noi che amiamo i trail, potremmo andare a zappare!
Masiero Natalina
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
La gara
Un pò di agitazione per rendermi finalmente conto di aver fatto una follia iscrivendomi ad una gara così lunga e la visione di rambo 2 per la 46esima volta mi provocano una certa difficoltà a prendere sonno ma per fortuna i vicini di stanza al mattino fanno un pò di rumore e mi destano prima della sveglia.
Arrivo sotto al gonfiabile alle 5,23 e poco dopo si parte.
Si attraversa castiglione d'orcia, poi bagno vignoni (incredibile e incantevole la bellezza di questo borgo) per giungere ormai alla luce del sole a pienza e successivamente a s. quirico d'orcia; le gambe non vanno , il polpaccio dell'acceleratore è sempre a rischio crampo ma so che devo avere pazienza perchè sarà lunga,
Penso di essere nei 20 e in queste (auto)strade bianche vedo il decimo a circa 1 minuto...ma so che non devo forzare.
A s.quirico mi scolo dei sali minerali che in 5 minuti mi causano un mal di stomaco da brividi, rallento, qualcuno mi supera, mi autoconvinco che siano quelli della staffetta.
Ora supero qualcuno anch'io....ma sono quelli della 100 miglia...
Vediamo Montalcino ma sembra non arrivare mai, ora ho nausea, mi lascio passare e mi autoconvinco che poi li riprendo perchè è ancora lunga.
In salita cammino sempre perchè so che è lunga, ma ora mi superano anche quelli della 100 miglia e le turiste tedesche in ciabatte e culo oversize.
Dopo montalcino finalmente un pò di discesa anche se le gambe sono ancora bloccate ma non mi preoccupo, si sbloccheranno più avanti; ora mi devo proprio fermare più volte e piegarmi in 2 sperando di vomitare ma non viene nulla.
Sarò scivolato dalla 20esima alla 40esima posizione ma non ci penso perchè manca ancora tanto.
Il sole comincia a picchiare e nonostante la bellezza dei paesaggi medito il ritiro.
Arrivo al 56esimo km alla base vita in un altro meraviglioso borgo: castelnuovo dell'abate...che incanto!
Mi cambio, mi asciugo, trascuro le facce preoccupate di 2 ragazzi che mi guardano le braccia mentre mi rivesto, mangio, cerco della pasta che non hanno e mi accontento di un panino prosciutto e formaggio e decido di ripartire. La nausea è passata. Piedi, unghie, tendine stanno da Dio. Comincia la mia gara e finalmente corro sciolto ma...ma cazzo succede? c'è qualcosa che mi disturba: mi bruciano le ascelle...le copro di vaselina, non basta, provo a strapparmi le maniche della maglietta, invano; provo a mettere dei compeed nella zona più arrossata e funziona per la bellezza di 5 minuti poi si staccano; sto correndo bene, recupero qualcuno. Ad un certo punto mi sembra di indossare una maglietta di carta vetrata e non posso più muovere le braccia senza vedere la Madonna, mi guardo le ascelle col telefono, sono ustionate, chiedo ad un volontario se mi può aiutare ma non ha nulla...siamo circa al 60-62esimo km, mi mancano 5h se corro ma...non riesco più a correre.
Mi ritiro per la prima volta in vita mia per uno dei motivi più stupidi della storia del trail.
Avevo aperto nella sezione "materiali" un argomento perchè cercavo magliette leggere estive da usare in gara ma con molta colpevole leggerezza ho utilizzato quelle dei pacchi gara.
Mi perdo quindi la parte più boschiva e selvaggia del percorso ma negli occhi rimarranno comunque i paesaggi della meravigliosa val d'orcia.
Torno in camera con la convinzione che io non sono in grado di fare le ultra e che è meglio lasciarle a voi, Giganti.
Faccio una rapina di vini e olio in una cantina e di salumi e formaggi in una bottega, mi faccio uno spritz e una cena toscana da re...in questo sì che sono bravo.
Un pò di agitazione per rendermi finalmente conto di aver fatto una follia iscrivendomi ad una gara così lunga e la visione di rambo 2 per la 46esima volta mi provocano una certa difficoltà a prendere sonno ma per fortuna i vicini di stanza al mattino fanno un pò di rumore e mi destano prima della sveglia.
Arrivo sotto al gonfiabile alle 5,23 e poco dopo si parte.
Si attraversa castiglione d'orcia, poi bagno vignoni (incredibile e incantevole la bellezza di questo borgo) per giungere ormai alla luce del sole a pienza e successivamente a s. quirico d'orcia; le gambe non vanno , il polpaccio dell'acceleratore è sempre a rischio crampo ma so che devo avere pazienza perchè sarà lunga,
Penso di essere nei 20 e in queste (auto)strade bianche vedo il decimo a circa 1 minuto...ma so che non devo forzare.
A s.quirico mi scolo dei sali minerali che in 5 minuti mi causano un mal di stomaco da brividi, rallento, qualcuno mi supera, mi autoconvinco che siano quelli della staffetta.
Ora supero qualcuno anch'io....ma sono quelli della 100 miglia...
Vediamo Montalcino ma sembra non arrivare mai, ora ho nausea, mi lascio passare e mi autoconvinco che poi li riprendo perchè è ancora lunga.
In salita cammino sempre perchè so che è lunga, ma ora mi superano anche quelli della 100 miglia e le turiste tedesche in ciabatte e culo oversize.
Dopo montalcino finalmente un pò di discesa anche se le gambe sono ancora bloccate ma non mi preoccupo, si sbloccheranno più avanti; ora mi devo proprio fermare più volte e piegarmi in 2 sperando di vomitare ma non viene nulla.
Sarò scivolato dalla 20esima alla 40esima posizione ma non ci penso perchè manca ancora tanto.
Il sole comincia a picchiare e nonostante la bellezza dei paesaggi medito il ritiro.
Arrivo al 56esimo km alla base vita in un altro meraviglioso borgo: castelnuovo dell'abate...che incanto!
Mi cambio, mi asciugo, trascuro le facce preoccupate di 2 ragazzi che mi guardano le braccia mentre mi rivesto, mangio, cerco della pasta che non hanno e mi accontento di un panino prosciutto e formaggio e decido di ripartire. La nausea è passata. Piedi, unghie, tendine stanno da Dio. Comincia la mia gara e finalmente corro sciolto ma...ma cazzo succede? c'è qualcosa che mi disturba: mi bruciano le ascelle...le copro di vaselina, non basta, provo a strapparmi le maniche della maglietta, invano; provo a mettere dei compeed nella zona più arrossata e funziona per la bellezza di 5 minuti poi si staccano; sto correndo bene, recupero qualcuno. Ad un certo punto mi sembra di indossare una maglietta di carta vetrata e non posso più muovere le braccia senza vedere la Madonna, mi guardo le ascelle col telefono, sono ustionate, chiedo ad un volontario se mi può aiutare ma non ha nulla...siamo circa al 60-62esimo km, mi mancano 5h se corro ma...non riesco più a correre.
Mi ritiro per la prima volta in vita mia per uno dei motivi più stupidi della storia del trail.
Avevo aperto nella sezione "materiali" un argomento perchè cercavo magliette leggere estive da usare in gara ma con molta colpevole leggerezza ho utilizzato quelle dei pacchi gara.
Mi perdo quindi la parte più boschiva e selvaggia del percorso ma negli occhi rimarranno comunque i paesaggi della meravigliosa val d'orcia.
Torno in camera con la convinzione che io non sono in grado di fare le ultra e che è meglio lasciarle a voi, Giganti.
Faccio una rapina di vini e olio in una cantina e di salumi e formaggi in una bottega, mi faccio uno spritz e una cena toscana da re...in questo sì che sono bravo.
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
Mi dispiace per la tua gara ma se ti può essere utile, da perenne irritato-sfregato-ustionato, utilizzo sempre una t-shirt intima aderente tipo Kipsta (Decathlon) sotto la t-shirt mettendo un po’ di pasta di Fissan alla partenza e funziona benissimo!
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
Tuscany Crossing ?La prima 100 miglia non si scorda mai.
Un viaggio di 20 ore e qualcosina in più sempre col sorriso, senza crisi e senza fuori giri, attraverso i panorami da cartolina della Val d'Orcia, assieme a amici vecchi e nuovi.
Un percorso tentatore, quasi sempre corribile, che senza quasi farlo pesare condensa oltre 5000 metri di dislivello in 160 km.
Un'esperienza trasformativa che ha ristabilito quali siano i miei limiti.
Il primo approccio (in punta di piedi) all'iconica distanza è stato un buon banco di prova per prendere le misure in vista di Western States.
Un viaggio di 20 ore e qualcosina in più sempre col sorriso, senza crisi e senza fuori giri, attraverso i panorami da cartolina della Val d'Orcia, assieme a amici vecchi e nuovi.
Un percorso tentatore, quasi sempre corribile, che senza quasi farlo pesare condensa oltre 5000 metri di dislivello in 160 km.
Un'esperienza trasformativa che ha ristabilito quali siano i miei limiti.
Il primo approccio (in punta di piedi) all'iconica distanza è stato un buon banco di prova per prendere le misure in vista di Western States.
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
Secondo me ti sbagli.gogo ha scritto:io non sono in grado di fare le ultra
Allungando le distanze, bisogna stare più attenti ai particolari : una maglia "sbagliata" è solo fastidiosa per un paio d'ore, per 20 ore diventa un grosso problema e ti fa ritirare.
Le ultra elevano i problemi all'ennesima potenza, con l'esperienza si individuano i problemi e si prova a eliminarli.
Eppoi mi negheresti il piacere di sfidarti su una bella 10 miglia ?
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
Ops,100 miglia...
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
Grazie Lucio, proverò a mettere in pratica il tuo consiglio anche perchè ieri sera mi sono ritrovato una U sulla schiena: i bordi dello zaino stavano "scavando" la mia pelle anche lì
Andrea, sai che sulle 10miglia non avresti scampo quindi mi sfidi nella tua comfort zone, furbo il ragazzo!!!!!
Andrea, sai che sulle 10miglia non avresti scampo quindi mi sfidi nella tua comfort zone, furbo il ragazzo!!!!!
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
Ahahah, infatti mi sono precipitato ad aggiungere lo zero mancante !!!
Re: Tuscany crossing - 25/9/21
Figurati! Pensa che alla Trans d’Havet di qualche anno fa lo zaino mi aveva lasciato dei segni sulla schiena tipo frustate, ho corso gli ultimi km con dei bruciori che non ti dico. Al Tor l’unico tratto che ho corso per pigrizia con un solo strato mi ha lasciato una bella ustione da sfregamento sulla schiena. Ho capito che il mio problema è che sudo un casino e se metto l’intimo sotto funge da seconda pelle e mi risparmia queste torture!gogo ha scritto:Grazie Lucio, proverò a mettere in pratica il tuo consiglio anche perchè ieri sera mi sono ritrovato una U sulla schiena: i bordi dello zaino stavano "scavando" la mia pelle anche lì![]()
Andrea, sai che sulle 10miglia non avresti scampo quindi mi sfidi nella tua comfort zone, furbo il ragazzo!!!!!