Digressione filosofica sul trail

Tutto ciò che è trail!

Moderatore: leosorry

ilmaratoneta91
Messaggi: 1
Iscritto il: 27/11/2025, 10:45

Digressione filosofica sul trail

Messaggio da ilmaratoneta91 »

Ragazzi scusate se ho l'ardire di aprire un topic e mi perdonerete se c'è già qualcosa in merito, ma sono abbastanza novizio sul forum e ogni errore mi verrà perdonato, spero.

Volevo fare un ragionamento molto filosofico sul trail, sperando che apra a diversi spunti.

Cosa è il trail per voi?

Natura, possibilità di camminare senza farsi problemi (come su strada ad esempio), libertà, annullamento del tempo che scorre, flow, non guardare il gps e godersi il viaggio, meditazion ecc.ec...

Ditemi cosa ne pensate.

Io vi dico che per il trail è la rappresentazione di quello che dovrebbe essere l'uomo. Ormai la corsa su strada è diventata marketing, tempo al chilometro e record e nient'altro. Le uniche competizioni su asfalto che valga la pena seguire e apprezzare sono le Ultra (tipo il Passatore che mi affascina tanto). Là viene fuori l'essenza di chi corre che non è rappresentata da numeri o quantomeno non solo da essi.

Voi che ne pensate?
Avatar utente
motosega
Messaggi: 1353
Iscritto il: 05/09/2014, 9:38
Località: In riva all'Adige

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da motosega »

Domanda complessa, risposta difficile
In quanto di Trail ce ne sono a bizzeffe e definire "libertà...godersi il viaggio" l'UTMB di Chamonix, per esempio è abbastanza difficile, così come mancanza di competitività o marketing per altre gare famose
Chi ha iniziato a fare Trail 20 anni fa pensa che ora si sia alla stregua delle gare su Strada, chi viene dal mondo delle Maratone si entusiasma perchè gli sembra di essere nel deserto....

Personalmente mi piace il trail per la possibilità di vedere posti nuovi, o di vedere posti conosciuti assieme a gente con cui sto bene, o semplicemente per cancellare le consuete "cure" foscoliane grazie alla fatica. E mi piace quella possibilità di essere ancora genuini che si trova in tanti trail grazie ai sorrisi dei volontari o alle bestemmie di chi sta nella tua stessa situazione, in caso di difficoltà
Niente di più
Avatar utente
albatrail
Messaggi: 1195
Iscritto il: 05/09/2010, 15:33

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da albatrail »

ilmaratoneta91 ha scritto: 24/03/2026, 11:33 Ragazzi scusate se ho l'ardire di aprire un topic e mi perdonerete se c'è già qualcosa in merito, ma sono abbastanza novizio sul forum e ogni errore mi verrà perdonato, spero.

Volevo fare un ragionamento molto filosofico sul trail, sperando che apra a diversi spunti.

Cosa è il trail per voi?

Natura, possibilità di camminare senza farsi problemi (come su strada ad esempio), libertà, annullamento del tempo che scorre, flow, non guardare il gps e godersi il viaggio, meditazion ecc.ec...

Ditemi cosa ne pensate.

Io vi dico che per il trail è la rappresentazione di quello che dovrebbe essere l'uomo. Ormai la corsa su strada è diventata marketing, tempo al chilometro e record e nient'altro. Le uniche competizioni su asfalto che valga la pena seguire e apprezzare sono le Ultra (tipo il Passatore che mi affascina tanto). Là viene fuori l'essenza di chi corre che non è rappresentata da numeri o quantomeno non solo da essi.

Voi che ne pensate?
Ciao, non sei scusato, potevi almeno presentarti :P
Cosa intendi per trail? Andare per sentieri definisce gli esempi che hai scritto, fare gare trail è commerciale tanto quanto fare maratone, oramai da anni.

buone corse
Avatar utente
biglux
Messaggi: 2752
Iscritto il: 28/10/2010, 16:25

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da biglux »

Secondo me trail è uno stato mentale.
enrico pc
Messaggi: 357
Iscritto il: 13/02/2012, 17:24
Località: Piacenza

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da enrico pc »

Mi piace questo argomento!
Non credo che ci sia una regola che vale per tutti.
Personalmente per me si parte da due passioni distinte: la corsa e la natura.
E il trail mi permette di coltivare entrambe contemporaneamente. Se dovessi metterle su una bilancia probabilmente sarebbe poco più "pesante" la corsa. Ma tanto non devo scegliere e quindi me le godo entrambe!

Posso vantarmi di fare trail da tanto tempo, forse 15 16 anni. Ho visto lo "spirito trail" degli inizi e vedo la massificazione (se si può parlare di massificazione per uno sport che rimane comunque di nicchia) di oggi.
A me personalmente non mi cambia niente, mi piace ora come allora, i sentieri sono sempre lì e alle gare mi diverto ancora come un bambino.

Riguardo al discorso del cronometro e della prestazione non ci vedo niente di male. Anzi. Stiamo comumque parlando di uno sport, non di escursionismo, quindi è giusto che ci sia competizione, preparazione, allenamento. Il livello incredibile che hanno raggiunto i top a me piace. Mi piace seguire le gare, tifare. Le ultra sono cambiate, prima erano per tutti una sfida con se stessi, per testare i propri limiti. Ora, per gli atleti forti sono diventate gare come le altre. Sanno cosa devono fare, sanno quanto ci devono mettere, ottimizzano tutto per fare prestazioni impressionanti per noi tapascioni, ma normali, da un certo punto di vista, per loro.
Mi ricordo che il primo Tor si pensava che fosse forse inumano. Ora ci sono centinaia di finisher anche tra persone normali. Semplicemente si è spostata più in là l' asticella.

Ma poi, immagino che anche la Milano Sanremo di 100 anni fa fosse incredibilmente romantica e affascinante. Ma sabato ero sul Poggio a tifare e l' atmosfera era incredibile, entusiasmante.

Sono sempre stato a favore dei premi in denaro e del professionismo, per me non tolgono niente alla bellezza del nostro sport...
L' unica cosa che cambierei è il nome...trail runnig non mi è mai piaciuto!

Scusate la logorraggine!

Ciao

Enrico
Avatar utente
Boborosso
Messaggi: 574
Iscritto il: 17/01/2020, 15:12

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da Boborosso »

🧐
Il gusto che provo facendo trail cambia durante l'anno, come cambiano le stagioni.
C'è un periodo preagonistico, in cui mi sfondo di allenamenti, faccio programmi, tabelle, sono perennemente a dieta.
C'è un periodo agonistico, in cui godo dei "sacrifici" fatti.
C'è un periodo in cui cazzeggio e mi godo il paesaggio. Questo periodo coinvolge gran parte dell'anno.

Quando parlo con le altre persone, in genere racconto dei tramonti, degli animali, della solitudine, della fatica e delle allucinazioni. La parte agonistica sparisce.

Quindi cos'è per me trail?
Stare per conto mio, con i miei pensieri, contornato dalla natura. Fare fatica, per goderne di più. Andare veloce, per vedere più cose, per sentire la sensazione di fluire sul sentiero, senza dare fastidio alla natura e scivolare via.
Avatar utente
martin
Messaggi: 3316
Iscritto il: 03/10/2012, 7:27
Contatta:

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da martin »

enrico pc ha scritto: 24/03/2026, 22:56 Mi piace questo argomento!
Non credo che ci sia una regola che vale per tutti.
Personalmente per me si parte da due passioni distinte: la corsa e la natura.
E il trail mi permette di coltivare entrambe contemporaneamente.

Posso vantarmi di fare trail da tanto tempo, forse 15 16 anni. Ho visto lo "spirito trail" degli inizi e vedo la massificazione (se si può parlare di massificazione per uno sport che rimane comunque di nicchia) di oggi.
A me personalmente non mi cambia niente, mi piace ora come allora, i sentieri sono sempre lì e alle gare mi diverto ancora come un bambino.

Riguardo al discorso del cronometro e della prestazione non ci vedo niente di male. Anzi. Stiamo comumque parlando di uno sport, non di escursionismo, quindi è giusto che ci sia competizione, preparazione, allenamento. Il livello incredibile che hanno raggiunto i top a me piace. Mi piace seguire le gare, tifare. Le ultra sono cambiate, prima erano per tutti una sfida con se stessi, per testare i propri limiti.

Mi ricordo che il primo Tor si pensava che fosse forse inumano. Ora ci sono centinaia di finisher anche tra persone normali. Semplicemente si è spostata più in là l' asticella.

L' unica cosa che cambierei è il nome...trail runnig non mi è mai piaciuto!
Mi piace molto la risposta di Enrico, non che trovo le altre risposte sbagliate, anzi sono tutti punti di vista ragionevole e spesso condivisibile.
Enrico, mi perdoni se ho tagliati alcuni pezzi del discorso tuo, ma ho tenuto i pezzi che condivido di più.

La corsa e la natura. Venendo da un background di atletica leggera (mezzofondo e campestre) da giovani e poi tanti anni di montagna vera con alpinismo, arrampicata, skialp ecc. trovo anch'io che l'amalgamazione di questi due attività mi sodisfa la necessità di un certo espressione di sport e movimento.

Anch'io pratico trail come gara (come allenamento per l'alpinismo molto di più) da tanto tempo, ancora di più di Enrico considerando che le prime gare ho fatto durante i primi anni del 2000 e che la mia prima partecipazione ad una gara UTMB (è stato il CCC) è datato 2018. Come dice Enrico è cambiato lo sport di trail. C'è stato una massificazione. Da un punto di vista può essere considerato positivo - molto più gare per esempio. 20 anni fa c'era forse una gara al mese a cui partecipare. Adesso puoi trovare numerose gare ogni weekend.
Dal punto di vista negativo quelle gare considerato più "importante" richiamano numeri di partecipanti che possono dare fastidio, ma basta evitare quelle gare se è una cosa che non ti piace. Spesso, non sempre, i partecipanti hanno poco a che fare con lo Spirito Trail - vengono dalla strada dove sembra che tutto è permesso.
Ma credo che se questi manifestazioni ti possono dare fastidio, c'è una offerta talmente grande che è abbastanza facile trovare qualche gara dove i numeri sono bassi e magari l'offerta è più consone con le proprie preferenze.

Cronometro/prestazione. Non vedo niente di male neanch'io. C'era agonismo prima e c'è agonismo adesso. Semplicemente ci sono più giovani che vanno veramente forti, la preparazione in termini di allenamento mirato è cambiato (abbiamo imparato e cambiato tante cose negli ultimi anni), e mentalmente chi vuole andare più forte è disposto di più a volere soffrire.

Mi ricordo anni fa a Courmayeur, durante la gara Valdigne, avevo visto una pubblicità per il primo Tor des Geants. Mi sembrava una follia totale, veramente da farsi male. Ma come dice Enrico si è spostato più in là l'asticella. Tanti persone normali finiscono il Tor, inclusi quelli più temprati (si dice con più esperienza :lol: ).

Anche a me non piace più di tanto il termine Trail Running che trovo un po' "poco". Preferisco Mountain Running (corsa in montagna) ma capisco anche che tante gare non sono tale e Hill Running non suona bene affatto. Se qualcuno mi chiede cosa faccio, e sapendo che la maggiore parte della gente non sa cosa è il Trail Running, dico corsa in montagna ben conscio del fatto che spesso non sono stato a correre in montagna ma piuttosto in collina.

Condivido anche molto di quello che ha scritto boborosso.
belladitheboss
Messaggi: 248
Iscritto il: 09/05/2020, 10:53

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da belladitheboss »

per me il trail è corsa su sentiero, niente più niente meno
spiego meglio:
non sono d'accordo che la corsa su strada sia solo ricerca della prestazione, anzi, se da un lato ci sono (e ci sono sempre stati) una serie di atleti competitivi che guardano questo aspetto (il quale non è ben compreso da molti secondo me perchè ci si ferma alla gara ma non si riesce a capire che il bello è tutto ciò che viene prima, la gara è solo un'eventualità), in questi anni si è vista l'esplosione di atleti ricreativi, tanto che le maratone major vanno esaurite con domande superiori di decine di volte rispetto ai pettorali disponibili, e queste richieste sono in maggiorparte da ente che vuole solo partecipare per vivere l'esperienza e ai quali la performance non interessa nulla
il trail è la stessa cosa, ma su sentiero.
ci sarà una piccola parte di atleti che lo fa in maniera competitiva (anche con sè stessi magari) e una grossa parte di atleti che vuole vivere l'esperienza in maniera ricreativa.
questi due aspetti in altre discipline (ad esempio l'atletica su pista e la campestre) non ci sono, è rarissimo se non impossibile trovare qualcuno che dica "vado a farmi un 5000 per godermi l'esperienza", ci si va per un motivo solo: gareggiare.
il trail sta seguendo esattamente le orme della corsa su strada (nella fattispecie della maratona e mezza maratona) solo con meno persone e a distanza di anni ma in maniera più veloce, quindi secondo me se vogliamo vedere come sarà il trail tra qualche anno guardiamo alle maratone oggi e non sbaglieremo di molto

se poi devo dire perchè piace a me il trail ti dico che mi piace perchè siamo in un momento storico dove si inizia ad applicare, anche a livello amatoriale, un allenamento strutturato come si fa nelle altre discipline dell'atletica ma si può ancora sperimentare e usare la fantasia per capire cosa funziona meglio, perchè la sua peculiarità di svolgersi su terreni diversi e in condizioni diverse ti obbliga ad affrontare problemi e cercare un modo per risolverli, e questo lo trovo molto divertente
così come trovo divertente che ci sia il salitomane che si diverte a tirare in salita, il kamikaze che si diverte sui single track in discesa eccetera

certo correre un lento su sentiero può essere più bello che correrlo su uno stradone della brianza, ma per quello devo dire che abitando nella bassa padana in una zona comunque abbastanza rurale anche le corse di tutti i giorni pur non facendole su sentiero riesco a farle lontano dal traffico su strade sterrate di campagna e a godermi il paesaggio, che forse molti trovano noioso ma sinceramente a chi sa guardare non risulta tale

se dovessi cercare un'attività da fare per il puro gusto di stare in natura e senza la componente agonistica non sceglierei il trail running, ma per me quello è lo sci alpinismo, attività che ho praticato tanti anni e che se avessi tempo praticherei ancora, e nella quale trovo che la componente esplorativa e paesaggistica siano preponderanti, ed anche la componente di difficoltà tecnica non sia una questione agonistica ma più di capacità del singolo; mentre nel trail la componente di difficoltà è legata anche alla velocità, e quindi alla prestazione
Avatar utente
andard
Messaggi: 1115
Iscritto il: 16/09/2014, 20:03
Località: lago maggiore
Contatta:

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da andard »

Premetto che mi ritrovo molto nelle risposte precedenti sono stati scritti concetti e pensieri condivisibili.
A me piace il trail per il contatto con la natura, è la scusa per vedere posti nuovi o per ritornare in quelli già visti, è un modo per vivere il posto e vivere l'esperienza. E' per viaggiare dentro e fuori noi stessi, per avere dei momenti in cui si può staccare dalla realtà, per potersi disconnettere dal web. Con la corsa ci sono anche momenti in cui puoi trovare soluzioni o ragionare su cose che ti sono successe, è meditazione, è attività fisica, è una buona abitudine.
E' un momento per me stesso, per ritrovare una parte più animalesca ed è anche un modo per potersi misurare e mettersi in gioco.
Avatar utente
Lorenzo78
Messaggi: 790
Iscritto il: 25/05/2014, 20:34

Re: Digressione filosofica sul trail

Messaggio da Lorenzo78 »

A me piace andare in natura...correre li mi fa sentire libero.
Il poter "andare dove voglio" Senza imposizioni, il riuscire a traguardare una cima con le sole tue gambe...i panorami, i profumi, gli altri animali che incontri e con cui sei in perfetto equilibrio.
Ma mi piace anche la parte competitiva
...nel Trail ognuno ha le sue armi... c'è chi va più forte in salita, chi va meglio in discesa, chi performa di più nelle ultra e bi invece nelle più corte e alla fine ti trovi a duellare in maniera super cavalleresca con gli altri...e il Trail non mente mai...ti mette sempre in classifica dove devi stare.
Ultimo ma non ultimo :
Le persone....quelle che incontri nei Trail sono, come nei giri in montagna, la parte migliore dell uomo che va per sentieri.
C'è sempre un gran bel clima di amicizia e rispetto
Rispondi