Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

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biglux
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Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da biglux »

https://www.adamelloultratrail.it/
Questa volta non mi sfugge, iscritto alla 100 ;)
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motosega
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Re: Adamello Ultra Trail (BS) 25-27.09.2026

Messaggio da motosega »

Bravo, che non ne lasci indietro una !!
SteCa
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Re: Adamello Ultra Trail (BS) 25-27.09.2026

Messaggio da SteCa »

biglux ha scritto: ↑28/04/2026, 17:13 https://www.adamelloultratrail.it/
Questa volta non mi sfugge, iscritto alla 100 ;)
la traccia GPX della 100 dal sito da circa 83KM e 4500D+, è sbagliata?
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biglux
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Re: Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da biglux »

In effetti taglia parte del percorso (quella che dà sul Passo del Tonale) guardando così a naso (Malga Valbiolo, Città Morta, ecc.)…
Crazylee
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Re: Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da Crazylee »

Probabilmente è la traccia dell'anno scorso quando ci fu il taglio dei percorsi della 100 e della 170 per presenza di neve in alta quota
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biglux
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Re: Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da biglux »

Che posti! Che gara! Che organizzazione! Giovedì pomeriggio arrivo a Vezza d'Oglio e mi incontro con il mitico socio Giorgio (giotizi). Giornata stupenda e previsioni ottime per tutto il weekend. Briefing alle 20 in piazza con Gadin e Parasacco che ci illustrano la gara (no ramponcini). Cenetta frugale con birretta propiziatoria e poi a nanna. Purtroppo l'emozione per questa gara che ho nel mirino da un pezzo mi fa passare una notte quasi insonne (a parte un paio d'ore). Sono un po' preoccupato perché confidavo nelle canoniche 8 ore di sonno per poi spararmi le 24 ore preventivate di gara senza grossi patemi, invece già in partenza mi trovo a sbadigliare :? . Per fortuna l'aria frizzantina (6°C) mi tiene sveglio. Partenza come al solito a cannone con alcuni km corribili sopra Vezza verso la prima (e più lunga) asperità di giornata: Cima Rovaia e Porta Muralta con i suoi 1600m+! Verso la cima in un tratto in piano scivolo sull'erba visega e cado come un salame sullo stinco sul pietrisco con tre bei tagli tipo zampata di tigre ma per fortuna nulla di che. Il panorama da quassù è splendido: tutto il gruppo dell'Adamello si mostra nel suo tetro splendore, la temperatura è assolutamente gradevole, indosso maglietta e manicotti e sto benissimo. Iniziano anche le prime trincee che rendono famosa questa gara. In un tratto ostico attrezzato vedo sopraggiungere i primi due della lunga (partiti un'ora dopo di noi...), il secondo è il mio compaesano Daniele Nava che corre in salita come fosse a una 10 km sorridendo senza il minimo affanno, lo saluto e lo incitiamo tutti! In discesa cerco di recuperare il tempo che inevitabilmente perdo in salita per il mio solito polpaccio "ischemico" e finalmente si arriva al primo ristoro di Cortebona, una festa di montagna in una splendida area picnic dove cerco di fermarmi il meno possibile ricaricando la poca acqua bevuta e mangiandomi un piatto di pasta innaffiata da Lemonsoda e Cocacola. Dopo 5' sono fuori verso la seconda salita: la strategia di mangiare e uscire non paga granché, perché passo la prima mezz’ora con le gambe di legno e la digestione in corso. D'altronde dovrò abituarmi a questo tipo di percorso: salite al 20-25% e discese killer con ristoro finale per poi rifare tutto da capo. La mia alimentazione abituale consiste in gel ogni 50'-60' (45 g di carboidrati con elettroliti) e da un annetto anche capsule di sali quando mi ricordo a integrare. La salita alle bocchette di Valmassa è di quelle assassine, quasi sempre ripida con pochissimi tratti per rifiatare. In più continuiamo a essere superati dai più veloci della 170 il che non è il massimo per l'autostima. Mi passano anche due volti familiari che però non riesco bene a inquadrare, ma dopo poco gli urlo: siete quelli della PTL? Sì, sono loro! I due "pazzi" incrociati sotto il Gran Col Ferret al mattino presto al rifugio mentre facevo colazione con mio figlio e loro arrivavano da una notte di tregenda a base di temporale in cresta. Chapeau a loro che dopo una massacrata di 300 km si mettono pure alla prova su una delle cento miglia più toste d'Italia! L'ingresso alle trincee di Valmassa è maestoso e inquietante al tempo stesso: un circo infernale ad alta quota con viste spettacolari sul versante retico della Valtellina e sull'Adamello. Nonostante il fiatone e la fatica cerco di immortalare le immagini con il mio smartphone (come un po' tutti!). In discesa vedo che tanti la camminano o la corricchiano molto lentamente, un po' per i km che ci restano e anche per il fondo abbastanza "killer" a base di sfasciumi. Io cerco di lasciare andare le gambe senza frenare più di tanto per non imballare i quadricipiti e dopo un'altra scorpacciata di trincee e tunnel al buio finalmente arriviamo al secondo ristoro di Prisigai. Anche qui pochi minuti per mangiare una minestrina di riso, torta al cioccolato, uva bianca (quanta ne mangerò!), riempire le flask e scolarmi il solito mix di Cocacola, the caldo e acqua gasata. Cerco di variare gli alimenti per prevenire l'inevitabile nausea dopo ore in giro per i monti. Quando riparto scopro che ho perso un puntale dei miei splendidi bastoncini cinesi superleggeri in carbonio comprati su Amazon: sarà successo lungo una delle interminabili pietraie in quota. Nonostante questo non ne sentirò particolarmente la mancanza. Oltre a quelli della lunga adesso mi soprassanno pure quelli della 60 km partiti due ore dopo di noi, il mio morale inizia a virare decisamente verso il nero. Guardo il GPS e scopro che in 27 km abbiamo accumulato 2700 m di dislivello positivo :o . (…)
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biglux
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Re: Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da biglux »

Pensieri funerei di ritiro iniziano ad addensarmi sulla mia corsa, il fatto di non avere ancora incrociato nessuno con cui scambiare due parole e dividere un pezzo di strada pesa. Passiamo un pezzo splendido a mezza costa fino al lago di Monticelli (al cancello delle 10h30' arrivo con circa 3h30' di anticipo nonostante il mio incedere lento in salita): a destra si vede la strada per il Gavia e si sente il rombo delle moto, dalla nostra parte solo natura, sentierini esposti sulla Valle delle Messi e alcuni tratti di catene e staffe che in breve ci portano al Bivacco Linge (convinto fosse il ristoro...). Dopo aver chiacchierato con un modenese per una mezz’oretta che sale molto velocemente ma teme le discese (mi ripete che lui in Appennino non ha percorsi così “cattivi”) ci lasciamo e mi "fiondo" nella ripida e scassata discesa sul terzo ristoro (rifugio Valmalza) dove arrivo un po' "sottotono". Per tirarmi un po' su mi acchiappo un bel piatto di polenta e formaggio e una lattina di birra che mi scolo alla velocità della luce mentre i trailer sani sono indaffarati nel prepararsi le flask con maltodestrine. Sono un po' in ritardo sulla tabella delle 24 ore, chiamo mia moglie per sfogare un po' la mia preoccupazione per i 63 km rimanenti (che ovviamente mi dice: ma cosa ci sei andato a fare?) e poi corricchio i 5 km di discesa su carrozzabile fino a S. Apollonia. Vedo con invidia quelli della 60 che prendono il bivio verso Ponte di Legno: per loro l'avventura sarà finita tra meno di 20 km con poco dislivello e tanto da corricchiare. C’è parecchia gente che aspetta i propri cari, tutti molto gentili a incitare e salutare tutti. Quello che mi aspetta un po' mi spaventa: una salita di 750 m, una da 900 m al passo dei Contrabbandieri e una minore ma bastarda da 400 m. Nonostante tutto mi ingollo un gel e mi sforzo di bere e su a testa a bassa per il passo delle Graole. Fortunatamente la salita non è particolarmente ripida a parte alcuni tratti ma nonostante questo vengo continuamente superato da quelli della 170. La stanchezza, il tramonto incipiente e la nebbia che inizia ad ammantare la valle peggiorano il mio umore grigio. Finalmente come per magia per un momento la nebbia scende e vediamo due ragazze al passo che incitano i concorrenti, manca poco, il freddo e l'umidità mi entrano nelle ossa, non vedo l'ora di scollinare, mi fermo a mettere frontale e guscio e poi giù nella nebbia e nell'oscurità della sera (a proposto qualche balisa in più modello Tor qui non sarebbe guastata...). Nell’unico posto dove non so proprio dove andare un gruppo di ragazzi stretti intorno a un falò mi indicata prontamente la strada. Ho fame ma non ho voglia di rimpinzarmi di gel e aspetterò il ristoro delle Case di Viso. Qui mi fermo circa 10' perché mi cambio la maglietta con una termica a maniche lunghe e mangiucchio di tutto un po'. Inizio a notare che ci sono varie ragazze che corrono la lunga che sembrano uscite appena adesso di casa, senza una goccia di sudore e dall'aria fresca e riposata. Ultimamente il sesso femminile si sta imponendo al grande nelle ultra e queste ne sono l’esempio: determinate, veloci, a loro agio anche sul tecnico e sempre col sorriso👍! La temuta (e agognata) salita al passo dei Contrabbandieri passa da una lunghissima poderale a pendenze moderate dove faccio conoscenza con crazylee (Antonio) che mi riconosce nonostante berretto, buff e guscio. Per me passare una ventina di minuti con lui è un vero toccasana, ci si racconta un po’ e il tempo va veloce. Dopo un po’ lo incito a proseguire visto che il suo passo è decisamente migliore del mio: sarà la sua terza Adamello 170 e questa volta la porterà a casa anche con un ottimo tempo (guardandolo e sentendolo parlare glielo avevo detto che era proprio in forma e positivo!). Prima del rifugio Bozzi riconosco un ragazzo brianzolo col quale ci siamo già incrociati due-tre volte nei vari trail del nord Italia. Rimarremo insieme fino a Ponte di Legno dandoci una mano nei reciproci momenti di “down”. In alto scorgiamo le fiaccole, simbolo iconico della corsa, che puntano ai 2681 m del passo (GPM della gara). Al rifugio una ragazza gentilissima (e molto carina) ci rifornisce di the caldo: un vero e proprio “boost” in vista del passo. Gli ultimi 200 m sono su un tratto un po’ esposto con tanto di passerella e corde ma finalmente ci siamo! A me mancheranno meno di 1000 m di dislivello all’arrivo, al mio amico Lorenzo invece ancora più di 7000 m…Si scende per pista da sci ignorante fino alla malga Valbiolo, praticamente un ristorante in quota dove scopro le patate lesse come alimento finale definitivo per il trailer disgustato visto che ormai mi stomaca tutto. Lorenzo inizia ad accusare la stanchezza per cui ci facciamo due caffè al volo e dopo pochi minuti siamo di nuovo fuori nel buio della notte col cielo stellato e un magnifico tappeto di nuvole che coprono l’alta Valcamonica. La salita alla Città Morta è un’altra mazzata: 400 m in meno di 2 km, noi si sale lenti ma costanti, quando mi sento un po’ alla frutta butto giù un gel e in pochi minuti mi rianimo, Lorenzo non se la sente di corricchiare le discese e a me va bene così, le grandi salite sono finite e voglio tenere un paio di cartucce per il tratto finale. Malga Strino che non arriva mai rappresenta una grande delusione: descritta come il ristoro più festoso e casinista della gara ci troviamo invece di fronte a volontari anche loro “finiti” senza più voglia di festeggiare (sempre gentilissimi però!). Brevissimo stop e via verso una piccola salita al forte Zaccarana (dove un volontario dorme nel suo sacco a pelo su un tavolaccio, mitico!) e poi giù nel gelo e nell’umidità del Tonale. A passo svelto scendiamo ma se corressimo potremmo accorciare questa agonia, le mie mani gelano nonostante i guanti e i sottoguanti in lattice, l’unico obbiettivo si chiama Vezza e quando mi sento un po’ in down penso ai pazzi della 170 con ancora tantissimo da fare e mi risollevo. Al ristoro dell’hotel Bezzi ci sediamo una decina di minuti, adesso vado solo di uva e cioccolato e mi do una sistemata in bagno. Il freddo ci fa uscire pure con i pantaloni impermeabili che terremo nel lungo saliscendi per Ponte di Legno (sembra eccessivo ma tra il freddo e le poche calorie assunte eravamo veramente messi male…). Arriviamo al palazzetto dello sport di Ponte poco dopo le 6. In 10’ faccio un breve refill (le flask sono ancora piene, me ne accorgerò in giornata di essere disidratato!), abbraccio e saluto il mio socio che deciderà se continuare la sua avventura dopo un sonnellino e mi incammino verso Vezza. Saranno poco più di 10 km e 300 m+ che cercherò di correre (almeno le discese e i tratti in piano). Incrocio sul sentiero una sessantina tra mucche e vitelli di rientro dall’alpeggio che faccio passare, questo episodio al termine di una ultra è irreale ma anche molto bello. L’ultima discesa su Vezza mi vede correre come un pazzo recuperando un po’ di posizioni. Finisco la mia avventura in poco più di 24 ore. Mi aspetta un’oretta di viaggio per tornare a casa a Tirano che passerò tra colpi di sonno. Gara meravigliosa, organizzazione top, l’annno prossimo ci sarò sicuramente ma farò sulla 60 ma da non perdere!
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motosega
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Re: Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da motosega »

Grande Lucio, sei una roccia
Mi raccomando, ora per riposarti iscriviti a qualche gara di 200 km....
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Corry
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Re: Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da Corry »

Infatti ha sbagliato a scrivere. Mancava 1 davanti a 60
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biglux
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Re: Adamello Ultra Trail (Bs) 25-27.09.2026

Messaggio da biglux »

Carissimi spiritosoni, ve la consiglio al 100%. Secondo me la 60 è la via di mezzo giusta senza morire (anche se si saltano le fiaccole del passo dei Contrabbandieri...).
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