Maremontana (SV) 24.03.2013
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
Il mio primo ritiro ad una gara... la Maremontana, ieri dopo 25km di corsa nonostante fossi attorno alla 30° posizione, nonostante avessi tutto il materiale obbligatorio, nonostante non avessi particolari problemi di freddo (solo mani e un po' i piedi) HO DECISO in autonomia che le condizioni erano oltre i miei parametri di "divertimento in sicurezza" e mi sono fermato. Ho aiutato i volontari e gli accompagnatori ad assistere gli altri concorrenti che arrivavano (alcuni in condizioni di avanzata ipotermia). Questa mattina apprendo della morte di un concorrente.... sono scioccato e triste, ma l'insieme delle condizioni meteo (neve fradicia, vento forte, pioggia e temperatura prossima agli 0°) erano troppo proibitive! Un pensiero per chi se n'è andato, e uno per la sua famiglia.
- cyclocaster
- Messaggi: 250
- Iscritto il: 19/11/2012, 9:13
- Località: Piemonte
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
Non credo sia il caso di dire nulla sulla tragedia. Ma sul fatto che molti siano partiti in pantaloncini e maglietta, si potrebbe dire molto. E' inutile accapigliarsi in discorsi relativi a regolamenti e responsabilità dell'organizzazione. Le condizioni meteo erano note da tempo e a questo punto entrano in gioco il semplice buon senso e la responsabilità individuale. Possibile che un adulto non sappia che se piove e fa già molto freddo al livello del mare, oltre i 900 m. ( molto )probabilmente nevicherà o comunque farà molto più freddo?? Chi partecipa a queste manifestazioni è informatissimo su ogni novità in campo di equipaggiamento e abbigliamento tecnico ( spesso si rasenta il feticismo!),......e poi? Alla partenza con quelle condizioni ci si presenta "nudi" perchè bisogna far vedere che si ha "il fisico", si hanno "le palle" ! Ma per favore!!.
- augusto losio
- Messaggi: 1661
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
quoto cyclocaster in toto.
e apprezzo quel che ha scritto stefano, che certo non è un novellino.
però mi chiedo: io che cosa avrei fatto in quelle condizioni? davvero non so che cosa mi sarebbe passato per la testa, se mi sarei fermato oppure no.
e apprezzo quel che ha scritto stefano, che certo non è un novellino.
però mi chiedo: io che cosa avrei fatto in quelle condizioni? davvero non so che cosa mi sarebbe passato per la testa, se mi sarei fermato oppure no.
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
condoglianze alla famiglia...... che tristezza!!!
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
La riflessione su quanto successo non va fatta sulla morte di Paolo, quella e' una tragedia che puo' essere avvenuta per mille motivi, la riflessione va fatta sui 3 infortunati e sui 18 soccorsi per ipotermia; e' una cosa assurda ed e' una cosa di cui senza la tragedia di Paolo non si parlerebbe.
Una preghiera per Paolo, un monito per chi organizza, ma cazzarola diamoci tutti una svegliata
Una preghiera per Paolo, un monito per chi organizza, ma cazzarola diamoci tutti una svegliata
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
Ogni volta che succedono tragedie come questa i commenti sono gli stessi ... l' organizzazione, i soccorsi, i volontari, sospendere o no la gara, il materiale obbligatorio ...
La corsa in montagna può essere una bella scampagnata, con il bel tempo, oppure dura e pericolosa quando il meteo peggiora ... questa è la natura della montagna!
Ora noi parliamo di sport, gare, allenamenti, e pensiamo di avere il controllo, ma dimentichiamo che a volte i pericoli oggettivi, in montagna, sono determinanti, altrimenti non morirebbero anche gli alpinisti con anni di esperienza ...
Il fatto che dietro ad una gara ci sia l' organizzazione, non garantisce che tutto vada bene, i volontari non ti prendono al volo se scivoli, non ti buttano addosso un piumino caldo se hai freddo ... ci vuole più consapevolezza e un' onesta analisi delle proprie capacità, nessuno (mi auguro) andrebbe a fare alpinismo senza essere certo di essere autosufficiente, di poter gestire gli imprevisti anche da solo, di saper valutare quando proseguire o no.
Forse è meglio partecipare ad una gara con poca gamba, ma con la certezza di essere in grado di affrontare ogni situazione, che partire allenatissimi e contare troppo sull' organizzazione, che anche con tutta la buona volontà, non può fare miracoli e non è esente da errori.
Dispiace sempre che alcune gare finiscano in tragedia, Paolo rientra tra le vittime di un triste we, con molti morti ... che stessero correndo, arrampicando o sciando stavano semplicemente vivendo una passione.
La corsa in montagna può essere una bella scampagnata, con il bel tempo, oppure dura e pericolosa quando il meteo peggiora ... questa è la natura della montagna!
Ora noi parliamo di sport, gare, allenamenti, e pensiamo di avere il controllo, ma dimentichiamo che a volte i pericoli oggettivi, in montagna, sono determinanti, altrimenti non morirebbero anche gli alpinisti con anni di esperienza ...
Il fatto che dietro ad una gara ci sia l' organizzazione, non garantisce che tutto vada bene, i volontari non ti prendono al volo se scivoli, non ti buttano addosso un piumino caldo se hai freddo ... ci vuole più consapevolezza e un' onesta analisi delle proprie capacità, nessuno (mi auguro) andrebbe a fare alpinismo senza essere certo di essere autosufficiente, di poter gestire gli imprevisti anche da solo, di saper valutare quando proseguire o no.
Forse è meglio partecipare ad una gara con poca gamba, ma con la certezza di essere in grado di affrontare ogni situazione, che partire allenatissimi e contare troppo sull' organizzazione, che anche con tutta la buona volontà, non può fare miracoli e non è esente da errori.
Dispiace sempre che alcune gare finiscano in tragedia, Paolo rientra tra le vittime di un triste we, con molti morti ... che stessero correndo, arrampicando o sciando stavano semplicemente vivendo una passione.
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
Elisa tu hai anche ragione sulla responsabilità individuale di chi va in montagna. Però purtroppo quando c'è una gara ci sono degli organizzatori la responsabilità ricade sempre su di loro. Non lo dico io, lo dice la legge. Come organizzatore di trail mi sono molto documentato sui rischi che corriamo. Non voglio esprimere giudizi sull'operato però è stata aperta un'inchiesta della magistratura. L'inchiesta non viene fatta al singolo atleta che andava in montagna senza preparazione o senza attrezzatura ma viene coinvolta solo l'organizzazione. Le scelte fatte ad esempio all'Utmb non erano campate per aria. E nonostante tutto lo scorso anno anche lì ci sono stati casi di gente che ha avuto problemi. Fare l'organizzatore è più difficile e ci vuole più coraggio di chi partecipa alle gare, garantito.
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
Condivido il pensiero di Antonio. Correre in montagna è gia difficile per conto suo.........correre poi in condizioni meteo avverse diventa pericoloso, sopratutto su distanze che prevedono andature non troppo veloci, andature che ti devono portare pian piano fino in fondo..rimanendo fuori per ore ed ore. Molto probabilmente se ieri si fosse corsa una 20 km tutto sarebbe stato diverso, ma su distanze piu lunghe la cosa diventa assai pericolosa.
Il meteo è importante, lo è per il freddo cosi come il caldo (ricordatevi .......almeno io me lo ricordo bene le Porte di Pietra dell'anno scorso). Le nostre sono gare estenuanti, che provano fisicamente e ci induriscono psicologicamente........al punto stesso che non sappiamo mai quando fermarsi ........e quando ci fermiamo spesso ci viene da pensare con un senso di colpa che abbiamo sbagliato e che avremmo potuto continuare. Nelle nostre corse c'è da lavorare molto, devono essere scritte delle regole importanti per tutti, per i concorrenti (e non è solo un problema di materiale obbligatorio, anche se importantissimo) ma sopratutto per le organizzazioni.
Il meteo è importante, lo è per il freddo cosi come il caldo (ricordatevi .......almeno io me lo ricordo bene le Porte di Pietra dell'anno scorso). Le nostre sono gare estenuanti, che provano fisicamente e ci induriscono psicologicamente........al punto stesso che non sappiamo mai quando fermarsi ........e quando ci fermiamo spesso ci viene da pensare con un senso di colpa che abbiamo sbagliato e che avremmo potuto continuare. Nelle nostre corse c'è da lavorare molto, devono essere scritte delle regole importanti per tutti, per i concorrenti (e non è solo un problema di materiale obbligatorio, anche se importantissimo) ma sopratutto per le organizzazioni.
- Trailmaker
- Messaggi: 324
- Iscritto il: 07/09/2010, 13:48
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
Sono a meta' tra triste e incazzato.
Paolo Ponzo, che riposi inpace, era un atleta, un uomo e un padre-marito.
Come atleta sono propenso a pensare che abbia fatto il meglio per presentarsi alla MM nelle migliori condizioni , questa sara' stata una sua valutazione.
Come uomo posso capire come si sia sentito al termine della sua carriera di calciatore, ma ancora forte e con la voglia di dimostrare prima di tutto a se stesso di accettare ancora le sfide, di rimettersi in gioco,di non cedere alle voci dei "chi te lo fa fare". Fare trail è il rimettersi in gioco ogni volta , valutare ,accettare la sfida e il rischio.Superare o tentare di farlo e alla fine sentirsi bene ,stanco ma contento, vivo!.
Come padre e marito..qua sta il difficile.. come spiegare a tuo figlio , fermo restando che quello che vorresti gli rimanesse sia la parte detta prima, il messaggio positivo . Ma come dirgli che il loro papa' è mancato facendo quello.Come farlo accettare ad una moglie .
Questi sono oggi i miei pensieri.
Paolo Ponzo, che riposi inpace, era un atleta, un uomo e un padre-marito.
Come atleta sono propenso a pensare che abbia fatto il meglio per presentarsi alla MM nelle migliori condizioni , questa sara' stata una sua valutazione.
Come uomo posso capire come si sia sentito al termine della sua carriera di calciatore, ma ancora forte e con la voglia di dimostrare prima di tutto a se stesso di accettare ancora le sfide, di rimettersi in gioco,di non cedere alle voci dei "chi te lo fa fare". Fare trail è il rimettersi in gioco ogni volta , valutare ,accettare la sfida e il rischio.Superare o tentare di farlo e alla fine sentirsi bene ,stanco ma contento, vivo!.
Come padre e marito..qua sta il difficile.. come spiegare a tuo figlio , fermo restando che quello che vorresti gli rimanesse sia la parte detta prima, il messaggio positivo . Ma come dirgli che il loro papa' è mancato facendo quello.Come farlo accettare ad una moglie .
Questi sono oggi i miei pensieri.
Re: Maremontana (SV) 24.03.2013
Poggio, so che è così, se partecipi ad un' evento chi lo organizza è responsabile ... io però credo che non si possa prevedere tutto e, come è già stato scritto, la testa deve essere "materiale obbligatorio" ... personalmente ho sempre odiato l' accanimento contro gli organizzatori, perchè così chi partecipa si sente scaricato dalle responsabilità ... invece una,se pur buona, organizzazione non può prevenire l' incidente, ma solo arginarne le eventuali disastrose conseguenze ...
La legge deve trovare un responsabile, ma a volte il buon senso individuale può impedire che si debba arrivare a cercarne uno ...
Comunque il mio è un discorso molto generale, indipendente dalla Maremontana o dalla storia individuale dell' atleta Paolo Ponzo ... scusate, sono un pò OT
La legge deve trovare un responsabile, ma a volte il buon senso individuale può impedire che si debba arrivare a cercarne uno ...
Comunque il mio è un discorso molto generale, indipendente dalla Maremontana o dalla storia individuale dell' atleta Paolo Ponzo ... scusate, sono un pò OT