LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Tutto ciò che è trail!

Moderatore: leosorry

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Matteo81
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Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da Matteo81 »

Solo se si accetta che la morte sia un momento inevitabile e parte fondamentale della vita,
solo se si accetta e si rispetta in pieno il libero arbitrio di ciascuno di noi,
solo se si accetta che le nostre esistenze siano come fili di una immensa ragnatela che si intersecano tra loro senza soluzione di continuità,
solo se si accetta la bellezza della natura in tutte le sue forme,
solo se si accetta la vita,
si può accettare la morte.
NO, LO SPIRITO TRAIL IN ME NON E' MORTO!!!
Stefano76
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Iscritto il: 31/03/2013, 19:39

Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da Stefano76 »

Ciao atutti,
grandi,veramente grandi è da poco che sono iscritto.La mia prima gara è stato il corto della sventurata Maremontana.dopo anni di corse su strada mi stavo logorandooo fisico e cervello e ho abbandonato tutto società orologio ripetute pista ma nn la CORSA.Ho iniziato a correre di notte tra boschi e sterrati preoccupando chi mi circonda....ora nn sopporto più asfalto maratone cittadine...tra l' altro sono senza squadra...ma sopratutto per me il TRAIL è NATO e nn MORIR MAI.
Grazie a tutti
Stè (provincia di Cuneo)
Luciano
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Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da Luciano »

Il Trail è un bellissimo gioco per adulti, che comporta rischi, a volte anche mortali, ma forse sta proprio lì il suo fascino: la continua sfida con se stessi e contro la Natura, ma nella Natura...
Ricordate le Parigi-Dakar di 20 e più anni fa, quando ogni edizione mieteva vittime? I Telegiornali ne davano notizie in continuazione ed era seguitissima! Ora che si corre in sicurezza non ne parla più nessuno, a meno di qualche incidente (prima si moriva di stenti e di sete) ed è una gara destinata all'oblio! Così è il Trail: o si parte attrezzati come il Giapponese al Tor (ma la scivolata è sempre in agguato) o si accettano tutti i rischi, o si finirà ( per disposizioni di Legge) con un cercuito di qualche Km da percorrere X volte...allora si che lo Spirito Trail morirà...!!!
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Jackallxxx
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Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da Jackallxxx »

Le montagne non sono stadi dove placo la mia ambizione al successo. Sono le cattedrali dove pratico la mia religione.

Il fatto di chiedersi se la fede si persa implica un problema di spirito e coscienza.

Caro amico SteRuzza non penso che gridare a gran voce si io credo o si io ho lo Spirito Trail possa fare si che questo entri a far parte della nostra vita.

Lo Sporito Trail e una cosa che esiste e una fede che permane pura indelebile dura in scalfibile a volte in scalabile come EL DRU, quando l’ hai diventa uno stile di vita in ogni momento di essa.
Non sarà una disgrazia in montagna o in una gara a far vacillare la nostra fede il Nosto Spirtio ,sarà questa motivo di nuovo vigore ,sarà motivo di rinnovato avvicinamento ai nostri compagni scomparsi nel professare la nostra stessa fede,portando avanti un loro ideale,la domanda giusta in realtà dovrebbe essere come posso migliorare come posso RENDERMI UTILE ai miei compagni,al mio sport.

Ho aspettato un po’ prima di rispondere a questo post ho aspettato che l’emozione degli eventi luttuosi da cui tutto ciò e scaturito mi permettesse di valutare con calma la risposta, poi pero mi sono chiesto perché lo spirito Trail in noi e nel nostro amico SteRuzza dovesse morire a causa della disgrazia accaduta.

Sul mote Everest sono morti molti alpinisti sappiamo tutti che su 5 la statistica dice che uno non farà ritorno ma continuiamo ad ambire quella vetta e in nessun alpinista lo Spirto che lo anima o spinge a desiderare una cima si e mai affievolito.

Esistono dei Team ,le persone che il formano sono quelle che votato la loro vita al miglioramento allo sviluppo del nostro sport, sono quelle che lavorano duramente, e poi vanno ad allenarsi , a correre nel fango, nella pioggia,nel caldo di un deserto o nella neve di una vetta, tutto per permetterci di sognare e di godere di materiali che loro contribuiscono a migliorare,non lo fanno per una maglia o un paio di scarpe gratuite,e non penso che si possa mettere indubbio la passione che li anima,e la traccia del loro passaggio la lasciano di certo ,e la TRACCIA a cui ci dobbiamo ISPIRARE ma N O N tentare di IMITARE.

Secondo me un uomo che corre in montagna e a tutti gli effetti un alpinista, animato dallo stesso spirito di quest’ ultimo, mi sento quindi citare un passo

da "Quota 283" testi di Enrico Capanni e Giuseppe Caderna
“La montagna è una febbre che ti prende da giovane e ti resta dentro, anche se il mondo va cambiando intorno a te, anche se i muscoli un giorno dicono basta e la famiglia reclama i tuoi spazi, e forse altre ragioni di vita meno egoistiche e più nobili vengono a sovrapporsi nel corso del tempo. Nonostante tutto alpinisti si resta, e da alpinisti, fino all’ultimo, si continua ad osservare le montagne con sguardo obliquo, cercando vie di salita, vagliando i colori e la grana della roccia, soppesando le condizioni del ghiaccio nell’algida luce di un’alba o nel riverbero di un tramonto. Perfino alla morte di un compagno, anche dopo una ragionevole scelta di abbandono dettata dal buon senso o dalla necessità, il cuore resta imprigionato nella passione originaria, esclusiva, come un amore dell’adolescenza mai del tutto consumato, un dolce rimpianto che fa male fino alla fine. L’attaccamento alle pareti non si misura con gli anni e forse nemmeno con l’azione. Si misura con la passione. Questo è il fantastico, enigmatico, umanamente folle e follemente umano fascino della montagna, dove non ha senso ciò che si vede, ma solo quello che non si vede. Quella fiammella che gli alpinisti si portano dentro cercando di non scottarsi troppo.”

BUON TRAIL A TUTTI.
Luciano
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Iscritto il: 16/09/2010, 19:58

Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da Luciano »

@ Jackallxxx : vero! Su 5 che tentano di scalare l'Everest, uno non ritorna, eppure l'Everest rimane la Cima più ambita da tutti coloro che vanno in Montagna...anche in chi corre in bici, sa che prima o poi si può incorrere in una caduta, anche mettendoci tutta la prudenza possibile, ma chi ha la passione per il Ciclismo continua ad andare in bici, anche se in bici da corsa muoiono in media 20 ciclisti all'anno...
Forse lo "Spirito Trail" è morto nei troppi "agonisti" che stanno arrivando nel Trail, che spostano troppo in alto l'asticella della prudenza, specie quelli che sposano solo l'equazione: Organizzazzione esemplare + materiale obbligatorio = SICUREZZA! Senza pensare che la "vera" SICUREZZA è insita nell'approccio e nel rispetto verso la Montagna. Forse lo "Spirito Trail" si è fermato a Palus San Marco, dove, più che alla Gara, vinceva l'allegria e gli amichevoli sfottò e se Gara vera c'era, era quella che riguardava chi avesse fatto le foto migliori.
Ora lo "Spirito Trail" rimane solo nei TA, dove non vince chi corre più forte, ma vince chi sa aggregare meglio l'amore per la Montagna e la voglia di stare insieme...
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fluido
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Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da fluido »

Luciano ha scritto:Ora lo "Spirito Trail" rimane solo nei TA,

questo è un pensiero rispettabile.... per fortuna lo spirito trail non ha di questi confini in me.... cambierà il modo di correre.... non il modo di rispettare l'ambiente, la passione per correre, gli "avversari" , di ringraziare tutti i volontari, di ridere prima , dopo e condividere il durante con chi mi sta attorno. Ovviamente non è un TA .... e allora corro per fare meglio che posso, non per arrivare prima di un altro a ogni costo, e ho sempre o quasi sempre aspettato le premiazioni finali anche per rendere omaggio ai vincitori, nonostante magari fossere di team diversi... sai che me frega a me il colore della maglia nel rapporto con gli atleti? Zero ... e penso di dimostrarlo non solo a parole, per cui per quanto la logica e osservazioni possono dire che lo spirito trail rimane solo nei TA , resta per me una opinione che non condivido e se sono una mosca bianca .... mi basta per ribadire il concetto che : "LO SPIRITO TRAIL IN ME NON E' MORTO "
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Antonio
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Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da Antonio »

Non ho mai ben capito cosa sia in realtà lo spirito trail ed ho sempre pensato che queste parole spesso fossero più un modo di dire per distinguersi da altri, ma credo che qualunque significato ognuno di noi dia a queste due parole non possa cambiare nè per la morte di qualcuno in gara, conosciuto o sconosciuto, per il comportamento irresponsabile di alcuni, per i premi in denaro o meno, per i team, o altre cose, semplicemente perchè è una cosa nostra, un nostro modo di essere, sia che siamo in allenamento da soli o in compagnia, sia che siamo in una gara, sia che abbiamo una maglia comprata al banco del mercato sia che ci sia stata data da un nostro sponsor.
muntagnin

Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da muntagnin »

fluido ha scritto:
Luciano ha scritto:Ora lo "Spirito Trail" rimane solo nei TA,

questo è un pensiero rispettabile.... per fortuna lo spirito trail non ha di questi confini in me.... cambierà il modo di correre.... non il modo di rispettare l'ambiente, la passione per correre, gli "avversari" , di ringraziare tutti i volontari, di ridere prima , dopo e condividere il durante con chi mi sta attorno. Ovviamente non è un TA .... e allora corro per fare meglio che posso, non per arrivare prima di un altro a ogni costo, e ho sempre o quasi sempre aspettato le premiazioni finali anche per rendere omaggio ai vincitori, nonostante magari fossere di team diversi... sai che me frega a me il colore della maglia nel rapporto con gli atleti? Zero ... e penso di dimostrarlo non solo a parole, per cui per quanto la logica e osservazioni possono dire che lo spirito trail rimane solo nei TA , resta per me una opinione che non condivido e se sono una mosca bianca .... mi basta per ribadire il concetto che : "LO SPIRITO TRAIL IN ME NON E' MORTO "
Quoto Roberto e condivido l'opinione di Antonio, non ho mai usato l'espressione Spirito Trail perchè mi sembrerebbe un modo per distinguersi dagli altri. Invece mi sembra che ad oggi siano pochi a distinguersi dalla massa che mi pare viva il trail in amicizia, con educazione e per passione, top compresi.
Nelle gare ovviamente c'é una parte agonistica, che in modo diverso ci impone concentrazione e una battaglia anche solo con se stessi ma non preclude il resto.
Alla Maremontana il saluto di Fluido quando ci siamo incrociati racchiude tutto quello che ha detto anche se lui rimane concentrato sulla gara molto più di me (io sono un po' chiaccherone e rompic... anche in gara). :-)
Mai smetterò di salutare e ringraziare i volontari sul percorso, mai smettero di aiutare chi è in difficolta, mai smetterò di condividere i sentieri sulla retta via o sbagliata che sia, mai getterò rifuti e mancherò di rispetto alle persone ed alla montagna, mai metterò a rischio l'altrui e la mia vita, mai mancherò di rispetto alla mia famiglia e fino a quando la passione vive in me mai smetterò di vivere la montagna.
A differenza di Roberto spesso mi vedrete "fuggire" senza aspettare le premiazioni (l'ho fatto anche al TAC anche se dovevano premiarmi come categoria) ma fa parte del "rispetto alla famiglia" che mi aspetta a casa.
Alberto
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pollo
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Iscritto il: 09/09/2010, 9:27

Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da pollo »

spirito trail? è tutto e niente, forse, sì, un modo di dire per sentirsi un pò più fighi... non ricordo di aver mai usato il termine, ma mi riconosco in quanto scritto da stefano e beppe... l’agonismo, i team, i soldi (ma quali?) non c’entrano nulla... e nemmeno le gare sempre più lunghe: dove sono? le uniche tre cento miglia italiane muoiono di fame, il valdigne non si fa più, l’ultrabericus e la tce fanno il pieno, e le 20 km non ci stanno nel calendario... le facce spirito trail le ho viste una per una, tutte, all'arrivo dell'ultrabericus... sprito trail? iscrivetevi alla fiasp o al cai...
pj72

Re: LO SPIRITO TRAIL IN ME NON È MORTO

Messaggio da pj72 »

non capiso il tuo tono polemico, pollo, e nemmeno il perchè.

che differenza c'è (a parte prezzo iscrizione, ma ovviamnte non c'è da paragonare nulla) nel fare una fiasp oppure l'ultrabericus se le si affronta con lo spesso "spirito"?
sudore, scarpe e gambe che san di fango, corsa in natura...
bellissime sensazioni all'ultrabericus (mi son divertito ed ho pure imparto la tecnica del balisaggio con claudio), belle anche alla fiasp di altavilla di domenica scorsa, sempre sui berici)

davvero non capisco cosa tu intenda, che c'entra poi l'iscrizione al cai?
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