L'autopsia: "Paolo Ponzo è morto per complicazioni al cuore"
Liguria - Ha escluso complicazioni diverse da quelle cardiache l'autopsia effettuata al Santa Corona di Pietra Ligure sulla salma di Paolo Ponzo, l'ex calciatore di Spezia e Modena, morto domenica alla Maremontana di podismo. Sarà quindi necessario attendere l'esito di altri esami per capire quale problematica del cuore abbia provocato il decesso ma verosimilmente il 42enne ex centrocampista è deceduto per congelamento. Intanto oggi alle 15.30 nel paesino di Bardineto si terranno i funerali, alla presenza di un sacco di amici, ex compagni di squadra, ma anche tifosi. Tutti per lui, per l'ultima corsa verso il Paradiso.
Mercoledì 27 marzo 2013 alle 00:21:31 REDAZIONE
redazione@cittadellaspezia.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Su quello che è stato l'esito di altri esami non se ne sa niente ancora
Roberto
SICUREZZA - si riapra il dibattito
Moderatore: leosorry
-
muntagnin
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
L'autopsia ha dato esiti negativi, nessun danno visibile e nessun trauma da caduta, hanno stabilito la necessità di un'esame istologico approfondito del tessuto cardiaco per stabilire la causa di morte (constatato l'arresto cardiaco ma non la causa scatenante), esiti non ancora resi pubblici.pollo ha scritto: qualcuno conosce i risultati dell’autopsia del povero paolo? qualcuno ha in mano i fogli di dimissione dei venti ricoverati al pronto soccorso?
Che La morte di Paolo non era associabile al putiferio maremontana era chiara proprio per il posto dove si è fermato, poco prima dell'ultima discesa finale, molto dopo i tratti critici per il freddo.
Dal regolamento:pollo ha scritto:mi pare che il regolamento fosse ben chiaro: passaggi in altitudine a 1400 mt.... condizioni possono essere disagevoli (vento, freddo, pioggia o neve)... un accurato allenamento e una capacità reale d'autonomia personale sono indispensabili alla riuscita di questa prova individuale... é consigliato aver già partecipato ad altri trail prima di questa prova, soprattutto relativamente alla corsa lunga... con l'iscrizione ogni corridore sottoscrive l'impegno a portare con sé tutto il materiale obbligatorio sottoelencato durante tutta la corsa...
premesso che la competizione si svolge solo per un quinto sul versante alpino e per tutto il resto sul versante marino del complesso montuoso del Monte Carmo di Loano, dove ad inizio primavera non dovrebbero manifestarsi precipitazioni nevose o comunque condizioni meteo particolarmente negative, l’organizzazione per la sicurezza personale dei concorrenti e in base all’esperienza maturata nelle scorse edizioni, impone quanto di seguito:
Con l'iscrizione ogni corridore sottoscrive l'impegno a portare con sé tutto il materiale obbligatorio sottoelencato durante tutta la corsa, pena la squalifica.
Dalle news:
Visto le condizioni meteo avverse e la neve copiosa caduta nelle ultime ore ( neve da 500 mt slm) per motivi di sicurezza siamo costretti a prendere adesso una prima decisione e cambiare il percorso evitando il passaggio sulla cima del mt. Carmo ( 1396 mt slm ) mantenendo lo stesso percorso dello scorso anno.
Il nuovo gran premio della montagna sarà al rifugio Pian delle bosse ( 841 mt slm ).
Ricordiamo che al primo uomo e donna la sezione CAI LOANO offrirà un soggiorno per due persone presso il rifugio da utilizzare nel corso dell'anno solare.
Parte del percorso ( circa 8 Km ) rimane comunque innevato e puo causare problemi di stabilità.
Vi consigliamo quindi come da regolamento un abbigliamento adeguato.
In totale il percorso lungo verrà quindi accorciato di circa 2,5km e il dislivello positivo sarà ridotto di circa 600mt
Leggendo questo mi pare di capire che la liguria non è tanto male come clima e che vista la neve il GPM era a 841m.
Non ho ancora capito da dove gli atleti dovevano capire che le condizioni sarebbero state così drammatiche, oltretutto alla partenza non faceva freddo e non pioveva. O me lo sono sognato o mi pare di aver udito al briefing (dove comunque quello che non hai non puoi più recuperarlo) è che al primo ristoro tirava vento ma non pioveva.
Non mi pare sia andata così, l'allarme è stato dato da alcuni corridori e non tutti sono stati fermati, ad un mio amico hanno solo sconsigliato di proseguire e la maggior parte di chi conosco si è ritirata spontaneamente ancor prima.pollo ha scritto:e ancora, vero che l’ansia da prestazione agonistica può falsare la percezione, ma è altrettanto vero che le gare si accorciano o si annullano, come peraltro alla maremontana è stato fatto...
ma se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così...
Ho fatto gare ridotte per condizioni decisamente meno critiche.
Non ho visto partire nessuno in mutande ed ho visto gente ben vestita ritirarsi per il freddo.
Vero, mi pare non abbiano dato avvisi di garanzia, e la cosa mi fa credere che come giusto il giudice non condannerà nessuno.pollo ha scritto:questa maremontana, così come i cavalls del vent o il mercantour, insegna solo una cosa: il trail non è uno sport in ambiente protetto, è uno sport in ambiente ostile, non è una partita di pallacanestro o i cento metri piani allo stadio, il trail non è un triangolo di coppa america, è una regata d’altura, dove dopo la partenza gli azzi sono solo ed esclusivamente tuoi...
gli organizzatori del mercantour sono stati assolti, vediamo di farglielo capire a quelli che portiamo per la prima volta a sentieri, e anche al giudice che valuterà la maremontana...
Sarò lungo ma incollo un messaggio da me inviato in uno scambio di mail tra amici:
mi piacerebbe tanto che tutti quelli che scrivono un'idiozia dopo un post serio senza manco leggerlo, che si riempiono la bocca della parola vuota 'spirito trail' avessero il buon senso di capire che quando ti appunti il pettorale qualcosa in noi cambia.
Dovrebbero cercare di capire e combattere contro il proprio io che ti porta a fare cose sbagliate.
Dovrebbero capire e non giudicare comportamenti che sembrano assurdi, spocchiosi ed arroganti.
Ognuno di noi ci può incappare, ognuno a modo suo si comporterà in modo diverso, chi con arroganza, chi con ostinazione e chi con maleducazione. Ognuno deve cercare di lavorare su se stesso cercando di fare in modo che la razionalità sia preservata.
Nei trail non c'è denaro, non ci sono premi, non c'è gloria.
Da tutti siamo considerati un po' matti, fanatici, fuori di testa.
Se tu cerchi di spiegare quello che facciamo ti chiedono se hai già fatto la maratona di New York.
Se gli dici che esci a correre la sera con la frontale, anche se piove, meglio se c'è la neve si chiedono se sia giusto riaprire i manicomi.
Se tutto quello che facciamo è solo per noi stessi qual'è il problema nel non fare una gara, nel sospenderla, nell'accorciarla?
A chi deve dar conto un organizzatore? Agli sponsor? Ai team? alle federazioni?
A me sembra che debbano rendere conto solo alle famiglie di chi appuntandosi un pettorale perde la lucidità per decidere razionalmente.
Se non siamo in grado noi di ricordarci che c'è una famiglia a casa devono essere loro a farlo.
Quando viene presa una decisione impopolare devono ricordarsi che dietro ad ogni atleta maleducato c'è sicuramente almeno un familiare felice.
Al posto di accanirsi sugli atleti che a loro dire sono impreparati, sembra che siamo tutti podisti che non hanno mai visto una cima, è meglio che si chiedano se LORO in una situazione simile si sarebbero comportati diversamente, se mai hanno vissuto una situazione simile e se sarebbero in grado di superarla.
Ecco fino ad allora è chi decide di organizzare un'evento che deve cercare di non commettere leggerezze e di riflettere bene per chi si sta' sbattendo.
Domenica è stata una sconfitta per gli organizzatori e per il Trail ma è stata anche una vittoria perché tanti hanno dimostrato di essere maturi abbastanza per capire che non era la giornata giusta e si sono comportati razionalmente.
Io tante cose le ho imparate e sperimentate sulla mia pelle, altre sulla pelle degli altri.
Importante è non essere polemici e cercare di migliorare noi stessi, imparare dai propri errori e da quelli altrui per non commetterli nuovamente.
Ho imparato che quando succede qualcosa per prima cosa si cerca di trovare una soluzione, poi si cerca di capire cosa è successo e solo alla fine si possono formulare giustificazioni.
In quest'occasione mi sembra si sia partiti dal fondo.
Ciao
Alberto
- blackmagic
- Messaggi: 1426
- Iscritto il: 05/09/2010, 15:36
- Località: Genova
- Contatta:
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
Ciao Alberto, senza polemica, ma quando ho letto di 8km con neve e condizioni poco stabili una mezza idea che non facesse caldo me l'ero fatta. Al ritiro pettorale mi è stato ribadito di aspettarmi condizioni di freddo. Vado in montagna, come te, ed uno sguardo alle previsioni l'avevo dato: erano chiarissime, precipitazioni e temperature molto basse. Al briefing (ma posso ricordare male e nel caso perdonami) è stato detto che IN QUEL MOMENTO non pioveva al primo ristoro ma tirava vento (quando sono passato io così era effettivamente), ma che le condizioni potevano peggiorare.muntagnin ha scritto: premesso che la competizione si svolge solo per un quinto sul versante alpino e per tutto il resto sul versante marino del complesso montuoso del Monte Carmo di Loano, dove ad inizio primavera non dovrebbero manifestarsi precipitazioni nevose o comunque condizioni meteo particolarmente negative, l’organizzazione per la sicurezza personale dei concorrenti e in base all’esperienza maturata nelle scorse edizioni, impone quanto di seguito:
Con l'iscrizione ogni corridore sottoscrive l'impegno a portare con sé tutto il materiale obbligatorio sottoelencato durante tutta la corsa, pena la squalifica.
Dalle news:
Visto le condizioni meteo avverse e la neve copiosa caduta nelle ultime ore ( neve da 500 mt slm) per motivi di sicurezza siamo costretti a prendere adesso una prima decisione e cambiare il percorso evitando il passaggio sulla cima del mt. Carmo ( 1396 mt slm ) mantenendo lo stesso percorso dello scorso anno.
Il nuovo gran premio della montagna sarà al rifugio Pian delle bosse ( 841 mt slm ).
Ricordiamo che al primo uomo e donna la sezione CAI LOANO offrirà un soggiorno per due persone presso il rifugio da utilizzare nel corso dell'anno solare.
Parte del percorso ( circa 8 Km ) rimane comunque innevato e puo causare problemi di stabilità.
Vi consigliamo quindi come da regolamento un abbigliamento adeguato.
In totale il percorso lungo verrà quindi accorciato di circa 2,5km e il dislivello positivo sarà ridotto di circa 600mt
Leggendo questo mi pare di capire che la liguria non è tanto male come clima e che vista la neve il GPM era a 841m.
Non ho ancora capito da dove gli atleti dovevano capire che le condizioni sarebbero state così drammatiche, oltretutto alla partenza non faceva freddo e non pioveva. O me lo sono sognato o mi pare di aver udito al briefing (dove comunque quello che non hai non puoi più recuperarlo) è che al primo ristoro tirava vento ma non pioveva.
Per me, sono state tutte comunicazioni chiare e corrette.
Viceversa, ho fatto anche gare con condizioni peggiori, di notte, a differenti altezze e con molta meno gente sul percorso (CCC 2010 alla Tete aux Vent). Erano sicuramente condizioni dure, e serviva essere preparati e lucidi nel gestirsi. Ma il percorso era praticabile, ben segnalato, presidiato a dovere ed i punti di ristoro presenti ed attrezzati come indicato sul sito e nel materiale informativo.muntagnin ha scritto:Non mi pare sia andata così, l'allarme è stato dato da alcuni corridori e non tutti sono stati fermati, ad un mio amico hanno solo sconsigliato di proseguire e la maggior parte di chi conosco si è ritirata spontaneamente ancor prima.pollo ha scritto:e ancora, vero che l’ansia da prestazione agonistica può falsare la percezione, ma è altrettanto vero che le gare si accorciano o si annullano, come peraltro alla maremontana è stato fatto...
ma se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così...
Ho fatto gare ridotte per condizioni decisamente meno critiche.
Non ho visto partire nessuno in mutande ed ho visto gente ben vestita ritirarsi per il freddo.
Il punto, e qui hai ragione, è che tanta gente ha avuto il buonsenso di dire "No, oggi non mi diverto e non è per me sicuro andare avanti". Questo è l'atteggiamento giusto, ma non significa che gli altri fossero incoscienti o che dovessero dimostrare qualcosa a qualcuno o se stessi, o che tutti siamo in preda al delirio quando ci mettiamo un pettorale.
Questa volevo dirla anche io ma mi sono morso la lingua... Per fortuna l'ha detta Pollo che persona stimatissima è.pollo ha scritto:leggo che l’organizzazione deve fare i controlli? e cos’è, i bambini all’asilo?
Per chi non lo sapesse, alla Maremontana abbiamo firmato una liberatoria che diceva tra l'altro:
Dopo aver attentamente letto il regolamento della manifestazione ed a conoscenza delle difficoltà del percorso, nonchè consapevole dei rischi per l'incolumità personale connessi alla competizione, con la firma del presente modulo dichiaro che:
1 mi impegno a portare con me, durante tutta la durata della competizione, il materiale obbligatorio e di esonerare l'organizzazione in caso di incidente o malore imputabile alla mancanza del materiale obbligatorio previsto
...
3 di esonerare l'organizzazione, il direttore di gara da ogni e qualsiasi responsabilità per danni subiti da cose e persone, compresi infortuni personali e/o morte
Dichiaro inoltre sul mio onore:
...
2 di essere cosciente della lunghezza e della specificità della prova che si sviluppa in montagna, in possibili condizioni climatiche difficili (freddo, vento, pioggia, neve), e che è necessaria una preparazione ed una reale capacità di autonomia personale
3 di essere informato delle controindicazioni mediche che mi riguardano e che, di conseguenza, sollevo l'organizzazione da qualsiasi tipo di responsabilità per problemi medici che potrebbero accadermi durante la corsa.
Le parole, sono importanti...
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
capitolo liberatoria , non conosco la valenza della sottoscrizione della stessa, senza contare che le firme potrebbero essere false, che i pettorali potrebbero essere indossati da persone differenti... e chissà se anche qui bisognerebbe mettere alla partenza qualcuno che controllo carta identità appartenenza pettorale (provocazione, ma non so fino a che punto) ...
ma quanti la firmano leggendola e prendendola in considerazione?
Io personalmene le firmo credendo di essere un super eroe e per un fatto dovuto se voglio partecipare ; oppure perchè so che c'è scritto che posso morire o farmi male ma voglio partire lo stesso; oppure sono ignorante e penso a "mamma" organizzazione
ma quanti la firmano leggendola e prendendola in considerazione?
Io personalmene le firmo credendo di essere un super eroe e per un fatto dovuto se voglio partecipare ; oppure perchè so che c'è scritto che posso morire o farmi male ma voglio partire lo stesso; oppure sono ignorante e penso a "mamma" organizzazione
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
magari...pollo ha scritto:... ma mi risulta che l’analfabetismo in italia sia stato praticamente eliminato...
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
pollo ha scritto:
"leggo che l’organizzazione deve fare i controlli? e cos’è, i bambini all’asilo? ... "
ed ancora:
"ma se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così..."
Sono trent'anni che vado in montagna ed ho avuto la fortuna di godere degli aspetti positivi e purtroppo la sfortuna di viverne anche il lato drammatico. Non ritengo di avere bisogno che qualcuno mi dica cosa devo o non devo portarmi dietro (anche se ritengo sempre intelligente ascoltare i consigli dati da chi meglio conosce la specificità della zona). Per me sarebbe sufficiente un regolamento come quello di una nota corsa americana che se non sbaglio richiede solamente l'uso delle scarpe (lasciando comunque discrezionalità anche sul punto al corridore).
Non ritengo però che sia in alcun modo importante cosa penso di avere bisogno io e neppure cosa sia doveroso aspettarsi dai concorrenti di una competizione trail.
In Italia un datore di lavoro che si preoccupa di fornire caschetto e scarpe antinfortunistiche al proprio dipendente risponde dell'infortunio subito da quest'ultimo qualora non ne abbia fatto uso: la giurisprudenza afferma che il datore di lavoro deve prevedere ed ovviare anche alle "deficienze" (l'espressione è ovviamente mia) del proprio dipendente.
E' giusto? Non è giusto? A me poco importa. COncretamente ritengo che se sono un datore di lavoro mi devo preoccupare di contrllare che i miei dipendenti usino gli strumenti che gli offro.
"I bambini dell'asilo?": è lo stesso discorso. Non mi interessa se sia giusto o meno; se organizzo una gara trail devo temere di avere anche bambini dell'asilo e per quanto possibile mi devo "difendere" (soprattutto perchè quasi sempre chi organizza rischia a gratis).
"se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così..": credo che se l'organizzazione ti vede partire in mutande non possa dire "è giusto così".
Ribadisco che per me non servirebbe alcuna imposizione di materiale obbligatorio ma non conta nulla cosa ritengo per me: credo invece che se l'organizzazione di un trail in Italia vuole stare un po' più serena debba indicare il materiale in funzione delle condizioni meteo (e non con taglia ed in colla), deve controllare il materiale prima della partenza e se possibile anche in corso di gara.
E' un problema "etico" farlo? non credo; è un problema pratico farlo ? non credo neppure questo. Alle volte temo che l'unico problema a fare questi controlli sia che se scrivo sul regolamento che devo dare una sanzione a chi non ha il materiale poi bisogna applicarla concretamente e solo pochi ad oggi hanno avuto effettivamente il coraggio di farlo.
Le mie considerazioni sono puramente pratiche: non mi interessano i "massimi sistemi". Quando si fanno attività che prevedono la partecipazione di più d'una persona ci si deve comunque preoccupare.
Se vado a fare una gita di scialpinismo con degli amici e cade una valanga che colpisce uno del gruppo arriva la procura della repubblica e per prima cosa verifica il grado di esperienze di tutti, controlla chi aveva deciso il percorso, chi era davanti ....: non c'è bisogno che ci sia una gara perché ci siano rischi di responsabilità. Se poco mi costa cercare di ridurre almeno i problemi che posso evitare io ritengo che sia opportuno fare quanto possibile: se poi vogliamo discutere dei massimi sistemi ....
"leggo che l’organizzazione deve fare i controlli? e cos’è, i bambini all’asilo? ... "
ed ancora:
"ma se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così..."
Sono trent'anni che vado in montagna ed ho avuto la fortuna di godere degli aspetti positivi e purtroppo la sfortuna di viverne anche il lato drammatico. Non ritengo di avere bisogno che qualcuno mi dica cosa devo o non devo portarmi dietro (anche se ritengo sempre intelligente ascoltare i consigli dati da chi meglio conosce la specificità della zona). Per me sarebbe sufficiente un regolamento come quello di una nota corsa americana che se non sbaglio richiede solamente l'uso delle scarpe (lasciando comunque discrezionalità anche sul punto al corridore).
Non ritengo però che sia in alcun modo importante cosa penso di avere bisogno io e neppure cosa sia doveroso aspettarsi dai concorrenti di una competizione trail.
In Italia un datore di lavoro che si preoccupa di fornire caschetto e scarpe antinfortunistiche al proprio dipendente risponde dell'infortunio subito da quest'ultimo qualora non ne abbia fatto uso: la giurisprudenza afferma che il datore di lavoro deve prevedere ed ovviare anche alle "deficienze" (l'espressione è ovviamente mia) del proprio dipendente.
E' giusto? Non è giusto? A me poco importa. COncretamente ritengo che se sono un datore di lavoro mi devo preoccupare di contrllare che i miei dipendenti usino gli strumenti che gli offro.
"I bambini dell'asilo?": è lo stesso discorso. Non mi interessa se sia giusto o meno; se organizzo una gara trail devo temere di avere anche bambini dell'asilo e per quanto possibile mi devo "difendere" (soprattutto perchè quasi sempre chi organizza rischia a gratis).
"se parti in mutande, convinto di aver fregato l’organizzazione che non ti ha controllato, devi morire, è giusto così..": credo che se l'organizzazione ti vede partire in mutande non possa dire "è giusto così".
Ribadisco che per me non servirebbe alcuna imposizione di materiale obbligatorio ma non conta nulla cosa ritengo per me: credo invece che se l'organizzazione di un trail in Italia vuole stare un po' più serena debba indicare il materiale in funzione delle condizioni meteo (e non con taglia ed in colla), deve controllare il materiale prima della partenza e se possibile anche in corso di gara.
E' un problema "etico" farlo? non credo; è un problema pratico farlo ? non credo neppure questo. Alle volte temo che l'unico problema a fare questi controlli sia che se scrivo sul regolamento che devo dare una sanzione a chi non ha il materiale poi bisogna applicarla concretamente e solo pochi ad oggi hanno avuto effettivamente il coraggio di farlo.
Le mie considerazioni sono puramente pratiche: non mi interessano i "massimi sistemi". Quando si fanno attività che prevedono la partecipazione di più d'una persona ci si deve comunque preoccupare.
Se vado a fare una gita di scialpinismo con degli amici e cade una valanga che colpisce uno del gruppo arriva la procura della repubblica e per prima cosa verifica il grado di esperienze di tutti, controlla chi aveva deciso il percorso, chi era davanti ....: non c'è bisogno che ci sia una gara perché ci siano rischi di responsabilità. Se poco mi costa cercare di ridurre almeno i problemi che posso evitare io ritengo che sia opportuno fare quanto possibile: se poi vogliamo discutere dei massimi sistemi ....
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
ripesco questo dopo un giretto perso nei boschi...che bel brivido, wow
centra poco, forse ot ma...che gli organizzatori non ci guadagnino niente a organizzare mi sa tanto di "le avventure di pinocchio" e go itto tuto: se mi iscrivo ad una gara "esigo" sicurezza, oltre a quella che mi porto sempre dietro, la baratto volentieri con birretta pacco gara e majeta da finisher (che non me ne può fregar di meno, ma qualcuno esibisce come un "gladio"); il controllo "materiale obbligatorio", se lo si scrive nel regolamento, ne è parte...se no contemose barzeette che xe mejo...che si dica che il trail no xe na partia de ping pong banale e non bisogna esser Rubbia per capirlo ma...attenzione perchè si fa sempre i conti senza l'oste e magari a casa esistono "tigri" a cui spiegare perchè...
un dettaglio? gli organizzatori del mercantour tutti assolti, non sta a me dire se giusto o meno, ma il mercantour non lo organizza più nessuno
centra poco, forse ot ma...che gli organizzatori non ci guadagnino niente a organizzare mi sa tanto di "le avventure di pinocchio" e go itto tuto: se mi iscrivo ad una gara "esigo" sicurezza, oltre a quella che mi porto sempre dietro, la baratto volentieri con birretta pacco gara e majeta da finisher (che non me ne può fregar di meno, ma qualcuno esibisce come un "gladio"); il controllo "materiale obbligatorio", se lo si scrive nel regolamento, ne è parte...se no contemose barzeette che xe mejo...che si dica che il trail no xe na partia de ping pong banale e non bisogna esser Rubbia per capirlo ma...attenzione perchè si fa sempre i conti senza l'oste e magari a casa esistono "tigri" a cui spiegare perchè...
un dettaglio? gli organizzatori del mercantour tutti assolti, non sta a me dire se giusto o meno, ma il mercantour non lo organizza più nessuno
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
chiarisco meglio la cosa (perchè forse non si è capita)....l'autopsia ha lo scopo di cercare se ci sono stati traumi esterni che possono aver causato l'arresto cardiaco!muntagnin ha scritto: L'autopsia ha dato esiti negativi, nessun danno visibile e nessun trauma da caduta, hanno stabilito la necessità di un'esame istologico approfondito del tessuto cardiaco per stabilire la causa di morte (constatato l'arresto cardiaco ma non la causa scatenante), esiti non ancora resi pubblici.
Per il momento l'autopsia ha escluso complicazioni macroscopiche (cioè rilevabili in sede di autopsia) del cuore....il che significa che (salvo risultati istologici diversi che ad oggi non sono ancora pervenuti) il cuore di Paolo si è spento da solo e si può quindi supporre a causa dell'assideramento che porta, appunto, come conseguenza diretta all'arresto cadiaco!
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
capitolo LIBERATORIA è la stessa che ti fanno firmare prima di un operazione o prima di effettuare la SPINALE.
ho da poco subito un operazione e l'ho firmata...ma non mi pare che questo salvi il C--O di chi opera o fa un'anestesia...o no???? comunque la liberatoria la firmiamo tutti magari senza leggerla con attenzione...ma siamo lì per gareggiare....quindi la firmiamo.
sul capitolo materiale obbligatorio ..l'unico deterrente e fare dei controlli durante i trail...io ho assistito a controlli anche curati al ritiro pettorali poi allo svuotamento o quesi degli zaini!!!! subito dopo.
lo so è brutto controllare come dei polizziotti ma se la gente non capisce!!!!
è vero comunque che anche con tutto il materilae obbligatorio non saremo MAI sicuri al 100% siamo sempre in montagna ,in ambiente aperto e sempre pericoloso...ciao
ho da poco subito un operazione e l'ho firmata...ma non mi pare che questo salvi il C--O di chi opera o fa un'anestesia...o no???? comunque la liberatoria la firmiamo tutti magari senza leggerla con attenzione...ma siamo lì per gareggiare....quindi la firmiamo.
sul capitolo materiale obbligatorio ..l'unico deterrente e fare dei controlli durante i trail...io ho assistito a controlli anche curati al ritiro pettorali poi allo svuotamento o quesi degli zaini!!!! subito dopo.
lo so è brutto controllare come dei polizziotti ma se la gente non capisce!!!!
è vero comunque che anche con tutto il materilae obbligatorio non saremo MAI sicuri al 100% siamo sempre in montagna ,in ambiente aperto e sempre pericoloso...ciao