Chi ha intenzione di andare avanti a leggere, sappia che NON ho il dono della sintesi!!!
I moderatori sono autorizzati a cancellare tutto se è troppo lungo o inutile …
Così, una domenica mattina alle 5.00 io e un amico partiamo da Brunate con lo zaino in spalla ...
"Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita." (Jack Kerouac)
E il nostro viaggio ci avrebbe riportati a ... Brunate!!!
Tutto è nato con uno scambio di mail qualche settimana fa:
“perchè non vieni a fare il giro del lago?”
“ok ci sto! Arrivo sabato.”
“oddio! ma io scherzavo!!”
Quando impareranno i miei amici a non assecondarmi?
Nel giro di pochi giorni è tutto pianificato, l' intento è fare il giro del Lario passando dai monti, già visto, lo so, ma nessuno dei due ha intenzione di realizzare un' impresa inedita, vogliamo solo partire e perderci ... chiudere la porta di casa e lasciare la quotidianità alle spalle ...
Partiamo, dicevo, una domenica mattina alle 5.00, io che abito a Brunate vivo letteralmente l' emozione di chiudere la porta e partire, a piedi ... e a piedi, più stanca e dolorante, rientrerò dopo 8 giorni ...
Percorriamo la dorsale del Triangolo Lariano, sono ancora a casa, questo è il sentiero su cui corro ... camminando mi sembra più lungo e anche un pò noioso, arriviamo al S. Primo, scendiamo al Rifugio Martina, Pian Rancio, Magreglio, Barni ... qui, morti di caldo, probabilmente a causa del sole che dall' alba ci batte in fronte, prendiamo l' infausta decisione di non arrivare ad Asso seguendo la statale (Orrore!!), ma per sentieri, così invece di scendere ... saliamo! Primo giorno, siamo ancora ottimisti e in forze …
… e ci incamminiamo verso la cima del monte Megna che si raggiunge con una serie di snervanti saliscendi, maledizioni sussurrate tra i denti e un sentiero che a noi sembra interminabile ... dalla cima finalmente scendiamo ad Asso, da lì in un attimo siamo a Canzo, poi il meritato riposo: a Gajum cena e pernottamento in hotel ...
Lunedì mattina partiamo con comodo alle 8.00, sappiamo che sarà una tappa calda, oggi passeremo molto tempo sull' asfalto.
... da Gajum su in salita, costeggiamo il fiume percorrendo il sentiero geologico fino al rifugio Terz' Alpe, saliamo velocemente ai corni di Canzo, lasciamo gli zaini alla forcella e facciamo un giro sulla cima del corno occidentale. Tira vento e la giornata è limpida, vediamo da dove siamo arrivati, sappiamo dove siamo e vediamo dove andremo, molto più di quanto ognuno di noi possa dire della propria vita ...
Proseguiamo con una sosta al sasso di Malascarpa, poi il Monte Rai e, passando per il corno Birone, giù a S. Tomaso e Valmadrera ... Ci siamo, sono le prime ore del pomeriggio, fa un caldo infernale e adesso l' asfalto non ce lo toglie nessuno ... guadagniamo il lungolago per vie traverse e lo seguiamo fino al primo ponte di Lecco ...
La gente ci guarda in modo strano, sarà lo zaino? Sarà che siamo sporchi e sudati? Sarà che sono tutti in costume e pantaloncini a mangiare il gelato? Boh ... tanto sono sicura che ci scambiano per tedeschi!
Ai piedi della valle c' è una provvidenziale fontana gelata in cui ci tuffiamo come due cani randagi e impolverati , mangiamo due pesche (zaino pesante, c' è tutto! Altro che zainetti da trail!!) e così, come prima di noi tutti gli alpinisti diretti in Grigna, risaliamo la splendida Val Calolden che costeggia il torrente e ci riempie i polmoni con il profumo dei fiori di maggiociondolo ... cioè, io penso ai fiori e agli alpinisti, il mio amico mi maledice sottovoce perchè invece di costeggiare il lago ho deciso di aggiungere le Grigne al giro ... tanto, km più, km meno ...
Al rifugio Porta ci aspettano un letto morbido, una doccia e una cena fantastica ...
Un luminoso martedì mattina ci riempie di ottimismo, in Grigna oggi non dovrebbe piovere!
Dal Porta seguiamo la direttissima, poi il canalone Angelina e rapidamente siamo in cima alla Grignetta dove facciamo una sosta e mangiamo un pò di frutta (zainone
Solito rituale: doccia, cena luculliana, letto morbido … prima di dormire però diamo un’ occhiata alla cartina, infatti le mie conoscenze dei sentieri si esauriscono qui, ora ne so quanto il mio amico, che viene da Trento …
Mercoledì!!! Sole e caldo … sono le 8.00 e già sudo … uff!
Scendiamo verso Ortanella … secondo la cartina ci dovrebbe essere un sentiero … lo troviamo, ci infiliamo tra rovi e ortiche … eppure … boh … rami, cespugli, un guado … e come l’ orso Yoghi metto il naso fuori da un cespuglio di more (Yoghi però non era in pantaloncini! Ahia!!! ) per trovare un cartello e una freccia che indica Ortanella … ok, non un gran sentiero ma ci siamo quasi … finalmente raggiungiamo la meta e troviamo il cartello del Sentiero del Viandante! Oggi è questo il nostro itinerario, passeremo la giornata costeggiando il lago in direzione Colico e daremo la caccia ai cartelli arancioni che indicano il sentiero … Saliamo sul monte Fopp … dovevamo aggirarlo, ma vabbè … ritroviamo i cartelli del sentiero e scendiamo velocemente a Vezio.
Passiamo la giornata tra paesini, mulattiere, chiesette … il sole non ci dà tregua … il sentiero ci sorprende con un’ incredibile varietà di fiori e un po’ ci delude con più asfalto del necessario … siamo spesso sulle vecchie mulattiere che collegavano i paesi del lago, a volte ci conducono su ripidissime salite per raggiungere delle chiesette, a volte ci portano tra le vecchie mura dei borghi …
Finalmente dall’ alto si vede Colico!!!!
È ancora presto, ma siamo ottimisti e presi dall’ entusiasmo prenotiamo in un B&B a Sorico … ci arriveremo alle 21.30 con i piedi fumanti dopo aver attraversato tutta la piana di Colico e tutto il Pian di Spagna … e un pezzetto di statale … eehhh, l’ ottimismo …
Giovedì mattina … nei nostri progetti c’ era l’ Alta Via del Lario, ma le previsioni per oggi sono di pioggia e in quota alla forcella Ledù che c’ è ancora neve.
Non vogliamo correre rischi inutili, decidiamo di seguire il sentiero n.4 e di percorrere la Via dei Monti Lariani fino a Cernobbio …
Qui iniziano i guai … purtroppo la Via dei Monti è stata tracciata 30 anni fa e sembra proprio che da allora nessuno si sia preoccupato di tenerla in buono stato. Inizia la nostra odissea, alla ricerca di segni ormai fagocitati dal tronco degli alberi, tracce di sentiero, vecchi cartelli … ci perdiamo spesso, perdiamo ore, e ottimismo … nell’ attraversare un corso d’ acqua il mio compagno di viaggio scivola, rompe un bastoncino e si bagna fino alla vita … uff che giornata … ma potrebbe andare peggio … infatti piove!!
Ci ripariamo in un vecchio rudere tra le cacche di pecora … sono demoralizzata, mangio una nutellina consolatoria ... Dopo un po’ ripartiamo, il sentiero è franoso, poi finalmente migliora e io inizio a riconoscere i posti … ok, so dove siamo, poco dopo raggiungiamo il Crotto Dangri … da lì si scende verso i centri abitati, pernottiamo a Peglio.
Come sempre siamo gli unici ospiti dell’ albergo e i locali seduti al bar ci guardano in modo strano … che c’ è? Puzzo? Sì … forse sì …
La mattina dopo … venerdì … la signora dell’ albergo ci chiede dove andiamo e ci augura “buona fortuna” … perché??? Lo capiremo poi …
Al bar c’ è chi fa colazione, tutti si zittiscono e si voltano a guardarci … ma le Salomon puzzano tanto? … sembra di essere in un film dell’ orrore, quando i malcapitati attraversano il paese e tutti si chiudono dentro casa e sbarrano le finestre … boh?!?
Il sentiero n.4 prosegue peggio di come è iniziato, tra rovi ortiche e tafani le mie gambe sono messe a dura prova, però è troppo caldo per i pantaloni lunghi … ci perdiamo dopo qualche ora … a quanto pare hanno fatto una strada sterrata dove prima non c’ era niente e nessuno si è preoccupato di rimettere i segni del sentiero … oggi ci capiterà più di una volta … e continueremo a perderci … e a mangiare nutelline consolatorie!
Prati, valli, guadi, vecchi alpeggi … qualche nuvolone sulle cime … sarebbe anche bello se non fossimo continuamente in ansia per cercare i segni … si sta facendo sera, dopo aver guadato un torrente ai piedi di una cascata (questa volta senza scarpe per non rischiare scivoloni) e una lunga salita su un prato per raggiungere la chiesetta di S.Bernardo, ci fermiamo per mangiare qualcosa e decidiamo di proseguire anche di notte.
Un’ ora dopo abbiamo di nuovo perso i segni … sigh …( nutellina ...)
Si fa buio, finalmente il sentiero diventa più battuto e segnato meglio, ora dobbiamo seguire il n.3 e dopo una notte fredda e umida ci troviamo a vagare all’ alba come due zombie, siamo da qualche parte sopra Menaggio …
Di comune accordo, dopo una nutellina, ci arrendiamo ad una colazione al bar con caffè doppio!!! In gara stare svegli di notte è più facile, l’ adrenalina e la Coca Cola ti tengono sveglio, ma semplicemente camminando e senza caffeina è davvero dura …
Riprendiamo un uso parziale delle nostre facoltà cognitive e motorie, ci rendiamo conto di essere a Croce e che nottetempo abbiamo concluso il sentiero n.3 … ora inizia il n.2 …
Una lunghissima salita asfaltata in salita ci porta alla bocchetta di Nava, proseguiamo ancora per una bella strada militare e rientriamo nel bosco dove uno splendido sentiero costeggiato da faggi enormi ci porta ad attraversare alcune località e alpeggi abbandonati, fino al rifugio Boffalora …
Siamo entrambi cotti, sono solo le 15.00, dovremmo proseguire almeno fino a S. Fedele, ma il rifugio ci tenta come le sirene di Ulisse … ci fermiamo …
Domenica … ottavo giorno, siamo più che mai decisi a concludere il giro, questa sera dormiremo nel nostro letto!!!! Costi quel che costi!!! Il perché non lo so … nutellina di incoraggiamento!
Ora il sentiero è segnato bene, ma nulla ci impedisce di sbagliare di nuovo e perdere due ore facendo tutta la dorsale sopra a Pigra, splendide creste erbose panoramiche (e le abbiamo fatte tutte!!!), ma che non c’ entrano proprio con il nostro sentiero di discesa … torniamo sui nostri passi, cerchiamo qualcosa che assomigli ad un bivio, decidiamo di seguire una traccia che si infila nel bosco e giù nella valle, fortunatamente dopo un po’ ecco il segnavia n.2!!!!!
Focaccia con gelato a S.Fedele e via a passo di marcia, è domenica, è caldo, è ora di pranzo e i prati sono affollati di gente!!!! Sono stanca, nervosa e infastidita dalla folla, voglio arrivare a casa!!!!
Sono impaziente, questi sono di nuovo sentieri che conosco, da lontano vedo il Bisbino, inizio a sentire aria di casa e come i cavalli aumento il passo …
Dal Bisbino … scendiamo di corsa per la direttissima, affidandoci al santo protettore delle caviglie … c’è, ne sono certa, altrimenti non so proprio come ne siamo usciti indenni …
Alè!!!! Cernobbio, Como … asfalto macchissenefrega, gente che ci guarda strano macchissenefrega, lo vedo!!!! Il faro di Brunate!!!!! CAAAASAAAAAA!!!!!
La salita di Brunate non me la ricordo, so solo che poco dopo che sono entrata in casa è suonata la mezzanotte … e un istante dopo ne sono uscita zoppicando con le Salomon chiuse in un sacco della spazzatura!
O io o loro …
Il viaggiatore viaggia solo e non lo fa per tornare contento, lui viaggia perché di mestiere ha scelto il mestiere di vento.