Permettimi, Gaggio, ma non funziona proprio così.Gaggio ha scritto: Il tuo pensiero è giusto,
ma un addetto al soccorso dovrebbe specificarlo (per questo spero fosse solo una frase del giornalista, non una frase estratta paro paro da un comunicato ufficiale);
altrimenti il soccorso alpino mi sta implicitamente affermando che le condizioni di buio non permettono in generale operazioni di recupero, il che è molto, molto grave, e anche valido motivo per fermare la corsa; altrimenti il responsabile del Soccorso Alpino che non decide di fermare la gara dopo aver affermato quanto sopra (ed in montagna chi decide, in situazioni d'emergenza, è il Soccorso Alpino, il cui potere decisionale è al di sopra anche del Presidente del Consiglio, figuriamoci a quello dell'Organizzatore...) si prende poi la responsabilità di altre vittime, ed è passibile di essere accusato di omicidio colposo.
Il Responsabile del Corpo Nazionale Soccorso Alpino (meglio, il Delegato di Zona), agisce in accordo con il Prefetto del Capoluogo (in questo caso Aosta) e con il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco (quest'ultima figura è sostituita alla data odierna dal Responsabile di Zona della Protezione Civile Nazionale).
Viene stabilito, sotto la responsabilità del Prefetto, uno schema di intervento nel quale ogni "addetto" (volontario CNSA o Vigile del Fuoco, quest'ultimo fino a qualche anno fa, ora non più) è autorizzato ad operare.
A tale scopo i due responsabili (CNSA e VVF-Prot. Civ.) stabiliscono un piano operativo ed assegnano ai loro subalterni i rispettivi compiti.
Da qualche anno il CNSA è entrato a far parte della Protezione Civile Nazionale (ed io me ne sono andato
Ma solo di questo è responsabile il CNSA, non di altro. Non può, cioè, il Delegato CNSA fermare la gara affermando di non essere in grado di operare.
Per quanto riguarda poi il fatto che
, ricordo (a titolo di esempio) l'operazione svolta dal CNSA Delegazione Speleologica - Gruppo II Friuli-Venezia Giulia - nei giorni 21/23 gennaio 1984 per il recupero della salma di P.T. - “Grotta dell’ Elefante Bianco” in loc. Ponte Subiolo - Comune di Valstagna (VI).Gaggio ha scritto: altrimenti il soccorso alpino mi sta implicitamente affermando che le condizioni di buio non permettono in generale operazioni di recupero
L'intervento si è svolto in una risorgiva carsica (grotta sommersa dall'acqua), nella quale, oltre che nel buio
Quindi no, direi che il CNSA non si ferma se c'è buio
Riguardo poi il fatto che
....NI'....perche il CNSA "decide" unicamente per le operazioni di soccorso (più che decide, decide come operare, ma nulla più).Gaggio ha scritto: (ed in montagna chi decide, in situazioni d'emergenza, è il Soccorso Alpino, il cui potere decisionale è al di sopra anche del Presidente del Consiglio, figuriamoci a quello dell'Organizzatore...)
Avrai senz'altro capito che prima di arrivare al Presidente del Consiglio cade la testa del Prefetto.
Ciao