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Davide
libro sul trail
Moderatore: leosorry
Re: libro sul trail
ot!? il moderatore può anche "cazzare" questo post
studio...per le corsette? concordo con voi...lo studio fa bene...mal si applica però a qualche "specialista", quelli "studiati", che ti presentano parcelle "offensive" del buon senso, per una diagnosi e relativa terapia; a quanto leggo nel forum c'è un esercito di "eruditi" che non ha saputo "azzeccare" la soluzione alla banderella o al neuroma (intanto però ti fa fare tutte le terapie tutte le lastre tutti gli esami...e anche un paio di plantari, così non abbiamo lasciato niente al caso e non si sbaglia); quindi farei attenzione a dire che lo studio fa bene, nell'ambito sportivo dei peones, qualche volta ti ritrovi disidratato in gara e con le ginocchia a pezzi qualche mese dopo aver fatto un pò di ripetute in salita ("dicevano che fan bene"): a calched'un ghe fa mae lezer libri (a qualcuno fa male leggere libri)
i campioni son altra cosa, altro pianeta, hanno MOTORE e TELAIO...qualcuno TALENTO, un biciere o un seccio (un bicchiere o un secchio), PERSEVERANZA, CAPACITA' DI SOFFRIRE, TESTA (nella disciplina sportiva) e...PALLE; tutta roba che non si trova nei libri ma, a mio avviso, dipende dalla fortuna e da madre natura, (non entro nel merito di chi li allena e del team medico...ne so poco e poco mi importa...perchè ci sono spesso "zone grigie" e a me piace il bianco e nero); se faccio le tabelle di thorpe non nuoterò mai come lo faceva lui, se leggo baldini non correrò mai come lui; nick bollettieri ha tirato su una marea di "allievi", alcuni son arrivati, la stragrande maggioranza insegna tennis a ore nel circolo del dopo lavoro ferroviario (senza offesa)...sarò sempliciotto ma per noi "comuni mortali" lo studio (che parolone, neanche parlassimo della legge dell'universo) e le "corsette" (le lunghe distanze poi...dove quel che conta, mio modesto parere, e sempre per noi comuni mortali, xe ea succa (è la testa)), mal si accompagnano (purtroppo); per quanto negli ultimi anni si è scritto su allenamento alimentazione attrezzatura etc nel trail, e con tutta l'esperienza che alcuni di noi si son fatti, alle gare le percentuali di chi arriva, resta (miseramente!?) vicino al 50% (forse un pò di più...no son manego coi numeri), mi sarei aspettato ben altri numeri dopo che molti han letto "resisto dunque sono" o applicato le "tabelle di zia maria", tanto vale leggere l'haka o imparare l'aviron bayonnais
fun...cool...boiz
studio...per le corsette? concordo con voi...lo studio fa bene...mal si applica però a qualche "specialista", quelli "studiati", che ti presentano parcelle "offensive" del buon senso, per una diagnosi e relativa terapia; a quanto leggo nel forum c'è un esercito di "eruditi" che non ha saputo "azzeccare" la soluzione alla banderella o al neuroma (intanto però ti fa fare tutte le terapie tutte le lastre tutti gli esami...e anche un paio di plantari, così non abbiamo lasciato niente al caso e non si sbaglia); quindi farei attenzione a dire che lo studio fa bene, nell'ambito sportivo dei peones, qualche volta ti ritrovi disidratato in gara e con le ginocchia a pezzi qualche mese dopo aver fatto un pò di ripetute in salita ("dicevano che fan bene"): a calched'un ghe fa mae lezer libri (a qualcuno fa male leggere libri)
i campioni son altra cosa, altro pianeta, hanno MOTORE e TELAIO...qualcuno TALENTO, un biciere o un seccio (un bicchiere o un secchio), PERSEVERANZA, CAPACITA' DI SOFFRIRE, TESTA (nella disciplina sportiva) e...PALLE; tutta roba che non si trova nei libri ma, a mio avviso, dipende dalla fortuna e da madre natura, (non entro nel merito di chi li allena e del team medico...ne so poco e poco mi importa...perchè ci sono spesso "zone grigie" e a me piace il bianco e nero); se faccio le tabelle di thorpe non nuoterò mai come lo faceva lui, se leggo baldini non correrò mai come lui; nick bollettieri ha tirato su una marea di "allievi", alcuni son arrivati, la stragrande maggioranza insegna tennis a ore nel circolo del dopo lavoro ferroviario (senza offesa)...sarò sempliciotto ma per noi "comuni mortali" lo studio (che parolone, neanche parlassimo della legge dell'universo) e le "corsette" (le lunghe distanze poi...dove quel che conta, mio modesto parere, e sempre per noi comuni mortali, xe ea succa (è la testa)), mal si accompagnano (purtroppo); per quanto negli ultimi anni si è scritto su allenamento alimentazione attrezzatura etc nel trail, e con tutta l'esperienza che alcuni di noi si son fatti, alle gare le percentuali di chi arriva, resta (miseramente!?) vicino al 50% (forse un pò di più...no son manego coi numeri), mi sarei aspettato ben altri numeri dopo che molti han letto "resisto dunque sono" o applicato le "tabelle di zia maria", tanto vale leggere l'haka o imparare l'aviron bayonnais
fun...cool...boiz
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Re: libro sul trail
Tutto vero ma opinabile. Qui non si parla di tabelle a parte chi ha promosso i suoi lavori, ma credo più si esperienze e di sensazioni. Io non sono e non sarò mai un ultratrailer mi mancano giusto motore, telaio e palle....per il resto ho tutto
Però se passiamo alla parte più"poetica" della cosa perché mi può far male leggere il libro di olmo o di killian....non è che dopo mo metto a cercare di fare il record sul cervino
Senza offesa ma credo tu abbia travisato il 3d...qui non credo qualcuno cercasse tabelle ma libri di "esperienze" ...io stesso ho conosciuto l'arrancabirra leggendo il libro di niente popò di meno che Giovanni storti
PS a me il libro di trabucchi piace tantissimo e ci sono spunti utili sia per lo sport che per la vita ma detto questo non credo riuscirò mai a fare 1000 km nel deserto
Però se passiamo alla parte più"poetica" della cosa perché mi può far male leggere il libro di olmo o di killian....non è che dopo mo metto a cercare di fare il record sul cervino
Senza offesa ma credo tu abbia travisato il 3d...qui non credo qualcuno cercasse tabelle ma libri di "esperienze" ...io stesso ho conosciuto l'arrancabirra leggendo il libro di niente popò di meno che Giovanni storti
PS a me il libro di trabucchi piace tantissimo e ci sono spunti utili sia per lo sport che per la vita ma detto questo non credo riuscirò mai a fare 1000 km nel deserto
Re: libro sul trail
travisato il 3ad? può essere; mi son riletto (bene) i miei 3 post e non trovo una singola riga di critica ad un libro suggerito; sono intervenuto perchè credo non ci sia bisogno di un "manuale da...studiare", nel trail soprattutto (almeno all'inizio); fosse stato un post inserito in argomento "allenamento", probabile non l'ho avrei nemmeno letto, non mi interessa, non mi alleno, vado a giro; comunque, come dicevo, è sufficiente andare a qualche ta (o farsi due ore da soli per boschi) e scambiare due parole con "gente da mille miglia" (o anche 100...è più che sufficiente a volte) tra un bicchiere di vino e una fetta di salame (o formaggio per i vegetariani) si "impara", a mio avviso, molto di più che da un "manuale"
se si è fortunati, si capisce presto e bene che "motore e telaio etc" si ha a disposizione (più facile per coloro che fin da piccoli hanno fatto sport, agonistico intendo, sia singolo che di squadra), e sfruttare quelli...ci si fa meno illusioni e soprattutto meno male; nemmeno io (ci credo?) riuscirò a fare 1000km nel deserto, ma non per questo mi nego il sogno di pensarci e magari "follemente" provarci (mica devo arrivare primo
); dai libri (e per mia indole) ho imparato che la parola "impossibile" nel trail, e nella vita (...maronna che paragone), mal mi veste: la parola "impossibile"...è il mio drago, si trova nei romanzi e non nei "manuali"
...e visto che mi hai "ricordato" che è un 3ad di "suggerimento libri"...il primo racconto ne "la solitudine del maratoneta": non c'entra col trail, ma si passa un'oretta piacevole
se si è fortunati, si capisce presto e bene che "motore e telaio etc" si ha a disposizione (più facile per coloro che fin da piccoli hanno fatto sport, agonistico intendo, sia singolo che di squadra), e sfruttare quelli...ci si fa meno illusioni e soprattutto meno male; nemmeno io (ci credo?) riuscirò a fare 1000km nel deserto, ma non per questo mi nego il sogno di pensarci e magari "follemente" provarci (mica devo arrivare primo
...e visto che mi hai "ricordato" che è un 3ad di "suggerimento libri"...il primo racconto ne "la solitudine del maratoneta": non c'entra col trail, ma si passa un'oretta piacevole
Re: libro sul trail
Io credo di aver intuito il messaggio di Rasentin, che condivido in pieno: studiare, per me, è un concetto ampio che non si limita allo stare seduti ad una scrivania leggendo un libro con matite, evidenziatore e quaderno alla mano. Lo studio è una condizione mentale, in cui ti poni nell'ottica di realizzare che non sai tutto quello che c'è da sapere su un dato argomento (anche se ti farebbe molto più piacere pensarla così) e, contemporaneamente, ti predisponi ad imparare tutto quello che puoi in qualunque modo possibile.
Lo scrivevo in un altro post (delirante): quanta consapevolezza può venire fuori da un bel giro sui sentieri, anche solo quelli dietro casa! Lì non ci sono libri, non ci sono parole, ma io studio lo stesso: studio la natura, me stesso, la mia arroganza e la mia accettazione dei limiti, la mia determinazione a spostare l'asticella un po' più in alto, e via così.
Questo per dire che, sebbene apparentemente possa sembrare il contrario, in realtà su questo punto mi sento molto vicino a Rasentin e al suo drago (che nei racconti del TOR mi ha fatto davvero riflettere su un sacco di cose): si impara sicuramente di più andando in giro per monti e sentieri che studiandosi tutti i libri di allenamento di sto mondo senza mai alzare il deretano dalla sedia. Quello che sto cercando di trovare io è un compromesso, un equilibrio ottimale in cui un'attività sia complementare all'altra, valorizzandola invece che sminuendola.
Poi vabbeh, a me leggere piace tanto, leggo praticamente qualunque cosa: non faccio molto testo!
Lo scrivevo in un altro post (delirante): quanta consapevolezza può venire fuori da un bel giro sui sentieri, anche solo quelli dietro casa! Lì non ci sono libri, non ci sono parole, ma io studio lo stesso: studio la natura, me stesso, la mia arroganza e la mia accettazione dei limiti, la mia determinazione a spostare l'asticella un po' più in alto, e via così.
Questo per dire che, sebbene apparentemente possa sembrare il contrario, in realtà su questo punto mi sento molto vicino a Rasentin e al suo drago (che nei racconti del TOR mi ha fatto davvero riflettere su un sacco di cose): si impara sicuramente di più andando in giro per monti e sentieri che studiandosi tutti i libri di allenamento di sto mondo senza mai alzare il deretano dalla sedia. Quello che sto cercando di trovare io è un compromesso, un equilibrio ottimale in cui un'attività sia complementare all'altra, valorizzandola invece che sminuendola.
Poi vabbeh, a me leggere piace tanto, leggo praticamente qualunque cosa: non faccio molto testo!
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Re: libro sul trail
Sto solo dicendo che...non potendo, per miei evidenti limiti fare un tor, di sicuro mi piacerebbe leggere le emozioni e i racconti/aneddoti di chi lo ha concluso, perché no anche leggere di come ci si può preparare ad un tale impegno, magari sfruttando qua e la un consiglio, rubando un accorgimento tecnico e un consiglio su una qualche scappatoia mentale...anche se ripeto non potrei mai fare un ultra....ma io sono affamato di sapere e non solo letterario, ascolto veramente chi ho davanti e ne rubo le sfumature....
Del resto se leggere di trail fosse inutile questo forum non esisterebbe e neanche la rivista associata
Pace a tutti buone letture e corse su sentiero...
A te rasentin solo buone corse se no mi banni
PS io non ho mai seguito una tabella solo a leggerle mi passa il guizzo di correre
però ammiro chi ce la fa...
Del resto se leggere di trail fosse inutile questo forum non esisterebbe e neanche la rivista associata
Pace a tutti buone letture e corse su sentiero...
A te rasentin solo buone corse se no mi banni
PS io non ho mai seguito una tabella solo a leggerle mi passa il guizzo di correre
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beguzzanti
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Re: Libro "UltraTrail ed il mono allenamento settimanale"
Grazie a questo forum ho trovato un libro davvero ben fatto, che spiega in modo diretto come gestire svariate situazioni legate all'ultratrail... Mi riferisco a 'UltraTrail ed il mono allenamento settimanale'.IoSonoMatevo ha scritto:
Cari amici di SpiritoTrail, grazie al suggerimento di Leonardo(moderatore del forum) vi propongo qui questo nuovo manuale dedicato alle lunghe percorrenze a piedi, del quale di seguito trovate una breve descrizione:
“Ho scritto questo libro per l'ultratrailer comune e con doti nella media. Non è un libro che parla delle 'stratosferiche' prestazioni dei campioni. Nelle pagine di 'UltraTrail ed il mono allenamento settimanale' un ipotetico aspirante con un fisico sano e non in sovrappeso, sarà guidato partendo da un 'punto zero' per arrivare a concludere la ragguardevole distanza di 100km e più, su percorsi offroad misti ad enormi dislivelli... Le tematiche contenute nel manuale sono le più diverse: materiale da usare, condizionamento mentale, risparmio energetico, miglioramento dell'efficienza metabolica, strategie di allenamento, abitudine alla carestia ed alla fatica, gestione del passo, basi evolutive, ecc...
La singolarità di questo libro è però la proposta di praticare trail ed ultratrail una sola volta a settimana al fine di preservare la più alta longevità del periodo atletico. Troppo spesso si abbina il motto del 'di più e meglio' in un attività come quella delle lunghe percorrenze a piedi, dove i tempi di recupero sono un fondamentale a cui non è possibile rinunciare. La carriera agonistica nell'ultratrail, con i giusti accorgimenti, può essere tra le più durature dell'intero pattern sportivo esistente.
Tutti i contenuti di 'UltraTrail ed il mono allenamento settimanale' sono il risultato di una reale prova sul campo che mi accompagna ormai fin dal 2005 nella preparazione di distanze estreme, con la percorrenza di molte migliaia di km. In questo manuale non troverete vuote nozioni teoriche ma solo fatti concreti di vita vissuta!
Ancora, non è unicamente contemplata la sfera agonistica ma anche quella amatoriale in genere, soprattutto per ciò che riguarda le 'imprese in solitaria', o 'semplicemente' il piacere di diventare capaci a gestire enormi distanze grazie alla forza delle proprie gambe, in assoluta autosufficienza, solamente per il gusto di stare in mezzo alla natura come facevano i nostri avi qualche millennio fa.”
Nella speranza che il mio lavoro possa essere utile a qualcuno, vi rimando a questa pagina web:
http://www.bertinettobartolomeodavide.it/ultratrail
Il non leggere di imprese da campioni, di non trovare tempi da record, mi ha fatto capire quanto sia bello questo sport in una 'situazione per tutti'.
Pagina per pagina, mentre leggevo trovavo la soluzione che userei io se tornassi al principio nell'ultratrail, evitando così tanti errori inutili/infortuni. Il vissuto dell'autore è un po' quello che è stato il mio; e credo anche quello di molti altri nelle lunghe percorrenze a piedi...
Da tenere in considerazione!
Re: Libro "UltraTrail ed il mono allenamento settimanale"
touchè...da arrogante, supponevo...ma che meraviglia la scoperta, la possibilità di fare errori, del misurarsi, e l'ansia del "ce la farò?"; bhe a qualcuno piace la pappa pronta, benvenga la diversità: l'ho già scritto (non ricordo in che 3ad) "che bello quando non si sapeva niente"; invidio i primi che han doppiato capo horn o marco polo che si è sparato un'ultra mica da ridere, che incoscienza, che coraggio...guerrieribeguzzanti ha scritto:...mentre leggevo trovavo la soluzione che userei io se tornassi al principio nell'ultratrail, evitando così tanti errori inutili/infortuni. Il vissuto dell'autore è un po' quello che è stato il mio; e credo anche quello di molti altri nelle lunghe percorrenze a piedi...
beguzzanti, beguzzanti...che meraviglia il web...eheheh;
nuovo del forum o un "senatore" sotto mentite spoglie? se nuovo, benvenuto, se "senatore"...censured
-
beguzzanti
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- Iscritto il: 11/12/2013, 17:00
Re: libro sul trail
Leggendo di Marco Polo nel post precedente mi viene voglia di aprire un topic sugli 'ultratrailers' del passato... Chissà quali avventure, odissee. Certo magari non facevano tutto a piedi, forse usavano anche cavalli... Poi le calzature, i vestiti. Altro che materiale hightech di oggi! Comunque erano dei veri avventurieri. Chissà come doveva essere coprire enormi distanze a quei tempi?! Sarebbe emozionante leggere qualche supposizione sul tema....
Re: libro sul trail
sfortunatamente di libri sul trail ce ne sono pochi. Da una parte è un peccato, perché sarebbe bello sentire le voci di molte persone della s"cena" ultra che sono, secondo me, molto interessanti e affascinanti. Dall'altra meglio perché non si trovano tonnellate di libri scritti da ghost writer più o meno bravi per gli atleti di punta.
Veramente pensate che un giorno Cassano si sia messo con la penna in mano a scrivere un libro??? (magari ora mi arriva una denuncia per diffamazione, quindi non approfondisco) però credo il concetto sia chiaro. In librerie piene di libri scritti da comici, sportivi amati dalle persone e benedette parodi della cucina, un po' di libri mediocri in meno non sono una grave perdita.
Detto ciò, i libri che ho letto sul trail sono questi:
-Eat and Run, Scott Jurek (e il giornalista che lo ha affiancato) - fighissimo. Sarà che subivo già il fascino di questo corridore,ma mi è piaciuto tanto, forse il migliore;
- Il ragazzo che cavalcava il vento, Leo Soresi- sapete tutti come scrive Leo, bello bello, procuratevelo;
- Il corridore, marco Olmo e Gaia de Pascale. Breve, intenso e scritto bene: consigliato.
- Elogio del Limite, Fabrizio Pistoni- a me non è piaciuto. L'ho trovato sconclusionato, senza un filo logico e nemmeno scritto molto bene. Una serie di pensieri molto slegati e nessuna trama. Secondo me per scrivere bei libri senza trama devi essere proprio bravo, sennò lascia stare. Non lo consiglio,de gustibus;
- Correre o Morire, Kilian Jornet, vabbè lasciamo perdere. Forse potrei essere in grado di scrivere un libro anche io, a questo punto. Mi spiace per KJ ma non mi è piaciuto per niente. il libro fra quelli di cui sopra. Non mi è piaciuto praticamente nulla: a partire dal titolo (rubato da Mark Twight, che invece ha scritto uno dei miei libri da "top ten"), scritto male e in maniera frettolosa. Sconsigliato.
- quello di Ghidoni non sono riuscito a comprarlo! fuori stampa e introvabile;
-Born to Run: bello. scritto sicuramente bene, non mi ha esaltato ma vale la pena di essere letto
- libro fotografico sul TOR: da avere come collezione. Fotografie bellissime. è edito da una piccola casa editrice veneta,di cui ora non ricordo il nome, per ora si trova solo nei negozi in val d'Aosta. Su ISBN mi hanno rimandato indietro l'ordine dopo qualche settimana.
Per ora non me ne vengono in mente altri...
Veramente pensate che un giorno Cassano si sia messo con la penna in mano a scrivere un libro??? (magari ora mi arriva una denuncia per diffamazione, quindi non approfondisco) però credo il concetto sia chiaro. In librerie piene di libri scritti da comici, sportivi amati dalle persone e benedette parodi della cucina, un po' di libri mediocri in meno non sono una grave perdita.
Detto ciò, i libri che ho letto sul trail sono questi:
-Eat and Run, Scott Jurek (e il giornalista che lo ha affiancato) - fighissimo. Sarà che subivo già il fascino di questo corridore,ma mi è piaciuto tanto, forse il migliore;
- Il ragazzo che cavalcava il vento, Leo Soresi- sapete tutti come scrive Leo, bello bello, procuratevelo;
- Il corridore, marco Olmo e Gaia de Pascale. Breve, intenso e scritto bene: consigliato.
- Elogio del Limite, Fabrizio Pistoni- a me non è piaciuto. L'ho trovato sconclusionato, senza un filo logico e nemmeno scritto molto bene. Una serie di pensieri molto slegati e nessuna trama. Secondo me per scrivere bei libri senza trama devi essere proprio bravo, sennò lascia stare. Non lo consiglio,de gustibus;
- Correre o Morire, Kilian Jornet, vabbè lasciamo perdere. Forse potrei essere in grado di scrivere un libro anche io, a questo punto. Mi spiace per KJ ma non mi è piaciuto per niente. il libro fra quelli di cui sopra. Non mi è piaciuto praticamente nulla: a partire dal titolo (rubato da Mark Twight, che invece ha scritto uno dei miei libri da "top ten"), scritto male e in maniera frettolosa. Sconsigliato.
- quello di Ghidoni non sono riuscito a comprarlo! fuori stampa e introvabile;
-Born to Run: bello. scritto sicuramente bene, non mi ha esaltato ma vale la pena di essere letto
- libro fotografico sul TOR: da avere come collezione. Fotografie bellissime. è edito da una piccola casa editrice veneta,di cui ora non ricordo il nome, per ora si trova solo nei negozi in val d'Aosta. Su ISBN mi hanno rimandato indietro l'ordine dopo qualche settimana.
Per ora non me ne vengono in mente altri...
