Pronazione e corsa naturale

Tutto ciò che è trail!

Moderatore: leosorry

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NoTrail
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Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da NoTrail »

Premetto che parlo solo per esperienza personale, coprente un arco temporale di poco più di due anni (quindi poca roba). Individuo principalmente due aspetti diversi, su questo argomento: plantari sì o no e motivazioni che possono portare verso una corsa naturale.

Sul discorso plantari, personalmente sono molto scettico: i plantari non sono esistiti per migliaia di anni e gli esseri umani hanno camminato, corso, lottato e traversato continenti senza questo supporto. Allo stesso tempo ritengo che se tu ti ci trovi bene fai benissimo ad usarli, ognuno di noi è una storia a sé. Probabilmente potresti modificare il tuo stile di corsa, portandolo progressivamente verso il barefoot, con mesi di adattamento anche solo per affrontare comodamente le distanze che copri adesso, ma la motivazione per fare una cosa del genere devi mettercela tutta tu :-) ci sono svariate teorie, alcune delle quali con notevoli riscontri sperimentali, a sostegno di una corsa più in linea con le caratteristiche morfologiche e dinamiche del nostro corpo: il materiale in questo senso non manca, anche sul forum se n'è parlato moltissimo perché è un argomento che appassiona molti di noi.
Io credo che sì, abbia assolutamente senso investire tempo, energie ed attenzioni sulla ricerca di una tecnica di corsa efficiente, ottimale, sana. La corsa dev'essere qualcosa che il mio fisico deve saper affrontare senza troppi artifici, altrimenti c'è qualcosa che non va: in questo senso, quando si tratta di scegliere le mie scarpe da trail ma non solo, cerco di minimizzare l'impatto che esse hanno sul modo in cui il mio piede lavorerà. Naturalmente queste considerazioni le applico a me stesso: ognuno di noi deve fare i conti con le proprie inclinazioni e con i propri limiti, è probabile che la mia ricetta si rivelerebbe inadatta per qualcun altro.
In quest'ottica, il plantare in una scarpa minimal ha poco senso come concetto: diciamo "minimal" per riassumere molte cose, identificando fondamentalmente delle scarpe che non si intromettano più di tanto nel modo in cui i nostri piedi funzionano. Questo può voler dire, per esempio, avere scarpe che proteggono il piede dalle asperità del terreno offrendo un po' di ammortizzazione per contenere gli urti ma che non ti concedano il lusso di atterrare senza pietà con tutto il peso del tuo corpo sul tallone (che è un osso e non ha alcuna capacità ammortizzante) rendendo di fatto lecito un tipo di movimento che diversamente il nostro fisico tendererebbe a scoraggiare istintivamente. Il plantare è studiato per dare degli input al piede e guidarlo, sorreggerlo e influenzarne la dinamica: mischiare i concetti avrebbe poco senso, credo.

Il discorso è articolato e non basterebbero mille messaggi per coprirne tutte le sfumature. C'è da dire che molte persone che di corsa, di trail e in generale di montagna se ne intendono, con una vita di esperienza sulle spalle, si mostrano spesso molto scettiche rispetto all'argomento. Io faccio parte della combriccola degli sperimentatori, l'argomento mi appassiona e la parola "naturale" mi sembra un ottimo abbinamento alla parola "corsa". L'importante è andarci cauti e non fare colpi di testa: quando si è vissuta una vita intera con le scarpe fatte in un certo modo, è dura insegnare al nostro fisico ad adattarsi ad altro.

Una domanda però te la faccio io: come mai sei finito ad interessarti all'argomento "corsa naturale"? A questo punto siamo curiosi :)
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rusty
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Iscritto il: 05/09/2010, 10:35

Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da rusty »

NoTrail ha scritto:
(...)
Il discorso è articolato e non basterebbero mille messaggi per coprirne tutte le sfumature. C'è da dire che molte persone che di corsa, di trail e in generale di montagna se ne intendono, con una vita di esperienza sulle spalle, si mostrano spesso molto scettiche rispetto all'argomento. Io faccio parte della combriccola degli sperimentatori, l'argomento mi appassiona e la parola "naturale" mi sembra un ottimo abbinamento alla parola "corsa". L'importante è andarci cauti e non fare colpi di testa: quando si è vissuta una vita intera con le scarpe fatte in un certo modo, è dura insegnare al nostro fisico ad adattarsi ad altro.

Una domanda però te la faccio io: come mai sei finito ad interessarti all'argomento "corsa naturale"? A questo punto siamo curiosi :)
Condivido quanto hai scritto, quanto a me... dopo una ventina di maratone e qualche ironman con plantari duri, i miei piedi chiedevano pietà, sembravano quelli di un morto sotto a una persona in forma. Ho chiesto qualche opinione, fatto qualche prova e in due anni sono passato dalle Kayano con i plantari a tutta suola rinnovati ogni due mesi alla pelle dei piedi su asfalto.
Ora "esercito" poco – ho acciacchi d'altro tipo – ma anche volendo in scarpe normali non riuscirei a entrare :-)


rusty
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Simoneb
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Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da Simoneb »

Grazie ragazzi,
e' quello che mi son chiesto anch'io da solo ..... "perchè ?"
Premesso che prima non ci pensavo nemmeno, anzi visto che ora vado benissimo dopo aver passato 3 anni più dall'osteopata che a correre.
In pratica arrivando alla corsa piedi, dal ciclismo, dove il fattore appoggio piede, non esiste, scoprii di essere pronatore accentuato.
Ogni volta che tentavo una distanza di mezza maratona si infiammava un muscoletto di cui non ricordo neanche il nome, sul retro del ginocchio destro parte esterna, che mi faceva zoppicare anche a camminare e mi toccava stare fermo mesi. Il bello è che invece in bici proprio non mi dava nessun fastidio.
Alla fine con un plantare su misura, in scarpe massimo ammortizzamento ed un anno di ripresa a correre gradulamente, sono arrivato al punto di eliminare completamente il problema.
Ho iniziato letture tipo "Nati per correre" di Finn Adharanand, dove se ne parla di barefoot.
Allora visto che per mia natura nello sport c'è sempre stato l'input delle novità, di vedere fin a che punto riesco ad arrivare. Ecco che dopo l'aver scoperto il mondo del trail, è arrivato anche il mondo della corsa naturale.
Principalmente perchè da qualche parte avevo letto che il cambio di postura nella corsa facilitava la schiena.
Visto che ultimamente è quella che mi ha dato problemi, anche se per ora lo lego al fattore salite e discese trail di cui non ero abituato, volevo provare. Vorrei provare anche coi bastoncini se le cose cambiano.
Altro punto è perchè in questo periodo riesco a correre poco, per impegni di lavoro e famiglia, quindi potrei dare più tempo al recupero tra una corsa e l'altra.
Per ora ho comprato un paio di merrell versione All Out Rush che adopero per camminarci di giorno, in modo da avere un minimo di copertura in più e quindi affrontare un periodo di adattamento anche solo sul "ascoltare" il terreno.
Ho provato a correrci per 500mt. e trovo ancora difficile l'appoggio avampiede. O meglio devo pensarci ad ogni passo, non mi viene naturale. Ho trovato al termine dei 500mt. un senso di affaticamento/male all'avampiede, ovviamente.
Anche a camminare scalzo in casa mi viene più naturale l'appoggio del tallone in primis.
Comunque In genere, come fatto da sempre, inizio un percorso un anno per vedere i risultati l'anno successivo. Non si deve mettere fretta agli eventi.
Grazie delle vostre info.
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Simoneb
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Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da Simoneb »

rusty ha scritto: Molto c'è scritto in questo forum sull'argomento, prendetelo come condivisione di esperienze personali e non fatevi del male.
Qui c'è un indice, se non l'avete già visto:
http://www.spiritotrail.it/forum/viewto ... ot#p112566

questo link in particolare può aiutare a risolvere molti dubbi sul provarci o meno:
http://www.spiritotrail.it/forum/viewto ... o+in+forma

Buone corse – calzati o meno,


rusty
Grazie dei link, li andrò sicuramente a curiosare.
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wedram
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Iscritto il: 06/09/2013, 11:08
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Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da wedram »

anche io è da 2 settimane che mi sto avvicinando alla "corsa naturale" dopo anni passati da fisioterapista.. osteopata.. onde d'urto.. magnetoterapia.. crioterapia ecc..

Scarpe minimalista, appoggio di avampiede e via…..

Per ora posso solo dire che quando finisco di correre non ho più' tutti quei dolorini che avevo prima. Incrocio le dita ed al primo lungo vediamo come si comporta la bandelletta. Vediamo se effettivamente ci saranno dei vantaggi..
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seacat
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Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da seacat »

Simoneb ha scritto:Grazie ragazzi,
e' quello che mi son chiesto anch'io da solo ..... "perchè ?"
Premesso che prima non ci pensavo nemmeno, anzi visto che ora vado benissimo dopo aver passato 3 anni più dall'osteopata che a correre.
In pratica arrivando alla corsa piedi, dal ciclismo, dove il fattore appoggio piede, non esiste, scoprii di essere pronatore accentuato.
Ogni volta che tentavo una distanza di mezza maratona si infiammava un muscoletto di cui non ricordo neanche il nome, sul retro del ginocchio destro parte esterna, che mi faceva zoppicare anche a camminare e mi toccava stare fermo mesi. Il bello è che invece in bici proprio non mi dava nessun fastidio.
Alla fine con un plantare su misura, in scarpe massimo ammortizzamento ed un anno di ripresa a correre gradulamente, sono arrivato al punto di eliminare completamente il problema.
Ho iniziato letture tipo "Nati per correre" di Finn Adharanand, dove se ne parla di barefoot.
Allora visto che per mia natura nello sport c'è sempre stato l'input delle novità, di vedere fin a che punto riesco ad arrivare. Ecco che dopo l'aver scoperto il mondo del trail, è arrivato anche il mondo della corsa naturale.
Principalmente perchè da qualche parte avevo letto che il cambio di postura nella corsa facilitava la schiena.
Visto che ultimamente è quella che mi ha dato problemi, anche se per ora lo lego al fattore salite e discese trail di cui non ero abituato, volevo provare. Vorrei provare anche coi bastoncini se le cose cambiano.
Altro punto è perchè in questo periodo riesco a correre poco, per impegni di lavoro e famiglia, quindi potrei dare più tempo al recupero tra una corsa e l'altra.
Per ora ho comprato un paio di merrell versione All Out Rush che adopero per camminarci di giorno, in modo da avere un minimo di copertura in più e quindi affrontare un periodo di adattamento anche solo sul "ascoltare" il terreno.
Ho provato a correrci per 500mt. e trovo ancora difficile l'appoggio avampiede. O meglio devo pensarci ad ogni passo, non mi viene naturale. Ho trovato al termine dei 500mt. un senso di affaticamento/male all'avampiede, ovviamente.
Anche a camminare scalzo in casa mi viene più naturale l'appoggio del tallone in primis.
Comunque In genere, come fatto da sempre, inizio un percorso un anno per vedere i risultati l'anno successivo. Non si deve mettere fretta agli eventi.
Grazie delle vostre info.
anche io vengo dal ciclismo, in realtà anche lì un deficit di spinta muscolare viene subito fuori attraverso un introversione del tallone. Ma quello della bici non è un gesto naturale (nasciamo per correre, la bici la aggiungiamo dopo! :D ), poi si cerca di correggere con la scarpa e il posizionamento delle tacchette per minimizzare il problema. Se non lo si affronta e la posizione è sbagliata, si rischia la sindrome della bandelletta ileotibiale, per dire, anche in bici (ipotesi rara) o problemi di sovraccario del ginocchio, dalle condropatie alle infiammazioni del tendine rotuleo, o, ancora fastidi in genere dovuti ad un movimento fuori ase del ginocchio.

Detto questo, io iniziai a correre a caso come tanti e un negoziante poi mi diede le A4. Il piede sinistro è neutro, il destro iperprona, in scarpe strutturate. Infatti di solito deformo la scarpa destra verso l'interno.
Il fatto è che tale fenomeno si evidenzia con scarpe dall'intersuola alta (il 99% delle scarpe A3 e A4) e con elevato drop, proprio perchè il tallone poggia più pesantemente del dovuto, rispetto alla meccanica naturale. Con il tempo e perdendo peso, però, pur conservando questa capacità di deformare la scarpa destra :lol: mi accorsi di consumare poco i talloni e molto il mesopiede delle scarpe.
Facendola breve, dopo varie ricerche mi sono spostato progressivamente verso il minimalismo e ora corro, su strada e in fuoristrada, con le drop0. E le drop 0 non mi si deformano verso l'interno, proprio perchè la discesa del peide è più controllata.
Ovviamente la transazione verso tali tipi di scarpe non si fa da un giorno all'altro, muscoli e tendini si devono abituare e tu piano piano devi cambiare il gesto. Io ci misi 3-4 mesi per un adattamento completo.
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Simoneb
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Iscritto il: 19/03/2014, 15:12

Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da Simoneb »

Ieri ho provato i miei primi 50-100mt. di corsa a piedi nudi.
Tra qualche faccia curiosa, mi son fermato sull’erba della montagnetta di Milano, ho tolto le scarpe, ed ho iniziato a correre. Dapprima sull’erba bassa, e poi sul sentiero sterrato (non asfalto, ma terreno compatto e duro).
Effettivamente quello che mi riesce di difficile attuazione con le scarpe, ho trovato assolutamente naturale a piedi nudi.
Se con le scarpe trovo innaturale non appoggiare prima il tallone, a piedi nudi mi veniva naturalissimo atterrare sull’avampiede.
Ovviamente la prima volta l’ho trovato strano, ma di interessante sviluppo.
E qui si apre un discorso nuovo: è più importante l’atterraggio o la spinta per “uscire”.
Nei due tipi di corsa, anche questi movimenti cambiano.
Per me è più importante la spinta, resta da capire e provare.
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rusty
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Iscritto il: 05/09/2010, 10:35

Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da rusty »

Capiamoci per "spinta".

Una della poche cose dove tutti i barefooter sono della stessa opinione e che è lo spingere che ferisce i piedi con vesciche e graffi. Ci vuole dolcezza, un approccio "Questa è Spartaaaaa!" difficilmente porta qualcosa di buono.

I piedi che appoggiano SOTTO il baricentro sono la base per capire come/quanto il nostro corpo si deve adattare. E' andando ben veloci che il piede può appoggiare un pelo più avanti, e anche l'appoggio diventa più piatto.

Tranquillo, la sensazione di zompettare sul posto passa subito :-)

Per darti un'idea, se non l'hai già visto:

http://www.youtube.com/watch?v=zSIDRHUWlVo

Non disdegnare l'asfalto, è la superficie che insegna di più, e non strafare!


rusty

Simoneb ha scritto:Ieri ho provato i miei primi 50-100mt. di corsa a piedi nudi.
Tra qualche faccia curiosa, mi son fermato sull’erba della montagnetta di Milano, ho tolto le scarpe, ed ho iniziato a correre. Dapprima sull’erba bassa, e poi sul sentiero sterrato (non asfalto, ma terreno compatto e duro).
Effettivamente quello che mi riesce di difficile attuazione con le scarpe, ho trovato assolutamente naturale a piedi nudi.
Se con le scarpe trovo innaturale non appoggiare prima il tallone, a piedi nudi mi veniva naturalissimo atterrare sull’avampiede.
Ovviamente la prima volta l’ho trovato strano, ma di interessante sviluppo.
E qui si apre un discorso nuovo: è più importante l’atterraggio o la spinta per “uscire”.
Nei due tipi di corsa, anche questi movimenti cambiano.
Per me è più importante la spinta, resta da capire e provare.
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Alessandrots
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Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da Alessandrots »

Simoneb ha scritto: Per me è più importante la spinta, resta da capire e provare.

Non c'è il classico "push off" nella corsa scalzi, rischi di farti male...cerca di concentrarti solo sul sollevare il piede da terra.
Sono d'accordo con Rusty, l'asfalto è la superficie migliore SOPRATTUTTO all'inizio...superfici morbide come erba, sabbia etc. possono mascherare errori di forma, asfalto o cemento invece danno un feedback immediato
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seacat
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Re: Pronazione e corsa naturale

Messaggio da seacat »

infatti. Una superficie rigida consente di sentire subito gli errori.
Quando comincerai ad allineare bene il bacino sentirai i piedi che atterrano molto dolcemente (noterai di salire molto meno) e all'incirca sotto le anche e lo stacco sarà senza grandi spinte. L'impressione sarà di una corsa economica e leggera.
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