http://www.reggiocorre.it/foto_dettagli.aspx?aid=2921
qua trovate un sacco di foto a cura di Graziano Annovi
THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
stupendo,Helyos ha scritto:ecco la storia del vincitore Alessandro Brunetti sul sito Abbots.
http://theabbotsway.wordpress.com/2014/ ... ua-storia/
era da un po' che non mi emozionavo così tanto.
forse da quando pensavo ai miei cari scomparsi.
Alessandro, spero di conoscerti presto.
M
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
Davvero emozionante. Ho conosciuto Ale_b in occasione di un TA a Finalborgo nel febbraio 2013... Sono davvero felice per la sua gara, è una di quelle persone con cui è bello condividere tempo e fatica... Grandissimo!!!!emme ha scritto:stupendo,Helyos ha scritto:ecco la storia del vincitore Alessandro Brunetti sul sito Abbots.
http://theabbotsway.wordpress.com/2014/ ... ua-storia/
era da un po' che non mi emozionavo così tanto.
forse da quando pensavo ai miei cari scomparsi.
Alessandro, spero di conoscerti presto.
M
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
Helyos ha scritto:ecco la storia del vincitore Alessandro Brunetti sul sito Abbots.
http://theabbotsway.wordpress.com/2014/ ... ua-storia/
porca puzzola....sei riuscito a commuovere un orso come me...ALe non te la perdono questa....la prox volta ti svernicio
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
un racconto emozionante come pochi. Felice di esserci stato (anche se a metà classifica). Grazie Ale,
Davide
Davide
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
Davvero emozionante, complimenti per il racconto e per l'impresa, certe cose non succedono per caso, non ti conosco, ma evidentemente sei una persona sensibile che si merita tutto questo!!!
Bravo Alessandro!!!
Bravo Alessandro!!!
- corricorrado
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- Località: Piacenza
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
Ciao a tutti, sono nuovo anche di questo forum, oltre che del trial.
Quando mi sono fatto convincere a correre una parte dell’Abbots (e ci è voluto poco, anzi, forse sono stato più io a convincere l’altra persona a portare un novellino come me), non pensavo che mi ci sarei ritrovato dentro fino al collo.
Per descrivere cosa è la Abbots, si può solo considerare un fattore; quello umano. Siamo noi, uomini e donne, che corriamo su quei sentieri e ci mettiamo in gioco, oltre che in viaggio. Ad aiutarci ci sono altri uomini e altre donne, unici nella loro storia, nel loro modo di correre e pensare, unici nel loro modo di ascoltare il nostro modo di essere.
Sulla discesa che porta a Borgotaro, sono caduto con un perfetto tuffo di testa; chi stava appena davanti a me, non ha esitato un secondo a fermarsi ed aiutarmi, richiamato dal mio tonfo. Prima di farmi ripartire si è assicurato che fossi tutto intero. Io avevo solo voglia di riandare per dimenticare quanto prima una stupida caduta senza conseguenze, e solo dopo mi sono accorto di quanta attenzione quella persona abbia prestato nell’aiutarmi.
Al mio debutto nei 60 km mi sono trovato di fianco a persone con cui ho studiato all’università, persone amiche di amici, persone con cui ho tantissimo in comune, ma anche perfetti sconosciuti, che sono diventati in pochi secondi amici; persone che mi hanno fatto amare una gara, che non mi hanno fatto sentire la paura di non farcela, persone che mi hanno spronato e insegnato ad andare avanti, anche quando le gambe erano due legni.
Mentre correvo sotto la pioggia e nel fango, al ristoro prima di Osacca, stanco e senza sapere quanto mancasse, ho chiesto ad un ragazzo “andiamo insieme?”; e così, passo dopo passo, ho avuto modo di parlare e conoscere un’altra persona, immortalata in una foto insieme a me, appena prima della discesa che ci ha allontanato. Poi mi raggiunge ancora il Giova, con cui sono partito e che avevo perso; anche lui mi tira verso Bardi, prima dell’ultima discesa che porterà ad incontrare colui che mi ha portato a destino, su quella salita che non ti aspetti per arrivare dove devi arrivare.
Quando io avevo fatto il mio record di sempre, arrivando fino a Bardi, quelle persone erano alla metà della loro fatica; a Farini le ho riviste, stanche, ma pronte a portala a casa, e mi hanno regalato un’emozione unica.
La Abbots, avrà anche un pacco gara scarso di premi e cotillon, ma quello che mi ha dato è quello che non dimenticherò mai; l'emozione.
Che dire: galeotto fu quel matrimonio in cui il buon caro e vecchio Emilio, seduto sulla sedia stanco e accaldato, mi disse “quando vuoi noi ci siamo”. Già, il segreto dell’Abbots è che noi ci siamo.
Grazie Elyos, grazie Emilio, grazie Corinna, grazie Luca, grazie Giova, grazie Vitto, grazie Cri… e grazie a tutti voi di cui non ricordo il nome o di cui mi sto dimenticando un po' confuso dall'emozione che sto ancora vivendo. Grazie a voi perché ci siete.
Quando mi sono fatto convincere a correre una parte dell’Abbots (e ci è voluto poco, anzi, forse sono stato più io a convincere l’altra persona a portare un novellino come me), non pensavo che mi ci sarei ritrovato dentro fino al collo.
Per descrivere cosa è la Abbots, si può solo considerare un fattore; quello umano. Siamo noi, uomini e donne, che corriamo su quei sentieri e ci mettiamo in gioco, oltre che in viaggio. Ad aiutarci ci sono altri uomini e altre donne, unici nella loro storia, nel loro modo di correre e pensare, unici nel loro modo di ascoltare il nostro modo di essere.
Sulla discesa che porta a Borgotaro, sono caduto con un perfetto tuffo di testa; chi stava appena davanti a me, non ha esitato un secondo a fermarsi ed aiutarmi, richiamato dal mio tonfo. Prima di farmi ripartire si è assicurato che fossi tutto intero. Io avevo solo voglia di riandare per dimenticare quanto prima una stupida caduta senza conseguenze, e solo dopo mi sono accorto di quanta attenzione quella persona abbia prestato nell’aiutarmi.
Al mio debutto nei 60 km mi sono trovato di fianco a persone con cui ho studiato all’università, persone amiche di amici, persone con cui ho tantissimo in comune, ma anche perfetti sconosciuti, che sono diventati in pochi secondi amici; persone che mi hanno fatto amare una gara, che non mi hanno fatto sentire la paura di non farcela, persone che mi hanno spronato e insegnato ad andare avanti, anche quando le gambe erano due legni.
Mentre correvo sotto la pioggia e nel fango, al ristoro prima di Osacca, stanco e senza sapere quanto mancasse, ho chiesto ad un ragazzo “andiamo insieme?”; e così, passo dopo passo, ho avuto modo di parlare e conoscere un’altra persona, immortalata in una foto insieme a me, appena prima della discesa che ci ha allontanato. Poi mi raggiunge ancora il Giova, con cui sono partito e che avevo perso; anche lui mi tira verso Bardi, prima dell’ultima discesa che porterà ad incontrare colui che mi ha portato a destino, su quella salita che non ti aspetti per arrivare dove devi arrivare.
Quando io avevo fatto il mio record di sempre, arrivando fino a Bardi, quelle persone erano alla metà della loro fatica; a Farini le ho riviste, stanche, ma pronte a portala a casa, e mi hanno regalato un’emozione unica.
La Abbots, avrà anche un pacco gara scarso di premi e cotillon, ma quello che mi ha dato è quello che non dimenticherò mai; l'emozione.
Che dire: galeotto fu quel matrimonio in cui il buon caro e vecchio Emilio, seduto sulla sedia stanco e accaldato, mi disse “quando vuoi noi ci siamo”. Già, il segreto dell’Abbots è che noi ci siamo.
Grazie Elyos, grazie Emilio, grazie Corinna, grazie Luca, grazie Giova, grazie Vitto, grazie Cri… e grazie a tutti voi di cui non ricordo il nome o di cui mi sto dimenticando un po' confuso dall'emozione che sto ancora vivendo. Grazie a voi perché ci siete.
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
Mamma mia Corrado mi è scesa la lacrimucciacorricorrado ha scritto: Per descrivere cosa è la Abbots, si può solo considerare un fattore; quello umano. Siamo noi, uomini e donne, che corriamo su quei sentieri e ci mettiamo in gioco, oltre che in viaggio. Ad aiutarci ci sono altri uomini e altre donne, unici nella loro storia, nel loro modo di correre e pensare, unici nel loro modo di ascoltare il nostro modo di essere.
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Al mio debutto nei 60 km mi sono trovato di fianco a persone con cui ho studiato all’università, persone amiche di amici, persone con cui ho tantissimo in comune, ma anche perfetti sconosciuti, che sono diventati in pochi secondi amici; persone che mi hanno fatto amare una gara, che non mi hanno fatto sentire la paura di non farcela, persone che mi hanno spronato e insegnato ad andare avanti, anche quando le gambe erano due legni.
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Quando io avevo fatto il mio record di sempre, arrivando fino a Bardi, quelle persone erano alla metà della loro fatica; a Farini le ho riviste, stanche, ma pronte a portala a casa, e mi hanno regalato un’emozione unica.
La Abbots, avrà anche un pacco gara scarso di premi e cotillon, ma quello che mi ha dato è quello che non dimenticherò mai; l'emozione.
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Già, il segreto dell’Abbots è che noi ci siamo.
Grazie Elyos, grazie Emilio, grazie Corinna, grazie Luca, grazie Giova, grazie Vitto, grazie Cri… e grazie a tutti voi di cui non ricordo il nome o di cui mi sto dimenticando un po' confuso dall'emozione che sto ancora vivendo. Grazie a voi perché ci siete.
Bello e toccante anche il racconto di Alessandro...il trai è bello per questo, perchè è fatto da persone VERE!!!!!
Re: THE ABBOTS WAY (MS-PR-PC) 26.27-04-2014
Quest'anno ho voluto provare ad inserire nel mondo delle gare ultratrail la figura del Pacer.
Un Pacer non proprio come quelli che ci sono nelle maratone, ma una persona con esperienza che possa aiutare i concorrenti che si apprestano a percorrere distanze così lunghe per la prima volta. Qualcuno che possa essere di aiuto a superare momenti di difficcoltà, oppure che possa aiutare ad affrontare di notte sentieri che non si conoscono o a superare le crisi di sonno.
Parlandone con Armando ed Elio è nato il progetto di fare il pacer alla Abbott's Way.
L’esperienza da pacer è stata complessivamente positiva, forse perché finire una gara di 125 km è sempre un successo!!!
Quando si vive una nuova esperienza, ci sono sempre, aspetti negativi e positivi, che non ve li elencherò adesso.
Ho rifatto per la terza volta questo percorso, anche aperché mi ha sempre dato l’idea del viaggio più che di una gara, e me ne sono convinto ancora di più dopo aver ascoltato le parole di don Lorenzo al briefing.
Questa edizione mi ha insegnato che una gara/viaggio, e in particolare questa è paragonabile alla vita di tutti i giorni, si parte da un punto per arrivare ad un altro, si parte che siamo una persona, e arriviamo che siamo un’altra.
Aiutare gli altri ci fa sentire importanti, utili, ma bisogna ricordarsi sempre di non aspettarsi niente in cambio, se poi arriva un complimento o un ringraziamento è qualcosa in più.
E’ stata un’esperienza che rifarei, perché a distanza di alcuni giorni, provo ancora forti emozioni.
Ringrazio tutti i miei comapagni di viaggio, da chi è arrivato a Bobbio a chi si è dovuto fermare prima, tutti i volontari e in particolare Armando ed Elio che mi hanno dato la possibilità di vivere questa nuova esperienza, grazie!
Umberto
Un Pacer non proprio come quelli che ci sono nelle maratone, ma una persona con esperienza che possa aiutare i concorrenti che si apprestano a percorrere distanze così lunghe per la prima volta. Qualcuno che possa essere di aiuto a superare momenti di difficcoltà, oppure che possa aiutare ad affrontare di notte sentieri che non si conoscono o a superare le crisi di sonno.
Parlandone con Armando ed Elio è nato il progetto di fare il pacer alla Abbott's Way.
L’esperienza da pacer è stata complessivamente positiva, forse perché finire una gara di 125 km è sempre un successo!!!
Quando si vive una nuova esperienza, ci sono sempre, aspetti negativi e positivi, che non ve li elencherò adesso.
Ho rifatto per la terza volta questo percorso, anche aperché mi ha sempre dato l’idea del viaggio più che di una gara, e me ne sono convinto ancora di più dopo aver ascoltato le parole di don Lorenzo al briefing.
Questa edizione mi ha insegnato che una gara/viaggio, e in particolare questa è paragonabile alla vita di tutti i giorni, si parte da un punto per arrivare ad un altro, si parte che siamo una persona, e arriviamo che siamo un’altra.
Aiutare gli altri ci fa sentire importanti, utili, ma bisogna ricordarsi sempre di non aspettarsi niente in cambio, se poi arriva un complimento o un ringraziamento è qualcosa in più.
E’ stata un’esperienza che rifarei, perché a distanza di alcuni giorni, provo ancora forti emozioni.
Ringrazio tutti i miei comapagni di viaggio, da chi è arrivato a Bobbio a chi si è dovuto fermare prima, tutti i volontari e in particolare Armando ed Elio che mi hanno dato la possibilità di vivere questa nuova esperienza, grazie!
Umberto