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EcoMaratona del Verena (VI) 06.07.2014
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: EcoMaratona del Verena (VI) 06.07.2014
no, non c'è .....

-
Fabrizio65
- Messaggi: 298
- Iscritto il: 13/09/2010, 8:32
Re: EcoMaratona del Verena (VI) 06.07.2014
Bella giornata e bel percorso; qualche dettaglio organizzativo da sistemare e qualche miglioria sulla tracciatura e poi ci siamo.
Il problema principale era la concomitanza in alcuni punti del tracciato della camminata da 40 km con il tracciato di gara dell'ecomaratona: alcuni ristori in comune ma poi tracciati diversi, bivi da prendere in direzioni diverse ed a volte contrastanti. Quindi bisognava stare ben attenti alle fettucce di colore simile.
"Problemino" con un paio di ristori restati senza viveri
al passaggio dei trailer, alimenti già spazzolati dai camminatori che in quei punti arrivavano prima dei competitivi. Poi nei seguenti ristori si è rimediato.
Partenza, arrivo, ottimo ristoro finale con docce comodissime e deposito borse tutto nello stesso luogo. Gazebo disponibili in occasione dell'immancabile acquazzone di 20 minuti che ha "ravvivato" il pasta party.
Spettacolare passaggio dai forti Verena e Campolongo con stupenda vista panoramica.
Magari la partenza non alle 8 ma alle 8.30 o 9.00 può agevolare chi viene da lontano.
Saluti.
Il problema principale era la concomitanza in alcuni punti del tracciato della camminata da 40 km con il tracciato di gara dell'ecomaratona: alcuni ristori in comune ma poi tracciati diversi, bivi da prendere in direzioni diverse ed a volte contrastanti. Quindi bisognava stare ben attenti alle fettucce di colore simile.
"Problemino" con un paio di ristori restati senza viveri
Partenza, arrivo, ottimo ristoro finale con docce comodissime e deposito borse tutto nello stesso luogo. Gazebo disponibili in occasione dell'immancabile acquazzone di 20 minuti che ha "ravvivato" il pasta party.
Spettacolare passaggio dai forti Verena e Campolongo con stupenda vista panoramica.
Magari la partenza non alle 8 ma alle 8.30 o 9.00 può agevolare chi viene da lontano.
Saluti.
Re: EcoMaratona del Verena (VI) 06.07.2014
Grazie di tutto, sia per le critiche sicuramente costruttive, sia per i complimenti che apprezziamo.
Sicuramente se verrà riproposta nel 2015, sarà in "non" concomitanza con la "Marcia Mittelwall" ', l'esperimento è sostanzialmente fallito è un peccato, ma la conformazione della zona proprio non s'addice a due manifestazioni in contemporanea.
Grazie ancora è mi scuso per i problemi e i disguidi subiti dai concorrenti.
Sicuramente se verrà riproposta nel 2015, sarà in "non" concomitanza con la "Marcia Mittelwall" ', l'esperimento è sostanzialmente fallito è un peccato, ma la conformazione della zona proprio non s'addice a due manifestazioni in contemporanea.
Grazie ancora è mi scuso per i problemi e i disguidi subiti dai concorrenti.
Re: EcoMaratona del Verena (VI) 06.07.2014
io non vedo l'ora di fare la straf
peter sai nulla dell'amico con infortunio alla caviglia appena partiti.?
peter sai nulla dell'amico con infortunio alla caviglia appena partiti.?
Re: EcoMaratona del Verena (VI) 06.07.2014
Nulla di grave...una brutta storta, siamo andati a prenderlo subito e portato al centro medico, almeno
così mi hanno detto, nessuna rottura credo.
così mi hanno detto, nessuna rottura credo.
- Verena Trail
- Messaggi: 11
- Iscritto il: 04/04/2014, 22:20
Re: EcoMaratona del Verena (VI) 06.07.2014
Eco-maratona del Verenaaaa…aaa…aa…a…
Parto con addosso il fastidioso dubbio sulla mia reale tenuta attuale. Allora provo a scrollarmelo di dosso affidandomi alla sorte e lancio in aria la monetina per interrogarla su quel che sarà l’esito della mia corsa.
Le chiedo: ciò vecia, andrà bene o andrà male? e almeno dimmi, arriverò in fondo?
Miss doppia faccia, forse stizzita per averle attribuito un età poco simpatica, mi risponde così: verticale!
Eeesatto, la moneda gira in aria più volte, piomba al suolo e poi, rivolgendo al mondo il gesto dell’ombrello sulle note dell’eurovisione, rimbalza beffarda stabilendosi definitivamente dritta.
Vabbè scusa la domanda ma non mi sembrava di averti chiesto chissà che cosa!
Conseguentemente parto… dubbioso.
I primi km paiono andar via facili ma i piedi mi stanno già sussurando affettuosamente qualcosa che il mio orecchiocervello non vuol sentire: metatarsalgia morreee!!!Scosso dal terrore che in me incute la prima parola provo a tuffarmi nell’immensità della seconda e, fottendomene dell’ammonimento, accelero. La contromossa della sorte è immediata: vrummmm e mi trovo disteso sul sentiero.
Ma che bene ciò! Se inizia così dev’essere proprio la mia giornata!
Arriva la prima salita e l’idea mi solleva perché a tavolino avevo già deciso che l’avrei camminata. Quindi adeguo l’assetto ridisegnando la postura: busto piegato in avanti e mani poggiate poco sopra le ginocchia. Maaaa…avverto immediatamente che non ci sono e, mentre osservo inerme legnosi tronchi d’albero spostarsi dal bosco per sostituirsi alle mie gambe, vengo asfaltato da un bel po’ di gente.
Bene vecio continua così che te ste fazendo proprio puito!
Scollinata la prima cima, parte una discesetta, stammo a vedè…A vedè che? che te ghè l’ocio bon con su una lente, cheo malà appannà e sensa niente…Problemini di vista a parte, mi risulta difficile mettere più di 30cm tra un passo e l’altro, mentre il dolore dei muscoli anteriori della coscia propone un gemellaggio a quello dei muscoli posteriori.
La situescion ora è chiara: sono fottuto. Proseguire sarà un supplizio o, per altri versi, una comica.
Mi trascino quindi fino alla cima del monte Verena dove attraverso il forte in un dentrofuori storico prima di proseguire con la successiva discesa. Protetto dal fantasma di Nureyev affronto sulle punte dei piedi la prima parte dello scivolo erboso, ma la musica dura poco e la classica non mi piace un granchè. DEVO camminare.
Cammino quindi fino alle casare di Campolongo santificato da un’aureola di mosche che mi zezzzzzeggiano attorno cantando alternativamente: “SAN-TO SU-BI-TO, SAN-TO SU-BI-TO” e: “SEIUNAMMERDA SEIUNAMMERDA”.
Ah ecco perché non c’è modo di togliervi di dosso…
Al punto di ristoro mi consulto con l’aruspice che lo gestisce e che per l’occasione ha assunto le sembianze di una bionda signora padovana. Il mio quesito è: hanno trovato i primi porcini? La signora fa un po’ d'ordine nel groviglio di budella e viscere varie sparpagliate sul tavolo, lo osserva per qualche istante, dopodichè emette responso affermativo. Confortato dalla notizia provo ad interrogarla anche su altre questioni leggermente più inerenti le mie necessità del momento. Apprendo quindi che da lì all’arrivo ci sono ancora 10-12 km per cui, dopo lunghissima riflessione durata un nanosecondo, decido di chiudere la contesa, tirare i remi in barca e di affondare sì, ma con stile. RITIRATO.
Allora butto l’occhio su una mappa posta sulla tavola a fianco delle budella e, dopo averlo recuperato, noto che scendendo per la strada asfaltata taglierei il percorso di un bel po’, evitando così di dover correre le ultime due salite del forte Campolongo e dello Zebio.
Imboccata la strada vedo a due metri da me na merda de cavao schisà…poco distante dal rifiuto speciale ghe xe el me xerveo che, con un radiocomando, trasmette le coordinate per saltarla via a quell’ingegnosa macchina che xe el me corpo. Ciò, cosa ghe voe? Te a vedi ben, te slunghi un poco de più el passo dea prima gamba e, dopo, l’altra la ghe va drio in automatico. Cerrrto, proprio così! O meglio, più o meno così... Sì perché, nell’occasione, non ho tenuto in debita considerazione che quando si è stanchi el radiocomando ciapa poco, per cui el fotogramma che a fine gara me resterà in testa de quea scena xe de mi che, su una tavola de biomerda 20x20(varda che per centrarla bisogna essere proprio bravi!), me trovo a surfare intimamente su un mare de bitume grigioperla.
Auspicando che nessuno abbia assistito alla scena, per quanto una videata se la sarebbe meritata tutta, sintetizzo nel limite che tende a + o – infinito l’improbabile tentativo di quantificare la numerosità delle bestemmie in cui si esaurisce la mia reazione.
Quindi proseguo lungo la strada assistito dalla fraterna indifferenza degli automobilisti che scendono a valle. Riporto di seguito per voi il loro solidal pensiero: ditenoncenefregaunaminchiateghèvosudofarelamartonaealloradessocorrignocco!
Niente da fare, pare proprio che dovrò sciropparmi tutto l’asfalto fino all’arrivo. NE HO – I MARONI – PIENI.
Ma proprio quando la somma di tutti gli addendi pare presentarmi un conto esagerato per le mie tasche ecco che dal fondo valle odo risalire delle note festose di un’orchestrina di liscio. Allora mi chiedo: dove sarà mai questa orchestrina di liscio? E mi rispondo anche eh! Sarà sicuramente in zona arrivo dove sono collocati i servizi e previsti i festeggiamenti finali. Decido così di abbandonare la strada e di infilarmi nel bosco ove, guidato dal valzer dalla mazurca e dal cha-cha-cha ringalluzzisco, tanto che in venti minuti arrivo a Mezzaselva. E quando giungo all’arrivo presso il campo sportivo sulle note di “È arrivato, è arrivato, è arrivato il commendatore”, gonfio il petto, libero il sorriso e ripenso: affondare sì, ma con stile.
Parto con addosso il fastidioso dubbio sulla mia reale tenuta attuale. Allora provo a scrollarmelo di dosso affidandomi alla sorte e lancio in aria la monetina per interrogarla su quel che sarà l’esito della mia corsa.
Le chiedo: ciò vecia, andrà bene o andrà male? e almeno dimmi, arriverò in fondo?
Miss doppia faccia, forse stizzita per averle attribuito un età poco simpatica, mi risponde così: verticale!
Eeesatto, la moneda gira in aria più volte, piomba al suolo e poi, rivolgendo al mondo il gesto dell’ombrello sulle note dell’eurovisione, rimbalza beffarda stabilendosi definitivamente dritta.
Vabbè scusa la domanda ma non mi sembrava di averti chiesto chissà che cosa!
Conseguentemente parto… dubbioso.
I primi km paiono andar via facili ma i piedi mi stanno già sussurando affettuosamente qualcosa che il mio orecchiocervello non vuol sentire: metatarsalgia morreee!!!Scosso dal terrore che in me incute la prima parola provo a tuffarmi nell’immensità della seconda e, fottendomene dell’ammonimento, accelero. La contromossa della sorte è immediata: vrummmm e mi trovo disteso sul sentiero.
Ma che bene ciò! Se inizia così dev’essere proprio la mia giornata!
Arriva la prima salita e l’idea mi solleva perché a tavolino avevo già deciso che l’avrei camminata. Quindi adeguo l’assetto ridisegnando la postura: busto piegato in avanti e mani poggiate poco sopra le ginocchia. Maaaa…avverto immediatamente che non ci sono e, mentre osservo inerme legnosi tronchi d’albero spostarsi dal bosco per sostituirsi alle mie gambe, vengo asfaltato da un bel po’ di gente.
Bene vecio continua così che te ste fazendo proprio puito!
Scollinata la prima cima, parte una discesetta, stammo a vedè…A vedè che? che te ghè l’ocio bon con su una lente, cheo malà appannà e sensa niente…Problemini di vista a parte, mi risulta difficile mettere più di 30cm tra un passo e l’altro, mentre il dolore dei muscoli anteriori della coscia propone un gemellaggio a quello dei muscoli posteriori.
La situescion ora è chiara: sono fottuto. Proseguire sarà un supplizio o, per altri versi, una comica.
Mi trascino quindi fino alla cima del monte Verena dove attraverso il forte in un dentrofuori storico prima di proseguire con la successiva discesa. Protetto dal fantasma di Nureyev affronto sulle punte dei piedi la prima parte dello scivolo erboso, ma la musica dura poco e la classica non mi piace un granchè. DEVO camminare.
Cammino quindi fino alle casare di Campolongo santificato da un’aureola di mosche che mi zezzzzzeggiano attorno cantando alternativamente: “SAN-TO SU-BI-TO, SAN-TO SU-BI-TO” e: “SEIUNAMMERDA SEIUNAMMERDA”.
Ah ecco perché non c’è modo di togliervi di dosso…
Al punto di ristoro mi consulto con l’aruspice che lo gestisce e che per l’occasione ha assunto le sembianze di una bionda signora padovana. Il mio quesito è: hanno trovato i primi porcini? La signora fa un po’ d'ordine nel groviglio di budella e viscere varie sparpagliate sul tavolo, lo osserva per qualche istante, dopodichè emette responso affermativo. Confortato dalla notizia provo ad interrogarla anche su altre questioni leggermente più inerenti le mie necessità del momento. Apprendo quindi che da lì all’arrivo ci sono ancora 10-12 km per cui, dopo lunghissima riflessione durata un nanosecondo, decido di chiudere la contesa, tirare i remi in barca e di affondare sì, ma con stile. RITIRATO.
Allora butto l’occhio su una mappa posta sulla tavola a fianco delle budella e, dopo averlo recuperato, noto che scendendo per la strada asfaltata taglierei il percorso di un bel po’, evitando così di dover correre le ultime due salite del forte Campolongo e dello Zebio.
Imboccata la strada vedo a due metri da me na merda de cavao schisà…poco distante dal rifiuto speciale ghe xe el me xerveo che, con un radiocomando, trasmette le coordinate per saltarla via a quell’ingegnosa macchina che xe el me corpo. Ciò, cosa ghe voe? Te a vedi ben, te slunghi un poco de più el passo dea prima gamba e, dopo, l’altra la ghe va drio in automatico. Cerrrto, proprio così! O meglio, più o meno così... Sì perché, nell’occasione, non ho tenuto in debita considerazione che quando si è stanchi el radiocomando ciapa poco, per cui el fotogramma che a fine gara me resterà in testa de quea scena xe de mi che, su una tavola de biomerda 20x20(varda che per centrarla bisogna essere proprio bravi!), me trovo a surfare intimamente su un mare de bitume grigioperla.
Auspicando che nessuno abbia assistito alla scena, per quanto una videata se la sarebbe meritata tutta, sintetizzo nel limite che tende a + o – infinito l’improbabile tentativo di quantificare la numerosità delle bestemmie in cui si esaurisce la mia reazione.
Quindi proseguo lungo la strada assistito dalla fraterna indifferenza degli automobilisti che scendono a valle. Riporto di seguito per voi il loro solidal pensiero: ditenoncenefregaunaminchiateghèvosudofarelamartonaealloradessocorrignocco!
Niente da fare, pare proprio che dovrò sciropparmi tutto l’asfalto fino all’arrivo. NE HO – I MARONI – PIENI.
Ma proprio quando la somma di tutti gli addendi pare presentarmi un conto esagerato per le mie tasche ecco che dal fondo valle odo risalire delle note festose di un’orchestrina di liscio. Allora mi chiedo: dove sarà mai questa orchestrina di liscio? E mi rispondo anche eh! Sarà sicuramente in zona arrivo dove sono collocati i servizi e previsti i festeggiamenti finali. Decido così di abbandonare la strada e di infilarmi nel bosco ove, guidato dal valzer dalla mazurca e dal cha-cha-cha ringalluzzisco, tanto che in venti minuti arrivo a Mezzaselva. E quando giungo all’arrivo presso il campo sportivo sulle note di “È arrivato, è arrivato, è arrivato il commendatore”, gonfio il petto, libero il sorriso e ripenso: affondare sì, ma con stile.