Qualche anticipazione su una delle novità del percorso 2015....
in questi giorni sul sito
http://www.3tvaltaro.com/ trovate il racconto dei 4 petali.......buona lettura!!!
La leggenda del lago buono
I contadini avevano già mietuto il grano; le stoppie, riarse dal sole di luglio, sembravano aggiungere caldo.
Il lungo meriggio, appesantito dal finire pigro e monotono delle cicale, diventava sempre più afoso.
Il bestiame soffriva in modo particolare e più non si adattava al chiuso delle stalle: mandrie e greggi furono avviate, libere ai pascoli alti, verso la Tagliata.
Anche qui erbe secche, fogliame appassito e di acqua, solo qualche rigagnolo sparso.
I poveri animali pativano la sete.
Ai villaggi di San Pietro, Tiedoli, Caffaraccia, Trasogna, San Martino giungevano echi tristi: nitriti, muggiti lunghi, belati spenti, anelanti all’acqua sorgente.
Intanto la canicola perdurava e nessuna nube si decideva a percorrere il cielo.
La fede limpida dei contadini chiedeva a Dio il dono della pioggia e faceva tridui di preghiera.
Finché un giorno, improvviso e spaventoso, il tuono annunciò temporale e tempesta.
La pioggia, tanta attesa, veniva ora troppo abbondante e qua e là rovinosa.
Istintivamente gli animali in alpeggio si portarono tutti in una radura dove la prateria formava una piccola conca, e, al ritmo della pioggia che finalmente rinfrescava il loro corpo, iniziarono a saltellare festosi e lieti: che fosse la loro una danza di gratitudine verso il cielo?
Può darsi di si: le creature semplici e spontanee trovarono sempre il modo giusto per dire il loro “grazie”.
Piovve ininterrottamente per molte ore e gli animali continuarono a saltare, correre e far sentire ai villaggi vicini, ciascuno il proprio verso, sereno questa volta!
A sera alcuni uomini di San Pietro e di Tiedoli, accompagnati dai loro ragazzi, andarono a vedere le bestie; con un tempaccio simile poteva anche essere successo qualcosa di strano…
Le cercarono di qua e di là, sotto i possibili ripari.
Le ritrovarono, infine, disposte insieme in cerchio, beate, intente ad abbeverarsi a….un lago che era nato e cresciuto, buono, ai loro piedi.
Da quel giorno nella conca si formò un lago chiamato “Buono” per aver salvato gli animali assetati e i cavalli che ancora pascolano nelle praterie circostanti e a certe ore del giorno raggiungono l’acqua del lago.
A San Pietro tuttora, in piena estate, a ricordo di quel miracoloso avvenimento, si prega la “Madonna della tempesta” che protegga uomini e animali dalla siccità e dai rovinosi temporali estivi.