Minimalismo al tramonto?

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aaaasmile
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da aaaasmile »

Gaggio ha scritto:Preciso preciso ieri, le solite cose:
https://www.theguardian.com/lifeandstyl ... SApp_Other
Il bello di internet è che per uno studio di un tipo ce ne sono almeno altrettanti di un altro tipo:
Odema
metatarsal-stress-injury
Vibram e compagnia rimborsano

Sugli studi in generale, visto che poi ne ho subito uno qualche settimana fa (di altro tipo), posso dire che le vicissitudine del singolo agli scienziati, o chi li ha ingaggiati, non interessa. È la statistica e le correlazioni che contano e se uno risulta fuori scala, sui valori misurati, colpa sua. Sono così fissati sui valori delle grandezze misurate, che tutto il resto, sintomi e dolori devono derivare da un'altra fonte o sono opinabili. La forza d'impatto diminuisce, per forza deve diminuire la probabilità d'infortunio, diversamente hai sbagliato l'allenamento o sei sfigato. Oh yes!

Ma alla fine, a cosa mi serve sapere che Tizio e Caio hanno avuto giovamento dalle scarpe minimali, quando invece a me hanno tenuto fermo per tre mesi per una tendinite, un formicolio ad un piede senza interruzione per quattro settimane dopo una gara, dolori al collo del piede e sindrome da piede piatto con danno permanente?
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NoTrail
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da NoTrail »

Beh, quello che noto io è che, grazie alla grande ondata minimalista, oggi abbiamo più scelta non solo sui colori e sui pesi delle scarpe ma anche sulla loro struttura generale. Abbiamo finalmente capito che non è così scontato che si debba tutti correre con le Kayano e i plantari rigidi, e non è poca cosa.

Indipendentemente dai gusti e dalle inclinazioni, così come dal "fattore moda", era prevedibile che dopo una prima spinta verso il polo del minimalismo estremo ci si sarebbe assestati verso una più sostenibile via di mezzo. Sicurametne il discorso di Paso è plausibile, ma secondo me c'è di più sotto: le case cercano di anticipare le necessità sulla base delle esperienze accumulate nel passato recente, analizzano le vendite e cercano di capire cosa le persone vogliano, di cosa abbiano bisogno. E poi, ovviamente, spingono per venderlo.

Se da tutto questo movimento sono sbucate fuori scarpe come la Sense, la Helios, la Spin o la Lone Peak (3.0) per me ne è comunque valsa la pena: meno sandali, forse, ma tante bellissime scarpe in più.
yuppidu
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da yuppidu »

Per come la vedo io, il minimal non è al tramonto. Come già scritto dal Gaggio in altro th, la tendenza persiste nel mercato. In ogni caso è un mercato di nicchia, questo è innegabile. Ma non per questo al tramonto. Aggiungo a quanto citato dal Gaggio, le 5F nelle loro innumerevoli declinazioni.

Ciò detto, non sono manicheo, mi trovo troppo bene nella rotazione delle scarpe. Come ho già scritto altrove, e come in qualche modo suggerisce Martin in riferimento all'appoggio (pur io non praticando l'appoggio variabile), ho raggiunto il mio equilibrio injury free cambiando fondi e scarpe da quelle estremamente minimal a quelle per così dire "bulky".

@aaaasmile:

l'articolo di The Guardian è appropriato nell'ottica del minimal quando approcciato e usato con criterio. Altrimenti, è proprio possibile farsi la bua ;) e guadagnarsi periodi di stop. Ci può anche stare prendersela con l'azienda e farsi rimborsare per essere stati imperdonabilmente traviati... ma non per questo incolperei la scarpetta minimal.

Un ultimo pensiero infine: il bello del minimal, quello per es. di scarpette come le 5F Kso Evo o Merrell Vapor Glove o VivoBarefoot, è che ad errore di tecnica corrisponde dolore e possibile infortunio. Ma in questo modo, fermandosi al momento giusto, non esagerando, ho subito la spia di ciò che non devo fare. Studiando e studiandomi, trovo il modo per affinare la tecnica, risolvendo le cosiddette noie da transizione. E' un processo che può essere lungo, ma ne vale la pena - IMHO.
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gomitolo
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da gomitolo »

sembra una guerra la nostra, tipo Apple Vs Microsoft, appassionati di un marchio che denigrano l'altro....invece vi dico che la tecnica di corsa è UNA sola, non c'è scampo, come per il nuoto, il tennis, lo sci e mille altri sport...possono variare gli stili, ma la tecnica è una e ben precisa.
Se qualcuno avesse fatto atletica gli sarebbe stata insegnata, ma siccome la corsa è vista come lo sport più facile e fruibile da tutti chiunque va al decathlon, si compra delle A3 e si mette a correre, quando magari fino al giorno prima stava sul divano a vedere The Young Pope.
Volete vedere come si corre? guardate i migliori esponenti al mondo di questo sport; se devo prendere lezioni di sci vado dal maestro no? guardo i più bravi....e perchè la corsa dovrebbe essere esente da questo passaggio?...mah

https://www.youtube.com/watch?v=Y41U9fms58A
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mircuz
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da mircuz »

Che la tecnica sia una e solo una...ho qualche riserva. Anche nello sci o nel tennis la tecnica varia, come variano i materiali, la preparazione atletica ecc... I migliori esponenti a volte corrono malissimo, tralaltro! Che poi bisognerebbe andare a scuola di corsa sono d'accordo, anche se non si può porre sullo stesso livello un gesto avulso dalla nostra natura come sciare o nuotare, con la corsa, che invece è insita nella nostra specie.
Personalmente ho cercato di prendere quel che di buono la tendenza minimalista ha prodotto, tecnica di corsa, preparazione ecc...senza però amare mai veramente alcuni prodotti troppo estremi, almeno per me.
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lupogrigio
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da lupogrigio »

io credo che la corsa con scarpe che stimolino un movimento più naturale del corpo e una tecnica "arcaica" sia da preferire in quanto l'uomo è nato per correre, camminare e muoversi in generale senza l'ausilio di scarpe super ammortizzate che, personalmente, credo che annullino la sensibilità e quindi non permettano di ricevere i segnali di un movimento potenzialmente sbagliato che a lungo andare porterà sicuramente a infortuni o dolori vari. Chiaramente credo anche che non si possa correre su superfici rocciose a piedi nudi, quindi sono consapevole che la protezione sia necessaria. Quando poi sento dire che le scarpe più ammortizzate sono studiate per le lunghe distanze allora rispondo: giusto, ma anche l'uomo è stato studiato per correre così tanto? se dopo X km il nostro corpo ci inizia a dire che forse per lui è troppo dandoci segnali fisici evidenti, il fatto di eliminare questi segnali è veramente la cosa giusta da fare? se il mio cane inizia a correre, quando avrà male alle zampe si fermerà, perchè è il suo cervello che glielo impone, e perchè nessuno gli ha mai detto di mettersi delle scarpe per correre di più...questa è la natura!
L'uomo sta sempre più cercando modi per andare contro natura, ma si è dimenticato che lui ne fa parte e quindi ne subirà le conseguenze!
il fatto che periodicamente le grandi marche cambino idea sulla scarpa migliore credo che sia solo per incrementare le vendite..
cianix
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da cianix »

@ lupogrigio: che l'uomo stia andando contro natura, paradossalmente è invece insito nella sua natura di specie, da quando, evolutivamente parlando, milioni di anni fa, ha preso coscienza di sé. Altrimenti saremmo una tra le tante specie animali di questo pianeta.
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gomitolo
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da gomitolo »

mircuz ha scritto:Che la tecnica sia una e solo una...ho qualche riserva. Anche nello sci o nel tennis la tecnica varia, come variano i materiali, la preparazione atletica ecc... I migliori esponenti a volte corrono malissimo, tralaltro! Che poi bisognerebbe andare a scuola di corsa sono d'accordo, anche se non si può porre sullo stesso livello un gesto avulso dalla nostra natura come sciare o nuotare, con la corsa, che invece è insita nella nostra specie.
Personalmente ho cercato di prendere quel che di buono la tendenza minimalista ha prodotto, tecnica di corsa, preparazione ecc...senza però amare mai veramente alcuni prodotti troppo estremi, almeno per me.
Non varia la tecnica ma variano gli stili, che è ben diverso...poi chiaro che i professionisti non tutti eccellono in tecnica ma compensano con altro e questo basta loro per vincere; io ti ho messo il video di uno che corre perfettamente e che guarda caso è anche uno dei più veloci al mondo....poi basta vedere le gare in pista per vedere la tecnica, mai visto un mezzofondista atterrare di tallone, pensa che i tacchetti delle scarpe da pista sono sull' avampiede e basta..un motivo ci sarà.
Poi ognuno fa ciò che vuole ;)
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lupogrigio
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da lupogrigio »

sono daccordo con cianix, ma modificare un corpo che è frutto di milioni di anni di evoluzione con un paio di scarpe molto ammortizzate per permettergli di fare quello di cui non sarebbe in grado la trovo dura come impresa, se non con delle conseguenze
yuppidu
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Re: Minimalismo al tramonto?

Messaggio da yuppidu »

Very good, Gomitolo ;)

stile, tecnica? un doc: http://www.runnersworld.it/files/artico ... 013_04.pdf

Quanto a me. Facevo agonismo, e il mio preparatore ben pensò di insegnarmi la rullata. Ma questo accadeva tanti anni fa...

Con l'"invecchiare", la rullata non si è più rivelata efficiente nel mio caso, dati gli infortuni che mi sono procurato. Fascite plantare, innanzi tutto, periostite tibiale, e di tanto in tanto, giusto per non farmi mancare niente, dolori alle ginocchia (ma poca cosa in confronto alla fascite).

Oggi non faccio agonismo, ma mi piace correre, possibilmente tanto: se non fossi tornato alle origini, alla tecnica, avrei dovuto smettere.

- E non si è mai troppo "vecchi" per riapprendere la tecnica appropriata.
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