Archiviato il lato emotivo di questa splendida giornata, sedimentato il ricordo delle piacevoli ore trascorse a spasso per i Berici, è giunto il momento di fare una breve analisi di quanto è accaduto fisicamente sul mio corpo e che mi ha consentito di compiere l’anello senza particolare patemi d’animo; ciò perché mi sono reso conto di aver potuto usufruire di risorse che fino alla mattina in piazza dei Signori per me erano impensabili e che mi hanno fatto comprendere che i meccanismi che regolano il nostro corpo sono più complessi (e forse unici, nel senso di diversi da persona a persona) di quanto sembrerebbe di poter capire dalla letteratura disponibile.
Prima però un passo indietro: a metà febbraio, durante un’uscita sul percorso che utilizzo più spesso nel periodo autunno-inverno, si manifesta un dolore al gluteo destro; per non correre rischi, mi fermo qualche giorno e prendo degli antinfiammatori, oltre a praticare degli automassaggi utilizzando Voltaren; ma il dolore, che forse è più corretto definire fastidio, si ripresenta non appena ricomincio a correre. Non ho grossi dubbi: alla mia età (quasi 52) so benissimo che il dolore non passerà presto; ci rifletto su bene e ne deduco che ho due soluzioni: allenarmi ugualmente seguendo il programma di lunghi previsti e presentarmi alla partenza con il rischio di non concludere la gara causa dolore e compromettere la stagione, o rimanere tranquillo e correre il rischio di non arrivare al traguardo

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Non c’è dubbio, tra i due rischi scelgo il secondo, male che vada sarà un allenamento per il coast to coast in Istria, ma la priorità va alla salute, prima devo guarire dal dolore.
Così mi presento sabato mattina assieme all’amico albed con soli 40 km fatti nell’ultimo mese, cui si aggiungono altri 140 dal primo gennaio in 6 settimane, con un’unica uscita di 29 km e 2000 d+ a fine gennaio (percorsi in gruppo con molta calma), per il resto un'uscita di 20 km. e 1000 d+ e via a calare le dosi, un po’ pochino per un trail di 66 km!
A questo punto il programma della gita è fin troppo facile. Partire piano, proseguire lentamente e cercare di arrivare a Vicenza con le proprie forze!
Così è, e dopo pochi km, saluto l’amico che prosegue a ritmi più elevati: lui convinto che prima o poi lo raggiungerò; io invece sicuro al cento per cento che ci rivedremo solo quando lui avrà già fatto la doccia.
Ho con me solo una barretta di Snickers (oltre al materiale obbligatorio ovviamente!), ho letto che i ristori sono magnificamente dotati, non vedo perché appesantire lo zainetto con gel e alimenti vari, così tutto precede come previsto: ristori super e posizionati intelligentemente, è sufficiente riempire la borraccia e lo faccio con ¾ d’acqua, il rimanente metà coca e metà integratore; mangio un po’ di tutto, salato e dolce, ma cerco comunque di non fare soste troppo lunghe, massimo 3-4 minuti e via; dopo il ristoro dell’eremo comincia la parte per me fondamentale: sono già ben oltre il chilometraggio massimo e i vari saliscendi mettono a dura prova il mio scarso allenamento. Infatti compaiono i primi crampi; siamo solo a metà percorso e comincio ad essere preoccupato per il prosieguo, ma stringo i denti e tra un crampo e l’altro provo a calcolare a che ora potrei arrivare in piazza, dovessi proseguire con quell’andatura: certamente con il buio.
Ma ecco la svolta: il ristoro del 45° km. Come sempre mi idrato abbondantemente e mangio; riparto e noto che il percorso diventa meno cattivo; inizio la discesa (per alcuni famigerata) sulla sterrata che con alcuni tornanti a volte ripidamente conduce a breve distanza dal lago di Fimon; qui mi sembra di rinascere, raduno forze che credevo ormai perse per i successivi due/tre giorni

; incredibilmente riesco a correre tutto il tratto pianeggiante ed anche una parte della salitina successiva; il ristoro al 55° mi sembra arrivare velocemente; dei crampi mi rimane solo il ricordo, un lieve fastidio dove si erano presentati (praticamente un po’ dappertutto

); anche qui mi ristoro bene e bevo alla grande; la prima ripida salita dopo il ristoro non mi dà grossi problemi, poi riesco a corricchiare in tutti i tratti sia pianeggianti che in leggera salita; il frastuono della sottostante autostrada è il segnale che l’arrivo non è molto lontano; i campi da attraversare, correndo, non sono poi così tragici, terminano presto, le sensazioni sono ottime, mi sembra di essere partito da un paio d’ore al massimo, non riesco a capacitarmi di dove il mio corpo tragga queste risorse. Nel tratto di strada in leggera salita nei pressi di Villa Valmarani, addirittura aumento il ritmo; l’impressione è che nell’ultime due ore abbia potuto superare almeno un centinaio di altri colleghi di fatica, ma forse è solo, per l’appunto, un’impressione. L’ultimo km è solo una questione di cuore e di testa, la fatica scompare quasi del tutto, il tifo aumenta progressivamente e mi sembra di volare, all’arrivo mi viene il classico groppo in gola da emozione, per mille motivi, non ultimo la fantastica accoglienza della piazza!
Ma bando ai romanticismi e torniamo ai numeri: a casa, sul divano, scopro di aver rimontato, dal primo rilievo cronometrico all’arrivo, ben 255 posizioni; scorrendo la classifica noto che pochissimi altri hanno fatto meglio, credo 5 in tutto. Morale della favola: ma da dove mi sono uscite quelle forze che mi hanno consentito di correre per lunghi tratti negli ultimi 20 km e soprattutto negli ultimi 5, quando ero ben oltre il doppio del chilometraggio massimo fatto negli ultimi 3 mesi e a 11 mesi dall'unico altro trail di 69 km del 2016? Sentire e vedere le gambe che girano è proprio una gran bella soddisfazione, ma rimane da capire se sia stato merito del mio metabolismo, dato che l’allenamento non ha di certo aiutato o di cosa altro...
O forse ha influito positivamente la lunga pausa dell’ingorgo? E allora ben vengano
Aggiungo che non seguo alcuna dieta particolare, mangio un po’ di tutto e cerco di variare il più possibile. Intrugli non ne prendo, non dovendo correre per fare il tempo ma solo per il piacere del muoversi in natura, preferisco sfruttare ciò che offre la casa!
Ah per concludere, già ieri non avevo più alcun dolore muscolare, come non avessi fatto nulla, meglio di così!

(ps: e scusate se mi sono dilungato un pò!)