Hai fatto bene... ci sono tante esperienze e diverse letture del fenomeno.
Vi racconto i miei crampi ai polpacci
Personalmente mi ricordo di 3 episodi miei "clamorosi", e su tutti i 3 l'allenamento troppo scarso era (per me!) la prima causa, ero
sostanzialmente impreparato. La seconda causa dovrebbe essere la
psicologia (mia) legata alla gara... nell'ultimo episodio clamoroso, ero partito sapendo di andare lì per finirla... però avevo fatto un po' di salita in allenamento, avevo già corso 10 km in piano e... e i crampi mi sono venuti dopo 7 km a ritmi che più blandi non si poteva,
non bastava dunque la scarsità di allenamento per spiegare perché dopo 1 ora di passeggiata accelerata io fossi già in debito...
Penso di aver una giusta strategia di idratazione/alimentazione* (diciamo che per i miei livelli potrei anche non averne affatto ed andrebbe bene lo stesso

), ho pensato in tutti i modi e l'unica cosa che mi viene davvero in mente sono le scarpe e il
discorso drop vs tensioni al polpaccio.
In tutti i ragionamenti sul minimalismo si parla di tensioni nei polpacci se si scende di drop ed io ho scarpe da trail con drop inferiore alle mie scarpe da strada (che uso anche su strade bianche), quindi alla fine, faccio la maggior parte dei miei chilometri di corsa a piedi con delle scarpe 'diverse' a livello del drop da quelle che uso in gara.
Nell'ultimo caso clamoroso, ho avuto i polpacci duri per 3 ore abbondanti, potevo camminare bene in salita (senza dolore), correre (il giusto) in discesa, ma pativo
tanto a correre in piano (come se per il tipo di falcate del piano ci fosse un'impossibilità).
*
vado avanti con bibita isotonica, fatta in casa. MA, caspitina, non ho mai avuto problemi di crampi d'inverno (e chiaramente non mangio la stessa cosa che in estate, quindi posso avere bilanci/equilibri di sostanze diversi, indipendemente del fatto che la mia bibita in gara sia la stessa) ==>
più uno ci pensa più mette in avanti diversi fattori potenziali!