Lettera aperta agli amici della Corsa in Montagna e della StrafeXpedition “in particolare”.
Running, appassionati di Trail-running, concorrenti, volontari, collaboratori della StrafeXpedition e più in generale appassionati della corsa in montagna nelle forme più svariate.
Alla luce dei recenti avvenimenti che hanno riguardato la StrafeXpedition 2018, vorrei, se mi è permesso, esprimere a mente fredda alcune considerazioni su quanto accaduto domenica 2 settembre 2018.
Innanzitutto è mio dovere ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita “nel bene e nel male”, della Strafe 2018: atleti, volontari e i vari addetti all’organizzazione. Il fatto che siate riusciti a tornare a casa più o meno integri mi ha sollevato più di quanto crediate, poiché, vista la giornataccia, non c’era nulla di scontato in tutto questo.
In questa edizione abbiamo avuto nostro malgrado vari problemi, il principale è stato senza dubbio il forte maltempo, con forti, diffusi e permanenti rovesci (addirittura neve su Cima XII, come riportato dal Soccorso Alpino), tanto da obbligare la direzione gara ad una modifica su gara in corso del tracciato della 50K., con le inevitabili complicazioni che questa decisione implica.
L’organizzazione ha poi ricevuto critiche da un discreto numero di concorrenti, che si sono lamentati in generale per la scarsa (a loro dire) tracciatura dei vari percorsi di gara, in particolare della 20K. Se vi interessa approfondire l’argomento andate alla pagina Facebook della StrafeXpedition, e vi fare un’idea di cosa parlo, ma non è questo il punto della riflessione che seguirà.
Ciò di cui mi preme discutere e che voglio analizzare in questo mio sfogo è il motivo che sta alla base del metodo di tracciatura da me (e solo da me) intrapreso, in questo modo tutti sapranno con chi devono prendersela e con chi no
Chi scrive è colui che traccia e ha tracciato tutti i percorsi (per un totale che a spanne fa circa 150/180 km. di strade e sentieri alcuni dei quali riaperti ex-novo poiché in parte abbandonati e/o dimenticati nel tempo dalle genti che un’epoca li percorrevano), delle quattro edizioni della StrafeXpedition, cosa di cui vado particolarmente fiero.
Ritengo, a ragione o torto, di avere un’etica per quanto riguarda la Corsa in Montagna e questo fa sì che nel tracciare i vari percorsi tali riguardi si riflettano sui tracciati di gara. Per poter capire il mio metodo di tracciatura è però necessario dare una spiegazione su cosa intendo per quella che chiamo “Etica del Trail”.
Nel corso degli anni, sulle più svariate riviste del settore, sono stati scritti fiumi di parole sull’argomento…vediamo un po’ se centro il bersaglio.
Il Trail non è la Corsa in Montagna in senso stretto. Infatti per queste ultime esistono le Maratone Alpine, le Skyrace, i Vertical e tutte le loro varianti più o meno impegnative.
Il Trail, e la sua versione più spettacolare detta Ultra-Trail (ovvero oltre i canonici 42 km della classica maratona, tanto per capirci, soprattutto per coloro che sono a digiuno sull’argomento), sono a mio avviso un’interpretazione della competizione in ambiente esposto, sia che ci si riferisca alla montagna, al deserto, alle creste, fino a guadare torrenti, ecc…Il Trail è sostanzialmente una lotta contro sé stessi, prima che con gli avversari. É un mettersi alla prova in un contesto competitivo parzialmente controllato e relativamente sicuro.
Il bello di tutto questo è che ce n'è un po’ per tutti i gusti, se si conoscono le proprie capacità e i relativi limiti ci si diverte come bambini in un parco giochi.
Naturalmente questa versione idilliaca del Trail si sta corrompendo per i più svariati motivi. L’iperagonismo, il protagonismo da podio, i top-runner quelli veri (pochi), quelli falsi (molti) da prime pagine, la burocrazia sempre più oppressiva e invadente (ma questo lo so subiamo solamente noi organizzatori), le pretese logistiche di chi vuole tanto, tutto, subito e comodo, stanno, con il loro comportamento, distruggendo quel poco di poesia che ancora strenuamente resiste nell’utopico mondo del Trail.
Arrivati a questo punto alcuni staranno pensando: “eccolo qua è arrivato l’ennesimo moralista Talebano, un altro di cui nessuno sentiva la mancanza”. Ma qui non si tratta di voler tornare al “principio” del Trail, né alle sue nobili origini, ammesso che ci sia mai stato qualcosa di nobile da rimpiangere o a cui ritornare. Qui si tratta dello sforzo (probabilmente vano) di tornare “in bolla”, ovvero, se non posso cambiare il sistema, quantomeno cerco di correggere il modo in cui gli atleti si approcciano e si comportano durante la competizione.
Entro nello specifico portando come esempio ciò che è accaduto alla StrafeXpedition 2018.
All’arrivo dei primi concorrenti della 20 km, alcuni di questi si sono lamentati di aver sbagliato strada dopo il ristoro di Zingarella, nel punto in cui a meno di un chilometro da quest’ultimo, si lasciava la carrabile e con una repentina svolta a sinistra ci si immetteva attraverso un pascolo in un tratto di single-track (sentiero).
L’accusa rivoltaci e che la sterzata fosse stata:
a) troppo repentina (angolo di svolta a 70°/80°);
b1) non adeguatamente segnalata (quattro balise “fettucce” nei primi 50mt. di sentiero);
b2) non adeguatamente segnalata (cinque frecce della lunghezza di 30cm color arancione fosforescente che indicavano svolta a sinistra + numero imprecisato di bollini arancione fosforescente che indicavano la direzione prima e dopo la svolta);
c) mancanza di una persona o altro mezzo pronti a impedire che i super-top-runner volassero dritti, dritti verso Galamarara.
Per non parlare di quelli che a Forte Interrotto, malgrado sbarramento fisico di nastri da cantiere bianco/rossi (oltre a tutto il resto come sopra), per far sì che girassero in senso antiorario attorno alla costruzione, riuscivano nell’intento di venirmi addosso malgrado fossi in mezzo alla strada gridando come un ossesso che dovevano gira verso destra.
Altri ancora hanno lamentato la mancanza di cartelli che indicassero testualmente: lastre di sasso scivolose, radici sporgenti e scivolose, tratti particolarmente ripidi e scivolosi… Non dovrebbe essere il buonsenso e la normale esperienza acquisita quotidianamente a dettare certe elementari regole di comportamento, specialmente in condizioni quali pioggia incessante e visibilità limitata? Ma qui avevano ragione, del resto se diluvia tutto diventa estremamente scivoloso.
Questi sono solo pochi esempi (anche se c’è né sarebbero a decine da raccontare) che mi servono per arrivare al punto della mia riflessione.
Detto questo, ho balisato largo? Si, il più largo che potessi permettermi;
Ho usato poca vernice? Si, il meno impattante che potessi tollerare;
Ho messo pochi cartelli? Si e solo nei punti in cui ritenevo fossero necessari;
C’era poco personale sui vari percorsi? No, ho corso Ultra-Trail lunghi il doppio con metà del personale presente alla Strafe (chi come il sottoscritto l’ha fatto gare come il Toubkal UltraTrail o l’Haria Extreme può confermare che a parte i ristori, il resto in quanto a personale era “deserto dei Tartari”).
Parecchi concorrenti al contrario mi ha fatto notare che c’erano fin troppe indicazioni sul tracciato.
Dipendesse da me darei una “road-map” con la traccia e la dicitura “andare verso nord fino a Cima XII tenendo il sole alle spalle leggermente sulla destra, e quando arrivate alla sommità, girate verso sud direzione Asiago tenendo nel frattempo sempre il sole leggermente sulla destra, ricordatevi però di passare prima per l’Ortigara e successivamente da Cima Portule”.
Ma il Piano Sanitario prima e la Procura successivamente si abbatterebbero come una scure sul buon Franco Morello (vero cuore pulsante della Strafe) lasciandomi irrimediabilmente senza socio e spalla.
Morale, io non ho tracciato il percorso corto della Strafe in modalità “Corsa del Trenino o Vacca Mora” restando sulle competizioni Altopianesi più frequentate.
No, l’intento della “StrafeXpedition 20K” è sempre stato fin dalla sua nascita, e sarà inteso così anche in futuro, come l’avvicinamento naturale ai percorsi maggiori 35K e 50K, i quali a loro volta sono propedeutici alle competizioni più blasonate che si svolgono nel panorama Italiano e Internazionale dell’Ultra-Trail, o quanto meno vorrei che così fosse inteso.
Certo potevamo non impegnarci su tre percorsi, potevamo concentrarci al massimo delle nostre capacità solo su uno dei percorsi, oppure potevamo fare di più e meglio, dei consigli che ci sono giunti faremo grande tesoro per le edizioni future.
Ma una cosa non farò mai: non snaturerò mai per niente e per nessuno al mondo il mio modo di tracciare i percorsi con denominazione Trail.
Chi in futuro vorrà partecipare a questa competizione sa di dover venire con un certo tipo di mentalità, occhi aperti, cervello attivo, corsa a testa alta, materiali adeguati e andatura sicura per le proprie capacità.
Per chi è abituato a correre a testa bassa con occhi solo sullo strumento che porta al polso, impostato su “min/km” c’è un mondo di strade asfaltate. Per chi ama le montagne e vuole un volontario ogni dieci metri ci sono le Vertical. Per chi vuole il percorso completamente nastrato ci sono le corse campestri. Il mondo della corsa è, per fortuna, molto vasto e in continua evoluzione ed è là fuori che vi aspetta a braccia aperte. Io posso solo augurarvi buona fortuna.
Ci sarà un’edizione 2019…?
Si…ci sarà, un po’ più bella della trascorsa, un po’ meno bella della seguente.
F.to
Rebeschini P.Giorgio (Tracciatore e responsabile tecnico StrafeXpedition)
StrafeXpedition (VI) - 02.09.2018
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
Bravo! Non entro nello specifico delle gare perché non c'ero, ma ciò che hai scritto è molto aderente al mio concetto di Trail, ce ne fossero come te...
- augusto losio
- Messaggi: 1661
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
d'accordo su tutto.
io mi considero un "eterno giovane", nel senso che mi pare ieri che sono entrato in questo mondo e che non riesco a dare giudizi da vecio.
però ammetto che è sempre più frequente trovare sui sentieri gente che se non gli lisci l'erba (immaginiamoci poi il discorso balisaggio o ristori...) ti muove guerra come se tutto fosse dovuto.
questo non significa, come da altra discussione, che non ci debba essere un'organizzazione e certi livelli di attenzione.
però, vacca di quella rana, lasciatemi divertire e essere anche un po' incosciente; e prendere qualche rischio, perchè no.
quindi appoggio forma e spirito della lettera-sfogo.
io mi considero un "eterno giovane", nel senso che mi pare ieri che sono entrato in questo mondo e che non riesco a dare giudizi da vecio.
però ammetto che è sempre più frequente trovare sui sentieri gente che se non gli lisci l'erba (immaginiamoci poi il discorso balisaggio o ristori...) ti muove guerra come se tutto fosse dovuto.
questo non significa, come da altra discussione, che non ci debba essere un'organizzazione e certi livelli di attenzione.
però, vacca di quella rana, lasciatemi divertire e essere anche un po' incosciente; e prendere qualche rischio, perchè no.
quindi appoggio forma e spirito della lettera-sfogo.
-
Ultra-Cesc 56
- Messaggi: 43
- Iscritto il: 13/10/2017, 14:35
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
ciao,
sono d'accordo con te su tutto....però un po Talebano sei
chi fà i trail da 20km probabilmente è alle prime armi, e magari viene dalle corse podistiche, dove è quasi impossibile sbagliare percorso (e si guarda continuamente l'orologio
)
se si chiedono iscrizioni ai "principianti" mettendo percorsi alternativi alla ultra, ovvio che poi ti capita di tutto, dai podisti ai cercatori di funghi...ma è giusto che sia così, tutti abbiamo avuto un inizio, quasi tutti credo abbiamo cominciato con trail corti, vedrai che chi si appassionerà di questa disciplina/stile di vita, poi magari entrerà in sintonia con lo spirito trail e comincerà a godersela e a capire come funziona.
Da parte di chi organizza, secondo me, ci vuole un po di pazienza, non solo a disboscare i vecchi sentieri ma anche relazionarsi con i neofiti presi dal panico.
sono d'accordo con te su tutto....però un po Talebano sei
chi fà i trail da 20km probabilmente è alle prime armi, e magari viene dalle corse podistiche, dove è quasi impossibile sbagliare percorso (e si guarda continuamente l'orologio
se si chiedono iscrizioni ai "principianti" mettendo percorsi alternativi alla ultra, ovvio che poi ti capita di tutto, dai podisti ai cercatori di funghi...ma è giusto che sia così, tutti abbiamo avuto un inizio, quasi tutti credo abbiamo cominciato con trail corti, vedrai che chi si appassionerà di questa disciplina/stile di vita, poi magari entrerà in sintonia con lo spirito trail e comincerà a godersela e a capire come funziona.
Da parte di chi organizza, secondo me, ci vuole un po di pazienza, non solo a disboscare i vecchi sentieri ma anche relazionarsi con i neofiti presi dal panico.
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
Non ho rilevato particolari mancanze nel balisaggio (ho fatto la 50), certo procedendo con testa bassa e tutti intabarrati causa pioggia, qualcosa poteva sfuggire, ed infatti ho rischiato un paio di volte anch'io di saltare una deviazione. Ai ristori c'era the caldo che viste le condizioni era la bevanda più apprezzata. Ho trovato le docce calde all'arrivo, incredibile, non capita quasi mai! La gestione della modifica del percorso con l'esclusione di Cima 12 e del Portule sono state fatte in maniera ottimale. Avrei messo qualche balisa in più nei tratti in cui c'era sì un sentiero evidente, ma magari uno pensa di aver saltato qualcosa se non vede niente e magari è da solo.
Bisogna cambiare sistema su come svolgere il briefing (non solo qui, ma in generale). Non si possono dare informazioni vitali pochi minuti prima della partenza, sotto la pioggia, nel casino più totale. Le informazioni non arrivano. Non saprei come fare, ma così non va.
A mio avviso ci sono state critiche eccessive e non costruttive, comunque.
Bisogna cambiare sistema su come svolgere il briefing (non solo qui, ma in generale). Non si possono dare informazioni vitali pochi minuti prima della partenza, sotto la pioggia, nel casino più totale. Le informazioni non arrivano. Non saprei come fare, ma così non va.
A mio avviso ci sono state critiche eccessive e non costruttive, comunque.
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
Concordo praticamente su tutto quello che hai detto e ti ringrazio per il prezioso lavoro che fai anche se ancora non ho avuto modo di partecipare alla gara.
Per me, per come hai descritto il balisaggio, hai fatto un lavoro ottimo.
Probabilmente non è il tuo caso, ma ripeto un aspetto che noto molto spesso in altre gare: gli organizzatori in genere accettano mal volentieri le critiche, ma soprattutto comunicano molto poco. Per esempio, se qualcosa non ha funzionato durante la gara, secondo me è molto importante pubblicare subito cosa non ha funzionato e cosa si intende fare la prossima volta. Per esemoio, se c'è stato effettivamente un problema di balisaggio insufficiente, si deve pubblicarlo, se non c'è stato, ma avete ricevuto varie critiche, si deve pubblicarlo (come hai giustamente fatto qui), così la prossima volta ci saranno meno critiche. Costa poco e da grandi risultati.
Per me, per come hai descritto il balisaggio, hai fatto un lavoro ottimo.
Probabilmente non è il tuo caso, ma ripeto un aspetto che noto molto spesso in altre gare: gli organizzatori in genere accettano mal volentieri le critiche, ma soprattutto comunicano molto poco. Per esempio, se qualcosa non ha funzionato durante la gara, secondo me è molto importante pubblicare subito cosa non ha funzionato e cosa si intende fare la prossima volta. Per esemoio, se c'è stato effettivamente un problema di balisaggio insufficiente, si deve pubblicarlo, se non c'è stato, ma avete ricevuto varie critiche, si deve pubblicarlo (come hai giustamente fatto qui), così la prossima volta ci saranno meno critiche. Costa poco e da grandi risultati.
- augusto losio
- Messaggi: 1661
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
cito quanto sopra per un commento.Ultra-Cesc 56 ha scritto:se si chiedono iscrizioni ai "principianti" mettendo percorsi alternativi alla ultra, ovvio che poi ti capita di tutto, dai podisti ai cercatori di funghi...ma è giusto che sia così, tutti abbiamo avuto un inizio
ci sono torti e ragioni da tutte le parti, ma forzando un po' per prendere una direzione dico che non sono d'accordo con te (ripeto, la sto tagliando con l'accetta).
il trail è una disciplina che porta in sè le caratteristiche dell' "estremo", con ciò non intendo roba da supermen (che stiano a casina, i supermen), ma certamente difficoltà sì superabili ma con estremo giudizio.
spesso (e qui non ne faccio colpa all'organizzatore) si pensa di poter fare tutto, che ci sta, ma da subito, che è una cagata.
siamo infarciti di messaggi secondo i quali basta la tutina, la scarpetta, l'integratoruccio, il pantaloncino e voilà, subito su per i monti, tendenzialmente senza soffrire nemmeno un cicinino.
col piffero: volare basso e a piccoli passi, il tempo ti dirà poi se la cosa fa per te o proprio no.
poi ce n'è per tutti i gusti: a una fiasp a pavia dopo una nevicata c'era chi si lamentava del fatto che le discese erano scivolose.
ma và? davero davero?
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
Concordo sulla filosofia, ma in effetti una 20 km sulle stradine dell'Altipiano dovrebbe essere alla portata di tutti, anche chi viene dalla mezza cementata, anche perché a quel tipo di corridori si punta con una 20....
Ciao
Andrea
Ciao
Andrea
- augusto losio
- Messaggi: 1661
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
ciao andrea, come scrivevo torti e ragioni da entrambe le parti.
però, volendo "schierarmi", ribadisco che anche un 20km di un ultratrail deve essere affrontata con certe cautele, che non sono quelle in uso nelle gare su strada.
niente di eccezionale, però se credo a quanto ha scritto l'organizzatore nemmeno le cautele minime sono state prese in considerazione.
però, volendo "schierarmi", ribadisco che anche un 20km di un ultratrail deve essere affrontata con certe cautele, che non sono quelle in uso nelle gare su strada.
niente di eccezionale, però se credo a quanto ha scritto l'organizzatore nemmeno le cautele minime sono state prese in considerazione.
-
Sylvain IT
- Messaggi: 365
- Iscritto il: 20/09/2016, 15:23
Re: StrafeXpedition 02/09/2018...riflessioni sull'accaduto..
Premetto che NON CONOSCO CODESTA GARA, però un po' ne ho fatte...
- mi sono già perso
- sono già caduto (tra l'altro dopo un cartello discesa pericolosa!), finendo al pronto soccorso...
Non ho mai ritenuto che fosse colpa dell'organizzatore, ma soltanto mia.
Per me l'organizzatore deve portarmi su un percorso bello e offrirmi delle docce alla fine; caro organizzatore, se prendo la macchina per venire da te, non farmi tornare pieno di fango, ecco...
Il briefing non mi è mai servito a niente ma ho sempre apprezzato trovare un volontario nelle svolte crucciali
Solitamente quando ci si perde, è perché si è in gruppo e si segue "qualcun altro", ecco... appunto se si è dietro, tanto hai già uno che ti fa il ritmo, magari verificare quando svolti se ti sembra "logico", sarebbe buona regola.
- mi sono già perso
- sono già caduto (tra l'altro dopo un cartello discesa pericolosa!), finendo al pronto soccorso...
Non ho mai ritenuto che fosse colpa dell'organizzatore, ma soltanto mia.
Per me l'organizzatore deve portarmi su un percorso bello e offrirmi delle docce alla fine; caro organizzatore, se prendo la macchina per venire da te, non farmi tornare pieno di fango, ecco...
Il briefing non mi è mai servito a niente ma ho sempre apprezzato trovare un volontario nelle svolte crucciali
Solitamente quando ci si perde, è perché si è in gruppo e si segue "qualcun altro", ecco... appunto se si è dietro, tanto hai già uno che ti fa il ritmo, magari verificare quando svolti se ti sembra "logico", sarebbe buona regola.