Tor Des Geants (VDA) - 9/15.09.2018
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Re: Tor Des Geants - Val d’Aosta - 9/15 settembre 2018
Bravo Offriends, grande traguardo per una grande avventura.. inutile spiegare a chi è fuori le sensazioni, siamo parte di una nicchia e va bene così 
Re: Tor Des Geants - Val d’Aosta - 9/15 settembre 2018
Ma anche voi vi state mangiando qualsiasi cosa vi passi vicino?
A proposito io ho perso circa 2,5 kg.....
A proposito io ho perso circa 2,5 kg.....
Re: Tor Des Geants - Val d’Aosta - 9/15 settembre 2018
Riposto quanto già scritto si Instagram...
Quando una settimana fa mi hanno consegnato questo pettorale, all'apparenza fragile e inadatto, la prima cosa che mi è venuta in mente è che non sarebbe mai arrivato intatto all'arrivo.
Oggi credo che anche lui pensasse la stessa cosa di me.
Invece siamo entrambi a #Curmayeur. Credo sia la dimostrazione che con la forza di volontà si possano raggiungere obiettivi altrimenti irraggiungibili. Che persone semplicemente normali e all'apparenza prive di talento abbiano invece dentro energie inimmaginabili, che devono solo essere stimolate ed incanalate.
P. S.: ma cosa ci facevano sul percorso tutte ste bandierine gialle con la scritta #ROT?
P. S.2: l'anno prossimo ci sarà la decima edizione del #Tor. Non sarebbe bello rivedere su questi "suoi" sentieri la "nostra" @francesca_canepa?
Quando una settimana fa mi hanno consegnato questo pettorale, all'apparenza fragile e inadatto, la prima cosa che mi è venuta in mente è che non sarebbe mai arrivato intatto all'arrivo.
Oggi credo che anche lui pensasse la stessa cosa di me.
Invece siamo entrambi a #Curmayeur. Credo sia la dimostrazione che con la forza di volontà si possano raggiungere obiettivi altrimenti irraggiungibili. Che persone semplicemente normali e all'apparenza prive di talento abbiano invece dentro energie inimmaginabili, che devono solo essere stimolate ed incanalate.
P. S.: ma cosa ci facevano sul percorso tutte ste bandierine gialle con la scritta #ROT?
P. S.2: l'anno prossimo ci sarà la decima edizione del #Tor. Non sarebbe bello rivedere su questi "suoi" sentieri la "nostra" @francesca_canepa?
Re: Tor Des Geants - Val d’Aosta - 9/15 settembre 2018
Dovrei fare il giro due volte per tornare al mio peso forma...Corry ha scritto:A proposito io ho perso circa 2,5 kg.....
Re: Tor Des Geants - Val d’Aosta - 9/15 settembre 2018
LA Francesca ha detto a margine delle sue interviste sulla vittoria all'UTMB che non tornerà mai, le hanno fatto troppo male. A me piace Francesca (come atleta...) e mi piace il TOR. Peccato, ma ci sono altre gare, altri traguardi. Magari tra qualche anno tornerà, per farlo in scioltezza, come ha fatto la Boifava, e riconciliarsi con il mondo, chissà....
Re: Tor Des Geants - Val d’Aosta - 9/15 settembre 2018
Non tornerà perché non le hanno mai chiesto scusa.
Ci vorrebbe davvero poco. Basterebbe dire “abbiamo sbagliato, in buona fede ma abbiamo fatto una cazzata, se ti va ti chiediamo di partecipare alla storica X edizione”.
Ci vorrebbe davvero poco. Basterebbe dire “abbiamo sbagliato, in buona fede ma abbiamo fatto una cazzata, se ti va ti chiediamo di partecipare alla storica X edizione”.
Re: Tor Des Geants - Val d’Aosta - 9/15 settembre 2018
E se la vita fosse un inganno, vorrei che rimanesse almeno un piccolo spazio, fra stella e stella, per tutti i nostri sogni. Vorrei che il disegno di quelle montagne non perdesse mai il colore, e che continuasse a descriversi come una moltitudine di punte, archi, slanci di azzurro e confini sfumati, eterei.
Il viaggio comincia camminando, portando una gamba avanti l'altra, e così via, estasiati dall'essenzialità del bagaglio, invincibili sotto gli spallacci, con gli occhi pronti a tutto: lacrime, comprensione, orgoglio, frustrazione, campi, fiori bianchi come il cotone, acqua di luna, perle di sole, pietra cangiante, graffi di polvere, sudore...
Ma che occhi dobbiamo avere, noi che partiamo? Quante vite ci pare di portare addosso e quante ne lasciamo, lassù, affidate ai loro venti, ai fili d'erba e d'ortica di un grande prato!
E si cammina, si cammina mettendo in riga passato, presente e futuro, seguendo la linea perfetta che traccia i confini fra realtà e incanto. La pelle si assottiglia, si taglia, si colora di avventura. Il giorno tesse i pensieri e li stende al sole, , li lascia ad asciugare e a sventolare come grandi stoffe colorate.
Coi piedi nelle scarpe, misuriamo la vastità dell'anima, e ci affidiamo al sentiero, spaventati, alla ricerca di una bandierina gialla o di un cerchio dipinto sulla pietra. Quei segni sono la nostra barca, il nostro rifugio galleggiante, la nostra casa.
Ci tuffiamo euforici in un bicchierino di te', che, ogni volta che ci viene offerto, cambia sapore, a seconda di quanto zucchero abbiamo nel cuore e fra le tempie. L'aria della Montagna scalcia, incalza, e il liquido bollente, a piccoli sorsi, le tiene testa. Sono battaglie e schermaglie, scherzi e miraggi. Ma il corpo apprende, cenrimetro dopo centimetro si trasforma, resiste, e resiste dolcemente.
E quando sfilo il mio flauto fortunato (è decisamente un tubo fortunato), mi trovo per le mani un argento nuovo, un compagno di canto, che mi illumina il viso, mi corteggia le labbra e mi sfila la vita bella dai polmoni.
La magia accade.
Trovarsi appesi alle stelle, con la testa in giù, camminare sulla punta dei pensieri, tutti i pensieri, dai più neri a quelli più scintillanti. Ci sono pensieri che brillano fino a fare male, te li ritrovi in bocca, che quasi ti spezzano i denti.
La vita va a perdersi e bisogna masticarla, mandarla giù.
Amare, lasciare, desiderare, camminare, credere, mettere una giacca sulle spalle, cambiare...tutto si mescola, tutto è ugualmente chiaro ed importante.
E a Courmayeur torni, si...si torna tutti a Courmayeur. Ma non è quel paese aggrappato alle caviglie del Bianco, non è un nome stampato sulla carta o ripetuto metallicamente da un Tom Tom.
Courmayeur non esiste più.
Esistono i suoi tetti sognati, visti e rivisti in segreto, dall'alto dei propri desideri, quelli che ci fa paura pronunciare (per scaramanzia o pudore). Esistono quel bar e quella birra che sembra inchiostro per scrivere di getto pagine e pagine di un libro da amare. Esistono i piedi scalzi per le vie del centro e i sorrisi miracolati di chi ha finalmente capito quella poesia di Montagne. Esistono gli occhi lucidi, gonfi di nostalgia indicibile, sfuggente, insensata, stravagante.
Esisti perché c'è un TOR.
Il viaggio comincia camminando, portando una gamba avanti l'altra, e così via, estasiati dall'essenzialità del bagaglio, invincibili sotto gli spallacci, con gli occhi pronti a tutto: lacrime, comprensione, orgoglio, frustrazione, campi, fiori bianchi come il cotone, acqua di luna, perle di sole, pietra cangiante, graffi di polvere, sudore...
Ma che occhi dobbiamo avere, noi che partiamo? Quante vite ci pare di portare addosso e quante ne lasciamo, lassù, affidate ai loro venti, ai fili d'erba e d'ortica di un grande prato!
E si cammina, si cammina mettendo in riga passato, presente e futuro, seguendo la linea perfetta che traccia i confini fra realtà e incanto. La pelle si assottiglia, si taglia, si colora di avventura. Il giorno tesse i pensieri e li stende al sole, , li lascia ad asciugare e a sventolare come grandi stoffe colorate.
Coi piedi nelle scarpe, misuriamo la vastità dell'anima, e ci affidiamo al sentiero, spaventati, alla ricerca di una bandierina gialla o di un cerchio dipinto sulla pietra. Quei segni sono la nostra barca, il nostro rifugio galleggiante, la nostra casa.
Ci tuffiamo euforici in un bicchierino di te', che, ogni volta che ci viene offerto, cambia sapore, a seconda di quanto zucchero abbiamo nel cuore e fra le tempie. L'aria della Montagna scalcia, incalza, e il liquido bollente, a piccoli sorsi, le tiene testa. Sono battaglie e schermaglie, scherzi e miraggi. Ma il corpo apprende, cenrimetro dopo centimetro si trasforma, resiste, e resiste dolcemente.
E quando sfilo il mio flauto fortunato (è decisamente un tubo fortunato), mi trovo per le mani un argento nuovo, un compagno di canto, che mi illumina il viso, mi corteggia le labbra e mi sfila la vita bella dai polmoni.
La magia accade.
Trovarsi appesi alle stelle, con la testa in giù, camminare sulla punta dei pensieri, tutti i pensieri, dai più neri a quelli più scintillanti. Ci sono pensieri che brillano fino a fare male, te li ritrovi in bocca, che quasi ti spezzano i denti.
La vita va a perdersi e bisogna masticarla, mandarla giù.
Amare, lasciare, desiderare, camminare, credere, mettere una giacca sulle spalle, cambiare...tutto si mescola, tutto è ugualmente chiaro ed importante.
E a Courmayeur torni, si...si torna tutti a Courmayeur. Ma non è quel paese aggrappato alle caviglie del Bianco, non è un nome stampato sulla carta o ripetuto metallicamente da un Tom Tom.
Courmayeur non esiste più.
Esistono i suoi tetti sognati, visti e rivisti in segreto, dall'alto dei propri desideri, quelli che ci fa paura pronunciare (per scaramanzia o pudore). Esistono quel bar e quella birra che sembra inchiostro per scrivere di getto pagine e pagine di un libro da amare. Esistono i piedi scalzi per le vie del centro e i sorrisi miracolati di chi ha finalmente capito quella poesia di Montagne. Esistono gli occhi lucidi, gonfi di nostalgia indicibile, sfuggente, insensata, stravagante.
Esisti perché c'è un TOR.
Re: Tor Des Geants (VDA) - 9/15.09.2018
Manifesto del Tor. Questo potrebbe diventare il tuo racconto. Man mano che andavo avanti gli occhi diventavano sempre più lucidi, il cuore sussulta ancora alle immagini che le tue parole evocano. Mi aspettavo un gran bel racconto, è vero. Così è stato. Non mi aspettavo un racconto così: incredibile capacità, la tua, di stupire e meravigliare, sempre. Ogni volta in maniera diversa, ogni volta sino in fondo all’anima e all’andar per monti. Disarmato, per l’ennesima volta. Grazie, grazie davvero per venire qua e scrivere.
Re: Tor Des Geants (VDA) - 9/15.09.2018
Scrivi come un musicista jazz trippato in una jam session
Bello!
Bello!
Re: Tor Des Geants (VDA) - 9/15.09.2018
Bellissimo. Ma dimmi la verità, sei un elfo?