Riccardino ha scritto:Bello bello bello. Leo da veterano della corsa in ambiente quale sei cosa ti attira maggiormente dei trail in bikepacking e come pensi di far convivere la bici con la corsa? Questo lo chiedo come confronto e possibile spunto su come gestire gli equilibri tra pedali e scarpe da corsa.
Scrivo di getto senza pensare
Cosa mi attira:
- Essere in completa autosufficienza e allo stesso tempo poterti fermare in qualunque panificio, salumeria, fruttivendolo, pizzicagnolo, ristorante stellato, gelateria, bancherella del mercato
- non essere mai troppo stravolto (come mi capita in un ultratrail dopo 100 km) per poter apprezzare il panorama, le città attraversate, i sentieri.
- riuscire nel giro di 3/4 giorni a visitare così tanti luoghi differenti senza usare l'autovettura
- la totale assenza di competizione: sono un competitivo e mi piace cercare di andare forte e dare il meglio di me stesso. Ma spesso questo atteggiamento mi si ritorce contro, togliendomi altre soddisfazioni. Nel bikepacking invece non c'è proprio la corsa a chi arriva prima (non raccoglievano nemmeno le classifiche), e alla fine rimane piuttosto il rimpianto di non essere andati più piano o aver fatto qualche deviazione in più dalla traccia assegnata.
In cosa preferisco il trail
- essendo un incapace sulla sella, non riesco ad affrontare percorsi troppo tecnici. Invece in montagna ci si può inerpicare senza troppi problemi fino a vette oltre i duemila metri
- l'immersione nella natura. Nel bikepacking "italiano" si rimane comunque in un ambiente abitato (piccoli paesi magari, ma pur sempre un ambiente "civilizzato")
- se si parla di pura bellezza, gli spettacoli naturali più belli li ho vissuti sulle montagne, magari all'alba dopo una notte intera passata a correre. Nel bikepacking, almeno come lo vivo io, in maniera più tranquilla, è difficile arrivare a quello stato di "esaltante follia" che capita quando sei allo stremo delle forze, oppure hai tutti i sensi a fior di pelle (il Tor da questo punto di vista è da brividi...)