Dariogrizzly_1981 ha scritto: ↑12/06/2025, 8:24
Mi sono permesso di aggiungere questo grafico molto interessante su come varia la concentrazione dell'aria con l'altitudine. Ho aggiunto due link, vediamo se almeno uno funziona.
Ciao,
Dario
Chiamiamola rarefazione che è meglio (scusa ma vien fuori il meteorologo che è in me )
Anche se in realtà il problema è la diminuzione della pressione (che è direttamente correlata alla densità) che in quota fa lavorare meno bene gli alveoli polmonari. A 5'500 metri la pressione è circa la metà che a livello del mare, dove si allenano Martin e Augusto
Il corpo reagisce con varie strategie, tra cui la maggior produzione di globuli rossi, se non mi sbaglio aumenta anche il loro volume, solo che ci mette un pò di tempo. Per acclimatarsi completamente a quote elevate ci possono volere almeno due settimane.
@ Motosega: Grandissimo! E' una manifestazione che al suo grande fascino, lo scorso anno ho approfittato della gara per fare un uscita in quota, sono arrivato fino a punta Indren, purtroppo quest'anno non penso di poter venire.
Facendo un grandissimo in bocca al lupo a Motosega per una delle esperienze di corsa/trail/montagna più belle che abbia mai fatto, mi ricollego al titolo della discussione per postare questo allenamento dell’alieno a due settimane dalla Western States contro ogni legge “fisica”…https://strava.app.link/HVMY14uvaUb
Alla fine ho seguito la mia tabella “tutto un po’ alla cazzo” e ieri ho fatto il lungo. 55km con +3’500 che dovevano essere 10/12 ore e sono diventate 15.
Tre settimane dalla gara. Speriamo di recuperare bene.
Corry ha scritto: ↑23/06/2025, 8:32
Alla fine ho seguito la mia tabella “tutto un po’ alla cazzo” e ieri ho fatto il lungo. 55km con +3’500 che dovevano essere 10/12 ore e sono diventate 15.
Tre settimane dalla gara. Speriamo di recuperare bene.
Alto lago di Como. Ho fatto un grosso anello partendo da Livo. Arrivato alla Capanna Como (posto magnifico che consiglio a tutti) ho percorso la parte centrale dell’Alta Via del Lario, tratto mega galattico ma anche molto tecnico con a tratti ferrate. Da fare con consapevolezza perché si va a 20’/km e non c’è un’anima. Poi rientro seguendo più o meno la Via dei Monti Lariani. Sconsigliatissima in questa stagione perché l’erba è troppo alta e il Cai Dongo non fa manutenzione. Facilissimo perdere il sentiero e prendere zecche, tafani o vipere. Per fortuna c’era ancora qualche fettuccia della Utlac…