Trail e nonnismo

Due chiacchiere al bar
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Boborosso
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Trail e nonnismo

Messaggio da Boborosso »

Giusto per fare due chiacchiere...

Ho notato che nelle gare in cui ci sono più distanze, c'è sempre un atteggiamento di superiorità da parte di quelli che fanno le gare con maggiori km. E c'è un atteggiamento di "sottomissione" da parte di quelli che fanno le più corte.


Durante il Trail degli sciamani (70 km) procedevo con un altro concorrente, che mi ha suggerito di ruotare il pettorale all'indietro, in questo modo chi ci sorpassava delle gare corte ci avrebbe rispettato. Effettivamente funzionava.

Durante il Gran Raid prealpi trevigiane (facevo la 60) mi sono ritirato e sono arrivato a piedi all'arrivo con 42 km sulle gambe. Tutti quelli che avevano fatto la 30km si sono messi a farmi i complimenti, io che dicevo che mi ero ritirato, ma loro sbavavano solo perchè io avevo avuto il "coraggio" di provarci.

Durante la Ultrabericus, facevo la 65km, ai miei 50km incrocio chi faceva la 100km, uno mi ha snobbato dicendo che non dovevo parlare con loro, che non ero degno (sto parafrasando, ma il senso era quello)

Potrei fare altri esempi...


Adesso sono iscritto alla 250km in svizzera, c'è una 500km e so già che verrò trattato come il pivellino che deve ancora crescere :D
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martin
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Re: Trail e nonnismo

Messaggio da martin »

Fra una settimana mi presenterò alla via del Scenic Trail 83km. Partiamo alle 00.00 di venerdì sera insieme a quelli del 120km. Chi sa come mi tratteranno quelle bestie del "lungo".
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biglux
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Re: Trail e nonnismo

Messaggio da biglux »

Le poche volte che ho scelto la “corta”, quando incrociavo quelli della “lunga” pensavo: che sfigati, non gli passa un c…o! Sto proprio invecchiando…😁
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gogo
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Re: Trail e nonnismo

Messaggio da gogo »

E' vero, anch'io ho spesso percepito questi sentimenti di rispetto e ammirazione per chi percorre la distanza "lunga"; io in primis guardo/guardavo, anche con un pizzico di invidia, chi partiva per percorsi per me impensabili e inarrivabili.
Però non mi ricordo di aver mai incrociato sui tracciati o all'arrivo quelli della lunga quindi, quando pochi mesi fa sono andato sul percorso lungo del campo dei fiori trail e ho visto, tra il 30esimo e il 40esimo km, le facce e le condizioni di chi doveva farne ancora altrettanti...beh...i miei sentimenti sono cambiati!
Starò invecchiando ma, nonostante la stima nei loro confronti per la determinazione con cui affrontavano le difficoltà e la fatica, la domanda era stata: "ma chi te lo fa fare???"
Perchè massacrarsi 15 ore sui sentieri quando potrei faticare ma godermela allo stesso modo, per vedere quasi i medesimi luoghi, per la metà del tempo, senza farmi male e riuscire ad andare al lavoro il giorno seguente sano e salvo?
Poi la discriminante è che a me piace correre sui sentieri, non camminare quindi ovviamente più una gara è lunga e meno posso divertirmi.
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andard
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Re: Trail e nonnismo

Messaggio da andard »

Mi sono imbattuto, delle volte, in atteggiamenti o comportamenti legati alla lunghezza della gara ma senza mai arrivare ai livelli descritti da Boborosso, probabilmente è dettato dalla psicologia maschile del "ce-l'ho-lunghismo" :lol: :lol: :lol: :lol:
belladitheboss
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Re: Trail e nonnismo

Messaggio da belladitheboss »

Boborosso ha scritto: 04/06/2026, 10:11 Giusto per fare due chiacchiere...

Ho notato che nelle gare in cui ci sono più distanze, c'è sempre un atteggiamento di superiorità da parte di quelli che fanno le gare con maggiori km. E c'è un atteggiamento di "sottomissione" da parte di quelli che fanno le più corte.


Durante il Trail degli sciamani (70 km) procedevo con un altro concorrente, che mi ha suggerito di ruotare il pettorale all'indietro, in questo modo chi ci sorpassava delle gare corte ci avrebbe rispettato. Effettivamente funzionava.

Durante il Gran Raid prealpi trevigiane (facevo la 60) mi sono ritirato e sono arrivato a piedi all'arrivo con 42 km sulle gambe. Tutti quelli che avevano fatto la 30km si sono messi a farmi i complimenti, io che dicevo che mi ero ritirato, ma loro sbavavano solo perchè io avevo avuto il "coraggio" di provarci.

Durante la Ultrabericus, facevo la 65km, ai miei 50km incrocio chi faceva la 100km, uno mi ha snobbato dicendo che non dovevo parlare con loro, che non ero degno (sto parafrasando, ma il senso era quello)

Potrei fare altri esempi...


Adesso sono iscritto alla 250km in svizzera, c'è una 500km e so già che verrò trattato come il pivellino che deve ancora crescere :D
io mi comporto al contrario
da amante delle gare corte quando trovo i lenti delle gare lunghe che intasano il sentiero li picchio :lol:
ovviamente scherzo

è vero che un po' il bias della distanza come unico parametro per valutare la qualità di un atleta tra gli amatori c'è (e a me non piace questo modo di pensare)
ma non mi è mai capitato di essere trattato con superiorità da parte di chi fa gare più lunghe, anzi devo dire che quando poi ci si conosce c'è sempre molto interesse reciproco per ciò che si conosce poco

del resto sono convinto che il vero coraggio si veda partendo per un 400 m a canna, ai 300 m capisci la differenza tra coraggio e incoscienza :lol:
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